Casola Valsenio

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Casola Valsenio
comune
Casola Valsenio – Stemma Casola Valsenio – Bandiera
Casola Valsenio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Ravenna-Stemma.png Ravenna
Amministrazione
Sindaco Nicola Iseppi (centrosinistra) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 44°13′N 11°37′E / 44.216667°N 11.616667°E44.216667; 11.616667 (Casola Valsenio)Coordinate: 44°13′N 11°37′E / 44.216667°N 11.616667°E44.216667; 11.616667 (Casola Valsenio)
Altitudine 195 m s.l.m.
Superficie 84,42 km²
Abitanti 2 614[1] (31-12-2015)
Densità 30,96 ab./km²
Frazioni Baffadi, Mercatale, Sant'Apollinare, Valsenio, Zattaglia
Comuni confinanti Borgo Tossignano (BO), Brisighella, Castel del Rio (BO), Fontanelice (BO), Palazzuolo sul Senio (FI), Riolo Terme
Altre informazioni
Cod. postale 48032
Prefisso 0546
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 039005
Cod. catastale B982
Targa RA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti casolani
Patrono santa Lucia da Siracusa
Giorno festivo 13 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casola Valsenio
Casola Valsenio
Posizione del comune di Casola Valsenio nella provincia di Ravenna
Posizione del comune di Casola Valsenio nella provincia di Ravenna
Sito istituzionale

Casola Valsenio (Chèsla in romagnolo) è un comune italiano di 2.614 abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Sopra

Dalla fondazione al XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo nasce nel 1216, in conseguenza della distruzione da parte dei faentini del castello di Casola, che sorgeva nella collina soprastante. Ma la valle risulta abitata in epoche molto precedenti. Sono stati rinvenuti resti archeologici che testimoniano la presenza di insediamenti etruschi, gallici e romani.

Veduta aerea del centro storico

Nell'anno Mille, a tre km. a nord dell'attuale insediamento di Casola, viene fondata l'Abbazia benedettina di Valsenio, dalla quale partì una vasta opera di bonifica agraria con l'estensione dei terreni coltivati e l'introduzione della coltivazione del castagno. Originaria dell'alta valle del Senio è la famiglia Pagani, dalla quale discende quel Maghinardo Pagani (ante 1243-1302), citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia come "il lioncel dal nido bianco, che muta parte da la state al verno", che ebbe un grande ruolo nelle vicende politiche e militari della Romagna del XIII secolo.

Nel 1424 Casola giurò fedeltà al Duca di Milano Filippo Maria Visconti, per passare nuovamente ai Manfredi di Faenza, quindi a Girolamo Riario e Caterina Sforza, signori di Imola e Forlì e, infine, al duca "Valentino" Cesare Borgia. Nel XV secolo si affermò il ruolo dei Ceroni, tanto che si diffuse presso i paesi vicini il soprannome di "Ceronesi" per gli abitanti di Casola. Nel 1523 accadde un episodio di cui si conserva tuttora il ricordo. Il 27 ottobre truppe imolesi, comandate da Guido Vaini e dal capitano di ventura Ramazzotto Ramazzotti, attaccarono Casola, distruggendo 80 case. I Ceronesi si asserragliarono nella rocca della famiglia Ceroni che sovrastava il paese. Il giorno dopo (28 ottobre) furono respinti. Gli abitanti, guidati da Raffaello Brunori Ceroni, fecero rotolare dal monte botti piene di sassi sugli assalitori, disperdendoli. L'evento è oggi ricordato come la «Battaglia delle botti».

Nel 1563 si schierano contro i Ceroni il Granduca di Toscana, Cosimo de' Medici e il Papa Pio IV che, con oltre 5.000 uomini, distrussero beni e proprietà legate ai Ceronesi.

XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'occupazione napoleonica emerge la figura di Giovanni Soglia Ceroni (1779-1856). Nominato Cardinale da Papa Gregorio XVI, divenne Segretario di Stato di Papa Pio IX. Si deve a lui l'ampliamento del territorio comunale, che fu esteso ad est fino al torrente Sintria. Furono ripristinati i confini precedenti all'occupazione francese[2]. Il cardinale inoltre promosse la costruzione dei conventi delle Suore Maestre di Santa Dorotea e dei Frati francescani.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Via G. Matteotti e la Torre dell'Orologio

Anche Casola subì le violenze dei fascisti, che nel gennaio 1922 assassinarono, nella piazza che oggi porta il suo nome, il dirigente socialista Luigi Sasdelli.

La Seconda guerra mondiale si abbatté su Casola e la valle del Senio nell'ottobre 1944. Nella zona erano già operanti le formazioni partigiane organizzate nella 36ª Brigata Garibaldi "Alessandro Bianconcini". Casola divenne teatro di violenti e sanguinosi scontri tra gli Alleati, impegnati nello sfondamento della Linea Gotica, e l'esercito tedesco. I luoghi dei combattimenti più aspri - che provocarono migliaia di morti - furono Monte Cece e Monte Battaglia.

L'offensiva finale fu sferrata nell'aprile 1945. La valle del Senio fu liberata dal Gruppo di Combattimento "Friuli", inquadrato nel X° Corpo d'Armata britannico. Per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana, Casola Valsenio fu insignita della Croce di Guerra al Valor Militare.

Nel dopoguerra iniziò una faticosa opera di ricostruzione, segnata da profondi cambiamenti sociali ed economici resi più drammatici dal fenomeno, comune a gran parte degli Appennini centro-settentrionali, dello spopolamento delle aree rurali.
Negli anni '70 e '80 si sono gettate le basi per un nuovo sviluppo fondato sull'integrazione tra agricoltura specializzata e di qualità, turismo e valorizzazione delle emergenze naturali e ambientali del territorio.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Casola Valsenio è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione.

Vivaio di fieri cittadini animati da profondo amor patrio ed ardente desiderio di libertà, coraggiosamente sostenne e alimentò la lotta contro il nemico oppressore. Sopportò con fermezza sacrifici e distruzioni, offrendo alla causa della Resistenza dolori, sangue e lutti”.

Con questa motivazione e in esecuzione del Decreto del Presidente della Repubblica, domenica 3 novembre 1985, nell’ambito della Festa dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate, in piazza del Popolo a Ravenna è stata consegnata al Comune di Casola Valsenio la Croce al Valore Militare per il contributo dato alla lotta partigiana.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Emergenze naturali e ambientali[modifica | modifica wikitesto]

  • Il territorio comunale, a nord, è attraversato dalla Vena del Gesso Romagnola, una spettacolare e imponente dorsale rocciosa che taglia trasversalmente le vallate che dall'Appennino scendono verso la pianura. Su questa area, che si estende tra le province di Ravenna e Bologna, la Regione Emilia-Romagna con legge 21/2/2005 n.10 ha istituito il Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola su una superficie complessiva di ha 2.042.
  • Immediatamente fuori dal paese, lungo la strada provinciale che collega Casola Valsenio a Fontanelice, si può visitare il Giardino delle Erbe "Augusto Rinaldi Ceroni". Il Giardino delle erbe – di proprietà della Regione Emilia-Romagna – è stato inaugurato nel 1975 ed è intitolato al suo fondatore Augusto Rinaldi Ceroni. Si sviluppa su una superficie di 4 ettari, con una struttura a gradoni, dove sono coltivate circa 450 diverse specie ed essenze officinali. Il Giardino, che fa parte del circuito  Museale della provincia di Ravenna, svolge un’importante funzione di conoscenza, valorizzazione e divulgazione della coltivazione e dell’uso delle piante officinali.

Patrimonio storico-architettonico[modifica | modifica wikitesto]

  • Vi si trova la Villa Il Cardello, antica foresteria dell'Abbazia di Valsenio (risalente al XII secolo) nonché casa del famoso poeta e scrittore Alfredo Oriani, dove morì il 18 ottobre 1909. Oggi l'abitazione, monumento nazionale, è adibita a casa-museo dello scrittore; l'edificio è proprietà della Fondazione Casa di Oriani.
  • La Rocca medievale di [1]Monte Battaglia risalente al XII sec., è posta sulla somminità dell'omonimo monte, a 715 m s.l.m., nello spartiacque tra le vallate del Senio e del Santerno. Nella sua lunga storia è stata teatro di aspre contese e battaglie, da quella tra Goti e Bizantini nel VI secolo, fino ai drammatici e sanguinosi combattimenti del 1944 (dal 24 settembre all'11 ottobre), durante la seconda Guerra Mondiale. Luogo di memoria degli eventi bellici e della Guerra di Liberazione nazionale, la Rocca di Monte Battaglia è stata sottoposta a un'intensa opera di ripristino e restauro durante negli anni '80 del XX sec,

Abbazie e pievi del territorio casolano[modifica | modifica wikitesto]

L'Appennino casolano tra Romagna e Toscana
  • Abbazia di San Giovanni Battista in Valsenio. Fondata intorno all'anno Mille dai benedettini, fu in origine un monastero. La comunità si sciolse nel XV secolo. Il complesso monastico, l'edificio più antico dell'alta valle del Senio, conserva l'aspetto tipico delle chiese romaniche maggiori: struttura a tre navate con abside semicircolare[3]. La chiesa è stata interessata da una campagna di scavo, avvenuta nel 2009, volta a recuperarne l'aspetto originario. Sono state riscoperte le vestigia della primitiva costruzione, databile tra tardo antico ed alto Medioevo: è stato rinvenuto il pavimento; inoltre sono state scoperte le fondazioni di due grandi colonne pilastrate, attribuibili anch'esse a una fase antica. Ciò ha fatto pensare all'esistenza di un ambiente sotterraneo, ancora più antico della chiesa fondata dai benedettini, di cui era ignota l'esistenza. Si è resa così necessaria una seconda campagna di scavi, avvenuta nel 2011.[4] Grazie al lavoro archeologico è stata riportata alla luce l'originaria cripta, risalente al VII secolo, ritrovata al di sotto dell'abside attuale. La pavimentazione si è presentata in lastre di pietra calcarea. È stata in parte rinvenuta anche la scala originale dalla quale si scendeva nella cripta. Inoltre sono stati ritrovati: l'antico frantoio dei monaci benedettini, in marmo rosso di Verona e una lastra marmorea d'epoca bizantina raffigurante una croce intrecciata sulla quale sono posati due uccellini.[5]
  • Altri luoghi di culto di particolare interesse storico-architettonico sono le chiese di Prugno, di Rivacciòla e le pievi di Settefonti (restaurata nel primo decennio del XXI secolo) e di Sant'Apollinare, con annesso il campanile romanico (quest'ultima situata al confine con il Comune di Palazzuolo sul Senio, a 9 km da Casola).

Gli eventi atmosferici del 2011[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 luglio 2011 alle ore 17:05 due fulmini hanno colpito il campanile della chiesa S. Maria Assunta, distruggendo un angolo del tetto e facendo saltare il quadro elettrico per la funzione delle campane. I detriti hanno invaso una parte della strada principale, rovinando auto, finestre, un'abitazione (rompendo un pannello fotovoltaico) e mettendo in serio pericolo la sacrestia della chiesa. Metà paese è rimasto senza luce fino a tarda sera. I danni provocati dal fulmine si aggirano sui 50 mila euro. Nel settembre 2012 hanno preso il via i lavori di manutenzione straordinaria del campanile colpito e il ripristino completo delle campane. Tale manutenzione si è conclusa nel dicembre 2012. Nella primavera 2013 sono stati eseguiti i lavori di rinnovo del tetto della parrocchia e della canonica.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2013 la popolazione straniera residente era di 211 persone (7,9% della popolazione residente). Le nazionalità maggiormente rappresentate, in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente, erano:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Casola Valsenio sono presenti nove parrocchie facenti parte della Diocesi di Imola: Casola Valsenio (principale), S. Apollinare in Castelpagano, Baffadi, Budrio-Petroso, Prugno, Renzuno-Bianco, Rivacciòla, S. Ruffillo e Valsenio, fra i cui parroci si ricorda il priore don Lorenzo Costa, che fu anche scrittore, nonché confessore di Alfredo Oriani.

Il Santuario della Rivacciola è uno dei principali luoghi di devozione mariana della valle del Senio. L'immagine, un bianchetto in terracotta, era collocata originariamente in una celletta presso il fiume. Dal 1748, secondo la tradizione, divennero numerose le grazie concesse dall'immagine. Sul luogo è stato edificato il santuario. È invocata per guarigioni da infermità. La sua ricorrenza cade la terza domenica di settembre.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca comunale, che ha un patrimonio di 14.000 volumi, conserva due lasciti di personalità che hanno dato lustro a Casola Valsenio: il fondo "Giuseppe Pittano" (ovvero la biblioteca personale del grande studioso di linguistica) ed il fondo "Augusto Rinaldi Ceroni" (oltre 200 volumi di storia locale).

Mezzi d'informazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Dal 1988 al 1990 Casola ha ospitato la sede dell'emittente locale Antenna 306.
  • A partire dagli anni '60 sono stati pubblicati diversi periodici, a diffusione esclusivamente locale, con lo scopo di promuovere il confronto e il dibattito politico-culturale: si segnalano in particolare "Il Compagno" (1973-1976), "Il Senio" (1982-1991), "AltaValle" (1999-2002).
  • Il mensile casolano Lo Specchio, è stato pubblicato ininterrottamente dal 1967 al 1995. Nel 1997 ha ripreso le pubblicazioni con la nuova testata Lo Spekkietto

Persone legate a Casola Valsenio[modifica | modifica wikitesto]

In ordine cronologico:

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Principali manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le manifestazioni più importanti sono quelle legate alle erbe e piante officinali e ai "frutti dimenticati", con la riscoperta di antiche ricette.

Composizione di Frutti dimenticati
  • Festa dei Frutti Dimenticati: nata nel 1991, è una manifestazione che attira ogni anno un pubblico numeroso e si tiene il secondo e terzo fine settimana di ottobre. Gli agricoltori casolani presentano e commercializzano, sia al naturale che lavorati, i piccoli frutti autunnali, come azzeruole, giuggiole, cotogni, pere volpine, mele della rosa, nespole, avellane, sorbe e corbezzoli.
    La Festa dei Frutti Dimenticati
    Frutti che rappresentavano l'alimentazione quotidiana della popolazione contadina, oggi scomparsi o caduti in disuso con l'introduzione del consumo di massa. La festa casolana li recupera sia dal punto di vista culturale, con conferenze, sia da quello materiale, con addobbi delle bancarelle in tema e ricostruzioni del mondo contadino tradizionale. L'interesse gastronomico è arricchito da un concorso di marmellate e liquori e da piatti che utilizzano i frutti dimenticati sia in modo tradizionale che moderno, mantenendo, in ogni caso, integro il loro potere evocativo.

Dal 2012, la Festa dei Frutti Dimenticati si svolge anche nel secondo fine settimana di ottobre, che era dedicato esclusivamente alla «Festa del Marrone di Casola», un prodotto pregiato dell'Appennino ravennate, concentrato nelle vallate del Senio, del Sintria e del Lamone dove vengono coltivati oltre 400 ettari di castagneti da frutto. Dal 2012 la Festa dei Frutti Dimenticati ha dunque assunto la denominazione "Festa dei Frutti Dimenticati e del Marrone di Casola".

  • Erbeinfiore: l'ultimo fine settimana di maggio, nel periodo della maggior fioritura, il Giardino delle Erbe "Augusto Rinaldi Ceroni" propone due giornate nelle quali si alternano visite guidate, conferenze e laboratori per conoscere e utilizzare i fiori officinali.
    Il Giardino delle Erbe "Augusto Rinaldi Ceroni"
    Negli spazi del Giardino delle Erbe si tiene anche un mercatino con esposizione e commercializzazione, sia al naturale che lavorati, di fiori utilizzati in cucina e per il benessere del corpo.
  • Nelle serate dei venerdì, tra giugno e luglio, il centro storico di Casola Valsenio, ospita i Mercatini di CasolAromatica, che sono l'evoluzione dei «Mercatini Serali delle Erbe», nati nel 1982.
Una bancarella del Mercatino serale delle Erbe

Le bancarelle dei Mercatini di CasolAromatica propongono erbe e essenze, prodotti tipici del territorio, street food con stuzzicherie e assaggi di prodotti alle erbe e della tradizione, aperitivi con fiori eduli, vini e birra artigianale. I Mercatini di CasolAromatica sono animati da musica di strada, dibattiti, conferenze, dimostrazioni e laboratori.

I marroni di Casola Valsenio
  • A partire dal 1993 si sono tenuti a Casola diversi «Incontri nazionali (ed internazionali) di speleologia»: «Nebbia» nel 1993, «Le Speleologie» nel 1995, «Speleopolis» nel 1997, «Millennium» nel 1999, «Scarburo!» nel 2006, (che ha registrato la presenza di 2850 partecipanti); «Geografi del Vuoto» nel 2010, dove si è raggiunta la quota di 3856 partecipanti. Durante questo evento, la Società Speleologica Italiana, ha riconosciuto Casola Valsenio, come "Speleopolis - Città Amica degli Speleologi", titolo che è stato affisso nelle entrate principali del paese. Nell'ottobre 2013 si è svolta «Underground», che ha registrato 3.539 partecipanti. Illustre ospite è stato lo speleologo Jean-Marie Chauvet, famoso scopritore della Grotta Chauvet.

Altre manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa di Primavera e dei Carri di Pensiero (antica Festa di Mezza Quaresima, nata nel 1891)

È una manifestazione dedicata alle allegorie in movimento. Protagonisti sono tre grandi carri allegorici costruiti con legno, "grisoli", ferro e gesso, "popolati" da personaggi simbolici che, uniti al carro, creano un'immagine allegorica. La sfilata si svolge il 25 aprile di ogni anno. Dal 2007, i carri sfilano anche di notte, nella serata del sabato successivo. La Festa risale alla fine del XIX secolo ed affonda le sue radici nella tradizione romagnola della Segavecchia e della "Mezzaquaresima".

  • Casola è una favola

Nei fine settimana di luglio e agosto, nel centro storico casolano, si svolge una rassegna di teatro ragazzi, con la partecipazione di compagnie provenienti da tutta Italia.

  • Fiera di Valsenio

La prima domenica di maggio, nei pressi dell'Abbazia di Valsenio, si svolge una fiera di bestiame, dedicata ai bovini di razza Romagnola. La Fiera è un punto di riferimento per gli allevatori della valle del Senio.

Sale e strutture per eventi culturali[modifica | modifica wikitesto]

Le sedi delle manifestazioni che si svolgono in paese, organizzate dal Comune, dalla Pro Loco, dalle associazioni culturali e di volontariato e dalla comunità cattolica, sono le seguenti:

  • Cinema-Teatro Senio
  • Sala Polivalente "I Vecchi Magazzini"
  • Sala Polivalente "Don Elviro Guidani"
  • Sala "Nolasco Biagi" (Biblioteca comunale "Giuseppe Pittano")
  • Sala "Luisa Pifferi" (Il Cardello - casa Oriani)
  • Sala Azzurra (Municipio)
  • Sala dello Sport (Campo Sportivo Nuovo)
  • Teatrino Parrocchiale (Parrocchia)
  • Centro Policulturale "Le Medie"
  • Centro Giovanile Parrocchiale "Don Giancarlo Menetti"

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1951 Filippo Pirazzoli PCI (Lista PCI-PSI-Indipendenti) Sindaco
1951 1957 Domenico Fiorentini PCI (Lista PCI-PSI-Ind.) Sindaco
1957 1976 Amleto Rossini PCI (Lista PCI-PSI-Ind., poi PCI-PSIUP-Ind.) Sindaco
1976 1990 Gianpaolo Sbarzaglia PCI (Lista PCI-PSI-Ind., poi PCI-Ind.) Sindaco
4 giugno 1990 23 aprile 1995 Franco Tronconi PSI (Pentapartito) Sindaco
24 aprile 1995 13 giugno 1999 Marino Fiorentini PRC (Lista di centrosinistra) Sindaco
14 giugno 1999 2009 Giorgio Sagrini DS, poi PD
(Lista di centrosinistra)
Sindaco Confermato nel 2004.
2009 in carica Nicola Iseppi PD (Lista di centrosinistra) Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Casola Valsenio ha fatto parte fino al 2009 della Comunità montana Appennino Faentino. Dal 2009 al 2011 ha fatto parte dell'Unione dei comuni di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme e dal 1º gennaio 2012 è parte dell'Unione della Romagna Faentina.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'Associazione Calcio Casola Valsenio che milita nel girone P di 2ª Categoria dell'Emilia-Romagna. I colori sociali sono il blu ed il bianco.

Il campo di calcio, intitolato a "Enea Nannini", un giovane partigiano casolano caduto in combattimento nel 1944, sorgeva nel centro abitato ma per caratteristiche e dimensioni era ormai inadeguato ad ospitare le attività della prima squadra e delle altre squadre di calcio. L'Amministrazione comunale, dopo il 1985, progettò un nuovo impianto da realizzare in un'area a sud del paese, nel fondo Olmatelli, sul fondovalle che sovrasta il sottostante corso del fiume Senio. Qui, dove si è sviluppata l'attività dell' Associazione Calcio Casola Valsenio, sono stati realizzati importanti investimenti per la qualificazione dell'impianto, come il collegamento ciclo-pedonale con il paese, la copertura delle tribune, fino all'installazione nel settembre 2014 di 4 torri faro per l'illuminazione del campo. Poi, alle ore 8.00 del mattino del 25 febbraio 2015 - dopo giorni di piogge intense e incessanti - metà del campo è improvvisamente e rovinosamente franata a valle[8]. Per fortuna in quel momento non si stavano svolgendo né partite né allenamenti. L'accaduto ha destato enorme impressione in paese e in tutta la Regione, sia per le sue dimensioni sia perché il campo da calcio era frequentato da tutti i casolani, essendo un punto di aggregazione sociale, oltre che sportivo. Ora, l'impegno dell'Amministrazione comunale e di tutta la comunità casolana, è di operare per restituire all'Associazione Calcio Casola Valsenio e ai giovani casolani un nuovo e adeguato impianto sportivo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ «Nuovo Diario-Messaggero», 19 settembre 2015, p. 24.
  3. ^ I dintorni di Casola Valsenio, casolavalsenio.racine.ra.it. URL consultato il 23 maggio 2015.
  4. ^ Chiara Guarnieri (Soprintendenza Archeologica dell'Emilia-Romagna), Il nuovo Diario-Messaggero, 22 settembre 2012. Pag. 22.
  5. ^ Andrea Bertozzi, Valsenio, l'abbazia pronta a svelare i suoi antichi tesori, in Il nuovo Diario-Messaggero, 8 febbraio 2014.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Comunità composta da 8 comuni: Chamboret, Chaptelat, Couzeix, Le Buis, Nantiat, Nieul, Saint-Jouvent e Thouron
  8. ^ il Resto del Carlino, Maltempo, Casola: il campo da calcio frana nel fiume Senio - il Resto del Carlino, ilrestodelcarlino.it, 25 febbraio 2015. URL consultato il 23 agosto 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN147315596