Solarolo

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Solarolo
comune
Solarolo – Stemma Solarolo – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Ravenna-Stemma.svg Ravenna
Amministrazione
SindacoStefano Briccolani (lista civica) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate44°22′N 11°51′E / 44.366667°N 11.85°E44.366667; 11.85 (Solarolo)Coordinate: 44°22′N 11°51′E / 44.366667°N 11.85°E44.366667; 11.85 (Solarolo)
Altitudine25 m s.l.m.
Superficie26,04 km²
Abitanti4 469[1] (31-5-2019)
Densità171,62 ab./km²
FrazioniCasanola, Castel Nuovo, Felisio, Gaiano, San Mauro
Comuni confinantiBagnara di Romagna, Castel Bolognese, Cotignola, Faenza, Imola (BO)
Altre informazioni
Cod. postale48027
Prefisso0546
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT039018
Cod. catastaleI787
TargaRA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantisolarolesi
Patronosan Sebastiano
Giorno festivo20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Solarolo
Solarolo
Solarolo – Mappa
Posizione del comune di Solarolo nella provincia di Ravenna
Sito istituzionale

Solarolo (Slarôl in romagnolo) è un comune italiano di 4 469 abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Solarolo fu abitato fin dalla preistoria. Nella campagna solarolese è stato rinvenuto un villaggio dell'Età del Bronzo. Il sito occupava l'area di sette ettari e fu abitato per un periodo di tempo ragguardevole: quattro secoli, dal 1600 al 1200 a.C. Nel villaggio visse una comunità numerosa, stimata in 400-500 persone, dedite all'allevamento dei bovini e alla coltivazione dei cereali (frumento, orzo, avena e miglio)[2]. Il sito custodisce uno dei più vasti e ricchi patrimoni archeologici della Romagna. Le campagne di scavo sono iniziate nel 2006[3][4].

Sono stati rinvenuti altri reperti risalenti all'Età del Ferro.

Appartengono al periodo romano invece la settantina di villae (ovvero insediamenti rurali) rinvenute, che hanno restituito marmi, tessere di mosaico, intonaci e dipinti e una lapide funeraria del I secolo a.C. appartenente a cittadini della tribù Pollia.

Medioevo ed Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Solarolo è menzionato per la prima volta l'8 luglio 993 come nome di un fundus.[5] Bisogna attendere il 1138 per leggere del castrum Solarolii (cioè di un centro fortificato), andato distrutto in quell'anno dai Faentini nella lotta per la supremazia territoriale del territorio tra i fiumi Santerno e Senio. Il castrum viene poi ricostruito nel 1341 durante il periodo di dominazione bolognese, protrattosi sino al 1411, quando il paese ritorna in possesso dei Manfredi di Faenza.[6]

Le alterne vicende dei primi anni del XVI secolo, a seguito dell'occupazione di Cesare Borgia, portano Solarolo a uscire dall'orbita faentina, essendo "il Castello con le sue ville" concesso in pegno ai Gonzaga nel 1514; due anni dopo inizia il reale dominio della Casa di Mantova che si protrae fino al 1573, con l'intermezzo del governo diretto di Isabella d'Este (1529 - 1539).

Solarolo dal 1574 diviene "Governo di Consulta", cioè Comunità autonoma presieduta da un governatore nominato da Roma, facente parte della Legazione di Romagna.[7] Nei due secoli che porteranno allo scadere del Settecento, politicamente stabili, si può rimarcare il generalizzato fermento dovuto alle confraternite locali, alle quali è da attribuire anche l'erezione, o ristrutturazione, di edifici di culto: Chiesa del Rosario (1588), Santuario della Beata Vergine della Salute (1731-1736) e Oratorio dell'Annunziata (1743); gli ultimi due sono ancora esistenti. Verso la metà del Seicento viene soppresso, dopo 130 anni circa di vita, il conventino dei Serviti, situato fuori dal Castello, detto "di San Sebastiano" e dal quale proviene il culto al Santo patrono del Paese (assieme a San Rocco). Altra presenza di rilievo era l'Ospedale, eretto intorno al 1400 e attivo fino al 1798 circa.

Dal 1810 al 1814, Solarolo vive un breve periodo sotto il dominio del comune di Castel Bolognese, dal quale si stacca nel 1815, divenendo, poi, nel 1816 governatorato della Legazione apostolica di Ravenna, fino a risultare Podesteria del signore di Castel Bolognese dal 1827. Con il plebiscito del 1860, Solarolo entra a far parte del Regno di Sardegna, che l'anno dopo diverrà Regno d'Italia.

Dal XX secolo ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo della Seconda guerra mondiale Solarolo vive i momenti di maggiore paura tra il settembre 1944 e l'aprile 1945. Tra i caduti civili si ricordano quelle dell'eccidio di ponte Felisio (2 settembre 1944), vittime di una rappresaglia, e quelle della Torre della Rocca (10 aprile 1945), minata dai tedeschi. Le truppe polacche, facenti parte dell’esercito di liberazione alleato, entrarono in Solarolo l'11 aprile 1945 liberando la cittadina.

Onorificenze alla città[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 gennaio 2012 lo stemma del comune di Solarolo è stato insignito della Medaglia d'argento al merito civile, in memoria dei caduti per la libertà della seconda guerra mondiale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose

I principali monumenti religiosi del territorio sono il Santuario della Beata Vergine della Salute (costruito nella prima metà del XVIII secolo) e l'Oratorio dell'Annunziata. Nel 1736 fu collocata dentro il Santuario la sacra immagine della Vergine che viene celebrata ogni anno nella Festa dell'Ascensione.

Architetture militari

A Solarono sono ancora ben conservate le Mura Manfrediane e la Porta del Castello.

Altri monumenti

Di particolare interesse il bassorilievo marmoreo, raffigurante la Madonna col Bambino, conservato nella Sala del Consiglio Comunale. L'opera, risalente alla metà del XV secolo, è stata recentemente attribuita ad Andrea del Verrocchio.[8]

In occasione della Giornata FAI di Primavera 2013, il Comune ha reso accessibili: il rilievo marmoreo della Madonna con Bambino, l'Oratorio dell'Annunziata, il santuario intitolato alla Madonna della Salute ed il sito archeologico dell'Età del Bronzo di via Ordiere[9].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009[senza fonte] la popolazione straniera residente era di 469 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Solarolo sono presenti sette parrocchie facenti parte di due diocesi diverse:

Il principale luogo di devozione mariana è il Santuario della Beata Vergine della Salute. La Madonna della Salute viene festeggiata in occasione dell'Ascensione. Nata nel 1730, è la festa religiosa più importante per la comunità solarolese.

La «Madonna di Solarolo» è un'antica scultura della Vergine in marmo di Carrara. Per secoli fu visibile nella Rocca cittadina. Sepolta tra le macerie della Torre civica, minata dai tedeschi in fuga alla fine della Seconda guerra mondiale, fu ritrovata pressoché intatta alla metà degli cinquanta. Da allora è collocata nel salone del consiglio comunale. Nel 2004 è stata attribuita con certezza ad Andrea del Verrocchio dal professor Francesco Caglioti[11].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Civico della SS. Annunziata - Allestito nel nuovo Palazzo comunale, conserva la raccolta di opere pittoriche del Comune. La maggior parte di esse provengono dall'antico oratorio dell'Annunziata.

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • «Sagra della Polenta e biso'» (terzo fine settimana di gennaio)
  • «Festa dell'Ascensione» (come da calendario religioso, nei tre giorni precedenti l'ascensione), nata nel 1730 in occasione del trasferimento dentro le mura della targa ceramica devozionale della Beata Vergine della Salute, originariamente collocata in una celletta alla Collegiata. Secondo un'ormai collaudata tradizione, alla Festa sono presenti anche le delegazioni dei due comuni gemellati con Solarolo: Kirchheim am Ries (Germania) con la Banda, la birra e specialità gastronomiche, e Rhemes Notre Dame (Valle d'Aosta) con i prodotti tipici[12].
  • «Oktoberfest solarolese» (terzo fine settimana di settembre)
  • «Sagra del sabado'» (dolce con ripieno a base di castagna e bagnato nella saba), terzo fine settimana di novembre.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle dichiarazioni Irpef del 2011 (basate sui redditi del 2010) emerge che i solarolesi hanno dichiarato in media 19.492 euro. Rispetto al 2009 si registra un aumento del 6,2%, il più dei comuni del Faentino e uno dei più alti della Provincia[13].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Solarolo dal 1º gennaio 2012 fa parte dell'Unione dei comuni della Romagna Faentina.

Sindaci precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1985 13 giugno 1999 Umberto Mascanzoni Partito Comunista Italiano, poi PDS Sindaco Confermato il 1º giugno 1990
Confermato il 24 aprile 1995
14 giugno 1999 7 giugno 2009 Roberto Bezzi L'Ulivo (a guida DS), poi PD Sindaco Confermato il 14 giugno 2004
9 giugno 2009 26 maggio 2019 Fabio Anconelli «Cittadini per Solarolo» [Lista Civica di Centrosinistra] Sindaco Confermato il 25 maggio 2014
27 maggio 2019 in carica Stefano Briccolani «Cittadini per Solarolo» [Lista Civica di Centrosinstra] Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Cartello stradale indicante i due gemellaggi

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Solarolo.

Il ponte sul fiume Senio è l'infrastruttura più importante per la viabilità stradale. Fu realizzato in legno nel 1807. Collega il paese con il territorio faentino.
Solarolo è attraversata dalla linea ferroviaria Castelbolognese-Ravenna (aperta nel 1863) ed è dotata della propria stazione, servita da linee regionali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2019.
  2. ^ Un viaggio nell’età del Bronzo. Proposta didattica, su comune.solarolo.ra.it. URL consultato il 26 novembre 2016.
  3. ^ Gli scavi nell’abitato di via Ordiere a Solarolo (RA), su ipotesidipreistoria.unibo.it. URL consultato il 4 maggio 2012.
  4. ^ Solarolo nel II millennio a.C., su ungaretti.racine.ra.it. URL consultato il 4 maggio 2012.
  5. ^ Nell'Italia bizantina il territorio era organizzato in "fondi" (dal latino ''fundus, podere) e "masse" (un insieme di fondi con almeno una chiesa parrocchiale). Ogni massa comprendeva diversi fundi (poderi), tutti dello stesso proprietario.
  6. ^ La rocca, che si estendeva tra le attuali Piazza Garibaldi e Via Montale, fu quasi totalmente smantellata nei primi anni del XVIII secolo.
  7. ^ Solarolo fa capo quindi al Vice-legato residente in Ravenna, in prima istanza, e alle varie Congregazioni di Roma.
  8. ^ Massimo Ferretti, La scultura nel Quattrocento volume della serie «Storia delle arti figurative a Faenza», EDIT Faenza, 2011.
  9. ^ Solarolo. Quasi mille visitatori alle giornate del FAI, in Nuovo Diario Messaggero, 6 aprile 2013.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ «Il nuovo Diario-Messaggero, 3 ottobre 2019, pag. 21.
  12. ^ Pro Loco Solarolo, su Comune di Solarolo. URL consultato il 30 giugno 2015.
  13. ^ Fonte: Ministero delle Finanze.
  14. ^ a b Domenica 2 giugno saranno celebrati i venti anni dei gemellaggi con Kirchheim am Ries e Rhêmes-Notre-Dame, su Comune di Solarolo. URL consultato il 13 giugno 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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