Arcidiocesi di Filippi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Filippi
Sede arcivescovile titolare
Archidioecesis Philippensis
Patriarcato di Costantinopoli
Sede titolare di Filippi
Resti della cosiddetta Basilica B
Arcivescovo titolare sede vacante
Istituita XIV secolo
Stato Grecia
Arcidiocesi soppressa di Filippi
Diocesi suffraganee Polistilo, Velicia, Cristopoli, Smoleno, Cesaropoli, Alectryopoli
Eretta ?
Soppressa ?
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche
L'iscrizione del vescovo Porfirio nella basilica detta di Paolo.
Resti della basilica A, fuori le mura.
Mosaici della basilica ottagonale di Filippi, ritenuta la cattedrale dell'antica arcidiocesi.

L'arcidiocesi di Filippi (in latino: Archidioecesis Filippensis) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Filippi, antica città della Grecia, ebbe il privilegio di ricevere l'annuncio del vangelo direttamente dalla predicazione di san Paolo, durante il suo secondo viaggio missionario attorno all'anno 50 (Atti degli Apostoli 16,12-40). In seguito l'apostolo visitò la comunità in altre due occasioni durante il suo terzo viaggio missionario (tra il 57 ed il 58; cfr. At. 20,1-6).

La comunità cristiana di Filippi ebbe particolari riguardi e venerazione nei confronti del suo fondatore. In più occasioni gli inviarono degli aiuti (Filippesi 4,10-20) tramite un loro delegato, Epafrodito, che la tradizione ricorda come il primo vescovo filippese. Questa fu l'occasione per la lettera che Paolo scrisse alla comunità dei Filippesi, che ancora oggi è parte dell'epistolario paolino.

La primitiva comunità di Filippi subì fin dall'inizio la persecuzione ed il martirio, come testimonia san Policarpo nella sua lettera scritta ai Filippesi, e come è ricordato nel Vetus Martyrologium Romanum alla data del 18 dicembre: «Philippis, in Macedonia, natalis sanctorum Martyrum Rufi et Zosimi, qui ex illorum numero discipulorum fuerunt, per quos primitiva Ecclesia in Judaeis et Graecis fundata est; de quorum etiam felici agone scribit sanctus Polycarpus in epistola ad Philippenses».[1]

Lo stesso Martirologio menziona, alla data del 26 luglio, quello che la tradizione attesta essere il secondo vescovo di Filippi, successore di Epafrodito, ossia Erasto, «qui, illic a beato Paulo Apostolo relictus Episcopus, ibidem martyrio coronatus est». Ignazio di Antiochia infine, nella sua lettera alla comunità di Filippi, assieme al sacro presbiterio, saluta il sanctum episcopum Vitalem (primi due decenni del II secolo).

Inizialmente Filippi era una diocesi suffraganea di Tessalonica. In seguito fu elevata al rango di sede metropolitana, come emerge nella Notitia Episcopatuum redatta dall'imperatore bizantino Leone VI (886-912), dove la sede è elencata al 39º posto fra le metropolie del patriarcato di Costantinopoli, con sei sedi suffraganee: Polistilo, Velicia, Cristopoli, Smoleno, Cesaropoli e Alectryopoli.[2]

Dopo il 1204, in seguito alla quarta crociata, Filippi divenne sede di un arcivescovo di rito latino. L'unico prelato conosciuto è Guglielmo.

Oggi Filippi è una sede arcivescovile titolare della Chiesa cattolica; la sede è vacante dall'11 gennaio 1968.

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Arcivescovi greci[modifica | modifica wikitesto]

  • Sant'Epafrodito †
  • Sant'Erasto †
  • Vitale † (inizio II secolo)
  • Porfirio † (menzionato nel concilio di Sardica)
  • Flavio ? † (menzionato nel 367)
  • Flaviano † (menzionato nel 431)
  • Sozone † (prima del 449 - dopo il 451)
  • Abercio † (menzionato nel 518)
  • Demetrio † (prima del 533 - dopo il 536)
  • Andrea † (menzionato nel 692)
  • Nicandro † (menzionato nel 717)
  • Bonifacio † (? - 761 deceduto)
  • Nicola † (menzionato nell'879)
  • Basilio †
  • Metodio †
  • Aussenzio † (menzionato nel 975)
  • Eutimio † (menzionato nel 997)
  • Giovanni † (menzionato nel 1028)
  • Innocenzo † (menzionato nel 1053)

Arcivescovi latini[modifica | modifica wikitesto]

  • Guglielmo † (1212 - ?)

Arcivescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vetus Martyrologium Romanum.
  2. ^ Heinrich Gelzer, Ungedruckte und ungenügend veröffentlichte Texte der Notitiae episcopatuum, in: Abhandlungen der philosophisch-historische classe der bayerische Akademie der Wissenschaften, 1901, p. 558, nnº 595-601.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Diocesi Portale Diocesi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di diocesi