Diocesi di Forlì-Bertinoro

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Diocesi di Forlì-Bertinoro
Dioecesis Foroliviensis-Brittinoriensis
Chiesa latina
Cattedrale di Forlì.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Ravenna-Cervia
Regione ecclesiastica Emilia-Romagna
Mappa della diocesi
Sede vacante
Amministratore apostolico Lino Pizzi
Vescovo eletto Livio Corazza
Vescovi emeriti Vincenzo Zarri,
Lino Pizzi
Sacerdoti 132 di cui 106 secolari e 29 regolari
1.340 battezzati per sacerdote
Religiosi 31 uomini, 169 donne
Diaconi 9 permanenti
Abitanti 188.500
Battezzati 177.000 (93,9% del totale)
Superficie 1.182 km² in Italia
Parrocchie 128 (10 vicariati)
Erezione II secolo (Forlì)
1360 (Bertinoro)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Cattedrale Santa Croce
Concattedrali Santa Caterina
Santi patroni Madonna del Fuoco
Madonna del Lago
San Mercuriale
San Rufillo
Indirizzo Piazza Dante Alighieri 1, 47121 Forli, Italia
Sito web www.diocesiforli.it
Dati dall'Annuario pontificio 2007 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
La concattedrale di Bertinoro.
La ex cattedrale di San Rufillo a Forlimpopoli.

La diocesi di Forlì-Bertinoro (in latino: Dioecesis Foroliviensis-Brittinoriensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Ravenna-Cervia appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna. Nel 2013 contava 177.000 battezzati su 188.500 abitanti. La sede è vacante, in attesa che il vescovo eletto Livio Corazza ne prenda possesso.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi si estende su due province dell'Emilia-Romagna:

Sede vescovile è la città di Forlì, dove si trova la cattedrale di Santa Croce. A Bertinoro sorge la concattedrale di Santa Caterina. A Forlì si trovano pure due basiliche minori: San Pellegrino Laziosi e San Mercuriale. A Forlimpopoli sorge la basilica minore di San Rufillo, già cattedrale dell'antica diocesi di Forlimpopoli, prima sede dei vescovi di Bertinoro.

Il territorio si estende su 1.182 km² ed è suddiviso in 128 parrocchie, raggruppate in 10 vicariati: Forlì centro storico, Forlì est, Forlì sud, Forlì sud-ovest, Forlì ovest, Forlì nord-ravennate, Bertinoro-Forlimpopoli, Valle del Bidente, Val di Rabbi e Acquacheta.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Parrocchie della diocesi di Forlì-Bertinoro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Forlì[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Forlì risale ad epoca antica. Tradizionalmente la sua nascita viene fissata al II secolo e viene indicato come protovescovo san Mercuriale, la cui moderna critica storica lo colloca nel IV secolo circa. Benché la tradizione e gli storici locali abbiano elencato una lunga serie di vescovi nei primi secoli, il primo prelato forlivese storicamente documentato e certo è Crescente, vissuto a metà del VII secolo. Fin dai suoi inizi la diocesi di Forlì era suffraganea dell'arcidiocesi di Ravenna.

Nel Medioevo il capitolo aveva il diritto di eleggere il vescovo, ma, con l'età moderna, questa prerogativa andò perduta. Ancora nel 1433, il capitolo della cattedrale, in accordo con i maggiorenti cittadini, volle decidere l'elezione del vescovo, Guglielmo Bevilacqua, in contrasto però con la volontà di papa Eugenio IV.

Nel 1428 un incendio distrusse completamente una scuola di Forlì, lasciando intatta solo un'effigie cartacea della Vergine, da allora venerata dai forlivesi con il titolo di Vergine del Fuoco. Nello stesso secolo è registrato a Forlì un altro fatto miracoloso riguardo ad un'altra immagine mariana, che colpita da un pugnale, avrebbe schizzato sangue dalla ferita, dando origine alla devozione della Madonna della ferita.

Verso la metà del XVII secolo fu istituito il seminario vescovile di Forlì, ad opera del vescovo Giacomo Teodolo.

Il 7 ottobre 1975 alla diocesi di Forlì furono aggregate le parrocchie della Valle del Bidente fino a quel momento comprese nella diocesi di Sansepolcro.

Bertinoro[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Forlimpopoli fu eretta probabilmente nel V secolo ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Ravenna. Le origini della diocesi di Forum Popili sono legate al culto del patrono san Rufillo, ritenuto unanimemente protovescovo della città nel corso del V secolo.

Nella ricostruzione storica della cronotassi dei vescovi, nel corso dei secoli molti nomi spuri si sono aggiunti all'elenco, che solo a partire dagli studi di Lanzoni sono stati emendati. Dalla tradizionale cronotassi, riportata da Cappelletti, secondo il recente studio di Franco Zaghini sono da rimuovere i vescovi Grato, Sabino, Asello, Fortunato, Mailoco, Stefano, Magno, Anfriso e Agilulfo.

Le vicende della diocesi furono strettamente legate a quelle della città, coinvolta in diversi scontri, a partire dalle invasioni bizantine e longobarde del VII secolo e dall'invasione da parte di Federico Barbarossa nel XII secolo.

Nel 1360 la città fu distrutta dal cardinale Gil Álvarez Carrillo de Albornoz, e la sede della diocesi trasferita a Bertinoro. Il primo vescovo di Bertinoro fu il francese Roberto Boyssel, vescovo di Forlimpopoli dal 1359. Assumendo il titolo della nuova diocesi ereditò per sé e i suoi successori i diritti sulla diocesi forlimpopolese[2].

Il titolo di chiesa principale della nuova diocesi fu assegnato a un piccolo edificio sacro sito nella piazza centrale del paese, adiacente al palazzo comunale. La chiesetta, intitolata a Santa Caterina d'Alessandria, dovette essere ampliata. I lavori si svolsero nel Quattrocento. Nel 1393 le cronache registrarono un fatto portentoso: una croce azzurra sarebbe apparsa sopra il fonte battesimale per undici giorni di fronte a tutto il popolo. Sin dall'Alto Medioevo l'unico fonte del paese si trovava nella pieve di Santa Maria, sita sul monte Cesubeo non lontano dalla rocca.

Nella seconda metà del XVI secolo il vescovo Giovanni Andrea Caligari ricostruì la cattedrale di Bertinoro e lasciò l'originaria sede in borgo Carnevali per prendere residenza nella rocca, donatagli da papa Clemente VIII. Il fonte battesimale venne trasferito nella nuova cattedrale[2].

Nel 1803 il governo francese dichiarò soppressa la sede di Bertinoro, affidandola provvisoriamente all'arcivescovo di Ravenna, in qualità di metropolita. Nel 1817 la diocesi di Bertinoro fu ristabilita, ma poiché molti dei beni ecclesiastici erano stati venduti, si trovava in una situazione economica miserevole.

Il 28 agosto 1824 in forza della bolla Dominici gregis di papa Leone XII la sede di Bertinoro fu unita a quella di Sarsina. L'unione con Sarsina, problematica soprattutto per la difficoltà di comunicazione tra le due sedi, fu revocata attorno al 1872, quando la diocesi di Sarsina tornò ad avere un proprio vescovo.

Sedi unite[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 giugno 1976 Giovanni Proni, vescovo di Bertinoro e coadiutore di Paolo Babini a Forlì, succedette al Babini sulla sede forlivese, unendo così in persona episcopi le due diocesi.

Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, fu stabilita la piena unione delle due diocesi e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Forlì[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Forlimpopoli[modifica | modifica wikitesto]

  • San Rufillo † (V secolo)
  • Stefano † (menzionato nel 649)
  • Magno † (menzionato nel 680)
  • Giovanni I † (menzionato nel 731)
  • Anscauso † (menzionato nel 755)
  • Giovanni II † (prima dell'858 - dopo l'861)
  • Arnaldo † (prima del 955 - dopo il 967)
  • Sergio † (menzionato nel 983)
  • Giumegisto o Guinigiso † (X secolo)
  • Teuperto † (prima del 998 - dopo il 1014)
  • Onesto † (menzionato nel 1035)
  • Pietro † (prima del 1053 - dopo il 1077)
  • Guido † (menzionato nel 1119/1120)
  • Ansarico o Ausarico † (menzionato nel 1152)
  • Enrico † (menzionato nel 1165)
  • Gregorio † (menzionato nel 1177)
  • Lanfranco o Lanfredo † (prima di novembre 1179 - dopo il 1182)[12]
  • Guardo o Gualfo † (prima del 1195 - 1213 deceduto)
  • Ubertello † (1214 - marzo 1223 deceduto)
  • Egidio † (1224 - dopo il 1241)
  • Giovanni III † (prima del 1251 - circa 1262 deceduto)[13]
  • Aimerico † (8 febbraio 1262 - marzo 1270 deceduto)
  • Ravaldino † (prima di settembre 1270 - 1285 deceduto)
  • Taddeo † (26 agosto 1285 - 1303 deceduto)[14]
  • Pietro I, O.F.M. † (prima del 31 maggio 1304[15] - circa 1314 deceduto)
  • Pietro II Lancetti, O.S.B. † (circa 1314 - 15 febbraio 1321 deceduto)
  • Ubaldo Gabrielli, O.S.B. † (30 aprile 1321 - 6 giugno 1323 nominato vescovo di Treviso)
  • Ugolino, O.P. † (6 giugno 1323 - 1359 deceduto)
  • Roberto Boiselli (Boysel o Boyssel), O.F.M. † (15 novembre 1359 - 1360 trasferitosi a Bertinoro)[16]

Vescovi di Bertinoro[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Boiselli (Boysel o Boyssel), O.F.M. † (1360 - 1365 dimesso)
  • Roberto di Brettavilla (Robert de Bretteville), O.E.S.A. † (5 settembre 1365 - 1377 deceduto)[17]
  • Tebaldo † (1378 - 1395 deceduto)
  • Urso de Afflicto † (15 novembre 1395 - 15 dicembre 1404 nominato vescovo di Monopoli)
  • Marco da Teramo † (15 dicembre 1404 - 29 dicembre 1418 nominato vescovo di Sarno)
  • Marco, O.S.M. † (29 dicembre 1418 - 1426 ? deceduto)
  • Ventura degli Abati † (13 aprile 1429 - 1477 deceduto)
  • Giuliano Maffei, O.F.M. † (24 gennaio 1477 - 18 aprile 1505 nominato arcivescovo di Ragusa)
  • Giovanni Ruffo de Theodoli † (18 aprile 1505 - 6 novembre 1511 nominato arcivescovo di Cosenza)
  • Angelo Petrucci † (28 gennaio 1512 - 1514 deceduto)
    • Raffaele Petrucci † (14 marzo 1519 - 14 marzo 1520 dimesso) (amministratore apostolico)
  • Pietro Petrucci † (14 marzo 1520 - 1537 deceduto)
  • Benedetto Conversini † (15 ottobre 1537 - 30 luglio 1540 nominato vescovo di Jesi)
  • Girolamo Verallo † (20 agosto 1540 - 14 novembre 1541 nominato vescovo di Caserta)
  • Cornelio Musso, O.F.M.Conv. † (14 novembre 1541 - 27 ottobre 1544 nominato vescovo di Bitonto)
  • Tommaso Caselli, O.P. † (27 ottobre 1544 - 7 maggio 1548 nominato vescovo di Oppido Mamertina)
  • Lodovico Vanino de Theodoli, C.R.S.A. † (7 maggio 1548 - 10 gennaio 1563 deceduto)
  • Egidio Falcetta † (30 gennaio 1563 - 1º luglio 1564 deceduto)
  • Agostino Folignatti † (28 luglio 1564 - ottobre 1579 deceduto)
  • Giovanni Andrea Caligari † (14 ottobre 1579 - 19 gennaio 1613 deceduto)
    • Bartolomeo Ugolini † (1613 - ? deceduto) (vescovo eletto)
  • Innocenzo Massimo † (20 maggio 1613 - 1º luglio 1624 nominato vescovo di Catania)
  • Giovanni della Robbia, O.P. † (29 luglio 1624 - 25 ottobre 1641 deceduto)
  • Isidoro della Robbia, O.S.B. † (10 marzo 1642 - novembre 1656 deceduto)
    • Sede vacante (1656-1659)
  • Ottaviano Prati † (21 aprile 1659 - agosto 1659 deceduto)
  • Guido Bentivoglio, C.R. † (16 febbraio 1660 - 1º febbraio 1676 deceduto)
  • Vincenzo Gaballi † (23 marzo 1676 - giugno 1701 deceduto)
  • Giovanni Battista Missiroli † (8 agosto 1701 - gennaio 1734 deceduto)
  • Gaetano Galvani (Calvani) † (24 marzo 1734 - 19 settembre 1747 dimesso)
  • Francesco Maria Colombani † (20 novembre 1747 - 27 marzo 1788 deceduto)
  • Giacomo Boschi † (15 settembre 1788 - 18 settembre 1807 nominato vescovo di Carpi)
    • Sede soppressa (1807-1817)
  • Federico Bencivenni, O.F.M.Cap. † (14 aprile 1817 - 19 novembre 1829 deceduto)
  • Giambattista Guerra † (15 marzo 1830 - 1857 deceduto)
  • Pietro Buffetti † (3 agosto 1857 - 12 gennaio 1874 deceduto)
  • Camillo Ruggeri † (4 maggio 1874 - 3 luglio 1882 nominato vescovo di Fano)
  • Lodovico Leonardi † (3 luglio 1882 - giugno 1898 deceduto)
  • Federico Polloni † (28 novembre 1898 - 12 marzo 1924 deceduto)
  • Antonio Scarante † (18 dicembre 1924 - 30 giugno 1930 nominato vescovo di Faenza)
  • Francesco Gardini † (9 maggio 1931 - 31 gennaio 1950 deceduto)
  • Mario Bondini † (16 marzo 1950 - 28 gennaio 1959 deceduto)
  • Giuseppe Bonacini † (16 maggio 1959 - 14 novembre 1969 deceduto)
  • Giovanni Proni † (10 marzo 1970 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Forlì-Bertinoro)

Vescovi di Forlì-Bertinoro[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 188.500 persone contava 177.000 battezzati, corrispondenti al 93,9% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
diocesi di Forlì
1950 80.115 80.350 99,7 129 103 26 621 55 293 62
1970 121.666 122.022 99,7 123 92 31 989 39 320 67
1980 143.700 144.500 99,4 153 128 25 939 32 317 140
diocesi di Bertinoro
1950 43.000 43.000 100,0 93 89 4 462 - 60 64
1959 40.000 40.000 100,0 88 83 5 454 5 87 64
1969 38.444 38.542 99,7 74 71 3 519 6 99 62
1980 37.650 37.900 99,3 64 60 4 588 9 80 65
diocesi di Forlì-Bertinoro
1990 171.812 173.374 99,1 195 165 30 881 41 307 127
1999 169.369 171.603 98,7 171 141 30 990 5 36 222 128
2000 168.282 170.645 98,6 162 136 26 1.038 5 32 217 128
2001 170.035 172.570 98,5 164 135 29 1.036 6 34 224 128
2002 171.357 174.134 98,4 162 134 28 1.057 6 34 217 128
2003 172.829 175.779 98,3 156 126 30 1.107 8 34 209 128
2004 171.142 175.769 97,4 150 122 28 1.140 8 33 202 128
2006 169.700 177.425 95,6 146 119 27 1.162 8 30 205 128
2013 177.000 188.500 93,9 132 106 26 1.340 9 31 169 128

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco tratto dal sito parrocchiemap.it.
  2. ^ a b Leardo Mascanzoni, Territorio, insediamenti, popolamento e viabilità in Storia di Bertinoro, coordinamento di A. Vasina, Cesena, Società Editrice Il Ponte Vecchio, 2006, pp. 113-144
  3. ^ Secondo Lanzoni Teodoro non fu vescovo Foroliviensis ma Foroiuliensis, ossia di Fréjus.
  4. ^ Ludovico Antonio Muratori, Dissertazioni sopra le antichità italiane, vol. II, Milano 1837.
  5. ^ I vescovi Rainero, Teodorico e Ottone sono collocati da Cappelletti nella seconda metà del X secolo senza alcun riferimento cronologico più preciso; Gams invece li pone nella prima metà dell'XI secolo, poiché Uberto è, a suo avviso, ancora menzionato nel 997.
  6. ^ Per alcune vicende che coinvolsero i vescovi da Alberto a Richelmo, in opposizione agli abati di San Mercuriale, si veda: Sant'Antonio Vecchio.
  7. ^ Questo vescovo è escluso da Eubel, che lo considera vescovo di Forlimpopoli.
  8. ^ Indicato anche come Giovanni Romano (o da Roma).
  9. ^ Nel 1500 fu governatore di Viterbo.
  10. ^ Dioecesanae synodi Forolivien. decreta sub illustriss. ac reuerendiss. D. D. Claudio Ciccolino, Dei et apostolicae sedis gratia episcopo Forolivii anno domini 1675, Dandi & Saporetti, Forlì 1675; Dioecesanae synodi Forolivien. decreta sub illustriss. ac reuerendiss. D. D. Claudio Ciccolino, Dei & apostolicae sedis gratia episcopo Forolivii anno domini 1686, apud I. Sylvam, Forlì 1686.
  11. ^ Prima dioecesana synodus quam d. Mercurialis Prati ordinis S. Benedicti congregationis Vallisumbrosae, Dei & apostolicae sedis gratia Foroliviensis ecclesiae episcopus ... in sua cathedrali ecclesia celebravit anno 1792, Genestri, Faenza 1793.
  12. ^ Secondo Eubel muore nel 1201 circa.
  13. ^ Vescovo electus o designatus fino al 1256, anno della sua consacrazione. Il secondo termine da alcuni autori è stato erroneamente interpretato come il nome di un vescovo di Forlimpopoli.
  14. ^ La sede risulta essere vacante il 21 marzo 1303.
  15. ^ Nel mese di gennaio 1304 la sede risulta essere ancora vacante.
  16. ^ Documentato per la prima volta come episcopus Bertenoriensis il 3 settembre 1362.
  17. ^ Eubel distingue due vescovi di nome Roberto, uno francescano e l'altro agostiniano; le cronotassi tradizionali invece menzionano un solo Roberto.

Fonti e bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Forlì[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Forlimpoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittorio Bassetti, Il monastero di San Giovanni Battista in Forlimpopoli, in Pagine di cronaca e storia, Forlì 1974, pp. 108–121.
  • Vittorio Bassetti, Confini parrocchiali settecenteschi nella città di Forlimpopoli, <<Forum Popili>> 2 (1975), pp. 197–198.
  • Vittorio Bassetti, La diocesi di Forlimpopoli ai tempi del primo Anno Santo (1300), Bologna 1975
  • Vittorio Bassetti, La cattedrale di Forlimpopoli, <<Ravennatensia>>, VI (1977), pp. 173-180.
  • Vittorio Bassetti, La diocesi di Forlimpopoli ai tempi del primo Anno Santo (1300), Supplemento, Bologna 1980
  • Vittorio Bassetti, Le Suore Agostiniane di Forlimpopoli negli anni della bufera napoleonica, <<Ravennatensia>>, XIV (1987), pp. 233–247.
  • Vittorio Bassetti, La chiesa di San Pietro in Forlimpopoli, pdf, <<Forlimpopoli. Documenti e Studi>>, I (1990), pp. 25–61.
  • Vittorio Bassetti, Presenza francescana nella diocesi di Forlimpopoli (secoli XIII-XIV), <<Ravennatensia>>, XVII (1993), pp. 197–206.
  • Vittorio Bassetti, Una fonte primaria del medioevo forlimpopolese: la "Donazione" del vescovo Ubertello, <<Atti e Memorie>>, XLIX (1998), pp. 39–57.
  • Vittorio Bassetti, Memorie storiche del monastero forlimpopolese di San Giovanni Battista (secoli XVII-XVIII),pdf, <<Forlimpopoli. Documenti e Studi>>, IX (1998), pp. 33–68.

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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