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Sede suburbicaria

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Si dicono sedi suburbicarie le diocesi del Lazio (Italia) che si situano attorno alla diocesi di Roma, di cui sono suffraganee, e costituiscono con essa la provincia ecclesiastica romana.[1]

Il termine "suburbicario" viene dal latino suburbicarius, composto di sub, "sotto" e urbs, "la città" per antonomasia, Roma.[1]

Col decadimento delle istituzioni, seguito alla caduta dell'Impero Romano, la struttura ecclesiastica sottoposta al vescovo di Roma, che si reggeva sui vescovi suburbicari, rappresentò l'unico elemento di stabilità per il territorio della città di Roma.[2] Dal VII secolo esisteva un gruppo di sette cardinali-vescovi detti suburbicari, il cui elenco fu a volte mutevole. A metà dell'XI secolo l'elenco era costituito da: Ostia, Porto, Albano, Palestrina, Silva Candida, Labicum, Velletri.

Tra il 1060 e il 1073 Labicum fu sostituito da Tusculum e Velletri fu unita a Ostia; il posto vacante così creato fu riempito da Sabina. Sotto Gregorio VII, Silva Candida fu lasciato vacante e dal 1079 fu sostituito da Segni.[3] Dopo papa Callisto II (1119-1124) la sede di Silva Candida, detta anche di Santa Rufina e Santa Seconda, venne aggregata a quella di Porto.[4]

Epoca presente

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Le sedi suburbicarie sono sette:

  1. Ostia
  2. Albano
  3. Frascati
  4. Palestrina
  5. Porto-Santa Rufina
  6. Sabina-Poggio Mirteto
  7. Velletri-Segni

Ognuna di essa corrisponde al titolo cardinalizio di un cardinale vescovo, ma è comunque retta da un vescovo residenziale che la governa come qualsiasi vescovo ordinario. Dal 1150 la sede di Ostia venne unita a quella di Velletri e successivamente è conferita al decano del collegio cardinalizio in aggiunta all'altra sede che gli corrisponde, secondo le disposizioni di papa Pio X (motu proprio "Edita a Nobis" del maggio 1914).[5][6]

I cardinali vescovi esercitavano l'effettiva giurisdizione sulle loro sedi fino a quando papa Giovanni XXIII, con il motu proprio Suburbicariis Sedibus dell'11 aprile 1962 attribuì il governo ai vescovi ausiliari (anticamente "suffraganei"), divenendo ordinari e lasciando ai cardinali solo il titolo. La sede di Ostia, pur rimanendo una giurisdizione distinta, è amministrata dal vicario del Papa per la diocesi di Roma.[7]

I cardinali vescovi effettuano ancora una "presa di possesso" del titolo della diocesi, analoga alla presa di possesso che i cardinali presbiteri e diaconi compiono nella chiesa del proprio titolo o diaconia, senza che ciò implichi alcuna assunzione di una giurisdizione.[8]

I cardinali vescovi godono di privilegi liturgici, del diritto di sepoltura in cattedrale e del pagamento delle esequie da parte del capitolo dei canonici della cattedrale.

Normativa particolare

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In base all'articolo 3 dell'Accordo di Villa Madama (Concordato del 1984), le diocesi suburbicarie sono le uniche diocesi italiane, insieme alla diocesi di Roma, che possono avere un vescovo e parroci che non siano cittadini italiani. L'ultimo vescovo straniero che ebbe effettivamente il governo pastorale di una diocesi suburbicaria fu il cardinale Eugène Tisserant, fino 17 novembre 1966 vescovo delle diocesi di Ostia e Porto e Santa Rufina, che lasciò la cura pastorale delle due sedi trattenendo solo il titolo cardinalizio a seguito del motu proprio Ecclesiae Sanctae del 6 agosto 1966.

Attuali cardinali vescovi

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SedeCardinale vescovoAnno di nomina
OstiaGiovanni Battista Re2020
Sabina-Poggio Mirteto2002
Velletri-SegniFrancis Arinze2005
Porto-Santa RufinaBeniamino Stella2020
FrascatiTarcisio Bertone2008
PalestrinaJosé Saraiva Martins2009
AlbanoLuis Antonio Tagle2025

Con rescritti del 26 giugno 2018[9] e del 1º maggio 2020[10] papa Francesco ha ampliato l'ordine dei cardinali vescovi nominando tra essi alcuni porporati che rivestono incarichi di prima responsabilità nella Curia romana, ed elevandoli a cardinali vescovi ad personam senza che il titolo cardinalizio sia elevato a titolo episcopale. Questi sono: Fernando Filoni, Leonardo Sandri, Marc Ouellet, Pietro Parolin.

  1. 1 2 suburbicàrio - Treccani, su Treccani. URL consultato il 7 dicembre 2023.
  2. l decadimento di Roma e della campagna romana, su www2.uniroma2.it. URL consultato il 25 dicembre 2025.
  3. H.E.Y .Cowdrey, Gregory VII 1073-1085, Background, p.15.
  4. Le sedi episcopali nell'antico ducato di Roma [article], Louis Duchesne, p. 409-410.
  5. Vescovi, su Diocesi Suburbicaria Velletri - Segni, 29 novembre 2023. URL consultato il 7 dicembre 2023.
  6. Motu proprio Edita a Nobis, AAS 6 (1914), pp. 219–220 (PDF), su vatican.va.
  7. Suburbicariis sedibus, Litterae Apostolice Motu Proprio Datae De suburbicariarum dioecesium regimine, d. 11 m. Aprilis a. 1962, Ioannes PP. XXIII | Ioannes XXIII, su www.vatican.va. URL consultato il 7 dicembre 2023.
  8. cfr. CIC, can. 357 - §1
  9. Rescritto di papa Francesco del 26 giugno 2018, su press.vatican.va.
  10. Rescritto di papa Francesco del 1º maggio 2020, su press.vatican.va.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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