Concattedrale di Santa Maria Assunta (Segni)

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Santa Maria Assunta
lang=it
Esterno
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàSegni
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMaria
Sede suburbicaria Velletri-Segni
Stile architettonicobarocco, neoclassico
Inizio costruzioneX secolo
CompletamentoXVII secolo

Coordinate: 41°41′34.44″N 13°01′23.88″E / 41.6929°N 13.0233°E41.6929; 13.0233

La chiesa di Santa Maria Assunta è il luogo di culto cattolico più importante di Segni, concattedrale della diocesi suburbicaria di Velletri-Segni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu costruita nella prima metà del XVII secolo, sulle rovine della precedente che risaliva al 900, al tempo di San Bruno. Ha facciata neoclassica e poggia su un'ampia gradinata. Il campanile, a lato della chiesa, risale all'XI secolo. È alto 24 metri, ha sezione quadrata con 5.25 metri di lato. La torre consta di 5 piani divisi esteriormente da una serie di cinque archi pensili. Ogni piano è porta nei quattro lati ampie superfici rientrate su cui si aprono cinque ordini di finestre (dal basso verso l'alto rispettivamente: monofore, bifore, trifore, bifore e ancora monofore). Ai lati della facciata sono ben visibili due quadranti in pietra (una segnala le ore per meridiana, l'altro per lancette orarie), entrambi fuori uso. L'attuale orologio è in uso dal 1933. L'interno, a croce greca, è impreziosito da opere pittoriche. Notevoli infatti i dipinti di Francesco Cozza e la pala dell'altare maggiore, che riproduce la Vergine Assunta sorretta dagli Angeli con in basso gli Apostoli. Un affresco nella cappella di S.Francesco, come riferisce il libro di Bruno Navarra, è attribuito al Baciccio (Giovan Battista Gaulli). All'interno della Cattedrale sono conservate le reliquie di San Bruno, Santo Patrono, nella Cappella omonima.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

In merito alla storia di Segni è possibile consultare presso biblioteca nazionale di Roma e la Biblioteca del Comune il seguente volume:

  • "Signinis Memoranda Fastis" di Alessandro Colaiacomo, 450 pp, opera che descrive in modo approfondito e documentato, particolari ricerche storiche eseguite dall'autore in circa dieci anni con certosina pazienza.

Come scritto in alcuni passi del libro: "... la cattedrale di Segni, con la sua maestosa architettura, si presenta all'interno a forma di croce greca, lunga 38 metri ed alta metri 16,50, i cui bracci delimitati da altrettanti pilastri rettangolari, descrivono le relative navate e con il muro perimetrale, ne formano l'ossatura fondamentale. Ne risultano quattro volte convergenti verso il centro, dove sono raccordate in alto ad una cupola circolare....

... Il tempio brilla ovunque per profusione di stucchi, pregevole filettature e fregi dorati lungo gli affreschi, dipinti di immagini sacre e simboli religiosi del Vecchio e Nuovo Testamento.

... Un grande organo a canne, sistemato in apposito balcone ligneo, sovrastante alla porta maggiore, che "Morettini di Perugia realizzò nel 1857. Lungo le canne si distende a protezione un arazzo scorrevole, in cui è ritratta S.Cecilia a fianco dello strumento. Inoltre lateralmente sono effigiati: alla destra il Padreterno nel Paradiso Terrestre con i simboli del bene e del male, e vi appare anche la Vergine con figure di angeli....

«... Ordo Canonicorum Da Pecunia Sacrarii Stipem Quoque Conferentibus Episcopo Municipio Patronis Bases Pilarummarmorandas Parietes Coronas Fornices Opere Et Culto Splendidiore Exornanda Curavit ...»

(L'ordine dei Canonici, con denaro del sacrario e proprio, con l'offerta anche dei Patroni, del Vescovo e del Municipio, curò di abbellire col marmo le basi dei pilastri...)

Le Cappelle della Cattedrale[modifica | modifica wikitesto]

Come risulta dalla planimetria riportata a pag 296, le Cappelle della Cattredale odierna sono 11, e precisamente 7 in meno di quelle esistenti anteriormente riportate dal Ms. Lauri, che probabilmente dovevano essere più piccole, poiché altrimenti si dovrebbe ammettere una maggiore superficie del tempio che le conteneva.

  • "Cappella di S. Antonio di Padova", secondo il Lauri, essa era intitolata a S. Michele Arcangelo e a S. Antonio di Padova, ed apparteneva alla famiglia Meny. La sua tavola d'altare era del genovese discepolo del Bernini, Giovan Battista Gaulli (1630-1709), detto Baciccia, soprannome che in genovese non è altro che la traduzione del nome, fastoso ed originale pittore. Il dipinto è sparito da tempo e se ne ignora la fine. Al suo posto vi è esposta una statua in legno del santo,di scuola senese, già appartenente alla chiesa di San Marco. Nel 1962 circa, vi furono ripulite le pareti e si costruì un nuovo altare, sorretto da quattro colonnine di marmo verde, accoppiate nei due angoli anteriori.
  • "Cappella di San Bruno", nel 1223, I centenario della morte di San Bruno, Onorio III, che si trovava a Segni, ne consacrò e dedicò l'altare, nel quale furono poste le reliquie di molti Santi, tra cui quelle degli apostoli Pietro e Paolo e dello stesso S.Bruno.
  • "Cappella del Ss. Rosario", già "spettante alla Ven. confraternita del medesimo", come afferma il Lauri, ormai inesistente, è dotata di una balaustra di marmo bianco, costruita nel 1700 in occasione del Giubileo, come risulta dalla data scolpita al centro delle due pareti laterali che la costituiscono. La pala dell'altare rappresenta la Madonna col Bambino in atto di porgere il Rosario a S.Domenico raffigurato con Santa Caterina da Siena, ed è pregevole opera di Pietro da Cortona, che ne fu pittore ed architetto insigne.
  • "Cappella di San Giovanni Battista"
  • "Cappella della SS Addolorata"
  • "Cappella dell'Altare Maggiore"
  • "Cappella si San Tommaso Apostolo"
  • "Cappella di San Giuseppe"
  • "Cappella della S. Croce"
  • "Cappella di S. Francesco d'Assisi"
  • "Cappella del SS Crocifisso"

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]