Copparo

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Copparo
comune
Copparo – Stemma
Copparo – Veduta
Piazza della Libertà: in primo piano la Fontana Monumentale, in secondo il palazzo del municipio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Ferrara-Stemma.png Ferrara
Amministrazione
SindacoNicola Rossi (PD) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate44°54′N 11°50′E / 44.9°N 11.833333°E44.9; 11.833333 (Copparo)Coordinate: 44°54′N 11°50′E / 44.9°N 11.833333°E44.9; 11.833333 (Copparo)
Altitudinem s.l.m.
Superficie157,01 km²
Abitanti16 351[1] (30-6-2017)
Densità104,14 ab./km²
Frazionivedi elenco frazioni
Comuni confinantiBerra, Ferrara, Formignana, Jolanda di Savoia, Ro
Altre informazioni
Cod. postale44034
Prefisso0532
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT038007
Cod. catastaleC980
TargaFE
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanticopparesi
Patronosanti Pietro e Paolo - santa Lucia
Giorno festivo29 giugno - 13 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Copparo
Copparo
Copparo – Mappa
Posizione del comune di Copparo nella provincia di Ferrara
Sito istituzionale

Copparo (Cupar [ku'pa:r] in dialetto ferrarese) è un comune italiano di 16 351 abitanti della provincia di Ferrara in Emilia-Romagna.

Fa parte dell'Unione Terre e Fiumi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Copparo si estende su una superficie di 157 km² nella parte centro-orientale della Provincia di Ferrara. Il paese si trova all'interno del comprensorio caratterizzato ad ovest dalla città di Ferrara, a nord dal corso principale del Po, ad est dal Parco del Delta del Po e dalla zona costiera, a sud dal Po di Volano. Il territorio, interamente pianeggiante, è attraversato da 7 strade provinciali fungendo così da nodo di smistamento per il traffico tra il centro ed il basso ferrarese. La massima distanza tra i punti estremi del territorio è di 30 km. Numerosi sono i corsi d'acqua derivanti dagli imponenti lavori di bonificazione eseguiti fin dalla metà del Cinquecento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome Copparo è incerta e gli storici da tempo cercano di ricostruirne l'etimologia: Cuparus, Cupparium, Coparium o Copparium, Massa Occupari oppure Coppa Aurium (coppa d'oro). Considerando la natura selvaggia del territorio, una zona umida ricca di selvaggina, sembra più proficuo avvalorare la teoria che vede derivare il nome dal latino "Aucuparium", luogo in cui è possibilie andare a caccia di uccelli ("avis-capio-arium").

Il paese è sorto circa 2500 anni fa, ma il più antico documento che parla di Copparo è dell'anno 870. Il documento è un privilegio di papa Adriano II che conferma a Firminiano e ai suoi fratelli la Corte di Formignana, allora confinante da un lato con "Cuparus et Caput canilis" (Coccanile). Non è un caso che Copparo sia sorta sul lato sud dell'attuale Canale Naviglio poiché, in tempi non remoti, erano assai frequenti le alluvioni del Po ed il Naviglio rappresentava una valida barriera alla furia delle acque.

Copparo fu oggetto di secolari controversie tra la Chiesa di Ferrara e di Ravenna. Martino, vescovo di Ferrara, nel 955 riconobbe la Massa di Copparo alla Chiesa di Ravenna, passata poi definitivamente a quella di Ferrara. Copparo era noto, nella letteratura del tempo, come riserva venatoria e venne quindi dotato di un castello adibito a dimora di caccia. Il castello fu distrutto dai Veneziani all'inizio del XVI secolo e con esso andarono perduti anche gli affreschi di Nicolò Panizzato, dipinti all'epoca di Leonello d'Este. Nel 1509 i Veneziani invasero il territorio copparese con truppe costituite da schiavi dalmati al seguito dell'ammiraglio Trevisan. Egli diede ordine al provveditore Grandenigo di saccheggiare Copparo, distruggendo i raccolti e rubando il bestiame. Tornata la pace coi Veneziani, sulle rovine del castello Ercole II d'Este, tra il 1540 ed il 1547, fece costruire un palazzo che passò in seguito al Papato e poi alla famiglia Barberini. La Delizia Estense, definita il "sontuoso Palagio", è l'ultima delle diciannove "delizie" costruite dagli Estensi nel ferrarese. La realizzazione del palazzo venne affidata all'architetto Terzo de Terzi, che progettò un imponente fabbricato composto da cinque torri collegate fra loro, ampi porticati, cortili interni e sale grandiose. A decorare l'edificio furono chiamati alcuni tra i più importanti artisti attivi a Ferrara, fra cui Girolamo da Carpi e Benvenuto Tisi da Garofalo, Battista Dossi e Bastianino.

Nel XVI secolo si intrapresero numerose iniziative di bonifica del territorio per dare spazio alla coltivazione di frumento. Per prosciugare la grande area paludosa tra Copparo, Codigoro e Mesola (Polesine di Ferrara), gli Estensi avviarono il progetto di bonifica noto come Grande Bonificazione Estense (1566-1572). Saccheggi e distruzioni da parte di invasori provenienti dai territori posti al di là del Po si alternarono a varie inondazioni e rotte del fiume. Le più gravi furono quelle di Papozze, del 1592, di Berra, del 1595, e di Zocca, del 1640. In quest'ultima occasione le acque arrivarono a lambire persino le mura di Ferrara. La Guerra dei Barberini, quattro anni più tardi, non mancò di coinvolgere anche Copparo portando nuovi danni e nuove vittime.

Del periodo napoleonico non rimane molto, possiamo citare l'adesione attraverso le colonne del "Giornale del basso Po" alle disposizioni giacobine del parroco Caparossa o la cronaca delle gesta del mugnaio Valeriano Chiarati che osò inneggiare pubblicamente all'imperatore d'Austria. Nel frattempo, nel 1808, il castello di Copparo fu preda di un terribile incendio. Nel 1862 il Sindaco Spisani lo acquistò per conto del Comune e nel 1875 lo fece restaurare facendolo diventare sede della Residenza Municipale. Il restauro fu pressoché totale e diede vita all'attuale conformazione dell'edificio. Le bonifiche degli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento videro nascere una nuova componente sociale, quel proletariato agricolo che diverrà protagonista dei grandi conflitti dell'epoca. I primi scioperi si ebbero nel 1894-95. Nel 1908 il Parlamento approvò la divisione del Comune di Copparo; si costituirono così i comuni di Ro, Berra, Formignana e Le Venezie.

  • Nel 1817 Copparo era il più vasto e popolato comune rurale d'Italia[2].Secondo il Calendario Atlante De Agostini la popolazione di Copparo Emilia al 10 febbraio 1901 era 39.222 abitanti

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma è diviso verticalmente in due parti uguali, raffigura nella parte blu un covone di grano e in quella rossa una coppa d'oro, è cinto da un ramo di quercia sulla destra e da un ramo d'alloro sulla sinistra, sovrastato da una corona.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo.
Ambrogio Chiesa SS. Annunziata
La chiesa di San Venanzio.
  • Chiesa di San Pietro e Paolo

La chiesa, probabilmente antecedente all'anno mille, aveva l'originaria struttura in stile romanico. Riedificata nel 1133, come mostra la lapide del campanile, ha subito diversi rimaneggiamenti fino ai giorni nostri. All'interno si conservano due pregevoli opere del pittore ferrarese Ippolito Scarsella, detto lo Scarsellino, tra cui S.Pietro e Paolo e Santa Lucia. Il campanile risale al 1184 e fu bombardato il 30 gennaio 1945. Venne in seguito ricostruito diventando il simbolo delle vittime dei bombardamenti.

Chiesetta romanica trecentesca dedicata alla "Natività della Vergine". L'interno è impreziosito da frammenti di affreschi della metà del XIV secolo attribuiti alla bottega di Vitale da Bologna[3]. La chiesa è situata a tre chilometri dal centro di Copparo.

  • Chiesa della SS. Annunziata di Ambrogio

Una prima chiesa è attestata nel 1188 dedicata a Santa Maria. Alla fine degli anni '50 del secolo scorso, durante gli scavi per la ricostruzione della chiesa, furono rinvenute le fondamenta di un precedente edificio a pianta rettangolare di metri 14 per 7 e gli archi di tre absidi, le laterali più piccole rispetto alla centrale, ciò ha fatto pensare all'esistenza di una ‘pieve'. L'ipotesi è suggestiva, ma che fosse chiesa ‘battesimale' non è dato sapere, diversamente da quanto si può appurare per centri vicini come Coccanile, per esempio. La chiesa attuale è il risultato del rifacimento ricordato sopra e fu consacrata nel maggio 1961 da monsignor Salvatore Baldassarri, arcivescovo di Ravenna (allora Ambrogio, Coccanile, Cologna, Berra e Serravalle costituivano la cosiddetta pentapoli, estrema propaggine nord-est dell'arcidiocesi ravennate). La chiesa, costruita su progetto di don Nino Cinti, presenta un'imponente facciata dalle linee ispirate a un romanico modernizzato, con rosone e un portale dove campeggia la porta bronzea, opera di Egidio Casagrande, e i pannelli riportano scene della Via Crucis. Una porta, è stato detto, degna “di una basilica d'alta risonanza” (U. Malagù). L'interno è a navata unica, bianca, ai fianchi sei massicci costoloni in cotto per lato, dai quali si partono le travature in cemento, il tutto per un suggestivo colpo d'occhio, mentre sullo sfondo, dall'abside, separata da un paramento in cotto, emergono proiettandosi verso l'alto le argentee canne dell'organo.

  • Chiesa di San Michele Arcangelo a Saletta

Voluta dall'architetto Alfonso Magnanini nel 1804, viene costruita dal 1810 al 1842, anno a cui risale la facciata. All'interno della chiesa si può ammirare un organo del Callido di inizio Ottocento. Inoltre sono conservati due preziosi altari marmorei settecenteschi: altare dell'Immacolata Concezione e altare di San Giuseppe. Si ipotizza che entrambi sarebbero stati qui trasferiti da monasteri ferraresi appartenenti all'ordine dei domenicani. Infatti sono presenti ai lati degli altari quattro statue raffiguranti santi domenicani: Santa Rosa da Lima, Santa Caterina da Siena, San Tommaso d'Aquino e San Vincenzo Ferrer.[4]

  • Chiesa di San Giovanni Battista a Tamara

Si presume che l'edificio risalga al 1434, quando san Giorgio ne era il santo patrono; fu ricostruita interamente nel 1839 dal parroco Francesco Boari.

  • Chiesa dei Santi Lorenzo e Vito a Gradizza

La chiesa è menzionata già a partire dal 1142, è stata ricostruita nel 1741 e nel 1813. È visitabile solo esternamente. Dal 2007 è possibile anche visitare l'interno.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo municipale, costruzione che ha inglobato la Delizia estense.
La torre della Delizia estense.
  • Palazzo municipale

Ora sede del Comune di Copparo; l'edificio era stato edificato dagli Estensi nella seconda metà del XVI secolo. Al posto dell'edificio andato distrutto durante l'incendio del 1862 nel 1875 nella stessa area venne edificato l'attuale residenza che ha inglobato i resti della delizia estense di Copparo.

  • Torre Estense

Detta "al Turiòn", emblema della Delizia Estense, è l'ultima sopravvissuta delle cinque torri del progetto originale del castello. Ospita la Biblioteca comunale, in particolare al secondo piano la Biblioteca generale e la Sezione ragazzi, al terzo piano la Fonoteca. Oggi la Delizia di Copparo, orgoglio e vanto dei copparesi, rimane a testimonianza dell'illustre passato di questo territorio ed è sede degli uffici comunali. L'ultima ristrutturazione dell'edificio risale al giugno 2003.

  • Teatro Comunale De Micheli

L'edificio nasce agli inizi del Novecento per volere di Enrico De Micheli ed è un tipico teatro all'italiana. Oggi, a distanza di trent'anni, è stato acquistato dall'amministrazione comunale e riportato al suo originario splendore. La recente inaugurazione risale al 23 ottobre 2004.

  • Casa Bighi

Dimora dell'artista copparese, grafico e pubblicitario Dante Bighi; donata al Comune alla sua morte nel 1994, luogo di arte e di cultura. Dalla fine di settembre 2008 è stato istituito il Centro Studi "Dante Bighi", gestito dall'associazione UXA – che nella villa ha la propria sede – in convenzione con l'Amministrazione Comunale, .

  • Palazzo di Zenzalino e parco

Nella tenuta di Zenzalino, azienda agricola di 650 ettari a circa tre chilometri dal centro di Copparo, si trova l'omonimo Palazzo, inserito in un parco di circa tre ettari di piante secolari. Il Palazzo risale al XV secolo, venne riedificato nel XIX secolo ed attualmente è dimora privata. Nella tenuta vi è un famoso allevamento di cavalli da trotto dove, nel 1995, è nato Varenne. La proprietà è privata e non accessibile al pubblico.

Costruita nel 1480 dal vescovo Bartolomeo della Rovere, diventa residenza di villeggiatura vescovile dell'epoca ospitò Tommaso Ruffo e Ippolito d'Este. La Villa è ubicata sulla sinistra del Po di Volano, vicino Sabbioncello San Vittore, piccola frazione a otto chilometri da Copparo. L'edificio è in corso di ristrutturazione da parte di Comune di Copparo e Provincia di Ferrara, proprietari dell'immobile.

A Tamara, a soli sei chilometri da Copparo, si trova la casa del poeta Corrado Govoni (1884-1965).

La fontana monumentale[modifica | modifica wikitesto]

Fontana Monumentale, 1933

Collocata di fronte al palazzo municipale la fontana fu realizzata per commemorare i caduti della prima guerra mondiale dall'architetto forlivese Piero Toschi e decorata dallo scultore ferrarese d'adozione Enzo Nenci, fu inaugurata il 14 novembre 1935. Costruita in marmo verde imperiale e bianco di Carrara è composta da una grande vasca esterna rotonda in pietra e da una vasca interna con le iscrizioni dei caduti, un pilastro bianco centrale circondato da quattro pilastri in marmo nero decorati a bassorilievo completano l'opera. La vasca centrale porta scolpito sul fronte lo stemma comunale, raffigurante un mazzo di spighe e una coppa, sovrastato da una corona e stretto da un ramo di quercia e da uno d'alloro. Nel corso della seconda guerra mondiale il giardino che la circondava fu trasformato in orto di guerra. I bassorilievi visibili sui pilastri in marmo nero sono opera dello scultore Enzo Nenci e raffigurano: Diana della Vittoria, Diana della Guerra, L'Assalto, Canto di Guerra, Onore all'Italia, Il Sacrificio, Il Mutilato, Pietà al Caduto. Nell'immediato ultimo dopoguerra fu aggiunta un'ulteriore fascia di marmo recante i nomi dei Caduti nelle guerre risorgimentali, d'Africa, di Spagna e della seconda guerra mondiale. La fontana è stata restaurata nel 1992.

Enzo Nenci- Pietà del caduto (sinistra), Diana della guerra (destra), 1933
Fontana Monumentale, lato scuola Oreste Marchesi

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Assai noto è il Palio di Copparo in cui si sfidano in giochi di piazza e giochi di bandiere i quattro rioni copparesi: il Rione Mota, il Rione Crusar, il Rione Dezima ed il Rione Furnas. La manifestazione, interrottasi negli anni trenta, è rinata nel 1977 riscuotendo grande successo di pubblico, anno dopo anno. Il Palio di Copparo si svolge a giugno nella piazza principale di Copparo. Prevede, inoltre, la Sfilata Storica delle quattro Contrade in abiti rinascimentali. A settembre, invece, il paese si anima grazie alle manifestazioni del Settembre Copparese; vera vetrina dei prodotti agricoli del territorio ed occasione per dibattiti, mostre e mercatini.

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Palio di Copparo: a giugno i quattro rioni copparesi si sfidano nella piazza principale.
  • Settembre Copparese: a settembre, la manifestazione prevede appuntamenti culturali, luna park ed attrazioni.
  • Mercatino dell'hobbystica, zona portici e Piazza della Libertà, ogni terzo weekend del mese: dalle 9,30 alle 18,30 (luglio e agosto dalle 18,30 alle 23,30)
  • Pista di pattinaggio su ghiaccio presente ogni inverno durante le festivita natalizie in Piazza del Popolo.
  • Festa di Primavera: si svolge ad inizio Maggio in Piazza del Popolo e prevede il raduno di auto storiche, il raduno dei bikers, il mercatino dell'usato e dell'antiquariato, la sfilata di carrozze a cavalli con l'esibizione dei figuranti del Palio di Copparo, il raduno dei Camperisti, la mostra delle opere dei pittori copparesi, il mercato ed infine il rogo di un pupazzo rappresentante l'inverno.
  • Raccontare il passato per capire il presente manifestazione che si svolge il 25 aprile dal 2011. Manifestazione unica nel suo genere a livello provinciale, è promossa dalla locale sezione A.N.P.I. C. Sartori. Nel Parco del Museo La Tratta incontri, gastronomia, grande musica dal vivo, attività laboratoriali per bambini.
  • Musiche D'Estate, in luglio e agosto il centro cittadino si anima con serate di musica, cabaret e teatro.
  • Museo & Bici, a maggio e giugno, l'iniziativa ha lo scopo di valorizzare le risorse ambientali, agricole e culturali del territorio copparese, attraverso percorsi da fare in bicicletta.
  • Carnevalata Copparese a febbraio nei giorni del carnevale sfilata di carri allegorici nella Piazza del Popolo.
  • Presepe Vivente La Domenica prima del Santo Natale viene proposto al pubblica la rappresentazione della nascita del bambin GESU' con figuranti immersi in uno scenario più simile possibile all'epoca, con personaggi che recitano il tutto sul sagrato della chiesa.
  • Rappresentazione della Via CRUCIS si svolge all'interno della chiesa dei SS.Pietro e Paolo il venerdì prima della Santa Pasqua con figuranti che fermi immobili raffigurano le 15 stazioni della Via Crucis.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Comunale

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo della Civiltà Contadina "La Tratta"

Si tratta di una interessante raccolta che documenta la civiltà rurale e le tradizioni contadine (proveniente dalla raccolta del berrese Severino Peron), ospitata nella casa colonica, a nord del centro di Copparo, denominata "La Tratta" (via Goito, 4).All'interno del museo è possibile assistere alla rappresentazione di tre diversi cicli della tradizione contadina: del grano, della canapa e del vino.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Tale forma è stata celebrata da umanisti del nostro Rinascimento e la ritroviamo persino presso la Galleria di San Pietroburgo nelle Nozze di Cana del Garofalo.

Il pampepato o pampapato, di forma rotonda, ricoperto di cioccolato. È composto di mandorle e cedro candito, il tutto impastato con cioccolato e cotto al forno; compare sulle tavole copparesi la settimana che precede le feste di Natale e scompare dopo la Befana. La continua richiesta di questo dolce da parte dei turisti, ha fatto sì che il pampepato perdesse il suo carattere tipicamente stagionale ed ora è possibile gustarlo tutto l'anno.

  • Vini

Tra i vini prodotti nel Bosco Eliceo, i cui vitigni sembra siano stati importati dalla Borgogna al tempo degli Estensi, si annoverano il Vin del Bosco, Merlot e il Sauvignon.

Persone legate a Copparo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ambrogio, Brazzolo, Coccanile, Cesta, Fossalta, Gradizza, Ponte San Pietro, Sabbioncello San Pietro, Sabbioncello San Vittore, Saletta-Cà Matte, Sant'Apollinare, Tamara

Economia[modifica | modifica wikitesto]

A Copparo è presente la sede principale dell'Industria Berco produttrice di componenti per carri cingolati e macchine utensili, conosciuta in Italia ma soprattutto all'estero e negli USA in particolare il cui mercato assorbe il 32,9% del fatturato complessivo. L'industria Berco, oltre che in Italia, è presente anche in USA, Brasile, Germania, Regno Unito, Giappone ed Estremo Oriente.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 maggio 1985 11 gennaio 2004 Davide Tumiati PCI/PDS/DS Sindaco [6]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Maria Teresa Bertuzzi PD Sindaco
8 giugno 2009 in carica Nicola Rossi PD Sindaco

Fonte: Ministero dell'Interno [7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Atto di separazione del comune di Copparo e costituzione di cinque comuni - pagina 28
  3. ^ L. Lorenzini, 1994, p. 38 e pp. 123-127 (foto)
  4. ^ L. Lorenzini, 1994, p. 34 e pp. 102-103 (foto)
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Sospeso.
  7. ^ http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., L'Emilia Romagna paese per paese, Vol.1, Firenze, Bonechi, 1991, ISBN 88-7009-680-7.
  • Lorenzo Lorenzini, Il patrimonio storico-artistico degli edifici di culto del copparese. Mostra fotografica sulle Chiese Parrocchiali. Gli aspetti architettonici degli edifici sacri, gli oggetti d'arredo liturgico, affreschi, sculture: Galleria "O. Marchesi" Piazza del Popolo - Copparo dall'1 al 23 ottobre 1994, Ferrara, Cartografica artigiana, 1994, ISBN non esistente.
  • Associazione culturale "Città di Copparo" (a cura di), Copparo: volti luoghi memorie, Cento (Fe), SIACA Artigrafica, 1998, ISBN non esistente.
  • Touring club italiano, Emilia Romagna, Milano, Touring club italiano - Mondadori, 2007, pp. 723-724, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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