Sogliano al Rubicone

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Sogliano al Rubicone
comune
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Sindaco Quintino Sabattini (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 44°00′00″N 12°18′00″E / 44°N 12.3°E44; 12.3 (Sogliano al Rubicone)Coordinate: 44°00′00″N 12°18′00″E / 44°N 12.3°E44; 12.3 (Sogliano al Rubicone)
Altitudine 362 m s.l.m.
Superficie 93 km²
Abitanti 3 276 (31-12-2012)
Densità 35,23 ab./km²
Frazioni Bagnolo, Ginestreto, Massamanente, Montegelli, Montepetra, Montetiffi, Pietra dell'Uso, Rontagnano, San Paolo all'Uso, Santa Maria Riopetra, Savignano di Rigo, Strigara, Vignola
Comuni confinanti Borghi, Mercato Saraceno, Novafeltria (RN), Poggio Torriana (RN), Roncofreddo, Sant'Agata Feltria (RN), Sarsina, Talamello (RN)
Altre informazioni
Cod. postale 47030
Prefisso 0541 - 0547
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 040046
Cod. catastale I779
Targa FC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti soglianesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Sogliano al Rubicone
Posizione del comune di Sogliano al Rubicone nella provincia di Forlì-Cesena
Posizione del comune di Sogliano al Rubicone nella provincia di Forlì-Cesena
Sito istituzionale

Sogliano al Rubicone (Sujén in romagnolo) è un comune italiano di 3.276 abitanti della provincia di Forlì-Cesena a circa 26 km da Cesena.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La località è conosciuta per la produzione di un particolare tipo di formaggio stagionato in antiche fosse da grano, di origine malatestiana, conosciuto anche come "formaggio di fossa".

Il toponimo originario del paese pare derivare da quello del "Fundus Solliani", nome originario dell'attuale area su cui sorge il Comune di Sogliano al Rubicone. Tale fondo apparteneva alla gens romana Cornelia della familia Silla, in parte residente a Rimini. Di tale gens è discendente la famiglia dei Silighini, la cui dimora nel 1144 ha il nome di "Castrum Sulliani" e che nel settembre del 1233 prestò giuramento a Rimini (giuramento della Calbana). Sul finire del Settecento i Silighini si spostano nel territorio delle Ville di Montetiffi, dove Sebastiano esercitò la professione di avvocato e dove tuttora è la residenza di famiglia. Lo stemma di famiglia ha due spighe di grano dorate intrecciate su bianco. Fonti meno attendibili riconducono l'origine del nome Sogliano all'antica usanza di adorare il dio pagano Giano Bifronte.

Nel periodo medioevale fu castello dei Malatesta, ramo della famiglia dei Malatesta di Rimini, i quali governarono il territorio soglianese sino al 1640, anno in cui fuggirono a Roma. Il castello malatestiano, che sorgeva anticamente nel punto più alto del paese, venne definitivamente distrutto nel corso dell'Ottocento per delibera del consiglio comunale, che realizzò in tale luogo un'ampia piazza al fine di favorire l'importante funzione di mercato agricolo assunto dalla cittadina. Nei primi anni del Novecento studiano e soggiornano nel locale convento delle Agostiniane le sorelle del poeta Giovanni Pascoli, il quale sarà profondamente legato al luogo ed a cui dedicherà diverse poesie. Negli anni dal 1950 al 1970 la cittadina vive il suo momento più buio; a seguito del forte sviluppo economico della pianura, la sua popolazione si riduce di due terzi nel breve periodo di venti anni. Dagli anni ottanta la città ha ritrovato motivo di sviluppo economico nel rilancio della produzione del formaggio di fossa (che in realtà non è mai cessata fin dal periodo malatestiano), tipico prodotto del luogo conosciuto in tutto il mondo.

Principali luoghi di interesse storico-architettonico[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Ripa - Marcosanti[modifica | modifica sorgente]

Presso il palazzo sono raccolte alcune importanti collezioni, due delle quali messe a disposizione del pubblico dal loro fondatore e curatore Sig. Roberto Parenti. La prima collezione, ubicata al primo piano del Palazzo, raccoglie l'inestimabile collezione dedicata al Disco d'Epoca. La seconda collezione, posta al secondo piano del Palazzo è dedicata all'Arte Povera.

Museo di Arte Povera[modifica | modifica sorgente]

La storia che viene racchiusa nelle stanze del museo è diversa da quella che di solito ci viene presentata in un percorso museale. Questo museo non raccoglie solo testimonianze storiche ma rappresenta per molti aspetti la vita reale di tempi ormai passati. Foglietti, figurine, santini che non hanno la ricchezza di un libro ma che affidano ai loro colorati messaggi il compito di raccontare la storia, non solo di un antico e ormai quasi inutilizzato mezzo di comunicazione, ma anche la storia di chi li ha utilizzati e che proprio nelle preziose carte, definite "carte povere" ha raccontato anche un po' della propria vita. Ogni parte, ogni pezzo del museo si compone, si intreccia tra sé creando non confusione ma calore e comunicazione. Le opere raccolte nel museo sono nate per lo più nella seconda metà dell'Ottocento e si sono diffuse per tutto il secolo, le carte povere, diversamente dai grandi dipinti delle cattedrali medioevali e rinascimentali che dovevano diffondere e indottrinare anche i ceti più poveri, hanno avuto il compito di meravigliare, affascinare, colpire l'occhio e la fantasia senza bisogno di educare. (Per Informazioni e riferimenti relativi al testo Museo di Arte Povera)

Museo del Disco d'Epoca[modifica | modifica sorgente]

Breve storia della registrazione sonora. La storia della registrazione del suono parte all'incirca dal 1857 quando Eduard-Leon Scott ideò un apparecchio, il fonoautografo, in grado di trascrivere graficamente le onde sonore su un mezzo visibile, ma non era in grado di riprodurre il suono registrato. L'apparecchio era costituito da un corno che catturava e confluiva il suono su una membrana alla quale era fissata una setola di maiale. Inizialmente la setola "incideva" il suo tracciato su un vetro annerito col fumo, successivamente fu impiegato un foglio di carta annerito fissato su un cilindro. Nella sua concezione il fonoautografo risulta simile al fonografo realizzato e brevettato da Thomas Alva Edison nel 1877. Edison pensava di aver creato un utilie macchina da ufficio, infatti la prima applicazione che trovò per il suo fonografo fu la registrazione di accordi commerciali. Nacque così il "Dictaphone", marchio registrato dalla Columbia Graphophone nel 1907. In anticipo di qualche mese su Edison, il francese Charles Cros teorizzò a sua volta la possibilità di imprimere un suono su un supporto meccanico per poi riprodurlo, idea che non riuscì mai a concretizzare per motivi economici. Dopo pochi anni di commercializzazione del fonografo, grazie a Emile Berliner iniziò l'evoluzione che portò il cilindro a diventare disco, che fu introdotto nel mercato nel 1892 insieme all'apparecchio in grado di riprodurlo, il grammofono. Cilindro e disco convissero insieme fino al 1929 quando vista la superiorità di diffusione del disco, Edison cessò la produzione dei cilindri. I dischi di Berliner furono gli antenati dei dischi in vinile a 78, 45 e 33 giri, e le altre tipologie in uso nel XX secolo.

Stemma della famiglia Silighini

Palazzo Ripa (proprietà del Comune di Sogliano), Palazzo del Conte Nardini (antica sede del Palazzo della Ragione durante il periodo malatestiano, oggi sede di Sogliano Ambiente S.p.a.), chiesa di San Lorenzo, chiesa del Suffragio, piazza Matteotti (ex Piazza Umberto I). (Per Informazioni e riferimenti relativi al testo Museo del Disco d'Epoca)

Chiese di Sogliano e dintorni[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Lorenzo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Lorenzo (Sogliano al Rubicone).

La chiesa di San Lorenzo è la chiesa principale di tutto il comune di Sogliano al Rubicone: da essa dipendono tutte le altre chiese del comune eccetto la chiesa di San Biagio di Rontagnano, che è l'unica che appartiene alla Diocesi di Cesena-Sarsina.

La chiesa è facilmente riconoscibile perché si impone con grande maestosità su tutto il paese e nelle vallate vicine anche grazie al suo campanile che è una delle due torri della cittadina soglianese. Sotto la chiesa ci sono le ossa dei reali di Malatesta che erano stati trasferiti da sotto terra.

Chiesa del Suffragio[modifica | modifica sorgente]

La chiesa del Suffragio si trova nel centro di Sogliano al Rubicone in piazza Mazzini accanto alla torre civica, e i lavori di costruzione iniziarono il 26 aprile 1671 per l'iniziativa della Compagnia del Suffragio e venne aperta al culto il 22 maggio 1679.

L'esterno è molto semplice e in laterizio. La facciata è in mattoni, sopra al portale si trovano due finestre, rispettivamente ai lati della facciata, e il tutto si conclude con un elegante timpano anch'esso in mattoni.

L'interno è ad unica navata con due cappelle laterali, probabilmente aggiunte alla costruzione originaria agli inizi del XVIII secolo. Ha un ingresso a bussola, ancora originale in legno, così come la balaustra dell'organo. Al suo interno sono custoditi le opere d'arte più importanti di Sogliano al Rubicone:

  • La tela raffigurante la Madonna delle Vigne era conservato nell'antico oratorio che porta lo stesso nome della tela.
  • La Madonna del Carmine, statua ottocentesca in cartapesta custodita nella cappella di destra.
  • Il secentesco Battesimo di Cristo collocato a sinistra dell'altare maggiore.
  • il Crocifisso ligneo dorato, coperto da un perizoma e proveniente da Verucchio collocato nella prima cappella laterale di sinistra.
  • Il paliotto e la tela posta sull'altare dell'altare maggiore che è diviso in due sezioni che rappresentano nella parte inferiore le Anime del Purgatorio salvate dagli Angeli mentre in quella superiore la Beata Vergine Maria che tiene in braccio Gesù Bambino:
  • La via Crucis proveniente dall'Oratorio di San Francesco di Paola.

Monastero di Santa Maria della Vita[modifica | modifica sorgente]

Il monastero di Santa Maria della Vita sorge di fronte alla chiesa della Madonna dello Spasimo nel centro storico di Sogliano al Rubicone.

Nel 1824, l'edificio che ora ospita il Monastero delle Carmelitane e l'annessa Chiesa dello Spasimo vennero donati al Convento delle Monache Agostiniane.

In quell'anno, infatti, il parroco soglianese Don Paolo Mariani venne a conoscenza che il convento delle monache di clausura di Roncofreddo sarebbe stato soppresso a breve e così decise di trasformare un edificio della parrocchia con un edificio per le suore.

Le Agostiniane vi rimasero fino ai primi anni novanta, quando furono sostituite dalle Carmelitane, che attualmente abitano il monastero.

Chiesa della Madonna dello Spasimo[modifica | modifica sorgente]

La chiesa della Madonna dello Spasimo risale ai primi anni del XVI secolo ed è l'unico edificio visitabile al pubblico di tutto il monastero di Santa Maria della Vita: l'oratorio venne edificato secondo il volere di Ramberto Malatesta per la popolazione che viveva fuori dalle mura del castello. La chiesa in origine era più piccola e orientata diversamente rispetto adesso: aveva l'abside in quella che è la cappella di destra e la porta dove oggi è situato l'altare maggiore.

L'ampliamento dell'oratorio avvenne dopo il 1824, quando la chiesa venne donata al Convento delle Monache Agostiniane.

Chiesa di Santa Lucia[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Santa Lucia sorge in via della Resistenza, accanto al palazzo omonimo voluto dal notaio Sabattini.

La facciata, in mattoni a vista, si presenta in stile gotico, con un rosone centrale delimitato da due lesene, sia a sinistra che a destra. La facciata termina con un frontone slanciato delimitato da due guglie.

Al suo interno è collocato un quadro raffigurante la martire Santa Lucia, realizzato probabilmente da Alessandro Guardassoni, a cui è dedicata la piccola chiesa.

Oratorio di San Francesco di Paola[modifica | modifica sorgente]

Annesso a Palazzo Nardini, nel cuore di Piazza Garibaldi, l'oratorio di San Francesco di Paola è un piccolo ma elegante edificio eretto nel 1748 per volontà del conte Antonio Maria Marcosanti sul lato sinistro del suo palazzo.

L'oratorio venne realizzato seguendo le sobrie linee dello stile barocco settecentesco e venne arricchito all'interno con suppellettili preziose.

Chiesa di San Matteo[modifica | modifica sorgente]

Come tante altre chiese della zona e del comune di Sogliano al Rubicone, anche la chiesa di San Matteo di Savignano di Rigo ebbe una prima fase ecclesiastica come cappella del Castello e divenne parrocchiale tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.

La chiesa attuale, fu costruita nel 1908 e i parroci vi hanno risieduto fino alla morte dell'ultimo nel 1985.

La chiesa di Savignano di Rigo è l'ultima chiesa appartenente alla Diocesi di Rimini, ai confini con quelle di San Marino-Montefeltro e di Cesena-Sarsina.

Chiesa di San Pietro[modifica | modifica sorgente]

Nella frazione di Strigara.

Della parrocchia si hanno ricordi vaghi: una prima chiesa fu costruita sotto il castello, nella piana, dove risiedevano anche i cortigiani e i contadini. Poi probabilmente una frana si portò via la chiesa e parte delle abitazioni. Così troviamo che la cappella del castello diventa anche chiesa parrocchiale. Conclusasi la storia del castello, la chiesa rimase e fu ampliata ed è quella che si può osservare ancora oggi.

La popolazione però continuò ad abitare e a fabbricare case nuove nella parte bassa, detta La Piana. Così, data la vetustà della chiesa del castello e l'opportunità di una maggior vicinanza alla popolazione, nel 1953 il vescovo monsignor Antonio Bergamaschi della Diocesi di San Marino-Montefeltro, da cui la parrocchia dipendeva, fece erigere una nuova chiesetta, dedicata alla Sacra Famiglia, lasciando alla vecchia chiesa il titolo di San Pietro.

Col passaggio alla diocesi di Rimini nel 1977 la parrocchia di Strigara fu soppressa e inglobata in quella di Sogliano al Rubicone.

Chiesa di San Paolo[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Paolo costruita nel 1958 sostituisce la precedente chiesa parrocchiale situata nella frazione di San Paolo all'Uso.

La costruzione in stile moderno molto semplice, custodisce al suo interno un bellissimo crocifisso ligneo realizzato da padre Agostino Venanzio Reali che abbellisce l'altare maggiore.

Chiesa di San Leonardo[modifica | modifica sorgente]

L'Abbazia di San Leonardo è situata a Montetiffi, borgo del comune di Sogliano al Rubicone. È costruita su uno sperone roccioso che domina la valle, nel cuore del Montefeltro. La struttura interamente in pietra concia ha una pianta a croce latina, con un'unica navata. Solo nel XVII secolo sono state costruite due cappelle laterali e una cantoria in legno per ospitare l'organo. L'abside fondata sulla roccia fa pensare a maestranze comacine.

Edificata in pietra concia a metà dell'XI secolo, è uno dei più importanti monumenti romanici che la Romagna possa vantare.

Donata nel 1089 all'ordine benedettino dai capofamiglia del luogo, l'abbazia fu restaurata nel 1334 su ordine dell'abate Bartolo per assumere la funzione di protezione militare, viste le aspre lotte tra guelfi e ghibellini che attraversavano il Montefeltro. A testimonianza di ciò vi è un'epigrafe incisa sul muro interno, nella navata.

Nel XV secolo l'Abbazia viene data in commenda ai Guidi di Bagno di Montebello, per poi passare all'altro ramo della famiglia, i conti Poppi, che la ressero fino a circa il 1800.

All'interno si possono ammirare dei residui di affreschi del XIV-XV secolo raffiguranti svariati santi, alcuni dei quali citati anche nell'epigrafe datata 1120 su un antico cippo d'altare, collocato nel transetto. L'altare maggiore presenta delle parti in legno dipinto e dorato e delle altre in scagliola dipinta principalmente in bianco e nero, con motivi vegetali e antropomorfi.

Scarsamente visibili, nel transetto alla base del campanile vi sono dei bassorilievi che ricordano il tema dell'arbor vitae.

La torre campanaria è collocata a lato della chiesa, dalla parte dello strapiombo, ed è una costruzione massiccia ma slanciata allo stesso tempo. È dotata di due ordini di monofore a tutto sesto, il più alto dei quali è di dimensioni maggiori, e appartiene alla cella campanaria. La campana che viene suonata tutt'oggi a mano da una famiglia del borgo è risalente al XVII secolo, ed è facilmente udibile in tutta la vallata.

Il presbiterio mantiene una copertura a volta con abside, la restante parte della navata è ora coperta a capriate, nonostante si vedano gli attacchi di arcature che fanno presumere la precedente totale copertura a botte. All'interno si trovano inoltre due confessionali in legno dell'Ottocento e tre quadri, due dei quali conservati in prestigiose cornici barocche di legno intagliato e dorato. Uno di questi, raffigurante la vita di San Leonardo e dipinto nel 1861, è di un pittore di Gatteo (FC).

Chiesa di San Paterniano[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Paterniano di Massamanente venne fatta costruire nel 1635, anno in cui era parroco Don Pasquino Roselli di Secchiano Marecchia: sulla porta vicino alla sagrestia è stata trovata una lapide in cui vengono citati l'anno di costruzione e il parroco dell'epoca.

L'edificio presenta una facciata molto semplice di pietre e mattoni a vista con un'unica finestra rettangolare sopra la porta d'ingresso principale: anticamente aveva anche un altro ingresso sul fianco sinistro, come si può notare dall'esterno in cui si trovano i resti di un antico ingresso alla chiesa.

L'interno è ancora ben curato con molti bei arredi e varie opere.

Sia l'esterno, sia l'interno della chiesa, sono stati recentemente restaurati.

Chiesa di Santa Maria Riopetra[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Santa Maria Riopetra venne fatta erigere nel 1789 per volere del sacerdote don Giambattista Ricci con annessa casa parrocchiale.

Nel 1905 don Giambattista Ceroni allungo l'edificio donandogli l'attuale facciata con la scalinata di accesso e una bifora sopra al portone d'ingresso.

Nel 1939 i parrocchiani e il parroco don Guido Nucci adornarono la chiesa con nuovi altari e con una nuova sagrestia.

Al suo interno è da ammirare uno splendido organo di stile tipicamente rurale, in legno dipinto, che risale al 1700 ed è l'organo più antico in tutto il comune di Sogliano al Rubicone.

Chiesa di Santa Maria Assunta[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Santa Maria Assunta risalente al 1866 venne edificata in sostituzione all'antichissima chiesa che sorgeva nella vicinissima località di Curto circa mille anni fa, andata distrutta a causa di una frana.

La chiesa presenta una facciata semplice e lineare, con un portale d'ingresso molto semplice e di forma rettangolare al di sopra del quale si trova una finestra semicircolare terminante e con un frontone triangolare.

All'interno si trova una tela raffigurante Maria Assunta in gloria con angeli realizzata nel 1886 da Nucci Sante, stesso pittore della Madonna della Cintura conservata all'interno della Chiesa della Madonna dello Spasimo.

Il tempietto di San Donato originariamente era un oratorio annesso alla Chiesa di Santa Maria Assunta (chiesa parrocchiale di Vignola), utilizzato anche come luogo di sepoltura. Questo tempietto sorge sul luogo di una cruenta battaglia della seconda guerra mondiale, tra tedeschi e inglesi, ed è stato restaurato da pochissimo tempo. All'interno era conservata una tela realizzata anonimamente che ora scomparsa e raffigurava la Madonna col Bambino, San Sebastiano (Santo Patrono della cittadina di Sogliano al Rubicone) e San Donato che teneva in mano il calice del miracolo. Della tela scomparsa però, è rimasta un'immagine fotografica che ha permesso le realizzazione di un nuovo quadro che si trova nella Chiesa di Santa Maria Assunta.

Pieve di Santo Stefano in Murulo (Montegelli)[modifica | modifica sorgente]

La fondazione originaria della pieve di Santo Stefano in Murulo sembra risalire attorno al VII-VIII secolo, ma non ne è rimasta alcuna traccia.

La chiesa attuale, costrutita in stile romanico, risale al XII secolo; nel tempo ha subito molti rifacimenti fra cui il più importante è quello dell'orientamento dell'edificio.

L'attuale facciata venne realizzata nel 1913, lo stesso anno in cui la navata venne allungata di due metri e venne capovolto l'orientamento della pieve: alcune ipotesi sostengono che l'inversione sia avvenuta prima del 1600. Più avanti l'alzaia antistante fu sostituita dalla scalinata tutt'oggi presente sul sagrato della Pieve rendendola più alta e maestosa.

A fianco dell'edificio, sul lato mare, sorge il campanile che risale al XIX secolo.

All'interno della pieve di Santo Stefano in Murulo sull'altare maggiore è conservato, il Martirio di Santo Stefano di Vincenzo Lasagni, tela che raffigura il santo che sta per cadere sotto il tiro di pietre lanciate dai suoi carnefici; il piccolo Saulo fa guardia ai vestiti e il Padre Eterno, innalzandosi in volo sulle nuvole, dona coraggio e vita al primo martire della chiesa.

Sul lato sinistro della navata della pieve si trova il battistero con la vasca battesimale di pietra istriana che risale al XVI secolo. La vasca, larga 59 cm e alta 43 cm, è stata lavorata a ruvido solo sul lato frontale, ove si trova uno stemma a bassorilievo inquadrato da uno scudo rivolto con la punta in basso, ed è appoggiata su un cippo di muratura ed è chiusa con un coperchio piramidale di legno antico.

Oratorio di Sant'Agnese[modifica | modifica sorgente]

Costruito nel 1854 da Brunetti, poi passato alla famiglia Nucci, l'oratorio di Sant'Agnese sorge nel centro del piccolo paesino di Montegelli, non lontano dalla pieve di Santo Stefano in Murulo.

Esternamente l'edificio appare molto semplice, la faccia infatti è molto semplice: presenta un portale d'ingresso sul quale vi è un'incisione in cui si trova la dedica della chiesetta alla santa; sopra questo portale vi è una finestra bifora che permette l'illuminazione dell'edificio. La chiesetta ha un piccolo campanile a vela anch'esso bifora che richiama la finestra-bifora della facciata.

All'interno dell'oratorio di Sant'Agnese non ci sono opere di grande valore artistico.

Chiesa di San Biagio[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale di San Biagio di Rontagnano sorge sulla sommità del colle nel luogo in cui una volta si ergeva un antico castello, oggi ribattezzato col nome di Piazza Castello: la costruzione della parrocchiale è databile alla prima metà dell'Ottocento.

Esternamente l'edificio appare molto semplice, infatti l'unico motivo della facciata è un finto rosone, mentre all'interno della chiesa sono conservati alcuni interessanti arredi provenienti dalla vecchia chiesa parrocchiale e dall'oratorio della Rocca; meritano particolare attenzione un inginocchiatoio ligneo del XV secolo, la pala d'altare e l'organo del XVIII secolo.

Dietro l'abside della chiesa sorge il campanile, nonché la torre civica, costruita intorno al XII secolo che è annessa ad una parte di resti dell'antica fortificazione.

Chiesa della Natività di Maria Santissima[modifica | modifica sorgente]

La chiesa della Natività di Maria Santissima è stata edificata sulla roccia di Pietra dell'Uso; non è nota la data di costruzione ma si presume che sia di epoca medioevale. Dopo essere stata eretta sui resti di una roccaforte e di una torre di avvistamento, per anni di proprietà della Curia, è stata sconsacrata e venduta al comune di Sogliano al Rubicone affinché procedesse al restauro conservativo dell'edificio.

Al momento non è possibile visitare la chiesa al suo interno, con il campanile del XVII secolo.[1]

Altri edifici religiosi[modifica | modifica sorgente]

  • Oratorio dell'Annunziata
  • Chiesa di San Martino in località Bagnolo di Sogliano
  • Chiesa della Madonna delle Nevi in località Montetiffi
  • Chiesa di San Luca in località Montetiffi
  • Chiesa di Sant'Apollinare in località Ginestreto di Sogliano
  • Chiesa di Santa Maria in località Meleto di Sogliano
  • Chiesa di San Bartolomeo in località Ca' Domenichino
  • Chiesa di San Benedetto in località Vernano

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Montegelli[modifica | modifica sorgente]

Si trova a 7 kilometri dal capoluogo: il nome significa piccolo monte e proprio su questo piccolo monte sorgeva un'antica fortezza, anche se non rimane alcuna traccia di questo edificio distrutto nel 1307, ricostruito e poi definitivamente abbattuto nel 1462.

Oltre a questo antico castello oggi scomparso, interessanti e visitabili sono due luoghi di culto:

Montegelli viene soprannominato "il borgo dei profumi e dei sapori": infatti ogni anno nell'ultimo week-end del mese di settembre, il paese ospita la "Sagra del Savor di Montegelli".[2]

Montetiffi[modifica | modifica sorgente]

Si trova a 11 chilometri dal capoluogo, in direzione Ponte Uso.

In posizione strategica perché sull'incrocio di strade che univano Stato Pontificio, Granducato di Toscana e Repubblica di San Marino, il borgo, che può vantare insediamenti di epoca romana, si è sostenuto per secoli grazie al commercio esclusivo di teglie (o testi, per cuocere la piadina) e al contrabbando di polvere da sparo. Al giorno d'oggi nel paese delle teglie rimane un solo tegliaio a produrre, che ha il suo laboratorio in località Ville di Montetiffi.

Ai piedi della salita che conduce all'ingresso del borgo di Montetiffi si trovano due antiche chiese che infatti sorgono nel luogo in cui gli abitanti seppellivano i propri defunti:

  • Chiesa della Madonna delle Nevi
  • Chiesa di San Luca

Entrambi i due edifici probabilmente erano già esistenti in epoca medievale, anche se oggi presentano in prevalenza elementi del settecento.

Sulla sommità è situata, oltre alle altre due chiese, l'Abbazia Benedettina di San Leonardo, una delle chiese romaniche più importanti della Diocesi di Rimini, del territorio di Sogliano al Rubicone e di tutta la Romagna[senza fonte]. Attualmente è dimora principale della nobile famiglia dei Silighini, discendenti della gens romana dei Silla e antichi fondatori del Comune di Sogliano.

Santa Maria Riopetra[modifica | modifica sorgente]

Si trova a 9 km da Sogliano, ed il monumento più importante del paese è la Chiesa di Santa Maria Riopetra, costruita nel 1789.

Strigara[modifica | modifica sorgente]

È una frazione[3] posta lungo la SP 11. Ha una popolazione di 76 abitanti[4] comprendendo la località propria e quella contigua di Serra.

Il toponimo potrebbe derivare dalla parola "extra-gallia" ossia territorio al di fuori della Gallia fino a prendere in epoca romana la denominazione attuale. Nella località nasce il torrente Pisciatello che, secondo alcuni studiosi, sarebbe il nome attuale del Rubicone attraversato da Giulio Cesare. In passato fu dominio deiMalatesta che, comprando le terre che vanno litorale del mare fino al castello di Sogliano, misero le mani anche su Strigara. Certamente nel 1305, come risulta da un estratto di rogito, comprarono il castello, ultimo baluardo di difesa sul confine coi duchi Della Faggiola di Urbino, che avevano messo un loro Prefetto nel dirimpettaio Montegelli.

Interessanti sono i ruderi dell'antico castello malatestiano, utilizzato dalla famiglia fino al XVII secolo e poi crollato, restano solamente alcuni frammenti di muro situati di fronte alla #Chiesa di San Pietro.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sogliano al Rubicone è gemellata con:

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Etnie e Minoranze Straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 311 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Marocco Marocco 72 2,23%

Romania Romania 45 1,39%

Albania Albania 43 1,33%

Bulgaria Bulgaria 36 1,12%

Persone legate a Sogliano[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ TERRE DEL RUBICONE Innamorarsi passo a passo
  2. ^ La Sagra del Savor di Montegelli
  3. ^ [1] Statuto del comune di Sogliano al Rubicone
  4. ^ [2] Censimento Istat località abitate
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.