Alfonso de la Cueva-Benavides y Mendoza-Carrillo

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Alfonso de la Cueva-Benavides y Mendoza-Carrillo
cardinale di Santa Romana Chiesa
El cardenal Alfonso de la Cueva, marqués de Bedmar (Museo del Prado).jpg
Ritratto ad olio del cardinale de la Cueva
Template-Cardinal (Bishop).svg
Incarichi ricoperti
Nato 1572, Bedmar
Ordinato presbitero in data sconosciuta
Nominato vescovo 17 ottore 1644 da papa Innocenzo X
Consacrato vescovo 23 ottobre 1644 dal cardinale Gil Carrillo de Albornoz
Creato cardinale 5 settembre 1622 da papa Gregorio XV
Deceduto 10 agosto 1655, Roma

Alfonso de la Cueva-Benavides y Mendoza-Carrillo (Bedmar, 1572Roma, 1655) è stato un diplomatico e cardinale spagnolo.

Fu noto per le sue trame e per il tentativo, compiuto quando si trovava a Venezia, di destabilizzare il governo di questa città, in modo da farla annettere alla Spagna. Il tentativo, fallito, viene chiamato ancora oggi congiura di Bedmar.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1572 e rapidamente indirizzato alla carriera ecclesiastica, il marchese di Bedmar, come tutti lo chiamavano, si dimostrò abile un diplomatico, tanto che il re di Spagna lo inviò, nel 1607, a Venezia. Qui, dopo alcuni anni in cui, secondo quanto emerse da indagini del governo veneziano, riuscì a creare una folta rete di agenti operativi e a "penetrare" in ogni consiglio o magistratura, tentando, assieme ai suoi colleghi di Inghilterra e Francia (che gli offrirono, se non collaborazione, almeno il silenzio) di abbattere la Repubblica.

I contorni della vicenda non vennero mai del tutto svelati, facendo credere ad alcuni che fosse stata tutta una montatura del governo veneziano.

In ogni caso, nel 1618, dopo la scoperta di questa rete, il Bedmar fu rimpatriato. Dedicatosi alla carriera ecclesiastica, Papa Gregorio XV lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 5 settembre 1622. Riuscì poi a esser inviato come ambasciatore presso i Paesi Bassi, ma, essendosi anche qui inimicato il governo locale con i suoi intrighi, fu richiamato.

Ritiratosi a Roma, morì molto anziano il 2 o il 10 agosto 1655.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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