Brisighella

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Brisighella
comune
Brisighella – Stemma Brisighella – Bandiera
Brisighella – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Ravenna-Stemma.svg Ravenna
Amministrazione
Sindaco Davide Missiroli (PD[1]) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 44°13′N 11°46′E / 44.216667°N 11.766667°E44.216667; 11.766667 (Brisighella)Coordinate: 44°13′N 11°46′E / 44.216667°N 11.766667°E44.216667; 11.766667 (Brisighella)
Altitudine 115 m s.l.m.
Superficie 194,33 km²
Abitanti 7 598[2] (30-4-2017)
Densità 39,1 ab./km²
Frazioni Boesimo, Casale, Castellina, Croce Daniele, Fognano, Fornazzano, La Strada, Marzeno, Monte Romano, Pietramora, Purocielo, Rontana, San Cassiano, San Martino in Gattara, Urbiano, Villa San Giorgio in Vezzano, Zattaglia
Comuni confinanti Casola Valsenio, Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC), Faenza, Forlì (FC), Marradi (FI), Modigliana (FC), Palazzuolo sul Senio (FI), Riolo Terme
Altre informazioni
Cod. postale 48013
Prefisso 0546
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 039004
Cod. catastale B188
Targa RA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti brisighellesi
Patrono San Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brisighella
Brisighella
Brisighella – Mappa
Posizione del comune di Brisighella nella provincia di Ravenna
Sito istituzionale

Brisighella (Brisighèla in romagnolo) è un comune italiano di 7598 abitanti in provincia di Ravenna, ubicato a 115 metri s.l.m. nella bassa valle del Lamone, alle pendici dell'Appennino tosco-romagnolo.

Il borgo è caratterizzato da tre pinnacoli rocciosi (i "Tre Colli"), su cui poggiano la rocca manfrediana (sec. XIV), il santuario del Monticino (sec. XVIII) e la torre detta dell'Orologio, ricostruita nell'Ottocento sulle rovine di un preesistente insediamento difensivo del XII secolo.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

È difficile risalire al significato del toponimo Brisighella: quattro sono le ipotesi a cui ci si appoggia maggiormente;[3] la prima, la meno accreditata, fa derivare il toponimo dal latino bràssica (cavolo), che farebbe di Brisighella «la terra in cui si coltivano cavoli». La seconda, invece, propende per una derivazione dal romagnolo brisca (favo o vespaio) e quindi «zona dove si trovano alveari» o con terreno poroso adatto ai vespai.[3] La terza, la più accreditata, propone la derivazione da un'altra voce dialettale, brìsul (briciola), col significato di «piccola porzione di terreno coltivato».[3] L'ultima, infine, collega il nome al celtico brix («luogo scosceso»), la cui etimologia è la stessa di Brescia.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La rocca manfrediana

Le origini del borgo risalgono alla fine del Duecento, quando il condottiero Maghinardo Pagani edificò, su uno dei tre scogli di selenite, quella che divenne la roccaforte più importante della valle del Lamone. Nel 1310 Francesco I Manfredi, signore di Faenza, eresse su un altro spuntone di roccia la rocca di Brisighella. Essa venne rimaneggiata da un suo discendente, Astorgio, intorno alla metà del Quattrocento, infine fu completata dai Veneziani nel 1508 con la torre più alta, raccordata alla cinta di mura.

Nel 1509 la Repubblica di Venezia cedette tutti i suoi possedimenti in Romagna alla Santa Sede. Brisighella tornò nello Stato Pontificio, di cui fece parte, tranne la breve parentesi Napoleonica fino al 1859, anno dell'annessione al Regno di Sardegna, poi Regno d'Italia.

Qui nacquero i cardinali Bernardino Spada, Michele Lega, Amleto Giovanni Cicognani, Dino Monduzzi e Achille Silvestrini.

Brisighella fa parte dei circuiti dei Borghi più belli d'Italia[4] e Cittaslow,[5] oltre a essere Bandiera arancione del Touring Club Italiano.[6]

Dal 1972 la popolazione di Brisighella ha contribuito alla ricerca sui fattori di rischio cardiovascolari aderendo al "Brisighella Heart Study" un progetto scientifico iniziato dal professor Giancarlo Descovich dell'Università di Bologna e proseguito dal professor Antonio Gaddi.[7]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

  • La Pieve di S. Maria in Tiberiaco[8]. Sita sul Monte Mauro, la chiesa ha origini remote. Fu edificata nel VI secolo per volere dell'imperatore bizantino Maurizio (582-602). Egli stesso la dedicò a Maria Assunta e le conferì il titolo, di diritto imperiale, di Beata Vergine Assunta in Tiberiaco.[9] La chiesa ha attraversato tutte le epoche storiche. Durante il XX secolo fu ridotta a rudere. Il restauro si è concluso nel primo decennio del XXI secolo;
  • La Pieve di S. Giovanni in Ottavo (o pieve del Thò), risalente all'XI secolo (ma costruita su una precedente struttura del V secolo) e denominata in tal modo per la sua collocazione all'ottavo miglio da Faenza lungo la strada per Firenze. Fu edificata in stile romanico utilizzando materiale di recupero. L'interno è a tre navate; il paliotto dell'altare risale al VII secolo. La cripta conserva vari reperti, tra cui una tomba romana e un'antica macina di olive per uso familiare;[10]
  • La Chiesa dell'Osservanza, edificata nel 1520, all'interno conserva una Madonna con Bambino e Santi (1520) del Palmezzano.

Architettura militare[modifica | modifica wikitesto]

La Rocca di Brisighella, datata 1228, è caratterizzata da torri cilindriche di cui la più alta è del 1503[11].

La Rocca Manfrediana con a fianco la Torre dell'Orologio, fotografate da Paolo Monti nel 1974.

La prima roccaforte fu costruita nel 1310 per volere di Francesco Manfredi signore di Faenza. Ripresa dallo Stato della Chiesa con le campagne di Egidio Albornoz, la Santa Sede ne detenne direttamente il possesso dal 1368 al 1376, quando la cedette ai Manfredi, nominati vicari pontifici. La famiglia nobile faentina governò quasi ininterrottamente durante i secoli XIV e XV. In questo lungo periodo fu soggetta ad ampliamenti e ammodernamenti a cura di Galeazzo Manfredi nel 1394 e di Astorre II nel 1457 e 1466.

Conquistata da Cesare Borgia nell'anno 1500, alla sua caduta (avvenuta nel 1503), la rocca fu conquistata dai Veneziani. All'epoca la rocca possedeva solo la torre minore (detta il torricino): durante il breve dominio della Serenissima (1503-1509) venne ulteriormente ampliata e dotata dell'imponente torrione circolare.

Sulle colline sopra Brisighella, lungo il crinale dell'appennino Tosco-Romagnolo, sono presenti diverse fortificazioni medioevali a difesa e controllo del territorio.

  • Torre del Marino venne eretta dalla famiglia dei Naldi nel 1460 per scopi di avvistamento: dalla torre si può dominare, infatti, la Valle del Senio e una vasta area collinare. A base quadrata e costruita tutta in laterizio, ad eccezione della cordonatura in arenaria, la torre costituì il prototipo architettonico per le successive Torri di Cavina (1491) e di Pratesi (1510 circa), situate alcuni chilometri a monte della Vena del Gesso[12]. Dal 1794 diventa di proprietà di Antonio Marino dal quale eredita l'attuale nome[13]. In seguito alle vicende belliche (è stata bersaglio dell'artiglieria tedesca durante la II Guerra Mondiale) sono crollati il soffitto e le volte di sostegno dei vari piani interni: conserva ancora tracce di scale e i resti di un camino monumentale. Rimasta priva di merlatura, presenta comunque interessanti soluzioni di architettura militare rinascimentale.
  • Torre Cavina, o Torre di Cavina, è stata costruita tra il XIV e il XV secolo e il nome lascia intendere che un tempo esistessero più torri edificate in questa località dai membri della famiglia Cavina. Il cognome stesso e il toponimo deriva da "caba" cioè forra, fogna e si riferisce probabilmente al torrente Sintria, che qui scorre entro un alveo incassato e profondo[14].
  • Torre Cavina-Pratesi, oggi semplicemente Pratesi, fu innalzata nel 1510 circa da Antonio Menini detto "il Pratese", discendente della stirpe dei Cavina e probabile suo costruttore[15]. Dal XVII secolo, a seguito dell'introduzione delle armi da fuoco, la torre perse la sua funzione militare e venne riconvertita a casino di caccia. A fianco alla torre fu costruita nell'ottocento una casa colonica.
  • Il castello di Rontana, purtroppo distrutto, si ergeva sulla cima del Monte di Rontana ed è ricordato per la prima volta nel 973 con Ugone di Rontana[16]. Nel corso dei secoli, la fortificazione appartenne, in successione: ai forlivesi (1201), ai faentini (1209), ai Manfredi (1291), a Maghinardo Pagani (1292), ai Manfredi di Marradi (1413), alternativamente ai Manfredi e alla Santa Sede (durante il XIV secolo). Nel 1500 fu espugnato da Dionigi Naldi per conto di Cesare Borgia; nel 1506 fu dei Veneziani, per poi tornare nuovamente nello Stato Pontificio. Nel 1591 Papa Gregorio XIV ordinò la sua demolizione, essendo diventato il rifugio di una grossa banda di briganti. Il castello da allora non venne più riedificato e ad oggi non restano che pochi ruderi.
  • La Torretta, è una fortificazione medioevale in pietra arenaria il cui nome e l'attuale configurazione sono ciò che resta di una torre di avvistamento eretta probabilmente nel XV secolo, a breve distanza dal luogo presso cui sorgeva l'antico "Castrum" di Fognano (XIII secolo)[17]. Attualmente la torre risulta inglobata in un edificio colonico

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

Uno scorcio di via degli Asini

La via del Borgo, nota anche con il nome di via degli Asini, è una suggestiva strada sopraelevata, quasi interamente coperta da archi di ampiezze differenti. Anticamente poggiata su una larga base di roccia, rivestiva un'importante funzione difensiva, attestata dalla presenza di una compatta fila di case a protezione del lato sud del borgo. Solo in un secondo tempo lo zoccolo fu scavato per ricavarne stalle, fondaci e negozi, trasformando così il portico in una sopraelevata. Il nome di via degli Asini deriva dall'uso di far passare per la via le carovane di animali adibiti al trasporto del materiale dalle vicine cave di gesso.

Nel centro del paese è possibile ammirare anche:

  • La fontana vecchia: costruita nel 1490, è la più antica fontana pubblica di Brisighella;

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[18]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 709 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania 211 2,69%

Marocco 180 2,29%

Romania 85 1,08%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo civico "G. Ugonia" - Il nucleo del museo è costituito dal lascito di 400 opere del pittore e litografo Giuseppe Ugonia (1881-1944). In seguito si è aggiunta la donazione di mille incisioni di vari autori del XIX e XX secolo;
  • Museo del lavoro contadino - Fu fondato nel 1975 con lo scopo di conservare e preservare gli utensili adoperati nei lavori agricoli che, a causa dell'avanzata industrializzazione, rischiavano di andare perduti. Il museo ha sede nella Rocca;
  • Museo della Resistenza "Cà Malanca" - Istituito nel 1990, ha lo scopo di documentare il periodo 1944/45, durante il quale l'l'avanzata degli Alleati si fermò per otto lunghi mesi lungo la Linea Gotica. Cà Malanca si trova nella frazione Fornazzano.

Brisighella nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

È ambientato all'interno della Rocca di Brisighella il drammatico finale del romanzo storico Il figlio del cardinale della scrittrice irlandese Ethel Lilian Voynich (I edizione inglese: 1897), semisconosciuto in Italia ma di enorme successo nel mondo comunista ai tempi della Guerra Fredda[19].

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

a Brisighella
  • «Feste Medievali» (prima settimana di giugno): nata nel 1980, la manifestazione ha lanciato Brisighella come meta turistica nazionale;
  • «Sagra della collina e del cinghiale» (ultima fine settimana di luglio);
  • «Sagra del porcello» (prima domenica di novembre).
a Zattaglia
  • Processione del Venerdì Santo (viene rievocata la deposizione di Gesù dalla Croce).

Persone legate a Brisighella[modifica | modifica wikitesto]

In ordine cronologico:

Brisighellesi noti viventi

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Industria e Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La vocazione turistica di Brisighella è evidenziata dall'esistenza, nel territorio comunale, di oltre 130 km di sentieri per escursioni, lungo i quali si allineano nove punti panoramici e tre rifugi. Sono osservabili ben 106 cavità naturali.[20]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda l'artigianato, Brisighella è rinomata per la produzione di ceramiche, per la lavorazione del ferro battuto e per i laboratori di pizzi ai ferri.[21]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è attraversato dalla Strada statale 302 "Brisighellese Ravennate", principale via di comunicazione da una parte, verso Faenza (e la Via Emilia) e, dall'altra, verso la Toscana.

La linea ferroviaria faentina corre quasi parallela alla strada statale. Nel territorio del comune sono presenti ben 6 stazioni o fermate (numero più alto per tutti i comuni della linea), di cui 5 ancora attive:

La stazione di Sant'Eufemia di Brisighella non è più operativa.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Brisighella ha fatto parte fino al 2009 della Comunità montana Appennino Faentino. Dal 2009 al 2011 ha fatto parte dell'Unione dei comuni di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme e dal 1º gennaio 2012 è parte dell'Unione dei comuni della Romagna Faentina.

Sindaci precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 marzo 1987 26 luglio 1990 Vincenzo Galassini Partito Socialista Italiano Sindaco [22]
30 luglio 1990 11 ottobre 1993 Cesare Sangiorgi Democrazia Cristiana Sindaco [22]
19 novembre 1993 23 aprile 1995 Tiziano Samorè Democrazia Cristiana Sindaco [22]
24 aprile 1995 13 giugno 1999 Tiziano Samorè Partito Democratico della Sinistra Sindaco [22]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Cesare Sangiorgi Lista civica Sindaco [22]
15 giugno 2004 8 giugno 2009 Cesare Sangiorgi Lista civica Sindaco [22]
9 giugno 2009 26 maggio 2014 Davide Missiroli Lista civica Sindaco [22]
27 maggio 2014 in carica Davide Missiroli Insieme per Brisighella Sindaco [22]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Società sportive[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi legati allo sport[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Brisighella, primarie: Davide Missiroli candidato alle amministrative, romagnaoggi.it. URL consultato il 22 giugno 2015.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  3. ^ a b c d Storia, su comune.brisighella.ra.it, Comune di Brisighella. URL consultato il 2 dicembre 2014.
  4. ^ Brisighella, su borghitalia.it, Club I borghi più belli d'Italia. URL consultato il 2 dicembre 2014.
  5. ^ Brisighella, su cittaslow.org, Cittaslow. URL consultato il 2 dicembre 2014.
  6. ^ Brisighella, su bandierearancioni.it, Touring Club Italiano. URL consultato il 2 dicembre 2014.
  7. ^ La città del cuore sano, archiviostorico.corriere.it, 05 dicembre 2015. URL consultato il 10 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2015).
  8. ^ Tiberiaco è un altro nome del monte Mauro. Cfr. Andrea Nanetti e Mario Giberti, Viabilità e insediamenti nell'assetto territoriale di Imola nel Medioevo, Imola, La Mandragora, 2014, p. 81.
  9. ^ La Pieve di Monte Mauro, un cammino di storia e di fede, manoperlapace.racine.ra.it. URL consultato il 24 maggio 2014.
  10. ^ Paola Tassinari, Pieve di Tho, la chiesa sull'ottavo miglio, «La Voce di Romagna», 22 febbraio, p. 41.
  11. ^ "Tesori d'Italia", Selezione dal Reader's Digest, Milano, 1975, pag.62.
  12. ^ Officine Digitali, Terre di Faenza - Castelli, torri, campanili, su www.terredifaenza.it. URL consultato il 1° marzo 2017.
  13. ^ Brisighella circondario - Appennino Romagnolo, su www.appenninoromagnolo.it. URL consultato il 1° marzo 2017.
  14. ^ Officine Digitali, Terre di Faenza - Castelli, torri, campanili, su www.terredifaenza.it. URL consultato il 1° marzo 2017.
  15. ^ Castelli dell'Emilia-Romagna: Censimento e schedatura: Torre Torre Pratesi, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 1° marzo 2017.
  16. ^ Raffaele Licinio, Tutte le fortificazioni della provincia di Ravenna in sintesi, Castelli dell'Emilia Romagna, su www.mondimedievali.net. URL consultato il 1° marzo 2017.
  17. ^ Officine Digitali, Terre di Faenza - Castelli, torri, campanili, su www.terredifaenza.it. URL consultato il 1° marzo 2017.
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Ethel Lilian Voynich, Il figlio del cardinale, a cura di A. Farsetti e S. Piastra, traduzione di A. Farsetti, Castelvecchi Editore, 2013.
  20. ^ Stefano Salomoni, Le mille opportunità di un territorio georeferenziato, in Il nuovo Diario-Messaggero, 24 ottobre 2015.
  21. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 4,6.
  22. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Metelli, Storia di Brisighella e della Valle di Amone, Faenza, Tip. Conti, 1869-1872

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN237429903 · GND: (DE4375029-1
Romagna Portale Romagna: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Romagna