Bertinoro

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Bertinoro
comune
Bertinoro – Stemma Bertinoro – Bandiera
Bertinoro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Amministrazione
Sindaco Nevio Zaccarelli (PD) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 44°09′00″N 12°08′00″E / 44.15°N 12.133333°E44.15; 12.133333 (Bertinoro)Coordinate: 44°09′00″N 12°08′00″E / 44.15°N 12.133333°E44.15; 12.133333 (Bertinoro)
Altitudine 254 m s.l.m.
Superficie 57,25 km²
Abitanti 11 161 (30-09-2014)
Densità 194,95 ab./km²
Frazioni Bracciano, Capocolle, Collinello, Fratta Terme, Ospedaletto, Panighina, Polenta, San Pietro in Guardiano, Santa Croce, Santa Maria Nuova Spallicci
Comuni confinanti Cesena, Forlì, Forlimpopoli, Meldola, Ravenna
Altre informazioni
Cod. postale 47032
Prefisso 0543
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 040003
Cod. catastale A809
Targa FC, FO (fino al 1999)
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti bertinoresi
Patrono santa Caterina
Giorno festivo 25 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bertinoro
Bertinoro
Posizione del comune di Bertinoro nella provincia di Forlì-Cesena
Posizione del comune di Bertinoro nella provincia di Forlì-Cesena
Sito istituzionale

Bertinoro (Bartnòra in romagnolo[1]) è un comune italiano di 11.161 abitanti della provincia di Forlì-Cesena. Il centro abitato è posto a circa 15 km dal capoluogo, Forlì.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Sito sulle colline romagnole, a pochi chilometri a monte della Via Emilia, fra Forlì e Cesena, a sud della città di Forlimpopoli, Bertinoro si staglia, tipico borgo di origine medievale, sulla cima di un monte (il monte Cesubeo).

L'abitato comprende anche l'attiguo Monte Maggio che coi suoi 328 metri rappresenta il punto più alto. Dai pressi di Bertinoro nasce il torrente Bevàno, che, sfociando, forma l'unica foce ancora intatta del Mare Adriatico settentrionale. Nei pressi di Lido di Classe, dove sfocia, prende il nome di Bevanella. Nel Bevàno si possono pescare i gamberi americani (Orconectes Limosus), i lucci (Esox Lucius) e le anguille, soprattutto nei pressi della foce, che fa parte di un'area protetta, inserita nel Parco del Delta del Po.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità e Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Il nome «Bertinoro» ha suscitato molte contese ed ha visto nascere molte leggende sulla sua origine. L'etimologia più verosimile è quella che vuole Bertinoro derivare da Britannia, o meglio derivare il suo nome dalla usanza dei pellegrini, che da Roma erano diretti verso le terre britanne o viceversa, di fare tappa sul monte Cesubeo per ristorarsi. Castrum Brittinori significherebbe quindi Castrum dei Britanni. Un'altra ipotesi sull'origine del nome, molto probabilmente prodotta dalla fantasia ed a sfondo leggendario, è quella che la tradizione popolare si tramanda ovvero fu Galla Placidia in persona che, assaggiando il nettare di Albana prodotto dalle vigne locali, pronunziò le testuali parole: "Non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di berti in oro!".

In località Panighina a circa 2,5 chilometri dal centro di Bertinoro, nel 1870 si scoprirono i resti di un pozzo le cui acque hanno portato le popolazioni di età preistorica (dal Neolitico all'età del Bronzo) a lasciare vari materiali rinvenuti poi durante gli scavi archeologici dello scorso secolo: resti di ciotole e altri oggetti che testimoniano culti legati alle acque curative.[2] Testimonianze umane nella zona si rilevano a partire dall'età preistorica ed indicano una frequentazione della collina di Casticciano (la cui frazione attualmente conta pochi abitanti), a pochi chilometri dal centro abitato di Bertinoro, già in età eneolitica[3]. Un primo sviluppo della futura Bertinoro avvenne con la costruzione di importanti arterie di comunicazione che collegavano questa parte di Romagna con i grandi fora Forum Livii ed Ariminum. Si ritiene che in epoca romana il sito dell'odierna Bertinoro non fosse abitato[4].

Nell'Alto Medioevo le cime del monte Cesubeo e di monte Maggio (più alto del Cesubeo con i suoi 328 metri) furono dotate di una fortificazione difensiva. Entrambe le rocche avevano merlatura ghibellina; i torrioni e le mura erano perfettamente integrati sugli speroni di roccia naturali che da soli rappresentavano già un baluardo difensivo per i castra. A quel tempo l'influenza della città di Ravenna giungeva fino queste terre. La città adriatica era anche il principale alleato, nel Nord Italia, della dinastia germanica erede di Carlo Magno. Fu durante il regno di Ottone III (imperatore del Sacro Romano Impero dal 996 al 1002) che l'arcivescovo di Ravenna istituì la contea bertinorese[5]. Il metropolita ordinò l'atterramento della rocca di monte Maggio ed il trasferimento dei suoi abitanti nel Castrum Cesubeum[6]. Da questo momento Castrum Cesubeum diventò Castrum Brittinori. Il nuovo titolo di Conte fu assegnato presumbilmente ad un casato locale, fedele all'imperatore e legato da un rapporto vassallatico al metropolita ravennate. La dinastia comitale mantenne il titolo per oltre un secolo e mezzo, esaurendosi nel 1177[7]. Successivamente il territorio bertinorese fu devoluto all'imperatore. Attorno a quell'anno la rocca di Bertinoro ospitò l'imperatore Federico I di Svevia e la sua corte. Nel 1278 gli Asburgo cedettero la Romagna alla sede pontificia: anche Bertinoro passò sotto la sovranità dello Stato della Chiesa[8].

Nel 1306 per volere di Pino degli Ordelaffi, fu edificato il Palazzo Comunale nell’area della piazza centrale sottostante la rocca. Da allora divenne ininterrottamente la sede del comune. Sempre in questi anni il castrum venne abbellito con la Colonna dell'Ospitalità, presente tuttora in Piazza della Libertà accanto al Palazzo Comunale, e con una serie di opere architettoniche.

Nel 1361 Bertinoro fu elevata a sede vescovile, titolo trasferito dalla vicina Forlimpopoli. Nei documenti ufficiali del tempo passò dall'essere indicata come castrum a civitas[9]. Dieci anni dopo, secondo il censimento fiscale del cardinale Anglico de Grimoard (Descriptio provinciæ Romandiolæ), Bertinoro contava 177 focularia, per una popolazione complessiva di circa 700-800 abitanti[10].

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1394 papa Bonifacio IX cedette la contea ai Malatesti di Rimini, che divennero così i nuovi signori di Bertinoro.

All'inizio del XVI secolo Bertinoro tornò sotto la sovranità dello Stato della Chiesa. Successivamente fu edificata la nuova cattedrale, intitolata a Santa Caterina. Nel 1548 Bertinoro contava 930 abitanti[11].

Dall'Unità d'Italia ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Ex chiesa di San Silvestro
Colonna dell'Ospitalità
Chiesa di Polenta cantata dal Carducci
Piazza della Libertà e Palazzo Ordelaffi
  • La Rocca fu costruita probabilmente intorno all'anno mille. Interessante notare come la sua posizione rialzata permise a Bertinoro di difendersi egregiamente nel corso dei secoli tanto da renderla quasi imprendibile. Caratteristica importante inoltre, la Rocca venne costruita in modo tale da fonderla perfettamente con gli speroni di roccia sui quali poggia e questa la dota di un ulteriore strumento di difesa naturale. Naturalmente questa costruzione rappresenta il nucleo di un sistema difensivo che comprendeva una forte cerchia di mura rinforzate da 4 torrioni, un ponte levatoio ed una serie di porte fortificate che garantivano la sicurezza del borgo. La Rocca fu per molto tempo il cuore pulsante del paese ed oltre che residenza signorile, fungeva anche da deposito di provviste ed acqua, prigione ed era il centro della vita militare (all'interno di essa infatti vivevano e si addestravano i soldati). Dopo aver ospitato Federico Barbarossa nel 1177, le sue mura ospitarono personaggi legati alle famiglie Sforza e Borgia, fino a divenire sede vescovile. È sede del Museo di Arte Sacra[12] e del Centro Universitario di Bertinoro.
  • Palazzo Comunale, edificato nel 1306 da Pino I Ordelaffi, signore di Bertinoro è forse il più bel palazzo di Bertinoro e si affaccia direttamente sulla Piazza della Libertà detta anche il Balcone di Romagna dato il panorama che si gode dalle sue balaustre. Il palazzo, alto 40 metri, è dotato di diverse sale visitabili. Di particolare interesse: la prima, detta "del Popolo", in quanto qui soleva riunirsi la cittadinanza per prendere le decisioni sulla cosa pubblica; la Sala Magna, decorata da preziosi quadri e la Sala del fuoco, chiamata in questo modo dato il focolare originale che ancora domina la sala.
    Posto più in basso rispetto alla Rocca, strappò ad essa il rango di centro del paese, tanto che la vita comunale si sviluppò più intorno al palazzo.
  • Colonna degli Anelli (o "delle Anella") è il monumento principale di Bertinoro. È una colonna di sasso bianco e testimonia l'indole ospitale dei cittadini bertinoresi. Si narra infatti che la Colonna fu fatta costruire da Guido del Duca e Arrigo Mainardi nel 1497 e dalle famiglie nobili del paese per porre fine alle dispute su chi dovesse ospitare un forestiero ogni qualvolta uno di essi posasse piede in città. La colonna fu dotata di 12 anelli che servivano per legare le briglie dei cavalli. Ad ogni anello corrispondeva il nome di una famiglia. A seconda di quella che veniva scelta per legare il cavallo dall'ignaro viandante, la famiglia corrispondente aveva l'onore di ospitare il forestiero.
  • La Concattedrale venne costruita nel 1500 sui resti del piccolo oratorio di Santa Caterina. In stile bramantesco conserva un notevole quadro di Santa Caterina d'Alessandria ed un crocifisso ligneo del 500 al quale si lega un racconto. Si narra infatti che fu scolpito da un pellegrino che avendo trovato rifugio nella zona alla sua partenza ricavò il manufatto da un imponente fico.
  • La pieve di San Donato nella frazione di Polenta è la chiesa più caratteristica e più citata di Bertinoro. Dal giorno in cui Giosuè Carducci la fece oggetto del suo canto "La Chiesa di Polenta", la chiesa assurse a fama nazionale. Quando poi l'interrogativo posto dal Poeta "forse qui Dante inginocchiossi?" per alcuni divenne quasi certezza ed il piccolo paese fu battezzato col nome di "Polenta di Dante".
    La chiesa custodisce ancora molte parti della costruzione originale (colonne, capitelli, cripta) della fine del secolo IX.
    La chiesa fu sede di un forte restauro alla fine del Settecento che modificò l'aspetto originario mentre un secondo restauro fu effettuato alla fine dell'Ottocento che culminò nel 1898 con la costruzione del campanile.
  • Villa Norina, nella quale soggiornò Antonio Canova, proprietà delle famiglia Fabri Guarini, Toricelli Ciamponi. Canestri Trotti.

Stabilimenti termali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fratta Terme.
  • Recentemente riaperto (maggio 2008), dopo 5 anni di lavori di ristrutturazione, lo stabilimento termale di Fratta Terme è l'unico in Italia a offrire una varietà di acque termali tanto vasta. Dalle 11 sorgenti distribuite lungo il corso del Rio Salso, sgorgano infatti 7 acque con caratteristiche uniche, ricche di sali minerali, ipotermali. Acque salse, salsobromoiodiche, sulfuree, salsosulfuree, ferruginose, magnesiache, arsenicali.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 815 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Marocco Marocco 146 1,34%

Romania Romania 140 1,28%

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione tramanda i nomi dei tre fondatori della comunità cristiana di Bertinoro. Essi furono Maglorio, Sansone e Pascasio provenienti, i primi due, dalla Bretagna e il terzo, vescovo di Vienne, dalla regione francese del Delfinato[14]. Essi erano pellegrini in viaggio verso Roma.

Nel 1360 Bertinoro fu eretta in sede vescovile della Chiesa cattolica. Nel 1986 è stata unita alla Diocesi di Forlì. Il Duomo di Bertinoro conserva tuttora questo nome, ed è intitolato a Santa Caterina d'Alessandria.

Nel comune sono presenti nove parrocchie: Santa Maria degli Angeli (Concattedrale), Santa Croce, San Donato in Polenta, San Lorenzo in Collinello, Santa Maria in Casticciano, Santa Maria del Lago, Santa Maria in Selva, Santa Maria di Urano e San Sebastiano in Montecchio.

Il principale luogo di devozione mariana è il Santuario della Beata Vergine del Lago, eretto nell'VIII secolo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

A Bertinoro è presente il Centro Residenziale Universitario, gestito dall'Università di Bologna, all'interno del quale si tengono, durante l'anno, numerose scuole universitarie di specializzazione.

Persone legate a Bertinoro[modifica | modifica wikitesto]

In ordine cronologico:

  • Aldruda Frangipane (1121 - sconosciuta), nobildonna, contessa di Bertinoro, figura decisiva nella conclusione dell'assedio di Ancona del 1173 a favore dei difensori.
  • Jacopo da Bertinoro, medico e filosofo in quel di Bologna fu insignito per primo del titolo di Maestro. Trovò la morte nel 1213.
  • Guido Novello da Polenta (1275 ca. – 1333), fu il podestà che diede ospitalità e rifugio a Dante durante il suo esilio romagnolo.
  • Ovadia di Bertinoro (1455 ca. - 1516 ca.), rabbino italiano, commentatore della Mishna e rabbino di Gerusalemme.
  • Ermete Novelli (1851 - 1919), attore teatrale.
  • Paolo Amaducci (1856-1946) letterato e storico, scopritore dei resti dell'antica Colonna delle Anelle dell'Ospitalità, oggi simbolo di Bertinoro nel mondo.
  • Ettore Pasini (1874-1909), campione di ciclismo.
  • Aldo Spallicci (1886 - 1973), politico e poeta dialettale.
  • Alessandro Cervellati (1892 - 1974), pittore, grafico, illustratore e scrittore.
  • Luigi Maria Ugolini (1895 - 1936), archeologo.
  • Francesco Babini (1914 - 1944), presbitero, partigiano, medaglia d'oro al valor civile.
  • Dante Arfelli (1921 - 1995), scrittore.
  • Arnaldo Pambianco (1935 - vivente), ciclista, vincitore del Giro d'Italia 1961.
  • Gaetano Curreri (1952 - vivente), cantante, fondatore del gruppo degli Stadio.
  • Simona Galassi (1972 - vivente), pugilatrice, campionessa del mondo e campionessa europea.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Sicuramente favorito dalla conformazione geografica e dalla qualità del terreno, Bertinoro è da considerarsi un importante centro di produzione vinicola. Le aziende agricole riescono produrre un vino di qualità, grazie anche alla cura con la quale vengono selezionati i migliori vitigni di albana e sangiovese. La produzione vinicola si avvale inoltre di prodotti tipici e di nicchia come la produzione della cagnina o del pagadebit. Bertinoro inoltre è inserito nella cultura enogastronomica romagnola, che grazie alla vicinanza al mare unisce i sapori tipici collinari con quelli marittimi. Per quello che concerne l'artigianato e l'industria Bertinoro può godere dell'indotto economico prodotto nella frazione Panighina, che vede la presenza di un'estesa zona industriale con aziende leader nel settore degli imballi e plastici - elettrici.

Da non trascurare il turismo, che può contare su Terme poste in località Fratta all'interno delle quali è possibile passeggiare immersi nel verde in un secolare parco. La struttura, dopo un lungo periodo di inattività, è stata ristrutturata e riaperta al pubblico con l'inaugurazione avvenuta il 6 ottobre 2007.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Bertinoro è famosa per la "Festa dell'Ospitalità" che si tiene fin dagli anni cinquanta ogni primo weekend di settembre. La festa trae origine dall'antichissima tradizione di ospitalità (1200) consolidatasi attorno alla colonna delle anelle (vedi sezione luoghi d'interesse/monumenti) e si è nel tempo arricchita di eventi e manifestazioni collaterali. Oggi prevede una notte bianca (Frico Royal), tra il venerdì e il sabato, spettacoli di rievocazione storica e una cerimonia molto particolare, che si svolge la domenica in tarda mattinata, in cui chiunque lo voglia può essere ospite di una famiglia bertinorese scegliendo una delle buste chiuse appese alla colonna delle anelle. In queste buste sono scritti i nomi di tutte le famiglie del paese che hanno dato la disponibilità al Comune per ospitare (naturalmente in via gratuita) uno o più ospiti italiani o stranieri.
  • Dal 2001 sono organizzate da AICCON (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Nonprofit), l'appuntamento di studio e di confronto che riunisce presso la Rocca di Bertinoro i maggiori rappresentanti del mondo del Terzo Settore, dell'Università, delle Istituzioni e delle Imprese, per discutere sui temi dell'Economia Civile.
  • Ogni estate vi si tiene il Festival Musicale Estivo - JCE, organizzato dalla Scuola Musicale Dante Alighieri con partecipazione di noti artisti e gruppi che si esibiscono in concerti di musica jazz, classica ed etnica.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 luglio 1985 29 giugno 1990 Edoardo Sanzani Partito Comunista Italiano Sindaco [15]
29 giugno 1990 24 aprile 1995 Giancarlo Zeccherini Partito Comunista Italiano, poi
Partito Democratico della Sinistra
Sindaco [15]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giancarlo Zeccherini centro-sinistra Sindaco [15]
15 giugno 1999 21 dicembre 2000 Giancarlo Zeccherini centro-sinistra Sindaco [15]
11 gennaio 2001 31 gennaio 2001 Umberto Grani Comm. pref. [15]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Ariana Bocchini centro-sinistra Sindaco [15]
31 maggio 2006 16 maggio 2011 Nevio Zaccarelli centro-sinistra Sindaco [15]
16 maggio 2011 in carica Nevio Zaccarelli centro-sinistra: insieme per bertinoro Sindaco [15]

Storia amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Storica roccaforte del Partito Comunista Italiano nel circondario forlivese, il comune di Bertinoro è sempre stato amministrato dal dopoguerra da alleanze di sinistra. In un primo periodo, dal 1946 a metà degli anni sessanta, nonostante la forza del PRI (che a sua volta trovava in questa città uno dei suoi punti di forza) si sono succedute in maniera ininterrotta una serie di coalizioni socialcomuniste. Entrata in crisi l'alleanza di sinistra a seguito della nascita del PSIUP nel 1964, la città venne sottoposta ad alcuni anni di commissariamento, come peraltro accadde in molti comuni della zona negli stessi anni.

Il PCI e il PSI ritrovarono l'accordo nel 1970 e ripresero l'amministrazione di Bertinoro in coalizione. Questa formula politica continuò sostanzialmente fino al 1995, a parte alcune esperienze di monocolori comunisti, resi possibili dai risultati del PCI che in tutte le elezioni dal 1975 al 1985 ottenne percentuali superiori al 50% dei suffragi espressi.

Con la nuova legge del 1995 che introduceva l'elezione diretta del sindaco, l'orientamento politico di fondo del paese non ha avuto variazioni significative: sia in quell'anno che nel 2001, 2006 e 2011 liste civiche di centrosinistra si sono imposte largamente alle elezioni comunali.

Attualmente Bertinoro rimane una roccaforte del Partito Democratico ed è amministrata da una coalizione di centrosinistra eletta col 62% dei voti nel 2011.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Bertinoro è gemellato con:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Panorama della Romagna visto dalla piazza principale di Bertinoro
Panorama di Bertinoro, il "Balcone di Romagna"

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 75.
  2. ^ Giovanna Montanari Bergmond (e altri, a cura di), Quando Forlì non c'era, Edizioni A. B. A. C. O. Forlì, 1996, pag.153-162.
  3. ^ Da Francesco Bandini. Considerazioni sul territorio di Fratta Terme alla luce di nuovi ritrovamenti e studi. pag 84 e seg. in http://axhousing.axot.it/forlimpopoli/pdf/1703.pdf
  4. ^ Mascanzoni, p. 23
  5. ^ Mascanzoni, p. 3
  6. ^ Mascanzoni, p. 19
  7. ^ Mascanzoni, p. 5
  8. ^ Mascanzoni, p. 6
  9. ^ Mascanzoni, p. 1
  10. ^ Mascanzoni, pp. 21-22
  11. ^ Mascanzoni, p. 22
  12. ^ www.museointerreligioso.it
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Mascanzoni, p. 20
  15. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Alessandrini. Nel cuore della Romagna: Bertinoro e il Santuario della Madonna del Lago, a cura della Cassa Rurale e Artigiana di Forlimpopoli, s.d.
  • Paolo Amaducci. Le origini di Bertinoro e altri scritti, Amministrazione Comunale di Bertinoro, 1986.
  • Alberto Aramini. Scritti, a cura dell'Amministrazione Comunale di Forlimpopoli, 1989.
  • Vittorio Bassetti, Ambrogio Traversari e l'abbazia bertinorese di Santa Maria in Urano, «I quaderni dell'Acquacheta», 2 (1988), pp. 47-61.
  • Vittorio Bassetti, Scienza e religiosità in Bologna a cavallo dei secoli XII-XIII. L'esempio del medico e canonico Jacopo da Bertinoro, «Ravennatensia», XIX (2002), pp. 235-241.
  • Vittorio Bassetti, Documenti sui primi secoli di vita della rocca di Bertinoro, pdf, «Forlimpopoli. Documenti e Studi», XV (2004), pp. 79-111.
  • Luigi Gatti. La Madonna del Lago patrona della città e diocesi di Bertinoro, Forlì, 1942.
  • Luigi Gatti. Bertinoro nel Risorgimento. Un secolo di storia. Forlì, 1952
  • Luigi Gatti. Bertinoro. Notizie storiche, a cura della Pro loco di Bertinoro, 1971
  • Roberto Marchini. Profilo storico-urbanistico di Bertinoro attraverso i secoli, in «Quaderni Bertinoresi» (1986).
  • Leardo Mascanzoni, Territorio, insediamenti, popolamento e viabilità, Cesena, Società Editrice Il Ponte Vecchio, 2006.
  • Stefania Mazzotti (a cura di). Storia di Bertinoro. Società editrice Il ponte vecchio. Cesena, 1998.


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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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