Carlo Alberto Guidobono Cavalchini

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Carlo Alberto Guidobono Cavalchini
cardinale di Santa Romana Chiesa
Carlo Guidoboni.JPG
Ritratto del cardinale Cavalchini
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Incarichi ricoperti
Nato 26 luglio 1683 a Tortona
Ordinato presbitero 24 febbraio 1727
Nominato arcivescovo 10 maggio 1728 da papa Benedetto XIII
Consacrato arcivescovo 6 giugno 1728 da papa Benedetto XIII
Creato cardinale 9 settembre 1743 da papa Benedetto XIV
Deceduto 7 marzo 1774 (90 anni) a Roma

Carlo Alberto Guidobono Cavalchini (Tortona, 26 luglio 1683Roma, 7 marzo 1774) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Conseguita la laurea in utroque iure all'università di Pavia nel 1702, fu ammesso al collegio degli avvocati di Milano nello stesso anno.[1] Nella città lombarda si rese celebre per le sue competenze giuridiche che influenzarono la sua carriera curiale a Roma permettendogli di iniziare il suo percorso come avvocato concistoriale sotto Clemente XI. Divenne Arcivescovo titolare di Filippi dal 10 maggio 1728 e nel 1748 prefetto della Congregazione dei vescovi e regolari.[2] Durante gli anni in cui prestò servizio come Governatore di Velletri si distinse per atti di giustizia.[3] Il 24 febbraio 1727 fu ordinato sacerdote. Il 10 maggio 1728 fu nominato arcivescovo titolare di Filippi. Dopo aver ricoperto vari prestigiosi incarichi, fu nominato cardinale nel 1743[4] con il titolo di Cardinale presbitero di Santa Maria della Pace.

Dal 1752 al 1763 fu Camerlengo del Sacro Collegio, nel 1759 divenne Cardinale vescovo di Albano e nel 1763 Decano del Sacro Collegio, assumendo il corrispondente titolo di Cardinale vescovo di Ostia e Velletri e divenendo anche Governatore di Velletri.

Ricostruì a Tortona l'antica chiesa dedicata a San Giacomo, già importante luogo di culto e pellegrinaggio in epoca medioevale in quanto situata lungo uno dei principali assi viari in direzione di Santiago di Compostela.[5] Durante il conclave del 1758 fu a un passo dall'elezione a papa, ma non fu eletto per il veto di Luigi XV.[1] Secondo alcune fonti, tuttavia, durante quel conclave, Cavalchini fu eletto papa, ma poi fu costretto a dimettersi per il veto francese.[1] Successivamente prese parte al conclave del 1769.[1] Quando morì, nel 1774, le sue spoglie furono esposte nella basilica dei Santi XII Apostoli di Roma, dove fu celebrato il funerale e dove fu sepolto.[1]

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e La scheda sul sito della Florida International University
  2. ^ Epistolario, vol. IX. 1760-1761 di Bernardo Tanucci, Ed. di Storia e Letteratura, 1985
  3. ^ Tommaso Bauco, Giovanna Zanlonghi, Storia della città di Veletri, seconda edizione, L. Cappellacci, 1851, p. 285.
  4. ^ Annamaria Cascetta, Giovanna Zanlonghi, Il teatro a Milano nel Settecento, Volume 1, Vita e Pensiero, 2008, p. 155, ISBN 978-88-343-1965-9.
  5. ^ infoalessia.it Archiviato il 13 agosto 2006 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Beltrami, Notizie su prefetti e referendari della Segnatura Apostolica desunte dai brevi di nomina, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 1972, pagina 131.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN71723648 · ISNI (EN0000 0000 6121 6439 · LCCN (ENnr97014531 · GND (DE100076874 · BNF (FRcb157301588 (data)