Claterna

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Claterna
Villa romana claterna.JPG
La villa romana di Claterna in fase di scavo. Visibili i mosaici già restaurati e i solchi provocati dalle arature
CiviltàCiviltà romana
Utilizzocittà
EpocaII secolo a.C.-V secolo d.C.
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneOzzano dell'Emilia (BO)
Scavi
Data scoperta1890
Date scavi1890-in corso
Amministrazione
EnteSoprintendenza per i beni archeologici dell'Emilia e Romagna
VisitabileSu richiesta, visite scolastiche
Sito webwww.archeobo.arti.beniculturali.it
Mappa di localizzazione

Coordinate: 44°26′03.97″N 11°30′16.23″E / 44.434435°N 11.504509°E44.434435; 11.504509

Claterna era una città posta sulla via Emilia fra le colonie romane di Bologna (Bononia) e Imola (Forum Cornelii). La sua localizzazione è fra la frazione di Maggio ed il torrente Quaderna (affluente dell'Idice) da cui la città prendeva il nome.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Claterna è sorta probabilmente come tappa nel tragitto fra le due colonie maggiori, come tanti altri centri che costellano la via Emilia, tutti a una distanza pressoché regolare l'uno dall'altro, che corrisponde ad una giornata di marcia delle legioni.

Con l'inizio della colonizzazione romana della Gallia Cisalpina e la costruzione della via Emilia, in parte forse sul tracciato di un antico sentiero pedecollinare,[2] Claterna fu fondata alla confluenza nell'Emilia di un'altra strada romana che attraversava l'Appennino, forse la via Flaminia Minor, che congiungeva la strada emiliana con Arezzo.

L'insediamento, di medie dimensioni per quei tempi, sorse verso l'inizio del II secolo a.C. (ufficialmente il 187 a.C.)[senza fonte]. Inizialmente un semplice villaggio, ottenne il rango di municipium nel I secolo a.C., come capoluogo di un territorio compreso fra i torrenti Idice e Sillaro.[1]

Come molte altre città dell'Impero, Claterna cominciò il suo declino durante la crisi del III secolo, colpita dalla crisi economica e politica delle istituzioni Romane e dall'inizio delle incursioni barbariche. La città si impoverì e la popolazione diminuì, fino al definitivo abbandono poco dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, tra il V e VI secolo. È un raro esempio di città scomparsa in Emilia-Romagna.

Gli scavi ed i ritrovamenti[modifica | modifica wikitesto]

Il probabile foro di Claterna, all'incrocio fra l'antica via Emilia e il cardo maximus (oggi ricoperto)
Strutture abitative e produttive a Claterna, dette "casa del fabbro" durante la fase di scavo

Il ritrovamento di primi reperti (dovuto all'aratura dei campi), diede la spinta a una serie di scavi effettuati fra il 1890 e il 1933. La guida era affidata a Edoardo Brizio, direttore del Museo Civico di Bologna, e a Salvatore Aurigemma, commissario della Soprintendenza alle Antichità. Altre ricerche, dirette da Guido Achille Mansuelli, si svolsero nel corso degli anni cinquanta e sessanta.

Questi scavi si limitarono, inizialmente, a piccole esplorazioni della città antica, e misero in luce alcuni tratti stradali, ambienti e parti di case private tipicamente romane (domus) con pavimentazioni a mosaico e cocciopesto. Furono trovati anche edifici di funzione più dubbia (come una struttura absidata, scavata parzialmente nel 1959). Ovviamente, si rinvennero anche grandi quantità di reperti vari (ceramiche, monete, vasi di vetro, eccetera). Negli anni trenta, furono ritrovate alcune pavimentazioni di particolare interesse, le quali sono oggi esposte al Museo Civico Archeologico di Bologna. Da allora le occasioni di scavo furono molto limitate e circoscritte in massima parte alla fine degli anni ottanta; altri interventi di scavo furono più che altro rinvenimenti casuali dovuti alla realizzazione di nuovi impianti Enel, Hera e fibre ottiche.

Dagli anni ottanta un gruppo archeologico organizzato da volontari e appassionati,[3] in collaborazione con archeologi professionisti, ha riavviato campagne di scavo e animato una mostra permanente (inaugurata alla fine del 2006 a Ozzano).

Oggi è possibile visitare lo scavo con i pavimenti di una domus, a sud della via Emilia, e la ricostruzione di un'abitazione di artigiano a nord della strada; i resti degli altri scavi - fra cui il teatro e il foro - sono stati ricoperti in attesa di risolvere il problema (soprattutto economico) della loro sistemazione definitiva.

Rimane ancora molto da scoprire di questa antica città, sia sulla sua genesi (vi sono anche alcune evidenze di precedenti insediamenti etruschi e celtici) sia come caso di studio particolare, dovuto al fatto che in pochi altri casi in Italia una città è rimasta dimenticata e sepolta quasi intatta sotto i campi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La città di Claterna, su Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara (SABAP-BO). URL consultato il 12 settembre 2017.
  2. ^ R. Susini, "Genesi storica di Claterna", in Culta Bononia, 1970, II
  3. ^ Civitas Claterna, su Comune di Ozzano. URL consultato il 12 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2017).

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