Pieve di San Donato in Polenta

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Pieve di San Donato in Polenta
Pieve di San Donato in Polenta 1.JPG
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
LocalitàBertinoro
Indirizzovia Polenta 477 ‒ Polenta ‒ Bertinoro (FC)
Coordinate44°07′04.13″N 12°07′56.51″E / 44.117813°N 12.132364°E44.117813; 12.132364
Religionecattolica di rito romano
Diocesi Forlì-Bertinoro
Stile architettonicoromanico
Inizio costruzioneIX secolo

«Forse qui Dante inginocchiossi?»

(Giosuè Carducci, La chiesa di Polenta, v.25)

La pieve di San Donato in Polenta si trova nell'omonima frazione del comune di Bertinoro, in provincia di Forlì-Cesena e diocesi di Forlì-Bertinoro.

La fama della chiesa si deve a Giosuè Carducci, che spesso soleva recarsi sui colli bertinoresi che la celebrò con la poesia La chiesa di Polenta (composta nel luglio 1897 e pubblicata in Rime e ritmi), in cui il poeta rimembra l'ospitalità ricevuta da Dante Alighieri da parte di Guido da Polenta.

Di fronte al sagrato, dove vi è un'erma che ricorda Carducci, tutti gli anni, nei mesi di maggio e settembre vi si tiene la lettura e commento della Divina Commedia, con professori e letterati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'interno della pieve

La prima notizia storica sul tempio è contenuta in una pergamena del 24 luglio 911. Secondo gli storici le molte parti dell'edificio, quali colonne, capitelli, cripta, sono da attribuirsi alla primitiva chiesa. È poi ricordata in altri documenti risalenti al X secolo. Le citazioni della pieve divennero sempre più frequenti a partire dall'anno 1000, ma non vengono fornite descrizioni dettagliate dell'edificio nelle sue particolarità. Nei primi anni del XVIII secolo, nell'anno 1705, vennero eseguiti radicali lavori di restauro, che cambiarono pesantemente l'assetto della chiesa, come ricordato da un'epigrafe posta sull'ingresso. Ulteriori lavori di restauro vennero operati nel 1890.

La cripta

In quell'anno inoltre, il 20 settembre, venne scoperta la cripta, a cui venne operata l'attuale sistemazione. Nel 1898 si ebbero i lavori per la ricostruzione del campanile, che terminarono l'anno seguente.

Nel 1999, l'allora parroco don Guerrino denunciò lo stato di degrado della struttura[1]. Nel 2002 la Soprintendenza di Ravenna è intervenuta con il puntellamento della parete di sinistra, gonfiatasi verso l'esterno, ed è stato preparato il piano di consolidamento strutturale, messa in sicurezza e ripristino della pavimentazione interna. I lavori di restauro si sono svolti negli anni 2009-2012 sotto la guida dell'architetto forlivese Roberto Pistolesi[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il quadro di San Donato e Santa Caterina

La pieve si presenta oggi a forma basilicale, con travature scoperte, navata centrale non sopraelevata e il tetto in continuazione con quelle laterali. Possiede colonne grosse, massicce e circolari, realizzate in mattoni e pietra, sormontate da capitelli lapidei. Questi ultimi non sono tutti simili, alcuni sono composti con semplice smussatura, altri invece riportano bassorilievi con disegni geometrici, arabeschi, figure grottesche di animali e uomini, che testimoniano la presenza di diverse arti, longobarda e bizantina. L'altare maggiore possiede un palio marmoreo, ornato da una croce latina e bassorilievi, di provenienza greca, risalente al VII secolo e restaurato nel 1960. All'interno, sulla parete di fondo, si trova un quadro che raffigura san Donato d'Arezzo e santa Caterina d'Alessandria, risalente probabilmente al 1700 e inquadrato in una cornice barocca. Venne rubato nel 1977 e ritrovato, con la cornice spezzata, nello stesso anno.

La pieve è accessibile tramite una strada costeggiata da cipressi e possiede un percorso Via Crucis.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Stemmi[modifica | modifica wikitesto]

Qui alcuni degli stemmi di città presenti sulla parete destra della chiesa e sulla canonica:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ romagnaoggi.it. URL consultato il 18-10-2009.
  2. ^ Riapre la chiesa di Polenta, su forlitoday.it. URL consultato il 13 dicembre 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bacchi G., Bacchi S. 1996. Polenta. La Pieve, la chiesa, il castello. La Mandragora, Imola.
  • Fabio Lombardi 2002, Pievi di Romagna; foto di Gian Paolo Senni. - Cesena: Il ponte vecchio. - 95 p. : ill. ; 24 cm. ((In testa al front.: Progetti CRAL Carisp Cesena. ISBN 8883122313. Pag. 63-70.
  • Vittorio Bassetti, Documenti inediti sulla pieve di Polenta (secoli XII-XIII), «Ravennatensia», XIII (1985), pp. 171–182.
  • Roberto Balzani, Memoria e nostalgia nel Risorgimento. Percorsi di lettura, Bologna, Il Mulino, 2020, pp. 272-277.

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