San Cesareo

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San Cesareo
comune
San Cesareo – Stemma San Cesareo – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
Città metropolitanaProvincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
SindacoAlessandra Sabelli ( #Cambiamenti per San Cesareo) dal 10-6-2018
Data di istituzione11 aprile 1990
Territorio
Coordinate41°49′N 12°48′E / 41.816667°N 12.8°E41.816667; 12.8 (San Cesareo)Coordinate: 41°49′N 12°48′E / 41.816667°N 12.8°E41.816667; 12.8 (San Cesareo)
Altitudine312 m s.l.m.
Superficie23,64 km²
Abitanti15 557[1] (30-9-2017)
Densità658,08 ab./km²
FrazioniCampo Gillaro, Colle Noce, Colle San Pietro, La Vetrice, Prato Rinaldo
Comuni confinantiColonna, Monte Compatri, Palestrina, Rocca Priora, Zagarolo
Altre informazioni
Cod. postale00030
Prefisso06
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT058119
Cod. catastaleM295
TargaRM
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Nome abitantiSancesaresi
Patronosan Cesareo di Terracina
Giorno festivo27 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Cesareo
San Cesareo
San Cesareo – Mappa
Posizione del comune di San Cesareo nella città metropolitana di Roma Capitale
Sito istituzionale

San Cesareo è un comune italiano di 15 557 abitanti[1] della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista climatico la zona di San Cesareo gode di un clima tipicamente mediterraneo, sebbene non di rado durante l'inverno si verifichino nevicate (in numero minore rispetto ai limitrofi comuni di Rocca Priora o Monte Compatri).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antica Roma questo luogo era conosciuto come Ad Statuas, per l'enorme presenza di statue per l'abbellimento della zona, distante da Roma intorno ai 29 km, era collegato ad essa dalla Via Labicana che proprio qui si diramava in più strade per potere arrivare alle vicine città di Tusculum, Praeneste e Gabii. Intorno alla metà del II secolo a.C., nella zona dove si sviluppa oggi San Cesareo, oltre alla presenza di locande, taberne ed edifici commerciali, iniziarono ad essere realizzate le ville di otium di molti personaggi conosciuti nell'antica Roma, prima fra questi Giulio Cesare, che proprio nella sua villa ancora esistente, redasse il suo testamento. Sempre qui, il 28 settembre del 306 d.C., fu acclamato imperatore dai pretoriani e dal popolo, Valerio Massenzio mentre si trovava nella villa imperiale.

Durante il Medioevo queste le terre appartennero alla casata dei conti di Tuscolo e, tra le rovine della villa imperiale, nel 1050 vi fu eretto dai monaci basiliani della Badia greca di Grottaferrata un deposito fortificato e una chiesa dedicata a San Cesareo diacono e martire di Terracina (il santo che ha sostituito e cristianizzato il culto di Giulio Cesare).

Nel 1191 diventato feudo della famiglia Colonna, fu zona di rifugio della popolazione in fuga dalla città di Tuscolo che fu distrutta dai Romani e prese il nome di Burgus et Castrum Sancti Caesarii.

Il 6 maggio del 1333 a San Cesareo furono uccisi da Stefanuccio figlio di Sciarra Colonna Bertoldo Orsini, duca di Bracciano, ed il suo cognato conte dell'Anguillara, mentre si stavano recando ad attaccare Stefano Colonna che si trovava nel castello di Zagarolo. Così iniziarono le guerre tra i Colonna e gli Orsini che continuarono per secoli, e il castello di San Cesareo fu più volte distrutto, finché non fu abbandonato e lasciato in rovina.

Nel 1622 la tenuta di San Cesareo fu venduta alla famiglia Ludovisi di Bologna, i quali iniziarono gli scavi per riportare alla luce le opere dell'epoca romana, soprattutto le statue. Nel 1670 fu rivenduta alla famiglia Rospigliosi Pallavicini, che la resero una ricca tenuta agricola, lavorata dai contadini provenienti da Capranica Prenestina, che si stabilirono sul Colle Marcelli edificando un villaggio di capanne.

Nel 1928 l'Opera Nazionale Combattenti, che aveva espropriato la tenuta già nel 1921, concluse i lavori per la costruzione del paese destinato a ospitare gli ex combattenti di Capranica Prenestina che popolavano la baraccopoli di Colle Marcelli[2]. All'insediamento fu dato il nome dell'antica tenuta, San Cesareo, e le prime vie costruite furono intitolate a eroi della Prima guerra mondiale, come Filippo Corridoni, Cesare Battisti, Enrico Toti, Antonio Cantore, o anche via dei Cedri, strada costeggiata dai cedri del Libano introdotti da Giulio Cesare.

San Cesareo è stato frazione del comune di Zagarolo fino all'11 aprile 1990, giorno in cui è diventato comune autonomo con L.R. 23 marzo 1990, n. 32[3]. Da quel giorno il comune di San Cesareo è in continua espansione, sia demografica sia economica, grazie alla zona industriale e alla posizione privilegiata a poca distanza dall'Urbe.

Culto di San Cesareo diacono e martire[modifica | modifica wikitesto]

San Cesareo (Rm), Chiesa di San Giuseppe: vetrina contenente il reliquiario argenteo di San Cesareo diacono e martire. Nella foto sono presenti alcuni membri dell'Azione Cattolica di San Cesareo ed il Presidente, Andrea Torre, con la nuova icona del santo.

Ottenuta l'autonomia - in quanto era parte integrante del comune di Zagarolo - e riconosciuto giuridicamente, il comune di San Cesareo si è posto il problema della designazione del Patrono da parte dell'autorità ecclesiastica. Le due confraternite di San Cesareo, quella di Sant'Antonio di Padova e quella di San Giuseppe (titolare della Chiesa parrocchiale), si contendevano l'onore di avere il loro santo come patrono del Comune. I toni della disputa, anzi del contendere, avevano raggiunto limiti che preoccupavano. Il S.E. Vescovo di Palestrina Pietro Garlato, dopo aver lungamente riflettuto, decise che il protettore doveva essere San Cesareo di Terracina e con un decreto del 25 agosto del 1992 stabilì: "Desiderosi di dare un celeste protettore agli abitanti di detto comune e considerato quanto era da vedersi e considerarsi, eleggiamo, in forza delle nostre facoltà ordinarie, Patrono principale di questa località il Santo Martire Diacono San Cesareo, la cui festa stabiliamo che sia celebrata il 27 agosto di ogni anno, secondo quanto concordato con l'Amministrazione Comunale, annullando, pertanto, il precedente decreto del 22 ottobre 1991, prot. n. 144".[4]

Nel 1997 Monsignor Remo Ronci, parroco di San Cesareo, durante gli esercizi spirituali a Cascia, venne a conoscenza che Mons. Alberto Vallini della Patriarcale Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma era in possesso di una reliquia di San Cesareo diacono e martire, conservata in un grande reliquiario a muro contenente frammenti ossei di molti santi, davanti ai quali egli si raccoglieva spesso in preghiera. Mons. Vallini decise di donare questa reliquia alla parrocchia di San Giuseppe in San Cesareo; il 4 luglio 1997 Mons. Ronci si recò a Roma in un laboratorio artigiano di antiquariato, situato in una stradina dietro la Chiesa di S. Maria in Vallicella, per scegliere il reliquiario argenteo, il cui importo fu pagato, come dono, dal Comune. Il reliquiario fu sottoposto ad un restauro di cui aveva bisogno. Il 19 luglio 1997 lo stesso Mons. Vallini portò la reliquia a San Cesareo, che fu accolta solennemente dalle autorità e dalla popolazione al casello autostradale e accompagnata alla chiesa parrocchiale, dove fu celebrata una messa solenne.

Attualmente questo reliquiario è conservato in una vetrina a muro, realizzata nel 2017, nella Cappella del SS. Sacramento della Parrocchia di San Giuseppe, esposto permanentemente accanto alla nuova icona del santo "Caesarius Diaconus"; il 27 agosto, giorno della festa patronale, viene portato in processione per le strade principali del paese insieme alla statua lignea di San Cesareo, opera dello scultore Conrad Moroder (Ortisei).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa di Giulio Cesare;
  • Area del monumento ai caduti.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Resti della villa di Massenzio;
  • Resti della via Labicana e di alcuni edifici romani, zona "Pidocchiosa";
  • Resti del ninfeo imeriale, zona "Pidocchiosa";
  • La "Torraccia", ruderi di una delle torri del castello dei Colonna, zona "Torraccio".

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
22 dicembre 1990 22 luglio 1992 Gaetano Sabelli Democrazia Cristiana Sindaco
6 giugno 1993 9 giugno 1996 Claudio Scacco Lista civica Sindaco
9 giugno 1996 16 aprile 2000 Filippo Mariani Partito Popolare Italiano Sindaco
16 aprile 2000 3 aprile 2005 Filippo Mariani Partito Popolare Italiano
La Margherita
Sindaco
3 aprile 2005 13 aprile 2008 Gaetano Sabelli Lista civica Sindaco
13 aprile 2008 26 maggio 2013 Pietro Panzironi Lista civica Sindaco
26 maggio 2013 10 Giugno 2018 Pietro Panzironi Lista civica Sindaco
10 Giugno 2018 in carica Alessandra Sabelli Lista Civica #Cambiamenti per San Cesareo Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b jesuschrist Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017.
  2. ^ Floriano Boccini e Erminia Ciccozzi (a cura di), Opera nazionale per i Combattenti. Progetti (PDF), Roma, Archivio Centrale dello Stato, 2007 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  3. ^ Emilio Ferracci, San Cesareo e l'Ager Labicanus, Roma 1986; Id., San Cesareo. Storia di un paese senza storia, San Cesareo, 1998.
  4. ^ Ronci Remo, La vita di parrocchia nei ricordi di un parroco, Tipografia Ciociara, Paliano 2012.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]