Castel Bolognese

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Castel Bolognese
comune
Castel Bolognese – Stemma Castel Bolognese – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Ravenna-Stemma.png Ravenna
Amministrazione
Sindaco Daniele Meluzzi (PD) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°19′N 11°48′E / 44.316667°N 11.8°E44.316667; 11.8 (Castel Bolognese)Coordinate: 44°19′N 11°48′E / 44.316667°N 11.8°E44.316667; 11.8 (Castel Bolognese)
Altitudine 42 m s.l.m.
Superficie 32,37 km²
Abitanti 9 626[1] (31-12-2014)
Densità 297,37 ab./km²
Frazioni Biancanigo, Borello, Campiano, Casalecchio, Pace, Serra
Comuni confinanti Faenza, Imola (BO), Riolo Terme, Solarolo
Altre informazioni
Cod. postale 48014
Prefisso 0546
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 039006
Cod. catastale C065
Targa RA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Castellani
Patrono San Petronio
Giorno festivo Lunedì di Pentecoste
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castel Bolognese
Castel Bolognese
Posizione del comune di Castel Bolognese nella provincia di Ravenna
Posizione del comune di Castel Bolognese nella provincia di Ravenna
Sito istituzionale

Castel Bolognese (Castèl Bulgnes in romagnolo) è un comune italiano di 9.626 abitanti della provincia di Ravenna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Castel Bolognese si è sviluppato lungo l'asse della Via Emilia, che lo collega a est con la città di Faenza e ad ovest con la città di Imola. Al margine nord-occidentale dell'abitato, si dipartono la statale Casolana-Riolese, che risalendo la valle del fiume Senio raggiunge Riolo Terme, Casola Valsenio, e Palazzuolo sul Senio, mentre la strada provinciale Lughese collega il comune con Lugo.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Castel Bolognese fu fondato dalla città di Bologna durante un periodo di espansione verso la Romagna. È uno dei pochi paesi di tutta la regione di cui si conosce la data di nascita: l'atto notarile che ne ha sancito la fondazione risale al 13 aprile 1389. Il castrum fu edificato in un luogo al confine tra i territori di Imola e della città manfreda, in cui i bolognesi possedevano già un appostamento militare.

Cartolina raffigurante il torrione dell'ospedale nei primi anni del '900

Terminata l'età delle Signorie, Castel Bolognese entrò a far parte dello Stato Pontificio. Enclave bolognese in territorio ravennate, gli abitanti del paese godevano di una condizione privilegiata in fatto di prezzi. Nel corso del Cinquecento il paese divenne meta di trafficanti e contrabbandieri, specialmente di sale e grano. Alla fine del XVIII secolo (1794), papa Pio VI decise di stroncare il contrabbando. Castel Bolognese venne distaccato dalla Legazione di Bologna e fu annesso a quella di Ravenna. Il 15 agosto 1813 (durante il periodo napoleonico) fu inaugurato il nuovo ospedale cittadino, progettato da Giovanni Antonio Antolini, giudicato all'epoca tra i più moderni ed eleganti della Romagna.[2]

Con il plebiscito del 1860 entrò a far parte del Regno di Sardegna, che l'anno dopo divenne Regno d'Italia. Nel 1861 fu aperta la prima tratta della linea ferroviaria Bologna-Ancona, con una fermata a Castel Bolognese. Il 23 agosto 1863 fu inaugurato il collegamento con Ravenna.

Durante la seconda guerra mondiale il fronte si arrestò per quattro mesi (inverno 1944-45) lungo il fiume Senio, che scorre a pochi km dal centro abitato. Emblematico della sofferenza patita dagli abitanti fu l'eccidio di Villa Rossi. Dopo che gli Alleati si attestarono lungo il fiume, i tedeschi rinforzarono le loro linee difensive. Decisero che la zona tra la frazione Biancanigo e il Senio dovesse essere spianata per avere migliori possibilità di tiro. All'alba del 17 dicembre Villa Rossi e le case coloniche adiacenti furono fatte saltare in aria con l'esplosivo. Morirono ventuno persone, dai 2 agli 84 anni.[3]

Nel 1945 i nazisti minarono la torre civica (monumento-simbolo del paese) costruita dai bolognesi nel 1395, che fu fatta esplodere il 4 febbraio. Furono distrutte anche la settecentesca chiesa del Suffragio e il palazzo comunale. I combattimenti tra Alleati e tedeschi furono asperrimi, provocando 248 vittime tra la popolazione. Castel Bolognese fu poi liberato il 12 aprile 1945 dalla 3ª Divisione del II Corpo d'armata polacco comandato dal generale Władysław Anders.

L'8 marzo 1962, verso alle 2 antimeridiane, la stazione ferroviaria fu teatro di uno spaventoso incidente: il treno diretto Lecce-Milano deragliò dai binari pochi metri prima della stazione, provocando la morte di tredici persone e il ferimento di altri 186, molti dei quali riportarono menomazioni permanenti. La causa, venne poi accertato, fu l'elevata velocità sullo scambio d'ingresso. L'evento è stato ricordato nel 2012, in occasione del cinquantesimo anniversario.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 ottobre 2006, a sessant'anni dagli avvenimenti bellici che distrussero e provocarono non poche vittime a Castel Bolognese, il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano ha conferito la Medaglia d'Argento al Merito Civile alla cittadina romagnola.

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Piccolo centro strategicamente importante, occupato dalle truppe tedesche impegnate a bloccare l’avanzata alleata, subì violenti rastrellamenti e razzie e devastanti bombardamenti che provocarono numerose vittime civili e feriti, la quasi totale distruzione dell’abitato e del patrimonio industriale e agrario. La popolazione seppe reagire agli orrori della guerra con coraggio e generoso spirito di solidarietà e partecipò con determinazione alla lotta di Liberazione.»
— Castel Bolognese (Ravenna) settembre 1944 - 1945.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio religioso più antico sito nel territorio di Castel Bolognese era la chiesa di S. Pietro Apostolo in Biancanigo. Ricordata per la prima volta nel 1289, fu completamente distrutta nel 1781 da un terremoto.

Chiesa di San Petronio: Fu la prima chiesa esistente a Castel Bolognese, costruita direttamente dai bolognesi sul finire del XIV secolo. La chiesa fu rifatta completamente nel 1427 su progetto di mastro Giovanni del fu Guglielmo. Il 4 aprile 1781 rimase lesionata dal terremoto succitato. La comunità decise di ricostruirla; sentito il parere del vescovo, l'edificio fu abbattuto. La nuova chiesa, in stile neoclassico, fu costruita su progetto dell'architetto imolese Cosimo Morelli. Terminato nel 1787, l'edificio sacro fu consacrato l'anno seguente. Le opere d'arte più significative conservate al suo interno sono il "San Petronio", olio su tela di Felice Giani, le sculture cinquecentesche di Alfonso Lombardi, un affresco di Giovanni da Riolo ed infine un dipinto della scuola di Innocenzo da Imola.

Chiesa di San Francesco: La settecentesca Chiesa di San Francesco (situata in Piazza Bernardi) conserva al suo interno pregevoli opere d'arte fra le quali la statua della Madonna della Concezione, attribuita alla scuola di Jacopo della Quercia, un crocifisso ligneo del XV secolo e i dipinti di G. B. Bertucci e Ferraù Fenzoni (detto il Faenzone).

Chiesa di San Sebastiano: La Chiesa di San Sebastiano è situata a circa 1 km ad ovest dal centro del Paese, all'incrocio tra la via Emilia con la strada statale Casolana. Opera del castellano Lamberto Galvani, fu costruita nel 1506 e consacrata il 18 maggio 1508. La chiesa subì gravi danni durante la seconda guerra mondiale. Fu restaurata e oggi è dedicata ai caduti di tutte le guerre; è aperta la prima domenica di ogni mese.

ex Chiesa di Santa Maria della Misericordia: fa parte del complesso architettonico costituito dall'ex ospedale e da palazzo Zacchia-Rondinini. La chiesa dell'ospedale fu costruita alla fine del XIV secolo. A causa dei bombardamenti avvenuti durante la Seconda guerra mondiale, la chiesa è stata gravemente danneggiata. Successivamente è stata sconsacrata. Nei primi anni dieci del XXI secolo è stata oggetto di un intervento di restauro. Oggi è utilizzata per conferenze ed esposizioni.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello: Costruito a partire dal 1389, il Castello fu dotato di una rocca (progettata dall'architetto Antonio di Vincenzo) e di una torre con ponte levatoio (disegnata da Giovanni da Siena). Nel 1501 Cesare Borgia distrusse completamente la rocca e la cinta muraria: quest'ultima fu ricostruita dalla Santa Sede nel 1504. Attualmente rimangono ampi tratti delle mura ed una torre, frutto di un ampliamento avvenuto nel 1425.

Nell'estate 2016, durante lavori di rifacimento di piazza Bernardi, sono stati rinvenuti i resti del ponte di accesso al castello (in muratura e a doppio arco) e le fondamenta della torre[4].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo comunale

Palazzo Comunale: Il Palazzo Comunale (situato in Piazza Bernardi) fu costruito nell'Ottocento su progetto di Giuseppe Mengoni, ristrutturando un antico convento dei Cappuccini. Il cortile interno è abbellito da una fontana, opera di Angelo Biancini, dedicata ai bambini morti durante la seconda guerra mondiale.

Villa Gottarelli: Situata nei pressi della stazione ferroviaria, Villa Gottarelli è una residenza patrizia immersa in un grande parco in cui sono state messe a dimora piante esotiche e rare. Nell'area è compreso un oratorio in stile neoclassico, edificato nel 1821 su progetto dell'architetto Filippo Antolini.

Il Mulino di Scodellino

Mulino di Scodellino: Antico mulino sito lungo il Canale dei molini di Castel Bolognese e Lugo. È ritenuto uno dei più vetusti della Romagna; è certamente l'ultimo esistente in regione. È stato restaurato negli anni 1975-76. Il Canale dei molini, coevo alla fondazione del Castrum Bononiense, fu realizzato direttamente dai bolognesi per rifornire di acqua il fossato della cinta muraria e come forza motrice per l'alimentazione dei mulini. Nasce dal fiume Senio presso la frazione Tebano, poi prosegue verso nord fino al Canale in Destra Reno, per una lunghezza totale di 38 km. Lungo il tratto castellano furono costruiti quattro mulini: il Mulino della Porta, il Mulino di Mezzo, il Mulino Scodellino e il Mulino dei Confini.
Vicino al punto in cui nasce il canale si trova la Diga steccaia di fattura leonardesca, che innalza di qualche metro il livello del fiume, per riempire il bacino che alimenta il canale artificiale.[5] La diga è l'ultima del suo genere presente nella Romagna occidentale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Variazione della popolazione residente a Castel Bolognese dal 2006 al 2010.

Data Abitanti Variazione Italiani Variazione Stranieri Variazione
31/12/2006 9.025 +0,13% 8.519 +0,88% 506 (5,6 %) +10%
31/12/2007 9.186 +1,78% 8.519 +0% 667 (7,3 %) +31,8%
31/12/2008 9.397 +2,30% 8.609 +1,06% 788 (9,5 %) +18,1%
31/12/2009 9.480 +0,88% 8.577 -0,37% 903 (9,5 %) +14,6%
31/12/2010 9.626 +1,54% 8.598 +0,24% 1.028 (10,7 %) +13,8%

Fonte, Dati Istat al 31 dicembre 2010.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 903 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania 318 3,35%

Romania 165 1,74%

Marocco 104 1,10%

Nel 2012 gli stranieri presenti erano 1.150 (568 uomini e 582 donne), pari all'11,91% sul totale dei residenti.[7]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Castel Bolognese sono presenti cinque parrocchie facenti parte della Diocesi di Imola: Castel Bolognese (principale), Borello, Casalecchio, Pieve di Campiano e Serra.
Vi sono inoltre tre parrocchie facenti parte della Diocesi di Faenza: Biancanigo, Tebano e Santa Maria della Pace (comunemente chiamata "Pace").

La chiesa di Campiano è la più antica chiesa cristiana di Castel Bolognese. Posta su un poggio dove in precedenza esisteva un tempio pagano, è ricordata in un documento dell'854. La chiesa, inizialmente in stile romanico, fu restaurata nella seconda metà del XVI secolo. Distrutta durante la seconda guerra mondiale, è stata ricostruita in altra posizione negli anni Cinquanta.[8]

A Castel Bolognese ha sede un convento di monache domenicane: il Monastero della SS. Trinità. Fu fondato il 26 ottobre 1613 dagli abitanti, con il sostegno del cardinale Domenico Ginnasi (1550-1639), nativo di Castel Bolognese. Durante i primi tre secoli della sua storia, le monache gestirono anche un educandato per le giovani del paese.[9] L'invasione napoleonica sconvolse la vita del convento, che nel 1808 fu chiuso d'autorità. Messo all'asta, fu acquistato dalla famiglia Liverani, che con la Restaurazione lo donò alle monache. Il convento riaprì il 24 settembre 1821, dopo tredici anni. Durante la seconda guerra mondiale più di cento persone furono ospitate nelle cantine per sottrarle alla vendetta nazista.[9]
La priora è, dal novembre 2013, suor Maria Assunta Ciuffoli.[10]

Nella Chiesa di San Petronio è venerata l'immagine della Beata Vergine della Concezione. La più antica attestazione del culto risale al 1509. È invocata per protezione da eventi bellici, guarigioni da infermità e pestilenze. La sua ricorrenza cade nel mese di maggio. Nel 1893, il 22 maggio, la testa della statua della Madonna fu mozzata. Il fatto generò enorme impressione nel paese. Pochi mesi dopo la testa fu ritrovata. In settembre, al termine del restauro della sacra immagine, si svolsero solenni feste riparatrici dell'oltraggio e l'Immacolata Concezione fu proclamata patrona principale del territorio castellano. Sulla mano destra della statua, che in precedenza reggeva dei fiori, fu posto un simulacro d'oro di Castel Bolognese. Dal 1893, ogni dieci anni si ripetono solenni festeggiamenti in onore della Beata Vergine.

Altro luogo di devozione mariana è il Santuario della Beata Vergine della Fognana, situato nella frazione Tebano (Diocesi di Faenza). Le prime notizie sul culto a quest'immagine risalgono al 1664. Originariamente l'immaginetta era appesa a un albero di rovere che vegetava vicino a una sorgente. Nel 1987 l'immagine è stata trasportata nella chiesa di Tebano e collocata in una cappella, dove si trova ancora oggi. La sua Festa si celebra il 9 settembre.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo Civico: istituito nel 1999, il Museo Civico è suddiviso in tre sezioni:

  • Artistica, che raccoglie disegni, dipinti e sculture di artisti locali (quali Piancastelli, Guidi, Bernardi, Fanelli, Biancini, Antolini, Balducci, Morelli e Ferlini);
  • Storica, con testimonianze molto varie (l'ottocentesca campana della stazione ferroviaria, con l'incisione in bassorilievo di una locomotiva a vapore, cimeli garibaldini, targhe devozionali in ceramica, una collezione di monete italiane e pontificie dal XVII al XX secolo, frammenti lapidei e ceramiche domestiche);
  • Archeologica, con reperti provenienti da scavi operati nel circondario (particolarmente interessante è la coppia di fibule gote) e una vasta raccolta di ceramiche di epoca medioevale e rinascimentale. Nel 2013 la sezione si è arricchita della tomba di un guerriero (databile al VI secolo a.C.), rinvenuta nel 2011 in località Ponte del Castello.

Mezzi d'informazione[modifica | modifica wikitesto]

A Castel Bolognese ha avuto sede «Radio RCB», ora domiciliata ed operante a Faenza. Nata come radio amatoriale, ha attraversato la stagione pioneristica degli anni settanta-ottanta mantenendo un fedele bacino di ascoltatori. Oggi è la radio principale della zona tra Imola e Faenza.

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • «Festival del corto» (secondo venerdì di maggio): manifestazione-concorso (nata nel 2009) dedicata ai cortometraggi.
  • «Sagra di Pentecoste» (fine maggio-inizio giugno): storica manifestazione nata nel 1631 come ringraziamento alla Beata Vergine della Concezione per aver allontanato dal paese il flagello della peste.
    • Festa di S. Petronio (patrono), 4 ottobre
  • «Festa d'e' brazadèl d'la Cros e del vino novello»: si tiene dal 1996 nella domenica più vicina a S. Martino (11 novembre). Il "ciambello secco della croce", protagonista della Festa, è un prodotto tipico locale.
  • «Portofranko - arte musica e birra»: festa della birra nata nel 2000 ed organizzata dall'omonima associazione culturale giovanile. Si tiene nell'ultima settimana di giugno e dura cinque serate. Il ricavato della festa viene devoluto in beneficenza ad associazioni locali ed a progetti di solidarietà internazionale.

Persone legate a Castel Bolognese[modifica | modifica wikitesto]

Angelo Biancini al lavoro su un bassorilievo (gennaio 1960).

In ordine alfabetico:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Castel Bolognese è un importante centro industriale e agricolo. Alla base del suo sviluppo sono: il territorio tipicamente pianeggiante, con una leggera zona collinare e la posizione strategica, all'incrocio tra la via Emilia ed il Senio, nel punto in cui sbocca in pianura. Le principali coltivazioni agricole sono i kiwi, le pesche e la vite, dalla quale si ricavano vini pregiati come l'Albana di Romagna e il Sangiovese di Romagna.

Nel settore bancario, Castel Bolognese è stato protagonista fin dall'inizio del XX secolo dello sviluppo delle casse rurali del territorio ravennate. Nel 1905 aprì la sede castellana del Piccolo Credito Romagnolo, istituto bancario cattolico fondato a Bologna nel 1896.[12] L'anno precedente, il 29 gennaio 1904 sette sacerdoti e quindici laici castellani fondarono la «Cassa Rurale dei Depositi e Prestiti "San Petronio"», una delle prime realtà della Provincia. L'istituto confluì poi in quella che oggi è chiamata «B.C.C. Romagna Occidentale». Ancora oggi Castel Bolognese primeggia come centro abitato dove risiede il maggior numero di soci dell'istituto di credito (591 su 1908 complessivi).[13]

Per quanto riguarda l'artigianato, Castel Bolognese è rinomato soprattutto per la produzione di ceramiche.[14]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è raggiungibile tramite l'autostrada A14 uscendo ai caselli di Faenza o Imola.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Castelbolognese-Riolo Terme.

Dal 1º settembre 1861[15] la stazione ferroviaria di Castelbolognese-Riolo Terme è attiva sulla linea Bologna–Ancona. È anche capolinea della linea Castelbolognese–Ravenna, aperta il 23 agosto 1863.

Dal 1914 al 1933 fu in funzione una linea per Riolo Bagni, con capolinea in una stazione indipendente da quella FS, denominata stazione di Castel Bolognese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Castel Bolognese dal 1º gennaio 2012 fa parte dell'Unione dei comuni della Romagna Faentina.

Sindaci precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1956 febbraio 1965 Reginaldo Dal Pane Democrazia Cristiana Sindaco
Sindaco
Sindaco
1975 aprile 1985 Franco Gaglio Partito Comunista Italiano Sindaco
aprile 1985 25 giugno 1990 Jader Dardi Partito Comunista Italiano Sindaco
26 giugno 1990 14 giugno 1999 Giancarlo Dardi Partito Democratico della Sinistra (PDS),
poi L'Ulivo (a guida DS)
Sindaco Confermato il 24 aprile 1995.
15 giugno 1999 7 giugno 2009 Silvano Morini L'Ulivo, poi
Partito Democratico (PD)
Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Daniele Bambi Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Castel Bolognese è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Associazioni sportive[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazioni sportive[modifica | modifica wikitesto]

Podismo
  • 50 km di Romagna - Storica corsa podistica castellana fondata nel 1982. Si svolge il 25 aprile. Partenza e arrivo in piazza Bernardi (centro storico); il percorso si snoda lungo la valle del Senio fino a Casola Valsenio, giro di boa del percorso.
Ciclismo
  • Granfondo "Valle del Senio" - Corsa cicloturistica organizzata dall'U. S. Ciclistica Castel Bolognese. Si svolge il 1º maggio. Dal 2016 fa parte del Circuito romagnolo[17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2011.
  2. ^ Paolo Grandi, Castel Bolognese. L'ospedale compie 200 anni, in Il nuovo Diario-Messaggero, 10 agosto.
  3. ^ L'eccidio di Villa Rossi (17 dicembre 1944), castelbolognese.org. URL consultato il 19/05/2015.
  4. ^ Paolo Grandi, Riaffiorano le mura dell'antico castello, «il nuovo Diario-Messaggero», 9 luglio, p. 20.
  5. ^ Marzio Giampieri, Canale dei mulini. Una risorsa fondamentale per l'agricoltura e l'ambiente, in Il Nuovo Diario-Messaggero, 19 luglio 2014.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Immigrazione, il punto, in Il nuovo Diario-Messaggero, 12 ottobre 2013.
  8. ^ Festa del Ringraziamento a Campiano, «Il nuovo Diario-Messaggero», 14 novembre 2015.
  9. ^ a b Dopo la soppressione l'ora della rinascita, il nuovo Diario-Messaggero, 28 novembre 2015, p. 8.
  10. ^ Suor Maria Assunta Ciuffoli nuova priora delle domenicane, in Il nuovo Diario-Messaggero, 16 novembre.
  11. ^ Mario Morelli, Profilo.
  12. ^ Domenico Sgubbi, Cattolici di azione in terra di Romagna, Imola, Galeati, 1973.
  13. ^ Stefano Salomoni, L'assetto societario delle banche del territorio, in Il Nuovo Diario-Messaggero (Imola), 8 dicembre 2012, p. 3.
  14. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 4,6.
  15. ^ Il primo viaggio fu effettuato il 29 giugno 1861. Il treno partì da Bologna e si fermò a Castel San Pietro dell'Emilia, Imola, Castel Bolognese e Faenza.
  16. ^ Il patto è stato sottoscritto il 12 novembre 2006. Il 13 maggio 2007 è stato controfirmato ad Abtsgmünd, in base al principio di reciprocità.
  17. ^ Manifestazione annuale che comprende sei prove: Cime di Romagna (Faenza), Valle del Senio, Città di Imola, Ercole Baldini (Massa Lombarda), Città di Lugo e Città di Ravenna.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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