Ordelaffi

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Ordelaffi
Coa fam ITA ordelaffi.jpg
Scudo dal mezzo in giù addogato, da indi in sù un mezzo leone verde in campo oro
StatoState Flag of the Savoyard States (late 16th - late 18th century).svg Signoria di Forlì
Banner of the Holy Roman Emperor with haloes (1400-1806).svg Sacro Romano Impero
Stato Pontificio Stato Pontificio
TitoliCroix pattée.svg Signore di Forlì
Croix pattée.svg Signore di Cesena
Croix pattée.svg Signore di Bertinoro
Croix pattée.svg Vicario di Forlì
FondatoreLor de Laffia
Ultimo sovranoLudovico II Ordelaffi
Data di fondazioneIX secolo
Data di estinzione1504
Etniagermanica
Stemma di Casa Ordelaffi custodito nella casa di Dante a Firenze

Gli Ordelaffi erano la famiglia che tenne, con interruzioni, la signoria della città di Forlì tra la fine del secolo XIII e gli inizi del secolo XVI.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia è di probabile origine germanica o veneta. Nelle cronache cittadine un Ordelaffi viene citato per la prima volta alla metà del XII secolo, essendosi trasferito in città, nella contrada Santa Croce, dai propri possedimenti nel contado.

Si ha traccia di un Lor (o Alor, o Aloro) de Laffia, o dell'Affia, (da cui discenderà la famiglia degli Ordelaffi, signori di Forlì per circa due secoli) capitano di origine germanica, arruolato da Berengario nell'889 per riconquistare a favore dell'impero alcune città. Si sa con certezza che in questo stesso anno, l'889, Lor de Laffia è governatore delle armi in una Forlì che, secondo le fonti, comincerà a reggersi (fatto fondamentale nella storia della città) a libero comune.

Nel 910 Lor de Laffia tentò di impadronirsi del potere a Forlì, ma, cacciato dal popolo, fu costretto a riparare prima a Ravenna e poi a Venezia. Secondo una leggenda, un ramo della famiglia discendente da Lor de Laffia avrebbe mutato il proprio nome, invertendone le lettere: da Ordelaf in Faledro o Faliero, famiglia che diede alcuni dogi; proprio uno di questi portava il nome di Ordelaffo Falier.[1]

Signori di Forlì[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Ordelaffi a Forlì

La famiglia Ordelaffi, comunque, prese il potere nella città di Forlì, roccaforte ghibellina, alla fine del XIII secolo. La signoria, estesa a Castrocaro, a Forlimpopoli e a Cesena, restò nelle loro mani fino al 1359 e di nuovo tra il 1376 e il 1480, con un effimero ritorno nel 1503-1504.[2]

Nella Divina Commedia[modifica | modifica wikitesto]

Come Signori di Forlì sono citati nella Divina Commedia di Dante (Inf. XXVII, 45: La terra che fé già la lunga prova / e di Franceschi sanguinoso mucchio, / sotto le branche verdi si ritrova).

Nella citazione le "branche verdi" sono gli artigli del leone rampante dello stemma familiare degli Ordelaffi.

Linea di successione[modifica | modifica wikitesto]

Signori di Forlì
Ordelaffi
Coa fam ITA ordelaffi.jpg

Scarpetta
Francesco I
Francesco II
Figli
  • Sinibaldo
  • Onestina
  • Giovanni
  • Scarpetta II
  • Ludovico
Sinibaldo
Pino II
Figli
  • Giovanna
  • Giovanni
  • Giovanni
  • Luigi
Francesco III
Figli
Giorgio
Figli
Tebaldo
Antonio
Figli
Francesco IV
Figli
Pino III
Figli
  • Sinibaldo II (naturale)
  • Caterina (naturale)
  • Lucrezia (naturale)
Sinibaldo II
Antonio Maria
Ludovico II
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Palazzi e castelli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pecci
  2. ^ Testa

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Pecci, Gli Ordelaffi, Fratelli Lega Editori, Faenza 1974.
  • Sergio Spada, "Magnifico Signore - Pino III Ordelaffi, l'ultimo signore di Forlì", Ed. Balestra, Forlì 1999
  • Sergio Spada, "Gli Ordelaffi. Signori di Forlì e Cesena", Ed. Il Ponte Vecchio, Cesena 2011 ISBN 9788865411445
  • Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Ordelaffi di Forlì, Torino, 1835, Tav. V.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]