Diocesi di Tivoli

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Diocesi di Tivoli
Dioecesis Tiburtina
Chiesa latina
Facade cathédrale San Lorenzo de Tivoli.JPG
Regione ecclesiastica Lazio
Mappa della diocesi
Vescovo Mauro Parmeggiani
Sacerdoti 122 di cui 90 secolari e 32 regolari
1.462 battezzati per sacerdote
Religiosi 34 uomini, 174 donne
Diaconi 10 permanenti
Abitanti 185.900
Battezzati 178.400 (96,0% del totale)
Superficie 892 km² in Italia
Parrocchie 84 (5 vicariati)
Erezione II secolo
Rito romano
Cattedrale San Lorenzo martire
Santi patroni San Lorenzo
Indirizzo Piazza Sant'Anna 2, 00019 Tivoli [Roma], Italia
Sito web www.diocesitivoli.it
Dati dall'Annuario pontificio 2015 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
Il santuario della Madonna di Quintiliolo a Tivoli.

La diocesi di Tivoli (in latino: Dioecesis Tiburtina) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede, appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. Nel 2014 contava 178.400 battezzati su 185.900 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Mauro Parmeggiani.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende i seguenti comprensori territoriali:

Sede vescovile è la città di Tivoli, dove si trova la cattedrale di San Lorenzo martire. Sono tre i santuari riconosciuti della diocesi[2]: il santuario della Beata Vergine delle Grazie, noto come Madonna di Quintiliolo; il santuario di Nostra Signora di Fatima a San Vittorino; e il santuario di Santa Maria delle Grazie, noto come santuario della Mentorella.

Il territorio si estende su 892 km² ed è suddiviso in 84 parrocchie, raggruppate in cinque vicarie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diffusione del Cristianesimo nell'area tiburtina risale all'epoca apostolica. Sebbene la tradizione attribuisca il ruolo di primo vescovo a san Quirino, le prime testimonianze storiche risalgono al IV secolo, con il vescovo Paolo che partecipò nel 366 all'elezione dell'antipapa Ursino in contrapposizione a papa Damaso.

La locale chiesa tiburtina è legata alla memoria della passione di santa Sinforosa e dei suoi sette figli; il loro martirio, testimoniato dal martirologio romano alla data del 18 luglio, è altresì documentato dalla scoperta nell'XIX secolo delle catacombe e della basilica dedicata alla santa al nono miglio della via Tiburtina.

Inizialmente composta da buona parte della Val d'Aniene, la diocesi ebbe l'incarico di estendere l'evangelizzazione anche alle zone più interne. È probabilmente questo il motivo per cui, nonostante la vicinanza con Roma, non venne mai proclamata sede suburbicaria. Da notare, che nel 1513 servì comunque da sede suburbicaria vicaria e fu assegnata a Francesco Soderini, che era precedentemente cardinale vescovo di Sabina; nel 1516 si rese vacante la sede suburbicaria di Palestrina e Francesco Soderini vi fu trasferito.

Due furono i papi originari di Tivoli, papa Simplicio (468-483) e papa Giovanni IX (898-900); mentre Barnaba Chiaromonti, vescovo di Tivoli dal 1782 al 1784, divenne papa nel 1800 col nome di Pio VII. All'epoca di papa Simplicio, si ebbe la prima organizzazione della diocesi, grazie all'opera congiunta del pontefice tiburtino e del vescovo Candido, il cui nome appare in diversi sinodi romani organizzati dai papi, da Ilario (461-468) a Simmaco (498-514).

Nel corso dei secoli il suo territorio di competenza ha subito numerose variazioni, dovute principalmente alla nascita e alla diffusione del monachesimo benedettino nella zona di Subiaco. Si venne a creare, così, un rapporto conflittuale tra la diocesi tiburtina e l'abbazia sublacense, che portò a un ridimensionamento della prima a favore della seconda, la quale nel 1638 ottenne lo status di abbazia territoriale con giurisdizione diocesana su un vasto territorio sottratto alla diocesi tiburtina.

Si deve al vescovo Giovanni Andrea Croce (1554-1595) l'attuazione delle riforme volute dal concilio di Trento, al quale aveva preso parte nelle sue due ultime sessioni: indisse due sinodi, nel 1565 e nel 1585; effettuò quattro volte la visita pastorale della diocesi; operò per un rilancio delle confraternite. Altro vescovo significativo per la storia ecclesiastica tiburtina fu il cardinale Giulio Roma, che ricostruì la cattedrale (1635-1640), indisse un sinodo (1637) e istituì il seminario (1647).

Durante l'occupazione napoleonica dello Stato Pontificio, il vescovo Vincenzo Manni fu esiliato in Francia.

Nel 1841, con la riorganizzazione ecclesiastica della Sabina, le parrocchie dei territori di Orvinio, Pozzaglia Sabina (con la frazione di Montorio in Valle) e Turania passarono dalla diocesi di Sabina alla sede tiburtina.

In seguito al ridimensionamento del territorio della diocesi sublacense, effettuato da Giovanni Paolo II nel 2002, sono ritornate alla diocesi di Tivoli 22 parrocchie nei comuni di Subiaco, Affile, Arcinazzo Romano, Jenne, Gerano, Cerreto Laziale, Agosta, Marano Equo, Canterano, Cervara di Roma e Camerata Nuova.[3]

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2014 su una popolazione di 185.900 persone contava 178.400 battezzati, corrispondenti al 96,0% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 64.800 65.000 99,7 90 65 25 720 25 60 45
1970 126.000 127.000 99,2 107 70 37 1.177 43 254 55
1980 145.000 149.200 97,2 130 75 55 1.115 1 114 260 56
1990 194.000 197.000 98,5 106 72 34 1.830 2 48 250 62
1999 220.000 230.000 95,7 99 65 34 2.222 1 44 160 62
2000 220.000 230.000 95,7 100 66 34 2.200 1 44 160 62
2001 200.000 220.000 90,9 72 52 20 2.777 2 25 140 62
2002 219.355 239.786 91,5 121 86 35 1.812 2 80 180 85
2003 219.355 239.786 91,5 144 99 45 1.523 2 49 180 84
2004 166.967 176.913 94,4 134 94 40 1.246 2 51 248 84
2010 177.000 184.400 96,0 119 89 30 1.487 4 33 182 82
2014 178.400 185.900 96,0 122 90 32 1.462 10 34 174 84

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ad eccezione delle tre parrocchie (San Remigio, Santa Maria a Setteville e Santa Maria dell'Orazione) che appartengono alla diocesi di Roma.
  2. ^ Dal sito web della diocesi.
  3. ^ Acta Apostolicae Sedis, 94 (2002), pp. 762-763.
  4. ^ Cascioli (Atti e Memorie..., I, 1921, pp. 32-34) ritiene che il martire san Quirino, la cui iscrizione si trova nella cattedrale di Tivoli, sia stato vescovo della città tiburtina; anche Lanzoni (op. cit., p. 137) pensa che Quirino sia stato un vescovo, non di Tivoli però, ma di Siscia in Pannonia, venerato sia a Roma che a Tivoli.
  5. ^ Vescovo ucciso dai Goti. Cascioli (Atti e Memorie..., II, 1922, p. 30) pensa che questo anonimo vescovo sia il martire san Generoso venerato a Tivoli, tesi messa in dubbio da Lanzoni (op. cit., p. 138).
  6. ^ Lanzoni cita Anastasio solo per l'anno 595; il suo nome appare anche in un diploma del 593, ritenuto un falso da Lanzoni e Ughelli. Gams e Ughelli riportano anche la data del 601.
  7. ^ Il nome di questo vescovo appare in un privilegio, databile prima dell'858, nel Regesto sublacense.
  8. ^ Cappelletti parla anche di un Giovanni III, menzionato nel 978. Aurizo e Amizzone sarebbero perciò due vescovi distinti, predecessore e successore di Giovanni.
  9. ^ Cascioli (Atti e Memorie..., II, 1922, p. 106) cita un documento del Regesto sublacense del 993, dove si parla del vescovo Gualtiero, ma non della sede di appartenenza. La data del 1000 riportata da vari autori si riferisce ad un documento dove non è fatta alcuna menzione del nome del vescovo (Cascioli, p. 107).
  10. ^ Secondo Cascioli (Atti e Memorie..., II, 1922, pp. 107 e seguenti), la prima menzione di Bosone come vescovo è del 1026; in un diploma del 1015 Bosone era ancora un arciprete tiburtino. Secondo Cappelletti invece, Bosone è documentato come vescovo per la prima volta nel 1014, e poi ancora nel 1015, 1017, 1018.
  11. ^ Nel 1013 Cappelletti colloca un vescovo di nome Gerardo, cui succederebbe Bosone.
  12. ^ La cronologia dei vescovi Guido e Ottone non è uniforme tra gli storici della diocesi. Secondo Cascioli (Atti e Memorie..., III, 1923, pp. 108 e seguenti), Guido sarebbe documentato fino al 1154, quando consacrò un altare in una chiesa della diocesi; per Cappelletti e Gams invece già nel 1148 è documentato il vescovo Ottone. Circa questo vescovo, Cascioli (Atti e Memorie..., IV, 1924, pp. 52-55) lo attesta dal 1157 al 1169 (ma in questo caso il documento non menziona espressamente il suo nome); e rifiuta la data del 1148, perché Cappelletti non ne riporta la fonte.
  13. ^ Cascioli (Atti e Memorie..., IV, 1924, pp. 56-57) documenta questa vescovo ancora nel dicembre 1209.
  14. ^ Cascioli (Atti e Memorie..., IV, 1924, pp. 152 e seguenti) ritiene che Giacomo Antonio Colonna sia il vescovo menzionato in una lettera di papa Onorio III del 29 maggio 1219, benché in questa lettera il suo nome non sia espressamente riportato.
  15. ^ In questa data Berardo, Tiburtino electo, riceve una lettera di papa Innocenzo IV.
  16. ^ Benché Cascioli, Gams e Eubel riportino il 1260 come data ipotetica d'inizio episcopato di Gottifredo, questo vescovo tiburtino è noto solo per il suo trasferimento a Rieti (Cappelletti, op. cit., p. 679).
  17. ^ In questa data celebrò un sinodo, il primo che si conosca della Chiesa tiburtina (Cappelletti, p. 679).
  18. ^ Data riportata da Cascioli (Atti e Memorie..., VII, 1927, pp. 164-165), in riferimento alla lettera di nomina di papa Clemente VI. La data del 24 ottobre riportata da Eubel è quella in cui l'eletto versa la tassa di 100 fiorini dovuta alla Santa Sede per la sua nomina.
  19. ^ Secondo Eubel (op. cit., vol. I, p. 23), il cardinale Filippo Gezza de Rufinis morì prima del 22 maggio 1386.
  20. ^ Il 1º maggio 1384 l'antipapa Clemente VII nominò per la sede di Tivoli il marsicano Nicola di Tagliacozzo e nella stessa bolla di nomina trasferisce Pietro Cenci alla diocesi di Sutri "o ad altra sede". Di fatto però Cenci, di obbedienza romana, non lasciò mai Tivoli ed è ancora documentato come vescovo il 10 marzo 1388; e Nicola di Tagliacozzo non mise mai piede in Tivoli. Cascioli, Atti e Memorie..., VII, 1927, pp. 182 e seguenti.
  21. ^ In questa data il vescovo tiburtino Pietro Staglia ricevette una lettera da papa Bonifacio IX; la sua nomina a Tivoli è dunque precedente questa data (Cascioli, Atti e Memorie..., VII, 1927, pp. 188-189). La data del 27 settembre 1393 riportata da Eubel corrisponde a quella in cui il vescovo versò la tassa dovuta alla Santa Sede per la sua nomina.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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