Voghenza

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Voghenza
frazione
Voghenza – Veduta
area archeologica
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Ferrara-Stemma.png Ferrara
ComuneVoghiera
Territorio
Coordinate44°46′07″N 11°44′57.88″E / 44.76861°N 11.74941°E44.76861; 11.74941 (Voghenza)Coordinate: 44°46′07″N 11°44′57.88″E / 44.76861°N 11.74941°E44.76861; 11.74941 (Voghenza)
Abitanti487
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Voghenza
Voghenza

Voghenza è una frazione di Voghiera in provincia di Ferrara. Si tratta di un centro di antichissima origine, sede vescovile dal IV al VII secolo e considerata all'origine dell'attuale Ferrara da cui dista circa 10 chilometri. Al margine dell'attuale paese si trova un'area archeologica costituita da una necropoli di età imperiale (secoli I-III d.C.). Numerosi reperti, soprattutto di epoca romana, provenienti dall'area di Voghenza sono raccolti nel Museo lapidario di Ferrara e nel Museo civico di Belriguardo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Voghenza è considerato il primo insediamento nell'area ferrarese nell'epoca romana con il nome di (Vicus Habentia), una specie di avamposto della bonifica con la quale vennero ricavati territori agricoli tramite il tracciamento di canali e da ampie strade. Voghenza era situata sul Sandalo, un affluente del Po di Volano navigabile fino all'XI secolo, e a pochi chilometri dalla Via Popilia-Annia, strada consolare.
Nel IV secolo divenne sede vescovile. Con molta probabilità il Cristianesimo arrivò a Voghenza dalla vicina Ravenna grazie ai numerosi scambi commerciali che, per via fluviale, intercorrevano con la più grande Ravenna. Pur essendoci poche notizie storiche, secondo la tradizione il primo vescovo di Voghenza fu Oltrando (o Otrado) attorno al 330.

L'ultimo vescovo di Voghenza fu Maurelio (o Maurilio) nel 644. Nell'anno 694 il principe Feltrino Giocoli ricevette una delegazione di altissimi dignitari della Mesopotamia giunti da Edessa per riportare in patria il Vescovo di Voghenza e Ferrara Maurelio, che diverrà Santo dopo il suo martirio.[1] Scopo della missione degli ambasciatori era quella di riporre Maurelio sul trono di Mesopotamia che fu del suo defunto padre Re Teobaldo. Il Santo partì accompagnato da un corteggio di dodici nobilissimi cavalieri alla guida di Feltrino Giocoli, che morirà anch'egli ad Edessa, dopo aver assistito al martirio del Santo voluto per motivi dinastici dal fratello Rivallo. Né il Santo né Feltrino né altri tre dei nobili cavalieri fecero ritorno in patria.[2]

Nell'Alto medioevo, per motivi di sicurezza sia la diocesi che, probabilmente, il centro abitato furono trasferiti in un piccolo castrum bizantino situato sull'isola formata dai due rami del Po, il Volano e il Primaro, dando poi vita con un nuovo spostamento a Ferrara. Qui, probabilmente all'inizio del VII secolo, la sede della diocesi fu definitivamente trasferita. Tuttavia i vescovi continuarono a portare il titolo di Voghenza per altri secoli: risale solo al 965 il primo documento in cui un vescovo si intitolò Episcopus Ferrariensis. Voghenza fu feudo dei Giocoli, che ne ebbero la signoria intorno al 1200[3].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Gli scavi e il Fondo Tesoro[modifica | modifica wikitesto]

Il Fondo Tesoro è il nome dato al terreno un tempo agricolo, che riportava di frequente all'agricoltore che lo lavorava, monete antiche, da cui il nome di Tesoro, si riteneva che potesse contenere un vero tesoro. I primi ritrovamenti risalirebbero agli anni '50 ad opera di Nereo Alfieri.
Durante gli ultimi anni del XX secolo il terreno cambiò destinazione d'uso diventando edificabile e, dato la vastità del sito, avrebbe dovuto diventare zona di abitazioni popolari, ma i lavori vennero bloccati dalla Sovrintendenza delle Belle arti. Negli anni successivi vennero effettuati scavi archeologici che riportarono alla luce una storia del territorio che ricopre più secoli[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicolò Casolio – Annali pag. 13.
  2. ^ Teatro genealogico, et istorico dell'antiche, & illustri famiglie di Ferrara, vol. 2 di Alfonso Maresti, pagg. 160-161.
  3. ^ Ferruccio Passini-Frassoni, nelle "Dissertazioni Storiche e Genealogiche" - “La Stirpe dei Giocoli”, nella Rivista araldica del Collegio araldico - Roma, Anno XIII, N. 4 (20 aprile 1915).
  4. ^ Per «Fondo Tesoro» c'è un futuro pubblico, La nuova Ferrara. URL consultato il 3 febbraio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voghenza, in Enciclopedia dell'arte antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.