Sede suburbicaria di Palestrina

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Sede suburbicaria di Palestrina
Praenestina
Chiesa latina
Entrée cathédrale Sant'Agapito.JPG
Suffraganea della diocesi di Roma
Regione ecclesiastica Lazio
Mappa della diocesi
Vescovo Domenico Sigalini
Vicario generale Carmelo Salis
Sacerdoti 100 di cui 54 secolari e 46 regolari
1.105 battezzati per sacerdote
Religiosi 73 uomini, 179 donne
Diaconi 11 permanenti
Abitanti 113.000
Battezzati 110.500 (97,8% del totale)
Superficie 380 km² in Italia
Parrocchie 49 (5 vicariati)
Erezione IV secolo
Rito romano
Cattedrale Sant'Agapito martire
Santi patroni Sant'Agapito di Palestrina
Madonna del Buon Consiglio
Indirizzo Piazza Gregorio Pantanelli 8, 00036 Palestrina [Roma], Italia
Sito web www.diocesipalestrina.it
Dati dall'Annuario pontificio 2014 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
Palestrina
Sede suburbicaria
Stemma di José Saraiva Martins
Titolare José Saraiva Martins
Istituzione IV secolo
Dati dall'annuario pontificio
L'icona della Madonna del Buon Consiglio venerata nel santuario di Nostra Signora del Buon Consiglio a Genazzano.

La sede suburbicaria di Palestrina (in latino: Praenestina) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea della diocesi di Roma appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. Nel 2013 contava 110.500 battezzati su 113.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Domenico Sigalini, mentre il titolo è del cardinale José Saraiva Martins.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende 16 comuni della provincia di Roma e 2 della provincia di Frosinone: Bellegra, Capranica Prenestina[1], Castel San Pietro Romano, Cave, Gallicano nel Lazio, Genazzano, Labico, Olevano Romano, Palestrina, Paliano (FR), Pisoniano, Rocca di Cave, Rocca Santo Stefano, Roiate, San Cesareo, San Vito Romano, Serrone (FR), Zagarolo.

Sede vescovile è la città di Palestrina, dove si trova la cattedrale di Sant'Agapito. A Genazzano sorge il santuario e basilica minore di Nostra Signora del Buon Consiglio.

Il territorio si estende su 380 km² ed è suddiviso in 49 parrocchie, raggruppate in 5 vicariati foranei: Cave, Palestrina, Paliano, San Vito Romano e Zagarolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La testimonianza più antica del passato cristiano di questa diocesi è il martirio di Agapito, santo a cui è dedicata la cattedrale, che ebbe luogo sotto Aureliano nel 274, e che fu sepolto in un'area cimiteriale extraurbana in località Quadrelle.[2] Su quest'area sorse una basilica, cattedrale della diocesi, che fu restaurata ed arricchita da papa Leone III (795-816), come racconta il Liber Pontificalis.[3]. Per motivi di sicurezza, sul finire del IX secolo, all'epoca di papa Romano, la cattedrale e le reliquie del santo furono trasferite all'interno delle mura cittadine.[2]

Il primo vescovo di Palestrina di cui si hanno notizie storiche è Secundus, che presenziò al concilio di Roma del 313 indetto da papa Milziade nella domus Faustae in Laterano.[4] Sono noti i nomi di una quindicina di vescovi prenestini del primo millennio, molti dei quali presero parte ai sinodi indetti a Roma dai pontefici. Tra questi si possono menzionare: Gregorio, che nel 767 consacrò l'antipapa Costantino II; Andrea, che fu legato di papa Adriano I presso re Desiderio nel 772; e Costantino, che fu presente al sinodo indetto da papa Eugenio II nell'826 e che secondo il Liber Pontificalis avrebbe consacrato la basilica extramurana di Sant'Agapito.

Sul sito di Castel San Pietro, inoltre, fin dal VI secolo sorse un fiorente monastero. Dopo il VII secolo, il vescovo di Palestrina fu uno dei prelati hebdomadarii che prestavano servizio nella basilica lateranense, ed era perciò un cardinale[5]; il vescovo di Palestrina è il quarto nell'ordine dei cardinali vescovi.[6]

Nel X secolo la sede prenestina ha incorporato il territorio dell'antica diocesi di Gabi, di cui sono noti vescovi dal 465 all'879.

Il 16 dicembre 1117 papa Pasquale II consacrò la cattedrale di Palestrina, dove erano state trasferite le reliquie di sant'Agapito; l'evento è ricordato da una lapide all'interno dell'edificio. Un'altra lapide menziona gli interventi fatti alla cattedrale dal vescovo Conone (1109-1122).[7]

Il XII secolo è segnato dalla presenza di due santi vescovi sulla cattedra prenestina. Santo Stefano, vescovo dal 1139 al 1144, originario di Châlons, fu un monaco cistercense, lodato per la sua pietà da san Bernardo e da Giovanni da Salisbury; è ricordato al 12 febbraio nel martirologio gallicano come "vescovo e confessore". A Stefano succedette san Guarino, della nobile famiglia bolognese dei Guarini, religioso dei canonici regolari di Santa Croce di Mortara; eletto vescovo di Pavia, rifiutò l'incaricò, ma nulla poté quando nel dicembre 1144 ottenne la cattedra prenestina, dove si distinse «per austerità di vita e amore per i poveri».[8]

Nella lotta tra papa Bonifacio VIII e la famiglia Colonna, proprietaria di Palestrina, la città subì la completa distruzione da parte delle truppe pontificie (1298), da cui si salvò solamente la cattedrale di Sant'Agapito. La città venne ricostruita all'epoca di papa Clemente V (1305-1314).

Quattro furono i cardinali vescovi eletti papa mentre occupavano la sede di Palestrina: Clemente III nel 1187, Niccolò IV nel 1288, Giulio III nel 1550, Leone XI nel 1605. Altri due cardinali vescovi divennero papi successivamente alla loro presenza a Palestrina: Martino V e Paolo III.

A partire dal XV secolo, i titolari delle sedi suburbicarie ebbero la facoltà di optare per un'altra sede suburbicaria; questo ridusse di molto i tempi di permanenza a Palestrina dei cardinali vescovi. In quattrocento anni dal 1400 al 1800 furono poco più di ottanta i titolari prenestini, per una media di episcopato di poco inferiore a cinque anni.

Il cardinale Domenico Ginnasi firmò, il 24 luglio 1626, il decreto per l'erezione del seminario diocesano. Bernardino Spada (1655-1661) dette avvio ai lavori di costruzione della nuova sede del seminario, che furono ultimati nel 1669 all'epoca del cardinale Antonio Barberini iuniore. Nel 1759 Giuseppe Spinelli decise di spostare la sede del seminario nel palazzo vescovile, adiacente la cattedrale, mentre l'ex seminario divenne sede della curia diocesana e nuovo palazzo episcopale.

Con la riforma delle sedi suburbicarie voluta da papa Giovanni XXIII nel 1962, ai cardinali è rimasto solo il titolo della sede suburbicaria, mentre il governo pastorale della diocesi è affidato ad un vescovo residenziale pleno iure. Per Palestrina la serie dei vescovi residenziali iniziò nel 1966 quando il cardinale Benedetto Aloisi Masella rinunciò al governo pastorale della diocesi che fu affidata al vescovo Pietro Severi.

Nel giugno 2002 la sede suburbicaria ha ampliato il proprio territorio, incorporando i comuni di Rocca Santo Stefano, Bellegra e Roiate le cui parrocchie sono state sottratte alla giurisdizione spirituale degli abati ordinari di Subiaco.

Il 5 maggio 2005 è stato inaugurato il museo diocesano d'arte sacra, ospitato in alcuni ambienti dell'episcopio prenestino.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi e Cardinali vescovi di Palestrina[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Palestrina[modifica | modifica wikitesto]

Cronotassi dei Cardinali vescovi del titolo suburbicario di Palestrina[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 113.000 persone contava 110.500 battezzati, corrispondenti al 97,8% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 59.300 59.438 99,8 105 55 50 564 74 144 27
1970 55.550 55.600 99,9 88 38 50 631 58 228 29
1980 70.300 70.400 99,9 81 43 38 867 52 177 32
1990 72.000 73.000 98,6 80 48 32 900 1 42 212 39
1999 82.850 83.000 99,8 79 49 30 1.048 1 33 238 39
2000 82.905 83.145 99,7 82 49 33 1.011 1 42 187 39
2001 82.873 83.212 99,6 86 50 36 963 41 179 39
2002 86.756 87.773 98,8 91 54 37 953 42 181 44
2003 87.000 88.000 98,9 82 46 36 1.060 42 179 49
2004 87.600 88.000 99,5 81 45 36 1.081 43 178 49
2013 110.500 113.000 97,8 100 54 46 1.105 11 73 179 49

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eccetto la frazione di Guadagnolo, che appartiene alla diocesi di Tivoli.
  2. ^ a b Roberta Iacono, La Cattedrale di Sant'Agapito, martire in Palestrina. Brevi cenni storici, Commissione Diocesana per il IX Centenario, 2015.
  3. ^ Kehr, Italia pontificia, II, p. 47.
  4. ^ Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, volume II, Roma 2000, p. 2016.
  5. ^ Secondo Cappelletti, i vescovi di Palestrina assunsero la qualifica di cardinali con Pietro I, verso la fine del X secolo.
  6. ^ Umberto Benigni, Catholic Encyclopedia.
  7. ^ Louis Duchesne, Le Liber Pontificalis. Texte, introduction et commentaire, vol. II, Parigi 1892, pp. 309-310, nota 59.
  8. ^ San Guarino di Palestrina su Santi e Beati.
  9. ^ Forse è lo stesso vescovo Pietro I documentato dal 996 al 1015.
  10. ^ Clara Gennaro, v. Bernardo nel Dizionario biografico degli italiani, (1967).
  11. ^ Gams riporta la data del 24 agosto 1098.
  12. ^ Gianluca Pilara, v. Milone nel Dizionario biografico degli italiani, volume 74 (2010).
  13. ^ Il 17 luglio 1108 figura ancora come abate in un arbitrato del vescovo di Arras.
  14. ^ Dieter Girgensohn, v. Conone nel Dizionario biografico degli italiani, volume 28 (1983).
  15. ^ San Guarino di Palestrina, santiebeati.it. URL consultato il 27 ottobre 2016.
  16. ^ Nicolangelo D'Acunto, v. Giulio nel Dizionario biografico degli italiani, volume 57(2001).
  17. ^ Vescovo di Polignano.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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