Valli di Comacchio

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Coordinate: 44°36′54.56″N 12°10′01.25″E / 44.615156°N 12.167015°E44.615156; 12.167015

Valli di Comacchio
Comacchio05.jpg
Tipo di area SIC, ZPS
Class. internaz. IT4060002
Stati Italia Italia
Regioni Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Province Ferrara Ferrara
Ravenna Ravenna
Comuni Argenta, Comacchio, Ravenna
Superficie a terra 13.012 ha
Provvedimenti istitutivi ottobre 1988, giugno 1995
Sito istituzionale

Le Valli di Comacchio sono una vasta zona umida situata in Emilia-Romagna, tra le province di Ravenna e Ferrara.

La zona è classificata come sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale all'interno del Parco regionale del Delta del Po.

Casone Serilla, base di pesca del quartiere omonimo

copre 4 valli: Lido di Magnavacca, Fossa di Porto, Campo e Fattibello. Si estende da Comacchio al fiume Reno.[1]L'estensione venne poi ridotta a seguito di varie bonifiche.A Nord si trova la valle Bertuzzi. Costituiscono una delle zone umide più estese in Italia.

Le Valli di Comacchio nacquero intorno al X secolo a causa dell'abbassamento del suolo (subsidenza) e dell'impaludamento della zona costiera. Inizialmente le Valli erano riempite di acqua dolce, che proveniva dalle ricorrenti alluvioni dei fiumi. A partire del XVI secolo si riempirono progressivamente di acque marine, fornendone l'aspetto, che conservano ancora oggi, di valli salmastre[2]. Le Valli si formarono anche perché tempo fa il delta del Po si trovava molto più a sud rispetto ad adesso. Ma il fiume, sbarrato dai suoi stessi detriti, risalì a nord lasciando una vasta area paludosa.

La quercia, il pino domestico, il faggio, la canna palustre, la tamerice, sono alcune delle piante più diffuse in queste valli. Uno dei tanti fiori è il limonio. In questa regione si trovano numerose Pinete, e le più importanti sono quelli di Cervia e Ravenna oltre al Bosco della Mesola.

Fenicotteri in volo nelle Saline di Comacchio

Le Valli ospitano la più grande varietà di fauna ornitica d'Italia, infatti troviamo più di 300 specie di uccelli come i fenicotteri, il cavaliere d'Italia, la garzetta, l'airone cenerino e il martin pescatore. Inoltre vi sono pesci come orate, anguille, branzini, cefali, passere, e mammiferi quali le volpi.

Nelle valli di Comacchio è molto praticata la pesca, infatti troviamo ancora oggi numerosi accampamenti. Inoltre ci sono numerose saline dove viene prodotto il sale. Tipici della zona sono i casoni da pesca, capanne fatte di pali, paglia e canne palustri. Tali strutture fungevano sia come stazioni da pesca sia come stazioni d'appostamento per la sorveglianza contro la pesca illecita.

Uno strumento tipico dei pescatori era il lavoriero, manufatto composto da bacini comunicanti per la pesca delle anguille.

Probabilmente vi contrasse la malaria Dante Alighieri durante il viaggio di ritorno da Ravenna.

Uno strumento tipico dei pescatori era il lavoriero, manufatto composto da bacini comunicanti per la pesca delle anguille.

Proprio in questa zona è ambientato il famoso romanzo di Renata Viganò L'Agnese va a morire.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: Regione Emilia-Romagna
  2. ^ Silvia Veneti, «La nostra piccola Venezia», La Voce di Romagna, 15 marzo 2010.

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