Sede suburbicaria di Velletri-Segni

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Sede suburbicaria di Velletri-Segni
Veliterna-Signina
Chiesa latina
Cattedrale di San Clemente.JPG
Suffraganea della diocesi di Roma
Regione ecclesiastica Lazio
Mappa della diocesi
Vescovo Vincenzo Apicella
Sacerdoti 55 di cui 39 secolari e 16 regolari
2.260 battezzati per sacerdote
Religiosi 23 uomini, 99 donne
Diaconi 12 permanenti
Abitanti 134.300
Battezzati 124.300 (92,6% del totale)
Superficie 397 km² in Italia
Parrocchie 27
Erezione V secolo (Velletri)
V secolo (Segni)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale San Clemente
Concattedrali Santa Maria Assunta
Santi patroni San Bruno
San Clemente
Indirizzo Corso della Repubblica 343, 00049 Velletri [Roma], Italia
Sito web www.diocesivelletrisegni.it
Dati dall'Annuario pontificio 2015 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
Velletri-Segni
Sede suburbicaria
Stemma di Francis Arinze
Titolare Francis Arinze
Istituzione V secolo
Dati dall'annuario pontificio
La concattedrale di Santa Maria Assunta a Segni.

La sede suburbicaria di Velletri-Segni (in latino: Veliterna-Signina) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea della diocesi di Roma appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. Nel 2014 contava 124.300 battezzati su 134.300 abitanti. È retta dal vescovo Vincenzo Apicella, mentre il titolo è del cardinale Francis Arinze.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La sede suburbicaria di Velletri-Segni confina a nord con la diocesi di Palestrina, ad est con la Diocesi di Anagni-Alatri, a sud con quella di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, e ad ovest con le diocesi di Albano e di Frascati.

La diocesi comprende i territori dei comuni di Velletri, Segni, Artena, Colleferro, Gavignano, Lariano, Montelanico, Valmontone nonché una parte del territorio dei comuni di Genzano e Lanuvio[1].

Sede vescovile è la città di Velletri, dove si trova la cattedrale di San Clemente. A Segni sorge la concattedrale di Santa Maria Assunta.

Parrocchie[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio si estende su 397 km² ed è suddiviso, nel 2017, in 28 parrocchie:

  • Artena: Santa Croce, Santa Maria di Gesù e Santo Stefano Protomartire;
  • Colleferro: Maria Santissima Immacolata, Santa Barbara, San Bruno, San Gioacchino;
  • Gavignano: Santa Maria Assunta;
  • Genzano di Roma: Santissimo Nome di Maria;
  • Lariano: Santa Maria Intemerata;
  • Montelanico: San Pietro Apostolo;
  • Segni: Santa Maria Assunta (concattedrale), Santa Maria degli Angeli;
  • Valmontone: Santa Maria Maggiore, Sant'Anna, San Sebastiano Martire;
  • Velletri: Santissimo Salvatore, San Clemente I (cattedrale), Madonna del Rosario, Resurrezione, Regina Pacis, San Giovanni Battista, Santa Lucia, Santa Maria del Carmine, Santa Maria in Trivio, San Martino Vescovo, San Michele Arcangelo, San Paolo Apostolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'odierna diocesi nasce nel 1986 dall'unione di due antiche sedi vescovili, Velletri e Segni, entrambe attestate a partire dal V secolo.

Velletri[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della diocesi di Velletri sono molto antiche. Secondo una tradizione papa Clemente I, titolare della cattedrale, sarebbe stato vescovo di Velletri nel I secolo. Adeodato è il primo vescovo di cui si serba sicura menzione, avendo partecipato al concilio romano indetto da papa Ilario nel 465.[2]

Il successivo vescovo noto è Bonifacio (o Celio Bonifacio), che visse alla fine del V secolo; in una lettera indirizzatagli da papa Gelasio I si fa menzione per la prima volta della ecclesia sancti Clementis, sede episcopale della diocesi.[3] Suo immediato successore fu il vescovo Silvino, che prese parte ai concili simmachiani del 501 e del 502.[4] Alla fine del VI secolo, papa Gregorio I ordinò al vescovo Giovanni di trasferire momentaneamente la propria sede in loco qui appellatur arenata ad sanctum Andream Apostolum per sfuggire alle scorrerie dei Longobardi; lo stesso vescovo partecipò al concilio del 595 indetto dallo stesso pontefice.[5]

Gli altri vescovi di Velletri del primo millennio sono noti per la loro partecipazione ai concili celebrati dai papi a Roma. Tra questi si distinse in particolare Gauderico, il quale, «insieme con alcuni altri personaggi, quali Anastasio Bibliotecario, il diacono Giovanni Immonide, e, in posizione meno facilmente definibile, Zaccaria vescovo di Anagni e lo stesso Formoso, vescovo di Porto, che dovevano essere pressappoco tutti suoi coetanei, si pone come uno dei personaggi di spicco del mondo romano della seconda metà del sec. IX, esprimendo, come questi ultimi, un'attività politico-diplomatica che si svolge parallelamente a un impegno, a vari livelli, in campo culturale e letterario».[6]

Nella seconda metà del IX secolo fu incorporata in Velletri l'antica sede di Tre Taverne, che le era già stata unita una prima volta da papa Gregorio I nel 592. Verso la fine del X secolo anche la piccola diocesi di Norma fu unita a Velletri: di questa sede si conosce il nome di un solo vescovo, Giovanni, documentato nei concili del 963, 964 e 967/968.[7]

A partire dalla metà dell'XI secolo, con san Pier Damiani, i cardinali vescovi di Ostia ebbero anche il titolo di vescovi di Velletri. Questa unione de facto fu ufficializzata da papa Eugenio III nel 1150.

«Il titolo di episcopus Ostiensis et Veliternus non indicava, peraltro, uguale peso giurisdizionale: infatti, mentre, da una parte Ostia non ebbe più né capitolo né canonici, dall'altra crebbe maggiormente l'importanza di Velletri. L'arciprete di Velletri aveva il diritto di intervenire alla consacrazione del papa, qualora fosse irreperibile il cardinale vescovo; il vicario capitolare esercitava giurisdizione ordinaria in Ostia. Gli stessi vescovi considerarono sempre Velletri come sede primaria: vi tenevano le principali funzioni, vi trovava sede il tribunale, vi riunivano i sinodi[8]

Tra i vescovi delle sedi unite ricordiamo: il beato Oddone I di Lagery (1078-1088), il primo vescovo a diventare papa con il nome di Urbano II; il beato Latino Malabranca Orsini (1278-1294), grande statista e diplomatico; Niccolò Alberti (1303-1321), noto come il pacificatore della Toscana; e numerosi cardinali-vescovi che divennero in seguito papi. Nel 1181 si svolse a Velletri il conclave che portò al soglio pontificio il vescovo veliterno Ubaldo Allucingoli, che prese il nome di Lucio III.

Durante la cattività avignonese, tutti i vescovi di Ostia e Velletri furono francesi, residenti ad Avignone o in servizio come legati; il più famoso fra loro fu Pierre d'Estaing (1373-1377) che persuase papa Urbano V a tornare a Roma. Durante il grande scisma, ognuno dei papi rivali nominò un proprio vescovo. Fra i vescovi legittimi possono essere menzionati Guillaume d'Estouteville (1461-1483) e Giuliano della Rovere (1483-1503, futuro papa Giulio II), che si impegnarono per la ricostruzione di Ostia.

A causa delle continue assenze dei cardinali-vescovi, a partire dal cardinalato di Francesco Pisani (1564-1570) la sede di Velletri ebbe un proprio vescovo suffraganeo per il governo pastorale della diocesi. Il successivo cardinale Giovanni Gerolamo Morone istituì il seminario veliterno e celebrò nel 1573 il primo sinodo diocesano per l'attuazione dei decreti di riforma del concilio di Trento.

Il 5 maggio 1914, con il motu proprio Edita a nobis, papa Pio X separò le sedi di Ostia e di Velletri.[9]

Nel 1950 la Congregazione concistoriale stabilì che i confini tra i comuni di Latina e di Sabaudia fossero anche quelli tra le diocesi di Velletri e di Terracina, Sezze e Priverno; questo portò ad uno scambio di territori fra le diocesi coinvolte.[10] Nel 1967 ci fu una drastica riduzione del territorio della diocesi di Velletri, quando, con decreto del 12 settembre 1967, la diocesi veliterna perse tutti i territori in provincia di Latina a favore della diocesi di Terracina, che assunse contestualmente il nome di Terracina-Latina.[11] Furono così ceduti i comuni di Latina, Cisterna di Latina, Cori, Norma e Rocca Massima; alla diocesi veliterna rimase una manciata di parrocchie nel comune di Velletri, a Lariano, che all'epoca era ancora una frazione di Velletri, e nel territorio di Landi, frazione di Genzano di Roma.

Velletri ha dato alla Chiesa universale ben 14 pontefici compreso Benedetto XVI, che ha ceduto il titolo di Velletri-Segni al cardinale Francis Arinze.

Segni[modifica | modifica wikitesto]

Incerte sono le origini della diocesi di Segni, documentata solo a partire dalla fine del V secolo con il vescovo Santolo, che prese parte al concilio romano indetto da papa Simmaco nel marzo 499 e che probabilmente fu anche tra i padri del concilio celebrato da papa Gelasio I nel 495.[12]

Pochi sono i vescovi riportati nella cronotassi episcopale per il primo millennio cristiano, noti per lo più per la loro presenza ai concili indetti dai pontefici: Giusto (501 e 502), Albino (649), Gaudioso (679 e 680), Giovanni I (721 e 743), Giordano (761 e 769), Adriano (826), Boniperto (853) e Giovanni II (861 e 869). Secondo il Liber Pontificalis, papa Vitaliano, che governò la Chiesa di Roma dal 657 al 672, era originario di Segni.[13]

Tra i vescovi che dettero maggior prestigio alla sede segnina ci fu san Bruno (1079-1123), ricordato il 18 luglio nel martirologio romano come vescovo e confessore; cancelliere e bibliotecario della Santa Sede, si segnalò per la grande competenza teologica e per i suoi numerosi scritti.

Nel 1182 papa Lucio III, come già aveva fatto il suo predecessore Alessandro III, confermò al vescovo Pietro l'immediata soggezione della sua Chiesa alla Santa Sede e tutti i possedimenti che dipendevano dalla sua giurisdizione spirituale, che vengono espressamente menzionati nella bolla Et ordo rationis expostulat del 2 dicembre;[14] facevano parte della diocesi, «oltre la città di Segni, diversi castelli, dei quali alcuni decaddero e finirono diruti (Collemezzo, Sacco e Piombinara) e altri si sono sviluppati in seguito nei comuni di Colleferro, Valmontone, Artena (già Montefortino), Gavignano e Montelanico».[15]

Tra XII e XIII secolo Segni visse il suo momento di maggior splendore. Papa Eugenio III (1145-1153) fece costruire a Segni il suo palazzo estivo; Alessandro III vi dimorò per un certo periodo e nel 1173 canonizzò solennemente nella cattedrale san Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury; nel 1183 a Segni papa Lucio III canonizzo il santo vescovo Bruno; tre anni dopo lo stesso papa fu nuovamente a Segni per consacrare la nuova cattedrale. Infine Gavignano, territorio della diocesi, diede i natali a Innocenzo III, papa dal 1198 al 1216.

Nel XVII secolo, dopo i danneggiamenti causati dal sacco di Segni del 1557, venne ricostruita l'antica cattedrale romanica in forme barocche. I lavori, iniziati all'epoca del vescovo Ludovico degli Atti (1625-1631), furono portati a termine nel 1657; il nuovo edificio venne consacrato dal vescovo Francesco Maria Giannotti il 23 aprile 1684.

Dal 1708 al 1726 la diocesi fu retta dal benedettino Philip Michael Ellis, nobile inglese e cappellano dell'ultimo re cattolico Giacomo II. Egli dette avvio ad una serie di riforme per l'attuazione dei decreti del concilio di Trento; indisse un sinodo, l'unico di cui restano gli atti stampati, fece diverse volte la visita pastorale della diocesi, e fondò il seminario diocesano all'interno del palazzo fatto erigere nel XII secolo come palazzo apostolico e in seguito diventata residenza episcopale. Oggi questo palazzo ospita l'Archivio storico Innocenzo III, in cui sono state riunite le carte degli archivi della cancelleria vescovile di Segni, del capitolo della cattedrale, del seminario e di alcune parrocchie.

Nel corso del XX secolo, alcuni cardinali nativi della diocesi, si sono distinti per il loro servizio svolto nella Chiesa: «Pericle Felici (1911-1982), segretario generale del concilio ecumenico Vaticano II; Vincenzo Fagiolo (1918-2000), arcivescovo emerito di Chieti-Vasto, presidente della Pontificia Commissione per l’interpretazione autentica del Codice di diritto canonico; Angelo Felici (1919-2007), nunzio apostolico a Parigi, successivamente prefetto della Congregazione per le cause dei santi[15]

Al momento dell'unione con Velletri, la diocesi di Segni comprendeva i comuni di Segni, Artena, Colleferro, Gavignano, Montelanico e Valmontone.

Velletri-Segni[modifica | modifica wikitesto]

Con la riforma delle sedi suburbicarie voluta da papa Giovanni XXIII nel 1962, ai cardinali di Velletri rimase solo il titolo della sede suburbicaria, mentre il governo pastorale della diocesi venne affidato ad un vescovo residenziale pleno iure. Questa disposizione entrò in vigore alla morte del cardinale Clemente Micara (1965): tuttavia fino al 1975 Velletri, a causa della ristrettezza del suo territorio, ebbe solo degli amministratori apostolici.

Solo il 10 luglio 1975 fu nominato un nuovo vescovo di Velletri nella persona di Dante Bernini, che fu contestualmente nominato anche vescovo di Segni, unendo così in persona episcopi le due sedi, preludio per l'unione aeque principaliter stabilita il 20 ottobre 1981 con la bolla In illius patris di papa Giovanni Paolo II. Infine, il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i vescovi, l'unione è diventata piena e la nuova circoscrizione ecclesiastica sorta dall'unione ha assunto il nome attuale.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Segni[modifica | modifica wikitesto]

  • Santolo † (prima del 495 ? - dopo marzo 499)[12]
  • Giusto † (prima del 501 - dopo il 502)[16]
  • Giuliano ? † (menzionato nel 551)[17]
  • Albino † (menzionato nel 649)
  • Gaudioso † (prima del 679[18] - dopo il 680)
  • Giovanni I † (prima del 721 - dopo il 743[19])
  • Giordano † (prima del 761 - dopo il 769)[20]
  • Adriano † (menzionato nell'826)
  • Teodoro † (circa 830 - ?)[21]
  • Boniperto † (menzionato nell'853)
  • Giovanni II † (prima dell'861 - dopo l'869)[22]
  • Stefano ? † (prima del 963 - dopo il 984)[23]
  • Roberto † (prima del 1015 - dopo il 1032/1036[24])
  • Giovanni III † (menzionato nel 1050)[25]
  • Erasmo † (prima del 1059 - dopo il 1071)
  • San Bruno di Segni † (circa 1079 - 18 luglio o 31 agosto[26] 1123 deceduto)
  • Trasmondo † (circa 1123 - 1138 nominato vescovo di Ferentino)
  • Giovanni IV † (circa 1138 - 1178 o 1179 deceduto)
  • Pietro I † (1179 - circa 1206 deceduto)
  • Anonimo (J…) † (gennaio 1207 - ?)
  • Bernardo, O.S.B.[27]
  • Bartolomeo I † (1254 - 1264)[28]
  • Giovanni V † (1264 - dopo il 1070)[29]
  • Pietro II de Brunaco, O.Cist. † (23 dicembre 1281 - 15 maggio 1290 nominato vescovo di Anagni)[30]
  • Giacomo I † (16 settembre 1290 - 1303 deceduto)
  • Pietro III † (8 luglio 1303 - 1320 deceduto)
  • Bartolomeo II, O.P. † (23 giugno 1320 - 30 luglio 1333 nominato vescovo di Comacchio)
  • Arnoldo, O.P. † (30 ottobre 1333 - 30 luglio 1345 nominato vescovo di Aleria)
  • Guglielmo Arcambaldi, O.E.S.A. † (30 luglio 1345 - 1346 deceduto) [31]
  • Pietro IV † (26 giugno 1346 - 5 novembre 1347 nominato vescovo di Betlemme)
  • Guglielmo Ribati, O.Carm. † (7 gennaio 1348 - 22 ottobre 1348 nominato vescovo di Vence)
  • Michele de Mattia, O.Carm. † (5 novembre 1348 - ?)
  • Gabriele † (? deceduto)
  • Tommaso † (circa 1381 - 1395 deceduto)
  • Antonio, O.F.M. † (21 dicembre 1395 - 18 agosto 1402 nominato vescovo di San Leone)
  • Nicola Corradi Pocciarelli, O.S.B. † (18 agosto 1402 - 14 novembre 1418 deceduto)
  • Giorgio (o Gregorio) † (1418 - 1421 deceduto)
  • Nicola Aspra † (18 luglio 1421 - 15 ottobre 1427 nominato vescovo di Terracina)
  • Gregorio Nardi † (15 ottobre 1427 - 1429 deceduto)
  • Galgano Bucci † (27 dicembre 1429 - 1434 deceduto)
  • Giacomo Zancati † (15 dicembre 1434 - 1435 deceduto)
  • Giovanni VI † (1435 - ?)[33]
  • Ludovico † (1436 - 1443)
  • Pietro Antonio Petrucci, O.P. † (30 agosto 1445 - ?)
  • Silvestro de Pianca † (26 dicembre 1456 - ?)
  • Panuzio de Conti † (4 novembre 1465 - 1481 deceduto)
  • Lucio Fazini Maffei Fosforo † (5 novembre 1481 - 1503 deceduto)
  • Vincenzo Fanzi † (29 novembre 1503 - 4 agosto 1507 nominato vescovo di Corone)
  • Ludovico da Viterbo † (27 agosto 1507 - ottobre 1507)
  • Vincenzo Fanzi † (? - 1528 deceduto) (per la seconda volta)[34]
  • Lorenzo Grana † (3 giugno 1528 - 5 settembre 1539 deceduto)
  • Sebastiano Graziani † (29 ottobre 1539 - 19 gennaio 1541 nominato vescovo di Trevico)
  • Bernardino Callini, O.F.M. † (19 gennaio 1541 - 12 luglio 1549 dimesso)
  • Carlo Traversari † (12 luglio 1549 - 15 gennaio 1552 deceduto)
  • Ambrogio Monticoli † (18 gennaio 1552 - 11 ottobre 1569 deceduto)
  • Giuseppe Panfili, O.E.S.A. † (10 febbraio 1570 - 1581 deceduto)
  • Giacomo Masini † (20 novembre 1581 - 11 ottobre 1602 deceduto)
  • Antonio Guarneschi, O.F.M.Conv. † (24 gennaio 1603 - ottobre 1605 deceduto)
  • Giovanni Ludovico Pasolini † (20 febbraio 1606 - 1625 dimesso)
  • Ludovico degli Atti † (18 agosto 1625 - 20 dicembre 1631 deceduto)
  • Ottavio Orsini † (20 settembre 1632 - 1640 deceduto)
  • Francesco Romolo Mileti † (8 ottobre 1640 - 7 gennaio 1643 deceduto)
  • Andrea Borgia † (13 luglio 1643 - 17 luglio 1655 deceduto)
  • Guarnerio Guarnieri † (25 ottobre 1655 - 16 febbraio 1682 nominato vescovo di Recanati)
  • Francesco Maria Giannotti † (4 maggio 1682 - aprile 1699 deceduto)
  • Orazio Minimi † (5 ottobre 1699 - luglio 1701 deceduto)
  • Pietro Corbelli † (5 dicembre 1701 - 24 giugno 1708 deceduto)
  • Philip Michael Ellis, O.S.B. † (3 ottobre 1708 - 16 novembre 1726 deceduto)
  • Giovanni Francesco Bisleti † (9 dicembre 1726 - 12 aprile 1749 dimesso)
  • Federico Muschi † (21 aprile 1749 - 20 ottobre 1755 deceduto)
  • Cesare Crescenzio de Angelis † (15 dicembre 1755 - 10 settembre 1765 deceduto)
  • Andrea Spani † (14 aprile 1766 - 29 febbraio 1784 deceduto)
  • Paolo Ciotti † (20 settembre 1784 - 18 aprile 1819 deceduto)
  • Francesco Stracchini † (23 agosto 1819 - 19 luglio 1823 deceduto)
  • Pietro Antonio Luciani † (24 maggio 1824 - 9 giugno 1841 dimesso)
  • Giacomo Traversi † (12 luglio 1841 - 3 giugno 1845 dimesso)
  • Giovanni Pellei † (24 novembre 1845 - 14 giugno 1847 nominato vescovo di Acquapendente)
  • Ludovico Ricci † (14 giugno 1847 - 26 maggio 1877 deceduto)
  • Antonio Maria Testa † (26 maggio 1877 succeduto - 22 aprile 1883 deceduto)
  • Biagio Sibilia † (9 agosto 1883 - 7 aprile 1893 deceduto)
  • Costantino Costa, C.P. † (12 giugno 1893 - 15 settembre 1897 deceduto)
  • Pancrazio Giorgi † (11 febbraio 1898 - 30 marzo 1915 deceduto)
  • Angelo Maria Filippo Sinibaldi † (16 aprile 1915 - 20 aprile 1928 deceduto)
  • Alfonso Marie de Sanctis † (30 giugno 1928 - 10 agosto 1933 nominato vescovo di Todi)
  • Fulvio Tessaroli † (1º dicembre 1933 - 11 novembre 1952 ritirato)
  • Pietro Severi † (8 gennaio 1953 - 31 luglio 1957 nominato vescovo ausiliare di Palestrina)[35]
  • Luigi Maria Carli † (31 luglio 1957 - 26 gennaio 1973 nominato arcivescovo di Gaeta)
  • Dante Bernini (10 luglio 1975 - 20 ottobre 1981 nominato vescovo di Velletri e Segni)

Vescovi e cardinali vescovi di Velletri[modifica | modifica wikitesto]

  • Adeodato † (menzionato nel 465)[2]
  • Celio Bonifacio † (prima del 487 - dopo marzo 499)[3]
  • Silvino † (prima del 501 - dopo il 502)[4]
  • Giovanni I † (prima del 592 - dopo il 595)[5]
  • Potenzio o Potentino † (menzionato nel 649)
  • Placenzio o Placentino † (prima del 679 - dopo il 682)
  • Anonimo † (menzionato nel 685)[36]
  • Giovanni II † (menzionato nel 721)
  • Grosso † (menzionato nel 743)[37]
  • Grazioso † (menzionato nel 745)[37]
  • Graziano † (menzionato nel 761)
  • Cidonato † (menzionato nel 769)
  • Teodoro † (all'epoca di papa Adriano I 772-795)[38]
  • Gregorio † (menzionato nell'826)
  • Giovanni III † (prima dell'853 - dopo l'861)[39]
  • Gauderico † (prima dell'867 - dopo l'879)[6]
  • Giovanni IV † (prima dell'896 - dopo l'898)[40]
  • Leone I † (prima del 946 - dopo il 963)[41]
  • Teobaldo I † (prima del 996 - dopo il 1027)[41]
  • Leone II † (prima del 1032 - dopo il 1038)[41]
  • Amato † (menzionato nel 1044)[41]
  • Giovanni V (vocatur Mincius) † (prima del 1050 - 5 aprile 1058 eletto antipapa con il nome di Benedetto X)[42]

Cardinali vescovi di Ostia con giurisdizione su Velletri[modifica | modifica wikitesto]

Cardinali vescovi suburbicari di Ostia e Velletri[modifica | modifica wikitesto]

Cardinali vescovi di Velletri[modifica | modifica wikitesto]

Cardinali vescovi del titolo suburbicario di Velletri, di Velletri e Segni, e infine di Velletri-Segni[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Velletri, di Velletri e Segni, infine di Velletri-Segni[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2014 su una popolazione di 134.300 persone contava 124.300 battezzati, corrispondenti al 92,6% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
sede suburbicaria di Velletri
1949 86.000 87.000 98,9 63 45 18 1.365 23 24 27
1970 52.700 53.000 99,4 51 24 27 1.033 56 107 7
1980 55.000 56.200 97,9 51 24 27 1.078 52 102 9
diocesi di Segni
1950 35.500 36.000 98,6 53 40 13 669 16 74 14
1970 47.000 47.588 98,8 44 24 20 1.068 23 136 19
1978 50.035 50.170 99,7 37 21 16 1.352 18 101 16
sede suburbicaria di Velletri-Segni
1990 104.000 105.000 99,0 71 46 25 1.464 4 46 198 27
1999 117.300 118.200 99,2 83 53 30 1.413 9 40 120 27
2000 119.100 120.170 99,1 80 47 33 1.488 10 45 122 27
2001 118.000 120.894 97,6 81 51 30 1.456 11 47 238 27
2002 118.000 121.674 97,0 116 82 34 1.017 11 54 225 27
2003 115.800 118.500 97,7 85 57 28 1.362 11 39 218 27
2004 119.690 122.690 97,6 96 66 30 1.246 12 44 226 27
2010 127.600 135.500 94,2 79 39 40 1.615 11 47 165 27
2014 124.300 134.300 92,6 55 39 16 2.260 12 23 99 27

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Appartiene alla sede suburbicaria la frazione di Landi del comune di Genzano, la cui parrocchia (Santissimo Nome di Maria) estende la sua giurisdizione anche su una porzione del comune di Lanuvio.
  2. ^ a b Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), I, p. 18.
  3. ^ a b Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), I, pp. 326-327.
  4. ^ a b Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), II, p. 2073.
  5. ^ a b Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), I, pp. 1107-1108.
  6. ^ a b Federico Marazzi, Gauderico, Dizionario biografico degli italiani, vol. 52, 1999.
  7. ^ Monumenta Germaniae Historica, Die Konzilien Deutschlands und Reichsitaliens 916-1001, seconda parte (962–1001), a cura di Ernst-Dieter Hehl, Hannover 2007, pp. 232, 244, 291.
  8. ^ Diocesi di Ostia in Beweb - Beni ecclesiastici in web.
  9. ^ AAS 6 (1914), pp. 219-220.
  10. ^ AAS 42 (1950), pp. 643-644.
  11. ^ AAS 59 (1967), pp. 986-987.
  12. ^ a b Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), II, p. 1986.
  13. ^ Liber Pontificalis, ed. Louis Duchesne, Parigi 1886, vol. I, p. 343.
  14. ^ Kehr, Italia pontificia, II, p. 132, nº 4. Testo della bolla in: Cappelletti, Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, vol. VI, pp. 626-629.
  15. ^ a b Da Beweb - Beni ecclesiastici in web].
  16. ^ Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), I, pp. 1220-1221.
  17. ^ Incerta è l'attribuzione di questo vescovo, che fece parte della delegazione che accompagnò a Costantinopoli papa Vigilio all'epoca della questione dei Tre Capitoli. I manoscritti infatti riportano due varianti Signinus e Cingulanus, ossia Cingoli. Ughelli, Gams e Lanzoni optano per Segni, mentre Pietri (Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), pp. 1195-1197) e l'Enciclopedia dei papi (v. Vigilio) per Cingoli.
  18. ^ Gams e Cappelletti riportano erroneamente la data del 678. Il concilio lateranense che affrontò questioni relative alla Chiesa della Britannia fu celebrato nel 679 e non nel 678. Wilhelm Levison, Die Akten der römischen Synode von 679, in «Zeitschrift der Savigny-Stiftung fur Rechtsgeschichte. Kanonistische Abteilung», 2 (1912), pp. 249-282.
  19. ^ Ughelli, Gams e Cappelletti riportano erroneamente la data del 745. Il concilio romano al quale partecipò Giovanni di Segni si svolse invece nel 743. Monumenta Germaniae Historica, Concilia aevi Karolini 742-842, Hannover e Lipsia 1906, pp. 22, 25, 26.
  20. ^ Monumenta Germaniae Historica, Concilia aevi Karolini 742-842, Hannover e Lipsia 1906, pp. 70, 75, 81.
  21. ^ Le fonti dicono che Teodoro (o Teodosio) venne consacrato da papa Gregorio IV (827-844); l'anno 830 sembra essere ipotetico.
  22. ^ Monumenta Germaniae Historica, Die Konzilien der karolingischen Teilreiche 860-874, Hannover 1998, pp. 65 e 350.
  23. ^ Questo vescovo sembra essere da escludere dalla cronotassi di Segni. Ughelli riferisce che prese parte al concilio romano del 963; in realtà l'unico Stefano presente a quell'assise conciliare era vescovo di Cerveteri, non di Segni (Monumenta Germaniae Historica, Die Konzilien Deutschlands und Reichsitaliens 916–1001, Hannover 1987-2007, p. 232). Cappelletti aggiunge l'informazione secondo la quale Stefano fu bibliotecario della Santa Sede, documentato fino al 984; in realtà quest'ufficio fu ricoperto dall'omonimo vescovo di Narni (Schwartz, Die besetzung der bistümer Reichsitaliens unter den sächsischen und salischen kaisern, p. 271, nota 1).
  24. ^ Monumenta Germaniae Historica, Die Konzilien Deutschlands und Reichsitaliens 1023-1059, a cura di Detlev Jasper, Hannover 2010, p. 148.
  25. ^ Al concilio romano del 1050 prese parte un Johannes Sicinensis episcopus, che gli editori tedeschi delle Monumenta Germaniae Historica assegnano alla diocesi di Segni. Die Konzilien Deutschlands und Reichsitaliens 1023-1059, Hannover 2010, p. 289.
  26. ^ La data del 31 agosto è quella riportata da Cappelletti (op. cit., p. 621), il quale afferma che il 18 luglio, che diverse fonti indicano come data di decesso (tra cui il Vetus Martyrologium Romanum), è in realtà quella della sua canonizzazione ad opera di papa Lucio III nel 1182.
  27. ^ Di questo vescovo, secondo quanto riportano Ughelli e Cappelletti, non si sa nulla, se non che morì un 23 aprile di un anno ignoto, come ricordato da un menologio cassinese; Cappelletti gli assegna, piuttosto arbitrariamente, l'anno 1230 ca.
  28. ^ Ughelli riferisce laconicamente che Bartolomeo floruit anno 1254 usque ad an. 1264, ma non riporta nessuna fonte documentaria a sostegno.
  29. ^ Secondo Ughelli, questo vescovo è documentato nel 1070, quando ricevette una lettera di papa Gregorio X, il quale tuttavia divenne papa solo l'anno successivo. Cappelletti lo dice succeduto a Bartolomeo I nel 1264.
  30. ^ Questa è la cronologia riportata da Eubel. Ughelli, Gams e Cappelletti distinguono due vescovi di nome Pietro: Pietro II (1281-1285) e Pietro III (1291), inserendo tra i due un vescovo Bartolomeo II al 1289.
  31. ^ Rafael Lazcano, Episcopologio agustiniano, Agustiniana, Gudarrama (Madrid) 2014, vol. I, p. 433-434.
  32. ^ Il 9 agosto 1409 nominato vescovo di Ferentino.
  33. ^ Il 4 giugno 1436 fu eletto vescovo di Ancona, ma non acconsentì al trasferimento
  34. ^ Abbastanza confusa è la cronotassi di Segni per l'inizio del XVI secolo. Secondo Eubel, Vincenzo Fanzi (che chiama Vincenzo de Maffeis) ebbe un solo episcopato, dal 1503 alla sua morte nel 1528, e fu insieme vescovo di Segni e di Corone. Secondo Cappelletti invece, a Lucio Fazini succede un Giacomo (1503-1512) e solo dal 1513 Vincenzo Fanzi; secondo lo stesso autore, un Ludovico fu vescovo di Segna in Dalmazia.
  35. ^ Contestualmente gli viene assegnata la sede titolare di Pergamo.
  36. ^ Il Liber Pontificalis riferisce che nel 682 Placentino fu tra i vescovi consacratori di papa Leone II; anche nel 685 un vescovo veliterno fu tra i consacratori di papa Giovanni V, ma il Liber non ne riporta il nome. Tutti gli autori hanno sempre dato per scontato che fosse lo stesso Placentino. Liber Pontificalis, ed. Duchesne, pp. 360 e 366.
  37. ^ a b Secondo le edizioni critiche degli atti conciliari pubblicate nelle Monumenta Germaniae Historica, ai concili romani del 743 e del 745 presero parte due vescovi di Velletri, Grosso nel 743 e Grazioso nel 745. Alcuni codici del concilio del 743 hanno come varianti per il nome di Grosso, quelli di Iffo e di Grazioso. Monumenta Germaniae Historica, Concilia aevi Karolini 742-842, Hannover e Lipsia 1906, pp. 24, 26, 37, 40, 42 e 44.
  38. ^ Ughelli pone questo vescovo all'epoca di Adriano I, ma senza ulteriori indicazioni documentarie. Gams lo segnala con un punto interrogativo.
  39. ^ Monumenta Germaniae Historica, Die Konzilien der karolingischen Teilreiche 843-859, Hannover 1984, p. 335; Die Konzilien der karolingischen Teilreiche 860-874, Hannover 1998, pp. 50 e 64.
  40. ^ Vescovo sconosciuto a Ughelli e a Cappelletti, è menzionato da Gams.
  41. ^ a b c d Schwartz, Die besetzung der bistümer Reichsitaliens unter den sächsischen und saliche kaisern, p. 275.
  42. ^ Ovidio Capitani, Benedetto X, antipapa, Dizionario biografico degli italiani, volume 8 (1966). Un vescovo Giovanni di Velletri è documentato al concilio romano di aprile-maggio 1050 (Die Konzilien Deutschlands und Reichsitaliens 1023-1059, a cura di Detlev Jasper, Hannover 2010, p. 288), che molti autori (tra cui Gams e Cappelletti) identificano con il futuro antipapa. Capitani non ne parla. Schwartz invece tiene distinte le due figure, documentando un vescovo di Velletri Benedetto in due diplomi di maggio e ottobre 1057. Capitani inoltre riferisce l'ipotesi avanzata da alcuni autori, che il Giovanni di Velletri, diventato antipapa, possa corrispondere al Giovanni vescovo di Labico, presente al concilio romano del 1044, che ad un certo momento venne trasferito a Velletri.
  43. ^ vescovo di Ostia già dal 14 marzo 1058
  44. ^ dall'aprile 1060, tutti i vescovi di Ostia diventano, ipso facto, vescovi anche di Velletri, nonostante le due diocesi siano sempre distinte e separate
  45. ^ Eubel, Hierarchia Catholica, II, pp. IX e XI.
  46. ^ Sede amministrata fino al 1261 da papa Alessandro IV.
  47. ^ Eubel, Hierarchia Catholica, I, p. 8. Gams riporta la data del 6 novembre.
  48. ^ Eubel riporta la data del 28 dicembre, Gams quella del 29 dicembre; altri autori (Chacon, Vitae et res gestae Pontificvm Romanorum et S. R. E. Cardinalivm, 1630) hanno la data del 30 dicembre.
  49. ^ Già vescovo di Castello.
  50. ^ Così Eubel e Gams; altri autori (Chacon) hanno la data del 28 settembre.
  51. ^ Così Eubel; Gams riporta la data del 18 novembre.
  52. ^ Così Eubel; Gams riporta la data del 15 novembre.
  53. ^ Nominato da papa Urbano VI, aderì ben presto al partito dell'antipapa Clemente VII.
  54. ^ Così Eubel; Gams riporta la data del 15 agosto.
  55. ^ Nel primo volume della sua Hierarchia Catholica, Eubel indica la data del 7 marzo 1446; nel secondo volume invece quella del 27 marzo 1447; Gams riporta la data del 17 marzo 1446.
  56. ^ Così Eubel; Gams ha la data dell'11 ottobre.
  57. ^ Dal 12 settembre 1974 al 20 ottobre 1981 fu cardinale vescovo del titolo di Velletri, dal 20 ottobre 1981 al 30 settembre 1986 cardinale vescovo del titolo di Velletri e Segni, dal 30 settembre 1986 al 21 marzo 1993 cardinale vescovo del titolo di Velletri-Segni.
  58. ^ Dal 20 ottobre 1981 fu vescovo delle sedi unite aeque principaliter di Velletri e Segni.
  59. ^ Vescovo di Velletri e Segni dal 5 giugno 1982 al 30 settembre 1986, poi vescovo di Velletri-Segni.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Velletri[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Segni[modifica | modifica wikitesto]

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