Casola Valsenio

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Casola Valsenio
comune
Casola Valsenio – Stemma Casola Valsenio – Bandiera
Casola Valsenio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Ravenna-Stemma.svg Ravenna
Amministrazione
SindacoGiorgio Sagrini (centrosinistra) dal 27-05-2019
Territorio
Coordinate44°13′N 11°37′E / 44.216667°N 11.616667°E44.216667; 11.616667 (Casola Valsenio)Coordinate: 44°13′N 11°37′E / 44.216667°N 11.616667°E44.216667; 11.616667 (Casola Valsenio)
Altitudine195 m s.l.m.
Superficie84,42 km²
Abitanti2 550[1] (30-04-2018)
Densità30,21 ab./km²
FrazioniBaffadi, Mercatale, Sant'Apollinare, Valsenio, Zattaglia
Comuni confinantiBorgo Tossignano (BO), Brisighella, Castel del Rio (BO), Fontanelice (BO), Palazzuolo sul Senio (FI), Riolo Terme
Altre informazioni
Cod. postale48032
Prefisso0546
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT039005
Cod. catastaleB982
TargaRA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitanticasolani
Patronosanta Lucia da Siracusa
Giorno festivo13 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casola Valsenio
Casola Valsenio
Casola Valsenio – Mappa
Posizione del comune di Casola Valsenio nella provincia di Ravenna
Sito istituzionale

Casola Valsenio (Chêsla in romagnolo) è un comune italiano di 2 550 abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Sopra, ultima testimonianza dell'antica chiesa del castello, distrutto nel 1216.

Dalla fondazione al XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

La data più antica relativa alla fondazione di Casola Valsenio è il giugno 1216, quando i faentini distrussero i castra di Casola e Montefortino, costringendo gli abitanti a trasferirsi più a valle e a fondare un nuovo centro abitato[2]. Casola vecchia sorgeva nella collina soprastante l'attuale centro abitato. L'alta valle del Senio risulta invece abitata sin da epoche molto precedenti: sono stati rinvenuti resti archeologici che testimoniano la presenza di insediamenti etruschi, gallici e romani.

Veduta aerea del centro storico.

Nell'anno Mille, a tre km a nord dell'attuale insediamento di Casola, viene fondata l'abbazia benedettina di Valsenio, dalla quale partì una vasta opera di bonifica agraria con l'estensione dei terreni coltivati e l'introduzione della coltivazione del castagno. Originaria dell'alta valle del Senio è la famiglia Pagani, dalla quale discende quel Maghinardo Pagani (ante 1243-1302), citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia come "il lioncel dal nido bianco, che muta parte da la state al verno". Maghinardo ebbe un ruolo importante nelle vicende politiche e militari della Romagna del XIII secolo.

Nel 1424 Casola giurò fedeltà al Duca di Milano Filippo Maria Visconti, per passare nuovamente ai Manfredi di Faenza, quindi a Girolamo Riario e Caterina Sforza, signori di Imola e Forlì e, infine, al duca "Valentino" Cesare Borgia. Nel XV secolo si affermò il ruolo dei Ceroni, tanto che si diffuse presso i paesi vicini il soprannome di "Ceronesi" per gli abitanti di Casola. Nel 1523 accadde un episodio di cui si conserva tuttora il ricordo. Il 27 ottobre truppe imolesi, comandate da Guido Vaini e dal capitano di ventura Ramazzotto Ramazzotti, attaccarono Casola, distruggendo 80 case. I Ceronesi si asserragliarono nella rocca della famiglia Ceroni che sovrastava il paese. Il giorno dopo (28 ottobre) furono respinti. Gli abitanti, guidati da Raffaello Brunori Ceroni, fecero rotolare dal monte botti piene di sassi sugli assalitori, disperdendoli. L'evento è oggi ricordato come la «Battaglia delle botti».

Nel 1563 si schierano contro i Ceroni il Granduca di Toscana, Cosimo de' Medici e il Papa Pio IV che, con oltre 5.000 uomini, distrussero beni e proprietà legate ai Ceronesi.

XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'occupazione napoleonica furono sottratte al comune di Casola molte terre al di qua del torrente Sintria, che furono accorpate al comune di Brisighella. Alla metà del secolo emerse la figura di Giovanni Soglia Ceroni (1779-1856). Nominato Cardinale da Papa Gregorio XVI, divenne Segretario di Stato di Papa Pio IX. Si dovette a lui il ripristino dei confini preesistenti all'occupazione napoleonica[3]. Il cardinale inoltre promosse la costruzione dei conventi delle Suore Maestre di Santa Dorotea e dei Frati francescani.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Via G. Matteotti e la Torre dell'Orologio

Anche Casola subì le violenze dei fascisti, che nel gennaio 1922 assassinarono, nella piazza che oggi porta il suo nome, il dirigente socialista Luigi Sasdelli.

La Seconda guerra mondiale si abbatté su Casola e la valle del Senio nell'ottobre 1944. Nella zona erano già operanti le formazioni partigiane organizzate nella 36ª Brigata Garibaldi "Alessandro Bianconcini". Casola divenne teatro di violenti e sanguinosi scontri tra gli Alleati, impegnati nello sfondamento della Linea Gotica, e l'esercito tedesco. I luoghi dei combattimenti più aspri - che provocarono migliaia di morti - furono Monte Cece e Monte Battaglia.

L'offensiva finale fu sferrata nell'aprile 1945. La valle del Senio fu liberata dal Gruppo di Combattimento "Friuli", inquadrato nel X Corpo d'Armata britannico. Per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana, Casola Valsenio fu insignita della Croce di Guerra al Valor Militare.

Nel dopoguerra iniziò una faticosa opera di ricostruzione, segnata da profondi cambiamenti sociali ed economici resi più drammatici dal fenomeno, comune a gran parte degli Appennini centro-settentrionali, dello spopolamento delle aree rurali (nel secondo dopoguerra i residenti sono dimezzati, passando da 5.600 a meno di 3.000).

Negli anni '70 e '80 si sono gettate le basi per un nuovo sviluppo fondato sull'integrazione tra agricoltura specializzata e di qualità, turismo e valorizzazione delle emergenze naturali e ambientali del territorio.

Il giorno 25 febbraio 2015 - dopo giorni di piogge intense e incessanti - alle ore 8.00 del mattino metà del campo da calcio dove disputa le proprie partite la squadra locale è rovinosamente franata a valle. Per fortuna in quel momento non si stavano svolgendo né partite né allenamenti. L'accaduto ha destato enorme impressione in paese e in tutta la Regione[4].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Casola Valsenio è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, è stato insignito della Croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[5][6]:

Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
«Vivaio di fieri cittadini animati da profondo amor patrio ed ardente desiderio di libertà, coraggiosamente sostenne e alimentò la lotta contro il nemico oppressore. Sopportò con fermezza sacrifici e distruzioni, offrendo alla causa della Resistenza dolori, sangue e lutti»

Con questa motivazione e in esecuzione del decreto del Presidente della Repubblica, domenica 3 novembre 1985, nell’ambito della Festa dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate, in piazza del Popolo a Ravenna è stata consegnata al Comune di Casola Valsenio la Croce al Valore Militare per il contributo dato alla lotta partigiana.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Emergenze naturali e ambientali[modifica | modifica wikitesto]

  • Il territorio comunale, a nord, è attraversato dalla Vena del Gesso Romagnola, una spettacolare e imponente dorsale rocciosa che taglia trasversalmente le vallate che dall'Appennino scendono verso la pianura. Su questa area, che si estende tra le province di Ravenna e Bologna, la Regione Emilia-Romagna - con legge 21/2/2005 n.10 - ha istituito il Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola su una superficie complessiva di ha 2.042.
  • Immediatamente fuori dal paese, lungo la strada provinciale che collega Casola Valsenio a Fontanelice, si può visitare il Giardino delle Erbe "Augusto Rinaldi Ceroni". Il Giardino delle erbe – di proprietà della Regione Emilia-Romagna – è stato inaugurato nel 1975 ed è intitolato al suo fondatore Augusto Rinaldi Ceroni. Si sviluppa su una superficie di 4 ettari, con una struttura a gradoni, dove sono coltivate circa 450 diverse specie ed essenze officinali. Il Giardino, che fa parte del circuito Museale della provincia di Ravenna, svolge un’importante funzione di conoscenza, valorizzazione e divulgazione della coltivazione e dell’uso delle piante officinali.

Patrimonio storico-architettonico[modifica | modifica wikitesto]

  • Vi si trova la Villa Il Cardello, antica foresteria dell'Abbazia di Valsenio (risalente al XII secolo) nonché residenza del famoso poeta e scrittore Alfredo Oriani, dove morì il 18 ottobre 1909. Oggi, l'abitazione - monumento nazionale - è adibita a casa-museo dello scrittore; l'edificio è proprietà della Fondazione Casa di Oriani[7].
  • La Rocca medievale di Monte Battaglia risalente al XII secolo, è posta sulla sommità dell'omonimo monte, a 715 m s.l.m., nello spartiacque tra le vallate del Senio e del Santerno. Nella sua lunga storia è stata teatro di aspre contese e battaglie, da quella tra Goti e Bizantini nel VI secolo, fino ai drammatici e sanguinosi combattimenti del 1944 (dal 24 settembre all'11 ottobre), durante la seconda Guerra Mondiale. Luogo di memoria degli eventi bellici e della Guerra di Liberazione nazionale, la Rocca di Monte Battaglia è stata sottoposta a un'intensa opera di ripristino e restauro negli anni '80 del XX sec.

Abbazie e pievi del territorio casolano[modifica | modifica wikitesto]

L'Appennino casolano tra Romagna e Toscana
  • Abbazia di San Giovanni Battista in Valsenio. Fondata intorno all'anno Mille dai benedettini, fu in origine un monastero. La comunità si sciolse nel XV secolo. Il complesso monastico, l'edificio più antico dell'alta valle del Senio, conserva l'aspetto tipico delle chiese romaniche maggiori: struttura a tre navate con abside semicircolare[8]. La chiesa è stata interessata da una campagna di scavo, avvenuta nel 2009, volta a recuperarne l'aspetto originario. Sono state riscoperte le vestigia della primitiva costruzione, databile tra tardo antico ed alto Medioevo: è stato rinvenuto il pavimento; inoltre sono state scoperte le fondazioni di due grandi colonne pilastrate, attribuibili anch'esse a una fase antica. Ciò ha fatto pensare all'esistenza di un ambiente sotterraneo, ancora più antico della chiesa fondata dai benedettini, di cui era ignota l'esistenza. Si è resa così necessaria una seconda campagna di scavi, avvenuta nel 2011.[9] Grazie al lavoro archeologico è stata riportata alla luce l'originaria cripta, risalente al VII secolo, ritrovata al di sotto dell'abside attuale. La pavimentazione si è presentata in lastre di pietra calcarea. È stata in parte rinvenuta anche la scala originale dalla quale si scendeva nella cripta. Inoltre sono stati ritrovati: l'antico frantoio dei monaci benedettini, in marmo rosso di Verona e una lastra marmorea d'epoca bizantina raffigurante una croce intrecciata sulla quale sono posati due uccellini.[10]
  • Altri luoghi di culto di particolare interesse storico-architettonico sono le chiese di Prugno, di Rivacciòla e le pievi di Settefonti (restaurata nel primo decennio del XXI secolo) e di Sant'Apollinare, con annesso il campanile romanico (quest'ultima situata al confine con il Comune di Palazzuolo sul Senio, 8 km a sud di Casola).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2013 la popolazione straniera residente era di 211 persone (7,9% della popolazione residente). Le nazionalità maggiormente rappresentate, in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente, erano:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Casola Valsenio sono presenti nove parrocchie facenti parte della Diocesi di Imola: Casola Valsenio (principale), S. Apollinare in Castel Pagano, Baffadi, Budrio-Petroso, Prugno, Renzuno-Bianco, Rivacciòla, S. Ruffillo e Valsenio, fra i cui parroci si ricorda il priore don Lorenzo Costa, che fu anche scrittore, nonché confessore di Alfredo Oriani.

Il Santuario della Rivacciola è uno dei principali luoghi di devozione mariana della valle del Senio. L'immagine, un bianchetto in terracotta, era collocata originariamente in una celletta presso il fiume. Dal 1748, secondo la tradizione, le grazie concesse dall'immagine divennero numerose. Sul luogo è stato edificato il santuario. È invocata per le guarigioni da infermità. La sua ricorrenza cade la terza domenica di settembre.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca comunale, che ha un patrimonio di 14.000 volumi, conserva due lasciti di personalità che hanno dato lustro a Casola Valsenio: il fondo "Giuseppe Pittano" (ovvero la biblioteca personale del grande studioso di linguistica) ed il fondo "Augusto Rinaldi Ceroni" (oltre 200 volumi di storia locale).

Mezzi d'informazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Dal 1988 al 1990 Casola ha ospitato la sede dell'emittente locale Antenna 306.
  • A partire dagli anni '60 sono stati pubblicati diversi periodici, a diffusione esclusivamente locale, con lo scopo di promuovere il confronto e il dibattito politico-culturale: si segnalano in particolare "Il Compagno" (1973-1976), "Il Senio" (1982-1991), "AltaValle" (1999-2002).
  • Il mensile casolano Lo Specchio, è stato pubblicato ininterrottamente dal 1967 al 1995. Nel 1997 ha ripreso le pubblicazioni con la nuova testata Lo Spekkietto

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1993 si sono tenuti a Casola diversi «Incontri nazionali (ed internazionali) di speleologia»: «Nebbia» nel 1993, «Le Speleologie» nel 1995, «Speleopolis» nel 1997, «Millennium» nel 1999, «Scarburo!» nel 2006, (che ha registrato la presenza di 2850 partecipanti); «Geografi del Vuoto» nel 2010, dove si è raggiunta la quota di 3856 partecipanti. Durante questo evento, la Società Speleologica Italiana, ha riconosciuto Casola Valsenio, come "Speleopolis - Città Amica degli Speleologi", titolo che è stato affisso nelle entrate principali del paese. Nell'ottobre 2013 si è svolta «Underground», che ha registrato 3.539 partecipanti. Illustre ospite è stato lo speleologo Jean-Marie Chauvet, famoso scopritore della Grotta Chauvet. Nel novembre 2018 si è svolta "Nuvole" che ha registrato 3640 partecipanti[12].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è attraversato dalla Strada provinciale 306R "Casolana Riolese", principale via di comunicazione da una parte, verso la pianura (e la Via Emilia) e, dall'altra, verso la Toscana.

Casola Valsenio non è attraversata dalla linea ferroviaria. I trasporti su rotaia verso la Toscana viaggiano lungo la linea transappenninica Faentina.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci dal 1946[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1951 Filippo Pirazzoli PCI (Lista PCI-PSI-Indipendenti) Sindaco
1951 1958 Domenico Fiorentini PCI (Lista PCI-PSI-Ind.) Sindaco Rieletto Sindaco nelle elezioni del 1956, resta in carica fino al 1958
1958 1976 Amleto Rossini PCI (Lista PCI-PSI-Ind., poi PCI-PSIUP-Ind.) Sindaco È rieletto Sindaco nelle elezioni del 1960, 1964, 1970, 1975. Mantiene l'incarico fino al 1976.
1976 1990 Gianpaolo Sbarzaglia PCI (Lista PCI-PSI-Ind., poi PCI-Ind.) Sindaco Dopo l'elezione nel 1976, è rieletto Sindaco nelle elezioni del 1980 e del 4 giugno 1985
4 giugno 1990 23 aprile 1995 Franco Tronconi PSI (Pentapartito) Sindaco
24 aprile 1995 13 giugno 1999 Marino Fiorentini PRC (Lista di centrosinistra) Sindaco È il primo Sindaco eletto direttamente dai cittadini
14 giugno 1999 7 giugno 2009 Giorgio Sagrini DS, poi PD
(Lista di centrosinistra)
Sindaco Confermato il 15 giugno 2004.
8 giugno 2009 26 maggio 2019 Nicola Iseppi PD (Lista di centrosinistra) Sindaco Confermato il 26 maggio 2014
27 maggio 2019 in carica Giorgio Sagrini PD (Lista di centrosinistra) Sindaco

Unioni di comuni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Casola Valsenio ha fatto parte fino al 2009 della Comunità montana Appennino Faentino. Dal 2009 al 2011 ha fatto parte dell'Unione dei comuni di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme e dal 1º gennaio 2012 è parte dell'Unione della Romagna Faentina.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nel comune la società di calcio A.C. Casola Valsenio, che ha disputato campionati dilettantistici regionali.[14]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ Casola Valsenio 1216-2016, «Il nuovo Diario-Messaggero», 3 settembre 2016, pp. 27-29.
  3. ^ «Il nuovo Diario-Messaggero», 19 settembre 2015, p. 24.
  4. ^ il Resto del Carlino, Maltempo, Casola: il campo da calcio frana nel fiume Senio - il Resto del Carlino, su ilrestodelcarlino.it, 25 febbraio 2015. URL consultato il 23 agosto 2016.
  5. ^ Istituzioni decorate di croce di guerra (al valor militare), su istitutonastroazzurro.it.
  6. ^ La storia, su comune.casolavalsenio.ra.it.
  7. ^ Sito ufficiale, su fondazionecasadioriani.it. URL consultato il 25 maggio 2018.
  8. ^ I dintorni di Casola Valsenio [collegamento interrotto], su casolavalsenio.racine.ra.it. URL consultato il 23 maggio 2015.
  9. ^ Chiara Guarnieri (Soprintendenza Archeologica dell'Emilia-Romagna), Il nuovo Diario-Messaggero, 22 settembre 2012. Pag. 22.
  10. ^ Andrea Bertozzi, Valsenio, l'abbazia pronta a svelare i suoi antichi tesori, in Il nuovo Diario-Messaggero, 8 febbraio 2014.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ NUVOLE Casola 2018: raduno internazionale speleo 1-4 novembre, su comune.casolavalsenio.ra.it. URL consultato il 21 novembre 2018.
  13. ^ L'originaria Comunità AGD, confluita nel 2017 nella Comunità Elan, era composta da 8 comuni: Chamboret, Chaptelat, Couzeix, Le Buis, Nantiat, Nieul, Saint-Jouvent e Thouron
  14. ^ Sito tuttocampo

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN147315596 · GND (DE16072726-1
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