Guido Bentivoglio

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Guido Bentivoglio
cardinale di Santa Romana Chiesa
Anthony van Dyck - Portrait of Cardinal Guido Bentivoglio - WGA07380.jpg
Ritratto del cardinale Guido Bentivoglio, opera di Antoon van Dyck del 1625, presso Palazzo Pitti a Firenze
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Incarichi ricoperti
 
Nato4 ottobre 1577 a Ferrara
Ordinato presbiteroin data sconosciuta
Nominato arcivescovo14 maggio 1607 da papa Paolo V
Consacrato arcivescovo27 maggio 1607 dal cardinale Ludovico de Torres
Creato cardinale11 gennaio 1621 da papa Paolo V
Deceduto7 settembre 1644 (66 anni) a Roma
 

Guido Bentivoglio (Ferrara, 4 ottobre 1577Roma, 7 settembre 1644) è stato un cardinale, arcivescovo cattolico e storico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque il 4 ottobre 1577 dal marchese Cornelio Bentivoglio e da Isabella Bendidio.

Fu parente del cardinale Cornelio Bentivoglio d'Aragona e qualche storico sostiene che sia stato in gioventù cameriere segreto di papa Clemente VIII.

La sua formazione culturale avvenne a Padova. Successivamente intraprese una brillante carriera ecclesiastica. Il 27 maggio 1607 venne consacrato arcivescovo e gli venne assegnata la sede titolare di Rodi. Su disposizione di papa Paolo V assunse il ruolo di ambasciatore pontificio dapprima nelle Fiandre (tra il 1607 e il 1615) e quindi a Parigi (dal 1616 al 1621).

Rientrato a Roma, divenne cardinale con il titolo di cardinale presbitero di San Giovanni a Porta Latina e ottenne l'incarico di dirigere la Santa Inquisizione durante il processo a Galileo.[1]

Nel 1622 lasciò la carica di arcivescovo titolare di Rodi, essendo stato nominato vescovo di Riez, carica che tenne per tre anni.

Fu camerlengo del Sacro Collegio dall'8 gennaio 1631 al 19 gennaio del 1632. Cambiò più volte il titolo cardinalizio fino a giungere a quello di cardinale vescovo di Palestrina.

Morì nel corso del conclave del 1644 il 7 settembre 1644, prima che l'elezione del nuovo pontefice avesse luogo. La sua salma venne inumata nella chiesa di San Silvestro al Quirinale a Roma.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1629 fece pubblicare ad Anversa le Relazioni in tempo delle nunziature di Fiandra, nelle quali mostrò un grande interesse per le tematiche politiche, presentate in modo equilibrato.

Due anni dopo diffuse il saggio Lettere famigliari e politiche, che confermò la sua abilità come studioso di diplomazia e politica, mentre tra il 1632 e il 1639 uscì l'opera storica Della guerra di Fiandra. In essa vengono descritte, con stile eloquente e di grande raffinatezza letteraria, le guerre religiose e civili nei Paesi Bassi, che Bentivoglio osservò con occhio attento, oltre che per l'esperienza diretta durante le missioni diplomatiche in quei luoghi, anche per il coinvolgimento diretto di ben quattro fratelli e due nipoti. Nel 1648 uscirono postume le sue Memorie.

Conclavi[modifica | modifica wikitesto]

Durante il suo periodo di cardinalato Guido Bentivoglio partecipò ai conclavi:

Non aveva invece partecipato al conclave del 1621 che elesse papa Gregorio XV.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le muse, De Agostini, Novara, 1964, Vol. II, pag.192

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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