Codigoro

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Codigoro
comune
Codigoro – Stemma Codigoro – Bandiera
Codigoro – Veduta
Piazza Giacomo Matteotti: il monumento ai caduti, opera dello scultore Mario Sarto, e la palazzina municipale.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Ferrara-Stemma.png Ferrara
Amministrazione
Sindaco Alice Zanardi (lista civica) dal 05/06/2016
Territorio
Coordinate 44°50′N 12°07′E / 44.833333°N 12.116667°E44.833333; 12.116667 (Codigoro)Coordinate: 44°50′N 12°07′E / 44.833333°N 12.116667°E44.833333; 12.116667 (Codigoro)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 170,01 km²
Abitanti 12 134[1] (01-01-2015)
Densità 71,37 ab./km²
Frazioni Caprile, Italba, Mezzogoro, Pomposa, Pontelangorino, Pontemaodino, Torbiera, Volano
Comuni confinanti Berra, Comacchio, Goro, Fiscaglia, Jolanda di Savoia, Lagosanto, Mesola
Altre informazioni
Cod. postale 44021
Prefisso 0533
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 038005
Cod. catastale C814
Targa FE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti codigoresi
Patrono san Martino
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Codigoro
Codigoro
Codigoro – Mappa
Posizione del comune di Codigoro nella provincia di Ferrara
Sito istituzionale

Codigoro (Codgòr in dialetto ferrarese) è un comune italiano di 12.134 abitanti della provincia di Ferrara, in Emilia-Romagna. Fa parte dell'Unione Delta del Po.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Codigoro si estende nella parte più orientale della provincia ferrarese nel Parco regionale del Delta del Po. Ultima propaggine ad est della Pianura Padana, si colloca tra le Valli di Comacchio e la costa del Mare Adriatico. È attraversato, in direzione ovest-est e fino alla foce, dal Po di Volano. Il territorio, che fino agli anni sessanta del secolo scorso era caratterizzato da ampie distese palustri che nel corso del tempo sono state completamente bonificate -salvo i pochi ettari rimasti delle Valli di Caneviè e di Porticino- è attraversato da una fitta rete di canali un tempo in parte navigabili, per l'irrigazione e lo scolo dei vastissimi campi coltivati intensivamente. Sono tuttavia ancora presenti tracce residuali di boschi e pinete dell'antico apparato deltizio padano.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Codigoro e Stazione meteorologica di Volano.
CODIGORO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,9 8,6 13,1 17,8 22,5 26,7 28,7 27,7 24,2 18,5 11,4 5,7 6,4 17,8 27,7 18,0 17,5
T. min. mediaC) −0,7 1,3 4,1 8,0 12,6 16,3 18,2 18,1 14,9 9,8 5,1 0,3 0,3 8,2 17,5 9,9 9,0
Precipitazioni (mm) 42 28 31 41 62 46 47 56 46 46 69 44 114 134 149 161 558
Giorni di pioggia 7 5 6 7 7 5 5 6 4 6 8 6 18 20 16 18 72
Vento (direzione-m/s) NW
4,3
NW
4,7
NW
5,0
NW
5,0
NW
5,5
NW
4,8
NW
5,1
NW
4,6
NW
4,4
NW
4,2
NW
4,9
NW
4,7
4,6 5,2 4,8 4,5 4,8

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione al XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

La tesi che l'originario toponimo di Codigoro fosse "Neroma" è confutata da Antonio Frizzi nella sua "Memorie per la storia di Ferrara", posizionando l'ipotetica località molto più vicina alle odierne Valli di Comacchio, desumendolo dalle distanze ricavate dalla Tabula Peutingeriana e Antonina. Anche la località Corniculani si può calcolare al massimo vicina a Mezzogoro.

Il nome deriva da Gaurus, l'allora Po di Goro, un territorio che era all'inizio di una biforcazione di rami del fiume: Caput Gauri.

Nel latino volgare troviamo il termine Caput gauri in alcuni documenti pomposiani del 1243. Medium gauri è divenuta poi Mezzogoro.

La storia di Codigoro la si fa ricondurre al IX secolo quando una comunità di Benedettini si insedia nel territorio dell'attuale Pomposa che allora era posizionato su un isolotto bagnato dal Mare Adriatico e dai rami del Po di Volano e del Po di Goro. È in questi anni che prende avvio la costruzione dell'Abbazia di Pomposa la quale diede risalto a Codigoro e al suo territorio il quale acquisì maggiore rilevanza grazie ai redditizi terreni agricoli e all'istituzione del Palazzo del Vescovo il quale concentrava su di sé il governo politico e commerciale fino all'assorbimento di Codigoro da parte dell'Esarcato di Ravenna al quale prenderà parte sino all'anno 1000.

Verso il 1150 hanno inizio le pressioni per il controllo sul territorio da parte degli Este, signori di Ferrara, ma sono anche gli anni che vedono la fine della prosperità di Codigoro a causa della Rotta di Ficarolo, avvenuta nel 1152, a causa della quale il corso fluviale del Po si spostò a nord prosciugando le acque del Volano fino all'abbandono dell'Abbazia di Pomposa e di Codigoro dai frati Benedettini. Hanno inizio quindi le opere di bonifica del territorio, iniziate nel 1464 e terminate nel 1580, promosse dai duca d'Este e che riuscirono, anche se in piccola parte, a rendere più vivibile il territorio codigorese.

Successivamente, dal 1600 al 1604, infatti la Repubblica di Venezia attuò una modifica al flusso del Po di Levante facendolo sboccare più a sud in territorio ferrarese rendendo così vane le opere idrauliche portate a compimento dagli Este. Le opere di bonifica riprendono nel 1598 quando Ferrara passò sotto il dominio dello Stato della Chiesa sino alla metà dell'Ottocento quando vennero costruiti i primi impianti idrovori e venne attuata la bonifica del circondario Polesine di Ferrara.

Dal XX secolo ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1899 la "Società Anonima Codigoro", proprietaria di grandi estensioni terriere in Romagna, è tra le fondatrici dell'azienda saccarifera genovese Eridania. Nello stesso anno viene inaugurato a Codigoro il primo stabilimento per la raffinazione industriale dello zucchero.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo del Vescovo: costruito per volere dei Benedettini, l'edificio rappresentava la sede amministrativa di Codigoro e Pomposa. Anticamente denominato Domus Dominicata il palazzo fu oggetto di restauro in stile veneziano nel 1732 e ceduto al vescovo di Comacchio da cui oggi ne deriva il nome. Oggi ospita la biblioteca comunale ed è sede di manifestazioni culturali.
  • Torre della Finanza: fu realizzata durante i primi anni del Settecento per controllare le rotte commerciali sulle sponde del Po di Volano. Fu fatta erigere dal Governo Pontificio ma, a causa della continua erosione della costa su cui si ergeva, la costruzione venne completamente distrutta durante una mareggiata nel 1729. Fu ricostruita a cominciare dal 1739 ed ultimata nel 1741 per essere adibita a caserma della Guardia di Finanza fino ai primi anni del Novecento.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

La Torre della Finanza vista dall'oasi Canneviè-Porticino

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Persone legate a Codigoro[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 marzo 1989 4 novembre 1991 Evangelino Casellati Partito Comunista Italiano, Partito Democratico della Sinistra Sindaco [3]
4 novembre 1991 7 giugno 1993 Davide Nardini Partito Democratico della Sinistra Sindaco [3]
22 giugno 1993 28 aprile 1997 Davide Nardini - Sindaco [3]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Davide Nardini lista civica Sindaco [3]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Enea Pandolfi lista civica Sindaco [3]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Rita Cinti Luciani lista civica Sindaco [3]
16 maggio 2011 5 giugno 2016 Rita Cinti Luciani lista civica: Unione per Codigoro Sindaco [3]
5 giugno 2016 in carica Alice Zanardi lista civica: Insieme per Codigoro Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2015.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Frizzi. Memorie per la storia di Ferrara – Ferrara, M DCC XCI, 1791;

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN249403924 · GND: (DE4638107-7
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