Diocesi di Polignano

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Polignano
Sede vescovile titolare
Dioecesis Polinianensis
Chiesa latina
Sede titolare di Polignano
L'ex cattedrale dell'Assunta
Vescovo titolare Janusz Edmund Zimniak
Istituita 1968
Stato Italia
Regione Puglia
Diocesi soppressa di Polignano
Suffraganea di Bari
Eretta XI secolo
Soppressa 27 luglio 1818
unita alla diocesi di Monopoli
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche
L'imponente monastero benedettino di San Vito, di epoca normanna.

La diocesi di Polignano (in latino: Dioecesis Polinianensis) è una diocesi soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi era molto piccola e comprendeva solo il territorio di Polignano.[1] Qui sorgeva la cattedrale dell'Assunta, oggi chiesa matrice della città.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Polignano è documentata storicamente per la prima volta nel 1089, quando, in due distinte bolle del mese di ottobre papa Urbano II assegna la diocesi alle province ecclesiastiche sia di Bari che di Trani; con bolla del 1152 papa Eugenio III attribuisce definitivamente Polignano alla metropolia di Bari.

La serie episcopale, storicamente certa, inizia con il vescovo Ambrogio, documentato nel 1109, cui seguono Bonaventura (1140), Milone (1151-1170) e Arpino, attestato nell'ultima parte del XII secolo.

La cattedrale, di epoca normanna, fu rifatta nel XVI secolo e consacrata il 31 luglio 1513 dal vescovo Cristoforo de Magnaninis (o Magnacurio). Nel territorio diocesano sorgeva anche il monastero benedettino di San Vito, di epoca normanna e citato nella bolla di Urbano II nel 1089, oggi nella località omonima; un altro monastero di benedettine si trovava all'interno delle mura cittadine, fondato nel X secolo, ristrutturato nel 1585 e abbattuto nel 1932.

Per poco più di un anno la diocesi fu affidata in commendam al cardinale Giovanni Maria Ciocchi del Monte, futuro papa Giulio III. Sono noti i sinodi diocesani indetti da Raffaele Tomei nel 1590 e da Scipione de Martinis nel 1675. Al vescovo Vincenzo Pinieri (1649-1672) si deve il rifacimento del palazzo episcopale e l'innalzamento del campanile della cattedrale.

Nel XVIII secolo la diocesi fu guidata da Andrea Vinditti, nativo di Arpino, già vicario generale di Narni, che fu consacrato vescovo dal cardinale Giovanni Antonio Guadagni; morì in Polignano l'8 giugno 1767 e fu sepolto nel sepolcro dei vescovi nella cattedrale.

Ultimo vescovo di Polignano fu Mattia Santoro, originario di Bovino, cultore delle arti classiche, che si adoperò, attraverso diversi scavi archeologici, per la ricerca nel territorio della diocesi di monete e suppellettili antiche, confiscate dal re di Napoli alla sua morte.[2]

In seguito al Concordato tra papa Pio VII e Ferdinando I, la diocesi fu soppressa il 27 giugno 1818 con la bolla De utiliori dello stesso papa Pio VII ed il suo territorio aggregato a quello della diocesi di Monopoli.

Dal 1968 Polignano è una sede vescovile titolare della Chiesa cattolica; l'attuale vescovo titolare è Janusz Edmund Zimniak, già vescovo ausiliare di Bielsko-Żywiec.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro ? †
  • Riccardo I ? † (menzionato nel 1035)
  • Riccardo II ? † (menzionato nel 1103)[3]
  • Ambrosio † (menzionato nel 1109)[4]
  • Bonaventura † (menzionato nel 1140)[5]
  • Milone (o Mirone)[6] † (prima del 1151[7] - dopo il 1170)
  • Arpino † (prima del 1176 - dopo aprile 1202)[8][9]
  • Anonimo † (menzionato a marzo 1203)[8][10]
  • Anonimo † (menzionato a marzo 1207)[8]
  • Boezio † (prima di dicembre 1208 - dopo il 1217)[8]
  • Anonimo † (menzionato nel 1225)[8]
  • Anonimo † (menzionato il 10 ottobre[11] 1239)[8]
  • Bartolomeo I † (prima del 1243 - dopo il 1271)[8][12]
  • Guglielmo I † (prima del 1287[13] - dopo il 1327 deceduto)
  • Matteo d'Atri, O.P. † (19 gennaio 1330 - ? deceduto)
  • Bonaventura II (Bonangiunta de Boscolis) † (15 marzo 1333 - ?)
  • Guglielmo II † (menzionato nel 1341)
  • Bonavito o Bonavino † (menzionato nel 1343)
  • Nicola di Bari, O.P. † (16 febbraio 1344 - 1363 deceduto)
  • Nicolò Albus † (28 febbraio 1364 - 8 gennaio 1375 nominato vescovo di Molfetta)
  • Obbedienza avignonese:
    • Pasquale † (26 marzo 1376 - ? deceduto)
    • Angelo di Conversano, O.F.M. † (27 ottobre 1382 - 12 luglio 1393 nominato vescovo di Conversano)
    • Angelo di Bitonto † (12 ottobre 1394 - dopo il 1398)
  • Obbedienza romana:
    • Pavone (Paolo) de Griffis † (8 gennaio 1375 - 27 novembre 1390 nominato vescovo di Tropea)
    • Lupulo del Lago † (10 novembre 1390 - ?)
    • Angelo Afflitti † (7 settembre 1391 - 14 dicembre 1401 nominato vescovo di Anagni)
    • Cristoforo, O.E.S.A. † (14 dicembre 1401 - ?)[14]
    • Nicola III † (menzionato nel 1411)
  • Paolo Alfatati (de Affatatis) † (3 luglio 1420 - 14 giugno 1423 nominato vescovo di Bitonto)
  • Raone, O.F.M. † (12 aprile 1424 - 1460 deceduto)
  • Bove o Clodio o Claudio † (15 ottobre 1460 - ? deceduto)
  • Giacomo Toraldo † (8 gennaio 1473 - ?)
  • Gasparre Toraldo † (? - prima del 2 marzo 1506 deceduto)
  • Michele Claudio † (2 marzo 1506 - 7 febbraio 1508 nominato vescovo di Monopoli)
  • Cristoforo de Magnaninis (o Magnacurio) † (7 febbraio 1508 - 1517 dimesso)
  • Giacomo Frammarino † (21 agosto 1517 - 1540 dimesso)
  • Rosmano Casamassima † (28 novembre 1541 - 1544 dimesso)
  • Pietro (Pirro) Antonio Casamassima † (17 marzo 1544 - 1570 deceduto)
  • Francesco Angelo Gazzina[15], O.P. † (20 novembre 1570 - 1572 deceduto)
  • Pietro Francesco Ferri † (2 gennaio 1572 - 1580 deceduto)
  • Raffaele Tomei † (27 maggio 1580 - 1598 deceduto)
  • Giovanni Battista Guenzati † (31 luglio 1598 - 1607 deceduto)
  • Giovanni Maria de Guanzellis Brasichella, O.P. † (25 giugno 1607 - settembre 1619 deceduto)
  • Francesco Nappi † (20 novembre 1619 - novembre 1628 deceduto)
  • Gerolamo Parisano † (14 marzo 1629 - ? deceduto)
  • Antonio del Pezzo † (14 giugno 1638 - 27 novembre 1641 nominato arcivescovo di Sorrento)
  • Giovanni Domenico Morula, O.S.B.Silv. † (13 gennaio 1642 - 1649 deceduto)
  • Vincenzo Pinieri, O.F.M.Conv. † (11 ottobre 1649 - 14 marzo 1672 dimesso)
  • Scipione de Martinis † (2 maggio 1672 - 6 aprile 1681 deceduto)
  • Ignazio Fiume, O.P. † (23 giugno 1681 - 22 maggio 1694 deceduto)
  • Giovanbattista Capilupo † (13 settembre 1694 - 3 maggio 1716 deceduto)
  • Pietro Antonio Pini † (14 marzo 1718 - novembre 1736 deceduto)
  • Andrea Vinditti † (6 maggio 1737 - 8 giugno 1767 deceduto)
  • Francesco Broccoli † (14 dicembre 1767 - luglio 1775 deceduto)
  • Mattia Santoro † (11 settembre 1775 - 27 novembre 1797 deceduto)
    • Sede vacante (1797-1818)

Cronotassi dei vescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

  • Paul Francis Anderson † (19 luglio 1968 - 30 aprile 1969 succeduto vescovo di Duluth)
  • Joseph John Ruocco † (28 dicembre 1974 - 26 luglio 1980 deceduto)
  • Janusz Edmund Zimniak, dal 25 settembre 1980

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eubel, Hierarchia Catholica, VI, p. 343, nota 1 di Polignano.
  2. ^ D'Avino, Cenni storici..., p. 350.
  3. ^ Questi primi tre vescovi sono inseriti da Ughelli nella cronotassi dei vescovi di Polignano, ma non è chiara la reale appartenenza a questa diocesi e i documenti da cui Ughelli ha preso i nomi. Pompeo Sarnelli, vescovo di Bisceglie, nelle sue Memorie de' vescovi di Polignano (manoscritto) attribuisce a Pietro la data del 672, ignota a Ughelli e dagli autori che ne dipendono (Cappelletti, Le chiese d'Italia..., p. 389; D'Avino, Cenni storici..., p. 351).
  4. ^ Hans-Walter Klewitz, Zur geschichte der bistumsorganisation..., p. 58. Ughelli riporta la data 1116, ma senza alcun documento di riferimento.
  5. ^ Vescovo riportato da Ughelli, ma senza alcun documento di riferimento.
  6. ^ Chiamato Mayon da Ughelli (Italia sacra, VII, col. 753).
  7. ^ Kamp, op. cit., p. 648, nota 4.
  8. ^ a b c d e f g Norbert Kamp, Kirche und Monarchie..., pp. 648-651.
  9. ^ L'esistenza documentata di Arpino fino ad aprile 1202 rende problematica la presenza nella cronotassi di Polignano del vescovo Processo, documentato nel 1194 nelle addizioni dell'Italia sacra di Ughelli (vol. X, col. 323), e ripreso da Gams e Cappelletti. Il documento che menziona questo vescovo, come riferisce Kamp (op. cit., p. 649, nota 5), non è conservato in originale, ma solo in copie, redatte nel XVIII secolo; Kamp ipotizza che l'esistenza di questo Processo sia frutto di una errata lettura del diploma originale.
  10. ^ Come riporta Kamp, potrebbe trattarsi dello stesso vescovo Arpino (op. cit., p. 649, nota 10).
  11. ^ La sede era vacante il 20 marzo 1239 (Kamp, op. cit., p. 650).
  12. ^ Ughelli inserisce un vescovo di nome Barchedus nel 1275, ma senza indicazione del documento di riferimento. Secondo Kamp (op. cit., p. 651, nota 29) si tratta di una errata lettura o di una errata trascrizione per Bartholomeus; nel qual caso l'episcopato di Bartolomeo si prolungherebbe fino a questa data.
  13. ^ Kamp, op. cit., p. 651, nota 29.
  14. ^ Ughelli e Cappelletti menzionano un vescovo Francesco, nominato nel 1401, che si dimise senza ricevere mai la consacrazione episcopale.
  15. ^ Era originario di Lugo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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