Legazione di Romagna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando la Legazione esistita dal 1850 al 1860, vedi Legazione delle Romagne.
Legazione di Romagna
Informazioni generali
Nome ufficiale Legazione apostolica di Romagna
Capoluogo Ravenna
Dipendente da Stato Pontificio
Evoluzione storica
Inizio 1540
Causa Scorporo della Provincia Romandiolae in due Legazioni
Fine 1797
Causa Occupazione dell'Italia da parte dei francesi
Preceduto da Succeduto da
Provincia Romandiolae Dipartimento del Rubicone
Cartografia
Legazione di Romagna.jpg

La legazione apostolica di Romagna (in termini formali Exarchatus Ravennæ) fu una suddivisione amministrativa dello Stato della Chiesa. Formatasi negli anni Quaranta del XVI secolo, la sua storia termina nel 1797 con l'annessione alla Repubblica Cisalpina.

Le date principali della creazione della Legazione furono le seguenti:

Gli episodi che ne decretarono la scomparsa furono:

Estensione e popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della Legazione (o Provincia)[1] comprendeva i comitati di:

La sede del Legato venne fissata nel Palazzo apostolico ravennate a partire dal 1544.
La Provincia confinava a sud con la Marca anconitana e il Granducato di Toscana, a ovest con la legazione di Bologna e a nord con il Ducato di Ferrara.

Ancora agli albori del XVIII secolo (1708), tra le nove sedi vescovili la più ragguardevole era quella di Faenza[2]:

Diocesi Popolazione Parrocchie
Faenza 60.134 129
Rimini 56.648 141
Imola 54.283 123
Ravenna 45.111 62
Forlì 26.241 51
Cesena 24.849 44
Bertinoro 11.412 46
Sarsina 7.275 41
Cervia 2.237 3

Governo locale[modifica | modifica wikitesto]

Le cariche più importanti a livello locale erano quelle di governatore e massaro. Il primo esercitava il potere giudiziario e rispondeva al cardinal legato; il secondo era il titolare della gestione finanziaria.

Cronotassi dei Legati dal 1540 al 1797[modifica | modifica wikitesto]

Data di nomina Nome
24 settembre 1540 Giovanni Maria Del Monte
26 agosto 1545 Girolamo Capodiferro
30 agosto 1555 Revoca di tutte le nomine legatizie, eccetto Avignone.
26 aprile 1560 Carlo Borromeo[3]
30 dicembre 1563 Revoca di tutte le nomine legatizie.
17 agosto 1565 Carlo Borromeo[4]
5 gennaio 1570 Alessandro Sforza[5]
1575
11 luglio 1580 Alessandro Sforza[6]
25 ottobre 1581 Guido Luca Ferrero
13 maggio 1585 Giulio Canani
28 luglio 1586 Domenico Pinelli
15 gennaio 1590 Antonio Maria Galli
31 dicembre 1590 Paolo Camillo Sfondrati
10 marzo 1591 Francesco Sforza
14 aprile 1597 Ottavio Bandini
25 novembre 1598 Francesco di San Giorgio
25 settembre 1606 Bonifazio Caetani
4 giugno 1612 Domenico Rivarola
17 maggio 1621 Alessandro Orsini[7]
19 novembre 1629 Antonio Barberini[8]
21 maggio 1640 Marcantonio Franciotti
20 ottobre 1642 Antonio Barberini (2º mandato)
15 giugno 1648 Alderano Cybo
3 luglio 1651 Giovanni Stefano Donghi
22 giugno 1654 Ottavio Acquaviva d'Aragona
23 aprile 1657 Giberto Borromeo
5 maggio 1660 Volunnio Bandinelli
21 aprile 1664 Celio Piccolomini
1666 Paolo Savelli[9]
22 agosto 1667 Carlo Roberti Vittorj
6 ottobre 1670 Giulio Gabrielli il Vecchio
8 marzo 1677 Lorenzo Raggi[10]
3 marzo 1687 Domenico Maria Corsi
9 marzo 1693 Fortunato Carafa[11]
4 gennaio 1694 Francesco Barberini
24 settembre 1696 Fulvio Astalli[12]
6 giugno 1701 Marcello Durazzo
25 giugno 1706 Filippo Antonio Gualterio
9 settembre 1709 Tommaso Ruffo[13]
27 novembre 1713 Ulisse Gozzadini
12 aprile 1717 Giovanni Antonio Davia
20 marzo 1720 Cornelio Bentivoglio
11 settembre 1726 Carlo Marini
11 dicembre 1730 Bartolomeo Massei
17 gennaio 1735 Giulio Alberoni
9 settembre 1739 Carlo Marini (2º mandato)
3 ottobre 1743 Pompeo Aldrovandi
19 settembre 1746 Giacomo Oddi
22 luglio 1750 Mario Bolognetti
16 settembre 1754 Enrico Enriquez[14]
20 settembre 1756 Giovanni Francesco Stoppani
13 luglio 1761 Ludovico Gualtieri[15]
17 agosto 1761 Ignazio Michele Crivelli
1º dicembre 1766 Niccolò Oddi[16]
25 gennaio 1768 Enea Silvio Piccolomini[17]
19 dicembre 1768 Vitaliano Borromeo[18]
1º giugno 1778 Luigi Valenti Gonzaga
24 luglio 1786 Nicola Colonna di Stigliano[19]
1º giugno 1795 Antonio Dugnani[20]

Cronotassi dei Presidenti dal 1540 al 1648[modifica | modifica wikitesto]

Data di nomina Nome Provenienza
1539-1540 Giovanni Guidiccioni vescovo di Fossombrone
19 aprile 1542 Bernardino Castellari vescovo di Casale
15 luglio 1543 Benedetto Conversini vescovo di Jesi
1º marzo 1556 Pierdonato Cesi vescovo di Narni
1º maggio 1559 Giovan Battista Doria
25 marzo 1564 Girolamo Federici vescovo di Martorano
16 febbraio 1566 Francesco Guarini vescovo di Imola
1º gennaio 1567 Monte Valenti nobile di Spoleto
1569 Pier Donato Cesi
15 dicembre 1572 Filippo Sega
10 settembre 1575 Lattanzio Lattanzi
1º febbraio 1576 Francesco di San Giorgio cardinale di San Clemente
28 dicembre 1578 Giovanni Pietro Ghislieri Uomo giuridico[21]
16 settembre 1583 Cristoforo Boncompagni arcivescovo di Ravenna
5 settembre 1587 Giovanni Pellicani nobile di Macerata
25 luglio 1588 Giulio Schiaffinati nobile di Milano
1º aprile 1589 Valerio Corbari Montemarte nobile di Orvieto
26 gennaio 1593 Francesco di San Giorgio
(2º mandato)
cardinale di San Clemente
10 gennaio 1594 Fantino Petrignani vescovo di Cosenza
22 gennaio 1599 Marsilio Landriani vescovo di Vigevano[22]
14 maggio 1602 Giovan Battista Volta nobile di Bologna[23]
1604[24] Alessandro Centurione Già arcivescovo di Genova
25 settembre 1606 Bonifazio Caetani vescovo di Cassano
1612-1621 Governano i vicelegati di Domenico Rivarola
5 novembre 1623 Girolamo Vidoni
20 febbraio 1625 Giovanni Benini vescovo di Adrianopoli
25 giugno 1625 Ottavio Corsini arcivescovo di Tarso
1630 Ottavio Corsini (2º mandato) arcivescovo di Tarso
4 giugno 1636 Emilio Altieri (ad interim) vescovo di Camerino
18 luglio 1636 Onorato Visconti vescovo di Larissa
1640-1642 Governano i vicelegati di Marcantonio Franciotti
31 ottobre 1644 Giambattista Spada card. di Santa Susanna
Dopo il 1648 non vengono più rinnovate le nomine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nei secoli XVI, XVII e XVIII i termini Provincia e Legazione sono intercambiabili. Lo dimostra il fatto che al loro vertice, in entrambi i casi, vi è sempre un cardinal legato. È sbagliato infatti pensare che la Provincia sia stata abolita ed al suo posto sia nata la Legazione. Il fatto che a partire dall'Ottocento si sia usato esclusivamente il termine "Legazione" ha indotto invece a pensare che questa unità amministrativa avesse soppiantato la Provincia. Non esiste nessun atto papale che abbia sancito la cessazione della Provincia e la nascita della Legazione.
  2. ^ Antonio Mambelli, La popolazione romagnola dall'età romana all'unità d'Italia, Forlì, Camera di Commercio (a cura di), 1964.
  3. ^ Rimase comunque a Roma.
  4. ^ È il Legato di Bologna. Quindi assume la carica ravennate solo pro forma. Governa in sua vece il Presidente di Romagna.
  5. ^ Assume anche la carica di Legato di Bologna.
  6. ^ Secondo mandato esteso a tutti i territori dello Stato Pontificio. Sceglie come propria residenza Macerata. Le funzioni di legato vengono esercitate dal Presidente.
  7. ^ Nel 1623 il suo mandato fu prorogato.
  8. ^ Incarico pro forma data la giovane età. Governa in sua vece il Presidente di Romagna.
  9. ^ Rinunciò all'incarico. In sua vece governò ad interim il vicelegato Carlo Firmano Bichi.
  10. ^ Muore in carica, il 13 gennaio 1687.
  11. ^ Rimase comunque a Napoli.
  12. ^ Lascia nel novembre 1698, venendo sostituito dal vicelegato Carlo Firmano Bichi fino all'arrivo del nuovo Legato.
  13. ^ Lascia nel settembre 1710, venendo sostituito da Fisimbo Marabottini fino all'arrivo del nuovo Legato.
  14. ^ Muore in carica, il 25 aprile 1756.
  15. ^ Muore prima di prendere possesso della Legazione.
  16. ^ Muore prima della presa di possesso: viene sostituito dal vicelegato Michelangelo Cambiasi fino alla nomina del nuovo Legato.
  17. ^ Muore in carica, il 18 novembre 1768.
  18. ^ Nel 1775 il suo mandato fu prorogato.
  19. ^ Nel 1789 il suo mandato fu prorogato.
  20. ^ Il mandato del card. Dugnani fu interrotto il 25 giugno 1796 dall'invasione dell'esercito napoleonico. Il 7 luglio fu restaurato provvisoriamente il governo pontificio. Il cardinale lasciò Ravenna il 31 gennaio 1797.
  21. ^ Fu autore di una pregevole relazione al pontefice, Gregorio XIII, sullo stato della regione, nota per l'esaustività e la precisione.
  22. ^ Governa come vicelegato di Francesco di San Giorgio.
  23. ^ Governa come vicelegato di Francesco di San Giorgio.
  24. ^ Secondo altra fonte, 11 agosto 1605.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Atti del Convegno «La Legazione di Romagna e i suoi archivi: secoli XVI-XVIII», pubblicati a cura di Angelo Turchini. - Cesena : Il ponte vecchio, stampa 2006.
  • Monumenti ravennati de' secoli di mezzo. Per la maggior parte inediti, Venezia, 1849.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]