Russi (Italia)

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Russi
comune
Russi – Stemma Russi – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Ravenna-Stemma.svg Ravenna
Amministrazione
Sindaco Sergio Retini (PD) dal 7-6-2009
Territorio
Coordinate 44°22′35.22″N 12°02′00.06″E / 44.37645°N 12.03335°E44.37645; 12.03335 (Russi)Coordinate: 44°22′35.22″N 12°02′00.06″E / 44.37645°N 12.03335°E44.37645; 12.03335 (Russi)
Altitudine 13 m s.l.m.
Superficie 46,26 km²
Abitanti 12 299[2] (30-11-2016)
Densità 265,87 ab./km²
Frazioni Godo, San Pancrazio. Località: Chiesuola, Cortina, Pezzolo, Prada di Russi[1]
Comuni confinanti Bagnacavallo, Faenza, Forlì (FC), Ravenna
Altre informazioni
Cod. postale 48026
Prefisso 0544
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 039016
Cod. catastale H642
Targa RA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti russiani
Patrono sant'Apollinare
Giorno festivo 23 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Russi
Russi
Russi – Mappa
Posizione del comune di Russi nella provincia di Ravenna
Sito istituzionale

Russi (Ròss in romagnolo) è un comune italiano di 12 299 abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna. Dista 17 km dal capoluogo, 17 km da Faenza, 20 km da Forlì, 40 km da Imola, 40 km da Cesena e 70 km da Rimini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

L'area di Russi vanta una storia bimillenaria, come attesta l'area archeologica della Villa Romana del II secolo d.C. La ricerca archeologica mostra come la zona fosse interessata da coltivazioni di tipo intensivo.
Dopo le invasioni barbariche il territorio fu progressivamente abbandonato. La mancanza del lavoro di irregimentazione idraulica dell'uomo causò il ritorno degli acquitrini e delle paludi.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Fin dall'Alto Medioevo faentini e ravennati si contesero il territorio di Russi, al centro di una fertile pianura. I ravennati, per difendersi dalle aggressioni faentine, costruirono i castelli di Raffanara [3] ed il castello di Cortina.
Nel 1234, durante una delle frequenti battaglie fra le due città, i faentini abbatterono le due roccaforti lasciando così i ravennati senza difesa. Successivamente sorse un centro, necessariamente un castrum, cioè un centro fortificato. Russi nacque così nel 1371 per volere di Guido da Polenta (sesto dei Signori della casata ravennate), che visse nel castello fino al 1377. Alterne furono le successioni fra il casato Polentane e quello dei faentini Manfredi, per il controllo dello strategico castrum russiano.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

I primi tre decenni del XVI secolo causarono grandi sofferenze alla popolazione. Il castello subì infatti diversi assedi: prima da parte delle truppe del Borgia, poi dalle forze della Lega di Cambrai, infine il tremendo eccidio del 3-4 aprile del 1512 da parte di Gastone di Foix. Ad accrescere le sventure, nel 1527 passarono per il territorio russiano le truppe di Carlo di Borbone dirette a Roma, che occuparono il castello, poi si abbandonarono a saccheggi ed uccisioni.

Dopo varie vicende, Russi nel 1568 ritornò sotto la giurisdizione di Faenza, nello Stato Pontificio, ma riuscì ad ottenere magistrature proprie ed autonomia amministrativa. Nel 1688 il paese fu quasi interamente distrutto da un terremoto.

Russi fece parte dello Stato della Chiesa fino al 1859, quando i territori della Legazione delle Romagne furono occupati dalle truppe del Regno di Sardegna.

Risorgimento e Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Russi annovera alcuni personaggi che furono protagonisti del periodo risorgimentale. I Farini e i Baccarini diedero alto prestigio al paese e alla nazione in campo politico e sociale, i Babini ed altri in quello economico-industriale, provocando un radicale cambiamento nella vita economica del paese e imponendosi in campo internazionale. Russi fu poi, con in testa Domenico Antonio Farini, la fucina di un importante centro di azione risorgimentale.

Nei moti del 1831 Russi fu infatti il primo paese di Romagna ad insorgere, ma a fare le maggiori spese di tale insurrezione fu, il 31 dicembre del 1834, lo stesso Farini, che in un'imboscata venne colpito a morte. Da quell'anno al 1870 (presa di Roma), ben 367 furono le presenze di russiani in moti e guerre per l'indipendenza di Italia.

L'eredità morale e politica di Domenico Antonio Farini, proseguì comunque con il nipote Luigi Carlo, che diventerà più tardi Dittatore dell'Emilia e Presidente del Consiglio. Sempre su quelle orme si muoveranno poi il ministro Alfredo Baccarini e Domenico Farini, figlio di Luigi Carlo, Presidente della Camera e del Senato.

Dopo l'Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'unità d'Italia ebbero inizio a Russi nuove attività economiche. Il paese da centro prevalentemente agricolo, inizi i primi passi verso l'industria e il commercio (già fiorente in seno alla cittadina dal XVI secolo).

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Regio decreto-legge[4]»
— 16 giugno 1878

Nel 1878 a Russi venne concesso, con decreto reale, il titolo di Città per aver dato i natali a Luigi Carlo Farini.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 1.095 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 308 2,56%

Marocco 147 1,22%

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Pieve di Santo Stefano in Tegurio – Sita nella frazione di Godo, risale all'VIII secolo;
  • Pieve di San Pancrazio - dà il nome al centro abitato omonimo, sito a 4 km da Russi. La sua fondazione risale, secondo la tradizione, al V secolo per volontà di Gallia Placidia. Le due pievi rappresentano splendidi esempi di antica arte religiosa in stile romanico;
  • Chiesa di Sant'Apollinare - di costruzione settecentesca, è la chiesa del santo patrono cittadino;
  • Chiesa dell'Addolorata - anch'essa edificata nel XVIII secolo, all'interno è conservata l'immagine della Madonna dei Sette Dolori tanto cara ai russesi. Il suo culto risale almeno al XVII secolo, quando si insediò in paese un convento di frati Serviti. In suo onore si celebra la «Fìra d'j Sët dulur» (vedi Infra).

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo San Giacomo o Palazzo Rasponi – Ubicato poco fuori le porte cittadine. Al suo interno si conservano splendidi affreschi a tema mitologico ed allegorico.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Rocca – Fortilizio trecentesco, voluto dalla potente famiglia dei Da Polenta di Ravenna. Oggi ospita raccolte museali.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Civico: riunisce le raccolte che, conservate in diversi luoghi del paese, dal 1997 sono state collocate all'interno della Rocca trecentesca. Le opere sono state classificate in tre gruppi: museo archeologico (coi reperti della Villa romana), pinacoteca e fondo archivistico "Alfredo Baccarini";
  • Museo della vita contadina in Romagna (nella frazione San Pancrazio), che conserva oggetti che documentano la via rurale nel territorio di San Pancrazio e Russi;
  • Museo dell'arredo contemporaneo (sito lungo la Strada San Vitale in direzione Ravenna), riepiloga la storia dell'arredo dal 1880 al 1980;
  • Raccolta di ceramica rustica romagnola e di campane;
  • Raccolta etnologica Romagnola.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

I piatti tipici di Russi sono legati alla Fira (fiera) dei sette dolori, e sono: cappelletti al ragù, bel e cot con purè, canèna nova e ciambella[6]. Le tradizioni gastronomiche del luogo risalgono ai primi insediamenti preromanici del III secolo d. C., e più recentemente si ricordano le cantine del Palazzo San Giacomo, in cui veniva fatto riposare il vino delle varietà Canena, Trebbiano e Uva d'Oro[7].

Eventi e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Fîra d'i sett dulür[modifica | modifica wikitesto]

La Fîra d'i sett dulür (Fiera dei sette dolori) è la più antica sagra della provincia di Ravenna. risale, infatti, al XVII secolo, ed era legata all'ordine dei frati Serviti in quel tempo presenti a Russi. Celebrava la Madonna dei sette dolori e venne istituzionalizzata da Innocenzo XI nel 1688.

Si svolge nella terza settimana di settembre e presenta un'ampia offerta di eventi musicali e culturali nonché appuntamenti gastronomici, con piatti tipici della romagna, nella fattispecie cappelletti, nell'occasione conditi al ragù, bel e cot, sorta di cotechino o insaccato di maiale che ha ricevuto la denominazione di prodotto regionale, servito su fette di pane fragrante, il tutto annaffiato dal vino Canèna Nova. Il Canèna è un vino novello di prima spremitura, quasi una sorta di mosto fatto con uve di cui si andava perdendo la coltivazione; è aspro ma con un retrogusto dolce tipico del mosto appena spillato; si accompagna in maniera ideale al bel e cot.

Storia della Fira
La cânta d' Ross

A Russi e alla Fira di sétt dulur è dedicata anche la canzone in romagnolo che appartiene alla tradizione popolare La canta d' Ross (La canzone di Russi):

« Non c'è un posto più bello di questo,
mai non manca l'armonia,
tutti son sempre in allegria,
e se ne fregano del mondo se è triste.

Russi, centro di Romagna
si beve e si mangia
senza ristrettezze

per le feste dei sette dolori,
dei cappelletti e della canèna
delle ragazze che sono una rovina,
rosse, fresche come fiori.

Russi, centro di Romagna. ecc... »

La festa venne ripristinata, dopo essere stata sospesa nel 1798 su editto di Napoleone Bonaparte, solo nel 1815, con il ritorno della Romagna sotto l'egida pontificia. A quel tempo, la festa era solo religiosa e consisteva in una processione ed una questua che serviva a supportare le spese. Nel 1861 il comune riconobbe la Confraternita dei 7 dolori, disponendo che la festa si tenesse nella terza domenica di settembre. Contestualmente gli esercizi di arti e mestieri iniziarono a beneficiare della del passaggio della festa religiosa e fiera di paese.

In considerazione di ciò, nel 1871 la festa cambiò nome divenendo Fiera di bestiame detta dell'Addolorata. La fiera di bestiame e si svolgeva nel Foro Boario. Nel 1877 la festa si sviluppò ulteriormente tanto che venne istituito un treno speciale da Ravenna che portasse visitatori ad assistere alla corsa dei cavalli berberi e agli spettacoli pirotecnici con i fuochi di artificio.

Dopo la sospensione per la prima guerra mondiale venne istituito nell'ambito della fiera il luna park con giostre e tirasegni. Alla fine della seconda guerra mondiale la festa ha avuto un ulteriore miglioramento ed ha cambiato ancora nome da Fiera dell'Addolorata a Fira di set dulur. Ad arricchire la parte spettacolare si è iniziato a rappresentare grandi opere ed operette all'interno del teatro, mentre hanno continuato a tenersi le corse di cavalli berberi e la mostra del bestiame che è stata soppressa dagli anni ottanta.

La Fira continua comunque ad essere un'attrazione del paese che nei giorni del suo svolgimento si veste a festa. Cantastorie provenienti da ogni regione d'Italia animano la scena e la domenica sera ed il lunedì ci sono i fuochi artificiali che attirano persone da ogni parte della provincia (interessate in particolare a la girandola e ai fuochi sui pali).

Festival Internazionale del Folklore[modifica | modifica wikitesto]

Si tiene ogni anno dal 1988. Convengono a Russi gruppi folcloristici provenienti da diverse parti del mondo.

Libri mai mai visti[modifica | modifica wikitesto]

Fino all'anno 2015 si è tenuta a Russi la mostra annuale dei Libri mai mai visti, organizzata dall'associazione locale VAri Cervelli Associati (VACA)[8]. La mostra presenta le opere migliori di una sorta di concorso di bellezza dell'assurdo, a cui possono partecipare libri realizzati in materiali improbabili, o a partire da un'idea curiosa, o contenenti storie raccontate per materiali, disegni e parole difficilmente commercializzabili da un editore, in quanto opere d'artista fuori standard.

La mostra richiama curiosi anche da città lontane, ma la sua peculiarità e la qualità delle opere hanno fatto sì che nel 2000 la mostra venisse presentata a New York alla New York University, e negli anni seguenti divenisse itinerante, venendo presentata anche all'Istituto Italiano di Cultura a Parigi, alla Biblioteca Classense di Ravenna, al Museo dell'illustrazione di Ferrara e alla Biblioteca comunale di Imola, e nel 2006 al Circolo dei Lettori di Torino all'interno della programmazione di Torino capitale mondiale del libro. I riconoscimenti avuti dalla mostra hanno portato nel 2007 alla creazione di un Fondo che raccoglie una selezione delle migliori opere di Libri mai mai visti, conservato a Russi.[9]
La manifestazione ha chiuso nel 2016 per mancanza di fondi[10].

Persone legate a Russi[modifica | modifica wikitesto]

in ordine cronologico:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda l'artigianato, Russi è rinomata soprattutto per i laboratori di oreficeria e di gioielleria.[11]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Russi.

Il comune è attraversato dalla ferrovia Castelbolognese-Ravenna e dalla Faenza - Ravenna ed è servito dalla propria stazione ferroviaria in via della Repubblica.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La manifestazione sportiva più importante che si tiene a Russi è la «Maratona del Lamone». Nata nel 1977, è la maratona più vecchia dell'Emilia-Romagna e la seconda in Italia. La manifestazione è organizzata dal «G. S. Lamone».

A Russi giocano:

  • la squadra calcistica dell'«Unione Sportiva Russi»;
  • la società sportiva di pallavolo «A.S.D. Olimpia Russi»; la formazione Under 18, nell'annata 2014/2015, ha ottenuto il terzo posto alle finali italiane del campionato CSI.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
30 settembre 1985 1º agosto 1990 Edgardo Bendandi Partito Repubblicano Italiano Sindaco
1990 1992 ... Sindaco
11 giugno 1992 13 giugno 2004 Daniele Bolognesi Partito Democratico della Sinistra,
poi L'Ulivo (a guida DS)
Sindaco Confermato il 24 aprile 1995
e il 14 giugno 1999
13 giugno 2004 7 giugno 2009 Pietro Vanicelli Sindaco
7 giugno 2009 in carica Sergio Retini Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Russi - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  3. ^ Sui cui resti nella seconda metà del XVII secolo fu costruito il palazzo di San Giacomo.
  4. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, dati.acs.beniculturali.it.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Fonte: Portale della Provincia di Ravenna
  7. ^ Fonte: Portale della Provincia di Ravenna
  8. ^ Nel 2008-2009 si è giunti alla XIV edizione della mostra, tenutasi all'ex chiesa in Albis. Fonte: Comune di Russi
  9. ^ Libri mai mai visti, premiati due imolesi, di Federico Savini, www.sabatosera.it
  10. ^ Dopo "Komikazen" a Ravenna anche "Libri mai mai visti" a Russi non si farà più, ravennanotizie.it. URL consultato il 16 aprile 2016.
  11. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 4,6.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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