Parco regionale del Delta del Po dell'Emilia-Romagna

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Coordinate: 44°35′27.24″N 11°48′33.48″E / 44.5909°N 11.8093°E44.5909; 11.8093[1]

Parco regionale del Delta del Po
dell'Emilia-Romagna
Saline di Comacchio.JPG
Tipo di area Parco regionale
Codice WDPA 6004
Codice EUAP EUAP0181
Class. internaz. Categoria IUCN V: paesaggio terrestre/marino protetto
Stati ITA
Regioni Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Province Ferrara Ferrara
Ravenna Ravenna
Comuni Comacchio, Argenta, Ostellato, Goro, Mesola, Codigoro, Ravenna, Alfonsine, Cervia
Superficie a terra 53.653 ha
Provvedimenti istitutivi L.R. 27, 02.07.88
Gestore Consorzio di Gestione del Parco Regionale del Delta del Po
Presidente Massimo Medri
Sito istituzionale

Il Parco regionale del Delta del Po dell'Emilia-Romagna, istituito nel 1988, è un'area protetta che copre circa 54.000 ettari della Regione Emilia-Romagna.[2]

Il Parco comprende i comuni di Cervia, Ravenna e Alfonsine in provincia di Ravenna, e i comuni di Argenta, Ostellato, Comacchio, Codigoro, Goro e Mesola della provincia di Ferrara.

Il 2 dicembre 1999 il Parco del Delta del Po è entrato a far parte anche della Lista dei Patrimoni dell'Umanità stilata dell'UNESCO, aggiungendosi al territorio della città di Ferrara.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco regionale del Delta del Po si estende su 53.000 ettari tra la Provincia di Ferrara e la Provincia di Ravenna. È suddiviso in sei stazioni:

  1. Volano-Mesola-Goro (FE), estesa su 13.730 ha. Protegge zone importanti come il Boscone della Mesola, dove sopravvive una rara sottospecie di cervo nobile, la Valle Bertuzzi e la Sacca di Goro. Comprende anche l'Abbazia di Pomposa, risalente al IX secolo.
  2. Centro Storico di Comacchio (FE), estesa su 6.715 ha. Comprende, come dice il nome, il centro di Comacchio.
  3. Valli di Comacchio (FE), che con i suoi 15.105 ha è la stazione più estesa. Protegge, oltre alle valli propriamente dette, anche le Saline di Comacchio (dove nidifica il fenicottero maggiore).
  4. Pineta San Vitale e Piallase di Ravenna (RA), estesa su 7.336 ha. La zona più importante è, probabilmente, Punta Alberete, dove nidificano specie molto rare come il mignattaio, il marangone minore e la sgarza ciuffetto.
  5. Pineta di Classe e Saline di Cervia (RA), estesa su 8.286 ha. Comprende anche la Basilica di Sant'Apollinare in Classe.
  6. Campotto di Argenta (FE), la più piccola, estesa su 2.481 ha. Qui nidifica il mignattino piombato

Il parco protegge:

  • 11 Zone umide di importanza internazionale (vedi Convenzione di Ramsar);
  • 18 Siti di interesse comunitario (Direttiva 92/43/CEE);
  • 16 Zone a protezione speciale (Direttiva 79/409/CEE) per la conservazione degli uccelli.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Nel Parco, grazie alla varietà di ambienti, sono presenti oltre mille specie di piante.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Nel Parco sono presenti 374 specie di vertebrati, di cui 297 specie di uccelli: di queste, 146 sono nidificanti (circa 35.000 individui), mentre 151 sono svernanti (circa 55.000 individui). Tra le specie più rare vanno menzionate il fenicottero maggiore, che nidifica nelle Saline di Comacchio; la spatola, che ha le uniche colonie italiane di nidificazione (con circa 70 coppie) tra le Valli di Comacchio, valle Mandriole e Punte Alberete; il marangone minore, che in tutta l'Europa occidentale nidifica solo a Punte Alberete, e molte altre specie come il mignattaio, il tarabuso, il fraticello, il falco di palude, il mignattino piombato, la volpoca, la sterna del Ruppel (che irregolarmente qui ha l'unica colonia europea di nidificazione), la moretta tabaccata e la pernice di mare. Tra le specie più diffuse, invece, ci sono molte specie di aironi, come l'airone cenerino, la garzetta e l'airone bianco maggiore; il cavaliere d'Italia, eletto come simbolo del parco; il martin pescatore; numerose anatre, oche e cigni, tra cui il germano reale, il mestolone, l'alzavola, il codone, l'oca selvatica ed il cigno reale e molte altre specie di uccelli.

Tra i mammiferi, presenti con 41 specie, vanno ricordati il cervo nobile, il daino, la volpe, l'istrice, la puzzola e lo scoiattolo. La lontra europea è scomparsa dagli anni ottanta, mentre aumentano sempre più le dannose nutrie.

I rettili sono presenti con 15 specie: tra i più rari nel Parco vivono la testuggine palustre europea e la testuggine di Hermann.

Gli anfibi sono presenti con 10 specie, di cui 3 sono endemiche dell'Italia: il tritone crestato italiano, la raganella e la rana di Lataste, endemica della Pianura padana.

Tra i pesci (presenti con 53 specie), va menzionata l'Anguilla, simbolo delle Valli di Comacchio: infatti, è il cibo principale di questa zona.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il parco comprende al suo interno, oltre a zone umide, anche monumenti storici particolarmente famosi:

Attività turistiche[modifica | modifica wikitesto]

Il delta del Po fotografato da Paolo Monti nel 1975. Fondo Paolo Monti, BEIC

All'interno del Parco del Delta del Po ci sono diversi punti di accoglienza per istruire i visitatori e guidarli nei diversi itinerari che si snodano tra le pinete, le valli ed i piccoli centri storici.

È possibile visitare il Parco a piedi e in bicicletta, oltre a percorrerne i corsi fluviali con la barca o la motonave. Tra le attività che si possono praticare nel parco ci sono anche l'equitazione e, soprattutto, il birdwatching, con molte migliaia di persone che lo praticano.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Coordinate prese da OpenStreetMap.
  2. ^ Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.

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