Riviera romagnola

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Riviera romagnola
Lidi della Riviera Romagnola.svg
Mappa delle località della Riviera Romagnola.
Massa d'acqua mare Adriatico
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna, Marche
Provincia Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro-Urbino (1 comune)
Aree protette (vedi elenco)
Lunghezza 107 km
Corsi d'acqua Reno, Lamone, Fiumi Uniti, Savio, Pisciatello, Rubicone, Uso, Marecchia, Conca, Tavollo
Porti Ravenna, Cervia, Cesenatico, Rimini, Riccione, Portoverde, Cattolica
Origine del nome Romagna

La Riviera romagnola è un tratto di costa, lungo 95 chilometri, che si affaccia sull'Alto Adriatico, ricompresa per quasi la sua totalità in Emilia-Romagna, dalla foce del fiume Reno (che separa le Valli di Comacchio dalla Provincia di Ravenna) a Gabicce Mare (PU): rappresenta uno dei comprensori turistici balneari più importanti ed estesi d'Italia e d'Europa, avendo conosciuto il suo massimo sviluppo dal secondo dopoguerra fino alla fine degli anni '80 del XX secolo, periodo nel quale lungo di essa si è sviluppata una conurbazione praticamente priva di interruzioni lungo tutta la riviera.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La Riviera romagnola (tratto riminese) vista dalla Terrazza panoramica di Gabicce Monte.

Si estende dalla foce del fiume Reno (Regione Emilia-Romagna) al promontorio di Gabicce Monte (nel comune di Gabicce Mare, il più settentrionale della Regione Marche), attraversando tutta la Provincia di Ravenna (Lidi ravennati), la Provincia di Forlì-Cesena e la Provincia di Rimini per terminare all'inizio della Provincia di Pesaro-Urbino, della quale include una piccola estremità pianeggiante nord-occidentale prima del Monte San Bartolo, mentre a nord è presente la zona delle Valli di Comacchio (Provincia di Ferrara) e ancora più a nord il Delta del Po.

Caratterizzata da spiagge ampie, basse e sabbiose con la presenza a nord di frequenti zone naturalistiche ("valli" e pinete), mentre il sud è stato interessato, negli ultimi 30-40 anni del XX secolo, ad una progressiva urbanizzazione, dal dopoguerra in avanti lo sviluppo economico dell'area è stato particolarmente rilevante, con un grande sviluppo del settore terziario. I centri abitati della Riviera, partendo da nord a sud, sono risettivamente: Ravenna (Casal Borsetti, Marina Romea, Porto Corsini, Marina di Ravenna, Punta Marina Terme, Lido Adriano, Lido di Dante, Lido di Classe, Lido di Savio), Cervia (Milano Marittima, Pinarella, Tagliata), Cesenatico, (Zadina, Valverde, Villamarina), Gatteo a Mare, Savignano a Mare, San Mauro Mare, Bellaria-Igea Marina, Rimini (da Torre Pedrera a nord, fino a Miramare a sud), Riccione, Misano Adriatico (Misano Brasile e Portoverde), Cattolica e il tratto di costa pianeggiante di Gabicce Mare, in Provincia di Pesaro e Urbino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo della Riviera romagnola come area turistica attrezzata ebbe inizio a Rimini. Il primo “Stabilimento privilegiato dei Bagni Marittimi”, fu inaugurato il 30 luglio 1843, sotto il governo pontificio. Tappe successive furono la costruzione del Kursaal (1873) e dello Stabilimento Idroterapico (1876)[1]. I bagni di mare, intesi inizialmente come pratica terapeutica, assunsero una nuova funzione sociale e ricreativa, e divennero occasione di soggiorno mondano dell'aristocrazia e dell'alta borghesia. Negli stessi anni, il turismo balneare era partito anche in altre città rivierasche romagnole: Cervia, Cesenatico, Cattolica e, più tardi, Riccione.

Nel 1911 fu realizzata una nuova e molto estesa zona balneare nel comune di Cervia: a Nord della cittadina venne lottizzata una lunga fascia litoranea già coperta di pineta, facendo sorgere villini, parchi e giardini: nasceva Milano Marittima. Sul versante meridionale, in cambio dell'edificabilità, gli oneri di urbanizzazione portarono alla costruzione della linea tramviaria Rimini-Riccione lungo la strada litoranea[2].

Con la diffusione del turismo di massa gli anni trenta videro la costruzione di numerosi alberghi, pensioni e villini sia a Rimini-Riccione (quest'ultimo divenuto comune autonomo nel 1922) che a Milano Marittima. Furono aperte le prime colonie balneari per i figli delle famiglie meno abbienti. Nel 1935 venne iniziata la costruzione del lungomare di Rimini. Il secondo dopoguerra fu caratterizzato da una rapida ricostruzione e da un'enorme crescita del settore turistico. Rimini, Riccione, Cattolica, Cesenatico e Milano Marittima divennero tra le più importanti località turistiche d'Italia e d'Europa, meta di numerosi turisti stranieri, soprattutto da Germania e Paesi Bassi.

La formazione della continuità urbana sul litorale

Fino agli anni trenta lo sfruttamento dell'area rimase limitato: le aree attrezzate (con stabilimenti balneari, ecc.) erano distanziate tra loro da km di spiagge libere. A partire dagli anni Cinquanta, tutto lo spazio disponibile venne progressivamente riempito.

Nel riminese: dopo Rimini e Riccione, anche Bellaria e Igea Marina scoprono la vocazione balneare[3]; a sud di Rimini, nel 1959 sorse Rivaverde. Nel ravennate: la città bizantina scopre il turismo balneare. Marina Romea sorse a partire dal 1957 riempiendo lo spazio tra Casal Borsetti e Porto Corsini; a sud di Punta Marina si ebbe la rapida edificazione di Lido di Savio (1958), Lido di Classe (1962), Lido di Dante (toponimo scelto appositamente per il turismo) e infine Lido Adriano (1965). Gli anni sessanta furono quindi il periodo in cui si è consolidata l'offerta turistica romagnola.

Dagli anni ottanta a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta si fa sentire il problema della qualità ambientale, soprattutto in termini di pulizia delle acque. Vengono pertanto realizzati progressivamente depuratori delle acque reflue, mentre le condizioni di balneabilità sono sottoposte a monitoraggio regolare. Alle nuove esigenze dei turisti si risponde frenando la cementificazione, valorizzando spazi verdi, curando l'arredo urbano, realizzando aree pedonali.

Si fa sentire anche la concorrenza di altre zone turistiche marine europee (Jugoslavia, Spagna, Grecia): ad esempio a Rimini, alla fine del XX secolo, la quota delle presenze straniere è del 25% contro il 70% della Costa Brava[4].

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Le riserve naturali situate nel territorio della Riviera romagnola sono le seguenti:

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Attrazioni turistiche[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito alcune attrazioni turistiche della Riviera romagnola:

Luoghi storici del turismo balneare[modifica | modifica wikitesto]

Edificato in sostituzione del primo Stabilimento Bagni (demolito nel 1870), fu il luogo che lanciò Rimini come località di divertimento. Progettato da Gaetano Urbani in stile neoclassico, ispirato al teatro della città, il Comune investì un milione di lire per acquistare l'area di 40.000 m² e finanziare la costruzione. Il Kursaal fu inaugurato il 1º luglio 1873. L'edificio, su due piani, sorgeva in mezzo a un magnifico parco. Un pontile lo collegava con un'ampia piattaforma sul mare, al cui centro sorgeva un chiosco a forma di pagoda cinese. Il nome, che in tedesco significa Sala di cure, era ripreso dalla tradizione termale mitteleuropea. Anche la destinazione originaria doveva essere quella di luogo di cura. Invece il patron dello stabilimento, Paolo Mantegazza, ebbe l'idea di farne un luogo di feste, balli e giochi. Così il Kursaal divenne il punto di riferimento della vita mondana della città e tale rimase per circa settant'anni. Pur essendo sopravvissuto ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, fu raso al suolo nel 1948.

Grand Hotel Rimini

Edificato negli anni 1906-1908, il Grand Hotel Rimini è il più prestigioso albergo di Rimini. Contribuì a rafforzare l'immagine della città come località balneare alla moda.

Grand Hotel Riccione

Edificato negli anni 1929-1935, il Grand Hotel Riccione è uno dei più prestigiosi alberghi di Riccione. Contribuì anch'esso a rafforzare l'immagine della città come località balneare alla moda.

Grand Hotel Cattolica o Hotel Kursaal

Edificato in stile Liberty nel 1870, è da più di un secolo uno dei simboli di Cattolica. Negli anni fu meta di soggiorno di personaggi celebri. (Dalla, Versace e il campione motociclistico Kevin Schwantz, tra gli altri).

Nella letteratura, nel cinema e nella musica leggera[modifica | modifica wikitesto]

La Riviera romagnola è richiamata nelle opere dei poeti e scrittori: Giovanni Pascoli, Olindo Guerrini, Aldo Spallicci, Grazia Deledda, Marino Moretti, Alfredo Panzini, Tonino Guerra, Pier Vittorio Tondelli. È richiamata in film come Amarcord di Federico Fellini (nato a Rimini), Rimini Rimini di Sergio Corbucci e Abbronzatissimi di Bruno Gaburro. È presente nelle canzoni di Secondo Casadei.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Farina, p. 60.
  2. ^ La "monocultura balneare", tratto dal volume di G. Conti e P. G. Pasini Rimini Città come storia, Volume 2, pp. 219-253. URL consultato nel maggio 2014.
  3. ^ Lo sviluppo urbano determinerà nel 1956 la creazione di un comune autonomo.
  4. ^ Attilio Gardini, "Serve una nuova capitale turistica" ne La Voce di Romagna, 10 ottobre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ferruccio Farina, Una costa lunga due secoli. Storia e immagini della riviera di Rimini, Rimini, Panozzo, 2003.
  • Angelo Varni (a cura di), Lo scorrere del paesaggio, Faenza, EDIT, 2007.
  • Alessandro Sistri, Spiaggia: antropologia balneare riminese, Minerva Edizioni, Banca Popolare Valconca, 2013.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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