Alfonsine

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Alfonsine
comune
Alfonsine – Stemma Alfonsine – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Ravenna-Stemma.png Ravenna
Amministrazione
Sindaco Mauro Venturi (PD) dal 06/06/2009
Territorio
Coordinate 44°30′22″N 12°02′28″E / 44.506111°N 12.041111°E44.506111; 12.041111 (Alfonsine)Coordinate: 44°30′22″N 12°02′28″E / 44.506111°N 12.041111°E44.506111; 12.041111 (Alfonsine)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 106,79 km²
Abitanti 12 184[1] (31-12-2014)
Densità 114,09 ab./km²
Frazioni Borgo Gallina, Borgo Seganti, Filo, Fiumazzo, Longastrino, Taglio Corelli, Villa Pianta
Comuni confinanti Argenta (FE), Bagnacavallo, Conselice, Fusignano, Lugo, Ravenna
Altre informazioni
Cod. postale 48011
Prefisso 0544
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 039001
Cod. catastale A191
Targa RA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 416 GG[2]
Nome abitanti alfonsinesi
Patrono Madonna delle Grazie
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alfonsine
Alfonsine
Posizione del comune di Alfonsine nella provincia di Ravenna
Posizione del comune di Alfonsine nella provincia di Ravenna
Sito istituzionale

Alfonsine (Agl'infulsén in romagnolo[3]) è un comune italiano di 12.184 abitanti[4] della provincia di Ravenna, in Emilia-Romagna.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Alfonsine si trova nella bassa Romagna, all'incrocio tra il fiume Senio e la Strada statale 16 Adriatica, in una zona fertile in cui l'agricoltura è molto presente, soprattutto la frutticoltura e la viticoltura.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Alfonsine.

Il clima si alterna a periodi determinati da quello Mediterraneo e altri da quello Continentale. Il mese in cui si registra la temperatura più alta è agosto, dove si raggiungono per più giorni i 38° con punte oltre i 40. Raramente si hanno temporali piuttosto intensi (7/8 nei 3 mesi estivi), che talvolta possono portare grandine. L'autunno è spesso condizionato molto spesso da venti di Bora di moderata intensità, alternati a giornate nebbiose. Già da inizio novembre le temperature sono prossime allo 0 nelle prime ore del giorno, per non superare i 20 gradi in quelle centrali.

In autunno è più facile imbattersi in scrosci di pioggia, che a contrario della stagione estiva possono durare anche giorni. Da metà novembre si possono avere le prime occasionali nevicate, che tuttavia, assumono quantità rilevanti solo da metà dicembre, quando le temperature raggiungono i -5°. I venti di Bora e Tramontana possono raggiungere i 40 km/h. Gennaio e febbraio sono mediamente i mesi più freddi: le temperature scendono fino a -8°, con nevicate frequenti e spesso copiose. Marzo segna la fine della stagione fredda: si possono avere ancora nevicate abbondanti, seguite da temperature che possono raggiungere i 18 gradi.

Nell'ultimo decennio, le precipitazioni si sono rivelate inferiori alle medie specialmente nelle stagione estiva. Non sono mancati periodi di siccità in cui la cittadina è stata costretta a un netto risparmio idrico. Negli ultimi tre inverni, la quantità di neve caduta è superiore ai livelli di quella compresa tra il 2002 ed il 2008. L'inverno 2012 in particolare ha riservato la nevicata più copiosa dal dopoguerra fino ai giorni nostri, con oltre 65 cm di neve al suolo. Si è trattato di un evento eccezionalmente raro, che ha creato difficoltà in tutta la cittadina (la provincia di Ravenna e l'intera Romagna) per oltre 10 giorni, con scuole e uffici pubblici molto spesso chiusi e strade per diversi giorni impraticabili.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Coesistono due principali ipotesi sulle origini del nome di Alfonsine: la prima, basata su documenti risalenti ai primi anni del Cinquecento, e più accreditata, si rifà ad Alfonso Calcagnini, che iniziò la bonifica di queste terre, che furono perciò chiamate "le Alfonsine" (terre di Alfonso): in dialetto romagnolo "agl'Infunsen"; la seconda (meno accreditata) si deve ad Antonio Polloni nella sua Toponomastica Romagnola (1966), in cui ipotizza che il toponimo le Alfonsine derivi da "fossa-æ", "canale, fossato scavato dall'uomo", e che solo in un secondo tempo - e per pura coincidenza - sarebbe stato influenzato dal nome di Alfonso Calcagnini.

Dalla fondazione al Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Alfonsine risalgono al 1464, quando il territorio di Fusignano, costituito prevalentemente da acquitrini e terre palustri, fu donato da Borso d'Este a Teofilo Calcagnini, che iniziò un'ingente opera di bonifica. Nel 1468 il Calcagnini cercò di ampliare il suo feudo acquistando da Pietro Piemontesi, un veneziano, le valli a nord di Fusignano, primo nucleo del futuro territorio delle Alfonsine[5]. Il nucleo originario del paese si sviluppò in parte alla sinistra del fiume Senio, come "Borghetto delle Alfonsine", e in parte sulla destra, intorno alla chiesa di Nostra Signora, eretta nel 1502[6], grazie alla bonifica avviata dal figlio di Teofilo, Alfonso Calcagnini, che governò in quel periodo su quelle terre.

Lo stemma

Lo stemma risale al 1814 quando Alfonsine ottenne il diritto di diventare un comune autonomo. Poiché il territorio era in parte sotto la legislazione ravennate e in parte sotto quella dei Calcagnini, il comune pose nel suo stemma il leone dei Calcagnini ed il pino, presente nello stemma di Ravenna.

Il luogo, da sempre zona di confine tra il dominio ravennate e quello estense, fu oggetto di secolari e a volte drammatiche lotte per il predominio. I marchesi d'Este (ferraresi) premevano da nord verso il Santerno ed il Senio, mentre i veneziani (che avevano cacciato i Da Polenta nel 1441) premevano da Ravenna verso le stesse zone.
Un compromesso fra gli Este ed i veneziani fu stipulato nel 1506: la zona di Alfonsine fu data a Ravenna. Come linea di confine tra i rispettivi territori furono fissati il fiume Senio e la «via Reale» (l'odierna S.S. “Adriatica”).

Nel 1509 terminò la signoria veneziana su Ravenna. I territori da essa amministrati passarono sotto il controllo dello Stato della Chiesa. Papa Leone X investì ufficialmente i Calcagnini del diritto di proprietà sulle loro terre, legittimando in tal modo la donazione estense. Il loro feudo comprendeva anche i fondi già appartenuti ai monaci di S. Maria in Porto[7] ed ai nobili Rasponi; assunse la denominazione di "Territorio Leonino", dal nome del pontefice. I Calcagnini si trovavano così ad essere feudatari sia della Chiesa che degli Este. Il privilegio venne riconfermato da Clemente VIII alla fine del secolo.

Durante la dominazione napoleonica, nel 1814 Alfonsine ottenne l'elevazione a Comune. Fu Il primo podestà fu Giuseppe Corelli. L'anno seguente, dopo la caduta di Napoleone, il paese ritornò alla Santa Sede, inserito nella Legazione di Ravenna.
Nel giugno 1859, con la caduta del potere pontificio in Romagna, Alfonsine fu annessa al Regno di Sardegna, che nel 1861 divenne Regno d'Italia.

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Alfonsine nel 1945, subito dopo la Liberazione.

All'alba del XX secolo Alfonsine era attraversata da forti tensioni sociali. Le dure condizioni di vita avevano portato, alla fine del secolo precedente, alla formazione, da un lato, di bande di malfattori e dall'altro di associazioni di natura assistenziale e politica impegnate a favore delle classi meno abbienti.

Il paese poi viene messo di nuovo a dura prova dallo scoppio dei disordini della "Settimana rossa"[8], che ad Alfonsine si manifestò molto violentemente: la chiesa principale e il municipio andarono a fuoco (15 giugno 1914).

Anche il secondo conflitto mondiale fu particolarmente duro. Il fronte, infatti, si arrestò dall'autunno del 1944 alla primavera del 1945 lungo il fiume Senio, che scorre vicino al centro abitato.
Tra il dicembre 1944 e il 10 aprile 1945, gli alleati combatterono contro i tedeschi in cruenti scontri. Il 10 aprile 1945 Alfonsine fu liberata dal Gruppo di Combattimento "Cremona". All'indomani della liberazione la cittadina offriva un panorama desolante: il 70% delle abitazioni era distrutto e il centro storico era completamente raso al suolo, essendo stato dapprima pesantemente bombardato dagli alleati, e in seguito minato dei tedeschi prima della loro ritirata verso nord.

Ad Alfonsine, come in altri centri della Bassa Romagna, furono compiuti delitti anche dopo la Liberazione. La sera del 5 maggio 1945 furono prelevati dalle proprie case Giuseppe Marini, industriale, e altre tre persone molto conosciute in paese. I loro corpi furono trovati solamente sedici anni dopo, nel settembre 1961.[9]

Il centro di Alfonsine fu ricostruito tra il 1946 e il 1956 su progetto dell'architetto Giuseppe Vaccaro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese della città[modifica | modifica wikitesto]

A causa delle devastazioni subite durante la seconda guerra mondiale sono pochi gli edifici storici sopravvissuti. Tra quelli più significativi si ricorda l'Oratorio di S. Vincenzo Ferrari, risalente alla metà del XVIII secolo. Al suo interno è tuttora custodita una tela della Madonna attribuita alla scuola dei Longhi. Di recente costruzione invece è il Santuario della Madonna del Bosco, ricostruito sul precedente edificio settecentesco. Conserva un'interessante raccolta di ex voto del XVIII e XIX secolo. In piazza Monti, alla vecchia chiesa parrocchiale si è sostituita la Chiesa del Sacro Cuore. Di costruzione recente anche la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria, in corso della Repubblica.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

In via Passetto si trova la casa natale del celebre letterato Vincenzo Monti. Si tratta di una villa rurale del Settecento. È una sorta di piccolo museo in cui si possono ammirare, oltre alle opere del poeta, anche i cimeli della sua famiglia, nonché testimonianze della vita contadina dell'epoca. È inoltre sede del «Comitato Montiano», ente promotore degli studi su Vincenzo Monti, del Centro visita della Riserva Naturale di Alfonsine e del Centro d'informazione e documentazione sull'educazione ambientale.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

A metà strada tra le valli di Argenta e quelle di Comacchio, inserita all'interno del vasto Parco regionale del Delta del Po, si trova la Riserva naturale speciale di Alfonsine, un insieme di tre aree ricavate da zone un tempo occupate dall'uomo che sono state rinaturalizzate. Si tratta di tre oasi distribuite:

  1. “Bosco del canale dei Mulini”: si estende fra il Reno e una chiusa ottocentesca, nella parte finale del canale dei Mulini di Lugo e Fusignano, poco prima che il canale si immetta nel Reno. Nel bosco igrofilo nidificano uccelli altrove molto rari, come gufo comune, picchio rosso maggiore e colombaccio. L'animale simbolo dell'area è una rara specie di pipistrello, il “ferro di cavallo maggiore”, protetto dall'Unione europea;
  2. “Stagno della Fornace Violani”: situata più a est, è una zona umida aperta, habitat naturale della rara testuggine palustre europea, la specie animale simbolo dell'area, e di tutta la Riserva. Vi sostano molte specie di uccelli acquatici; alcune vi nidificano, come svasso maggiore, tarabusino, germano reale, folaga e martin pescatore;
  3. “Boschetto dei Tre Canali”: raro esempio di bosco allagato, vi vegetano diverse specie di piante: frassino meridionale, olmo campestre, salice bianco e pioppo bianco. Il bosco è il luogo dove nidificano collettivamente diverse specie di uccelli: airone cenerino, garzetta, nitticora, sgarza ciuffetto e airone guardabuoi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]



Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Variazione della popolazione residente ad Alfonsine dal 2006 al 2011.

Data Abitanti Variazione Italiani Variazione Stranieri Variazione
31/12/2006 12.008 11.413 595 (5,0%)
31/12/2011 12.433 + 3,5% 11.144 - 2,35% 1.289 (10,4%) + 116,6%

Fonte: Servizi Demografici Unione Comuni della Bassa Romagna.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 1.090 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 280 2,26%

Marocco 224 1,81%

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Alfonsine sono presenti cinque parrocchie facenti parte della Diocesi di Faenza. Esse sono: Maria Madre di Gesù (principale, sulla sinistra Senio), Sacro Cuore di Gesù (in destra Senio), Fiumazzo, Taglio Corelli, Rossetta e Madonna del Bosco.

Ad Alfonsine si venera l'immagine mariana detta “Madonna del Bosco”, risalente al 1714. Il santuario è coevo. Nel corso del XIX secolo l'edificio, abbandonato dai cappellani, si deteriorò. Negli anni Dieci del XX secolo gli alfonsinesi decisero di costruirne uno nuovo. La nuova chiesa venne edificata nel 1929. Distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stata ricostruita nel 1952. L'immagine della Madonna del Bosco invece è quella originale, salvata dalle bombe dal parroco dell'epoca.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

In piazza della Resistenza si trova il Museo della battaglia del Senio, istituzione sorta nel 1981 su iniziativa di tre soggetti: Municipio, Provincia di Ravenna e Regione Emilia-Romagna, con il contributo dell'Ufficio Storico e dello Stato Maggiore dell'Esercito Italiano. Tra i cimeli esposti vi sono: un originale ponte Bailey utilizzato dagli alleati durante il conflitto, ed esempi di artiglieria ed equipaggiamenti. Obiettivo del percorso espositivo è la ricostruzione dei tragici eventi che segnarono le ultime fasi del secondo conflitto mondiale, intrecciando la storia dei fatti d'arme a quella dei paesi e delle popolazioni locali che subirono drammaticamente quel periodo.
Dal 1997 vi ha sede anche l'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea della Provincia di Ravenna, dotato di un archivio e di una biblioteca.

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ad Alfonsine esiste una Università popolare. Fondata da Umberto Pagani nel 1997, dal 2009 l'associazione porta il suo nome. Offre corsi nei settori: Arti e culture; Natura e scienze; Lingue straniere. Inoltre sono attivi numerosi laboratori.

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • 10 aprile: è la ricorrenza principale di Alfonsine. Si ricorda il 10 aprile 1945, data della liberazione dall'occupazione tedesca;
  • Sagra delle Alfonsine (l'ultima settimana di maggio, dal giovedì alla domenica). La manifestazione comprende la fiera-mercato e molteplici stand gastronomici in cui si possono assaporare i prodotti della cucina romagnola; anche quelli della cucina umbra, in virtù del gemellaggio con la cittadina di Spello;
  • Festa dell'Uva (prima fine settimana di ottobre). Nata nel 1991, la manifestazione comprende degustazione di vini, mostre e mercatini.

Persone legate ad Alfonsine[modifica | modifica wikitesto]

In ordine cronologico:

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo originario del paese si sviluppò in parte alla sinistra del fiume Senio, come "Borghetto delle Alfonsine", e in parte sulla destra, intorno alla chiesa di Nostra Signora, eretta nel 1502.
Dopo la nascita del Comune (1814), fu edificato il Municipio in sinistra Senio. Dopo il 1880 lo Stato italiano finanziò la costruzione del centro cittadino. Fu deciso di collocarlo in destra Senio: vennero edificati la piazza, il palazzo comunale, il mercato coperto e la nuova chiesa[11].

Nel 1890 Alfonsine fu raggiunta dalla linea ferroviaria Ferrara-Rimini. La stazione fu costruita in sinistra Senio, sia perché il terreno era più in piano rispetto all'altra parte del fiume, sia perché in destra Senio la rampa sarebbe terminata nel territorio del comune di Ravenna[11]. Le scuole comunali furono edificate in Corso Garibaldi, in destra Senio.

Alfonsine fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti alleati nella seconda guerra mondiale.

Il piano regolatore della ricostruzione fu firmato nel 1946 da un architetto di fama nazionale, Giuseppe Vaccaro, dello studio Vaccaro-Parolini. Il paese fu ricostruito sulla sponda sinistra del Senio. Qui furono edificati: la nuova piazza, il nuovo palazzo comunale e il nuovo mercato coperto. I lavori di ricostruzione furono ultimati nei primi anni cinquanta. In seguito al ritrovamento dei progetti di Vaccaro[12], nel 2004 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dichiarato «di interesse storico testimoniale» l'intero centro urbano[13].

Il centro è rimasto intatto fino al 1990. In quell'anno la Giunta (i cui membri appartengono al Partito Comunista Italiano) ha approvato un nuovo piano regolatore che ha previsto la demolizione di tutti gli edifici del centro (eccetto il palazzo comunale). Successivamente sono stati abbattuti effettivamente due edifici: quello che ospitava la sezione locale del PCI (nel 1994) e il cinema. Ricorsi al TAR hanno impedito l'abbattimento di altri edifici[13].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina è circondata da numerosi campi coltivati. Grano, Frumento, Patate, Pomodori, Cipolle, Barbabietole, Pesche e Prugne sono i prodotti maggiormente coltivati. Come tutta la Romagna, anche Alfonsine ha una grande tradizione nel campo della produzione del vino; Il Trebbiano e la Cagnina sono i vini maggiormente prodotti. La cittadina possiede anche una cantina (detta Cantina sociale) dove i vini vengono trattati e conservati.

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Sono molti i canali d'irrigazione intorno alla cittadina. In questi canali viene praticata la pesca a livello amatoriale. Le specie maggiormente diffuse nella zona sono: la carpa (ribattezzata dai pescatori "Gòba"), il siluro, la scardola (ribattezzata dai pescatori "Calzolaio"), l'alborella, il carassio ed il lucioperca. Il fiume Senio, che divide in due il paese è adatto per la pesca del cavedano ed in passato per la trota. Il fiume Reno, che passa a più a nord è famoso per la pesca al siluro e alla carpa. Nella zona delle Valli di Comacchio (a 6 km dal paese) si svolgono nella stagione estiva tornei di pesca. Altri pescatori si riuniscono nel Canal Destra Reno, praticando la pesca con la bilancia, ribattezzata "Bilancino".

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Le attività industriali principali che hanno sede nel territorio sono:[14] asfaltature e materiali bituminosi, costruzione di macchinari per le lavorazioni della plastica, produzione di succhi di frutta in brick e lavorazione in generale di frutta e verdura.

Nel territorio sono stati rilevati considerevoli giacimenti di gas metano.[senza fonte]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Strade statali

Alfonsine è attraversata dalla SS16.

Strade provinciali

Alfonsine è il punto di arrivo di un'importante strada provinciale: la n. 8 «Naviglio», che inizia a Faenza ed attraversa Bagnacavallo seguendo un percorso rettilineo di circa 28 km[15]. Termina sulla SS16.
Nello stesso punto confluisce (oggi c'è una rotatoria) la n. 28, che costeggia la riva destra del Senio.
Sulla riva sinistra del Senio, a circa 1 km dal fiume, si dipana la n. 18 che, proveniente dal territorio di Fusignano, termina sulla SS16 alla distanza di circa 2 km dal centro abitato.
Da Alfonsine verso nord si dipana la n. 15, che porta al santuario della Madonna del Bosco e al fiume Reno.
Infine, collegano Alfonsine con il forese la n. 104 e la n. 105.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina è servità dalla stazione ferroviaria di Alfonsine, sulla linea Ferrara-Ravenna-Rimini, servita da treni regionali svolti da Trenitalia e TPER nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Emilia-Romagna.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il servizio di trasporto pubblico è garantito da autocorse svolte dalla società START-Romagna.

Nel 1885 ad Alfonsine fu attivata la stazione capolinea settentrionale della tranvia Lugo-Fusignano-Alfonsine, impianto esercito con trazione a vapore che rimase in esercizio per soli 22 mesi.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Uno sport molto praticato dagli abitanti è il ciclismo. La principale società ciclistica è il "Pedale Alfonsinese".

La società calcistica di Alfonsine è l'«Alfonsine F.C. 1921». La prima squadra milita in Eccellenza nel girone B. Il calcio è praticato a livello giovanile nel Centro Sportivo "Brigata Cremona" e nello storico Campo Sportivo "Rino Bendazzi".

La pallavolo è praticata nella Palestra Polivalente Bendazzi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Alfonsine, insieme a Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda e Sant'Agata sul Santerno, forma l'Unione dei comuni della Bassa Romagna.

Sindaci dal 1946[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1951 Mario Cassani Partito Comunista Italiano Sindaco
1951 1952 Luigi Bonetti PCI Sindaco
1952 1960 Oreste Rambelli PCI Sindaco
1960 Vittorio Pagani Sindaco
... Sindaco
28 febbraio 1989 18 giugno 1992 Natalina Menghetti Partito Comunista Italiano Sindaco
19 giugno 1992 14 giugno 2004 Renzo Savini Progressisti (a guida PDS), poi
L'Ulivo (a guida DS)
Sindaco Vinse le elezioni del 24 aprile 1995.
Confermato il 14 giugno 1999.
15 giugno 2004 5 giugno 2009 Angelo Antonellini L'Ulivo (a guida DS), poi
Partito Democratico
Sindaco

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare

Il comune di Alfonsine è tra le città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione: è stato insignito della medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 19.
  4. ^ Dato Istat all'30/06/2009.
  5. ^ Breve storia delle Alfonsine, homolaicus.com. URL consultato il 3/01/2015.
  6. ^ La chiesa fu distrutta dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.
  7. ^ Situata presso l'abitato di Conventello, una frazione di Ravenna.
  8. ^ Archivio foto della Settimana Rossa, alfonsinemonamour.racine.ra.it. URL consultato il 2/06/2015.
  9. ^ Famiglia Marini (ramo Giuseppe detto Fitti), alfonsinemonamour.racine.ra.it. URL consultato il 3/01/2015.
  10. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ a b Sergio Guerrini, Il campanilismo di Alfonsine non è intelligente, «Le Alfonsine», 20 dicembre 2015.
  12. ^ Sergio Guerrini, Riqualificazioni e rigenerazioni, in Le Alfonsine, 31 agosto 2015.
  13. ^ a b Raffaella Reggidori, I piani urbanistici nel centro di Alfonsine, in Le Alfonsine, 31 luglio 2015.
  14. ^ TOP aziende. Sintesi dei bilanci delle principali aziende 2012, topaziende.ilrestodelcarlino.it. URL consultato il 3/92013.
  15. ^ La strada termina sulla riva destra del Senio poiché originariamente il centro cittadino si trovava su questa riva.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Serena, Il museo mai visto. Le Collezioni uniformologiche del Museo della Battaglia del Senio, Faenza, Edit Faenza, 2007, ISBN 88-8152-156-3.
  • Giovanni Ballardini, Il Borghetto... e altre storie, Imola, Corso Bacchilega, 2008, ISBN 978-88-88775-69-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN240522746