Sant'Agata sul Santerno

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Sant'Agata sul Santerno
comune
Sant'Agata sul Santerno – Stemma
Sant'Agata sul Santerno – Veduta
Scorcio della Piazza Umberto I
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Ravenna-Stemma.svg Ravenna
Amministrazione
SindacoEnea Emiliani (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate44°26′N 11°52′E / 44.433333°N 11.866667°E44.433333; 11.866667 (Sant'Agata sul Santerno)Coordinate: 44°26′N 11°52′E / 44.433333°N 11.866667°E44.433333; 11.866667 (Sant'Agata sul Santerno)
Altitudine14 m s.l.m.
Superficie9,37 km²
Abitanti2 873[1] (30-11-2016)
Densità306,62 ab./km²
Comuni confinantiLugo, Massa Lombarda
Altre informazioni
Cod. postale48020
Prefisso0545
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT039017
Cod. catastaleI196
TargaRA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantisantagatesi
Patronosant'Agata
Giorno festivo5 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Agata sul Santerno
Sant'Agata sul Santerno
Sant'Agata sul Santerno – Mappa
Posizione del comune di Sant'Agata sul Santerno nella provincia di Ravenna
Sito istituzionale

Sant'Agata sul Santerno (Sant'Êgta in romagnolo) è un comune di 2.873 abitanti della provincia di Ravenna. È il secondo comune più piccolo della provincia per popolazione (dopo Bagnara di Romagna) e il più piccolo quanto a superficie.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Agata è attraversata da un'importante via di comunicazione, la strada San Vitale, che collega Bologna con Ravenna. Il paese sorge nel punto in cui questa attraversa il fiume Santerno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione all'Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa di Sant'Agata Ferrarese (1896).

L'abitato sorse probabilmente in epoca bizantina. Per difendersi dalle continue incursioni longobarde, i bizantini eressero tra VII e VIII secolo una linea difensiva (una specie di “Vallo di Adriano”) che andava da Ferrara (città di fondazione bizantina) alla via Emilia. La linea era punteggiata da piccoli castra, cioè presidi militari[2]. Dall'esame cartografico e dal confronto con le foto satellitari emerge come la struttura primitiva dell'abitato di Sant'Agata avesse le tipiche dimensioni (circa 160 x 160 metri) di un villaggio protetto da un fossato con argine[3].

Poco più a nord del castrum, in campagna, sorse una pieve[4] che ebbe (come negli altri centri del Nord Italia dell'epoca) una funzione sia religiosa sia civile. Si ritiene che sorgesse 1 km a Nord dell'attuale piazza centrale, nei pressi dell'attuale via Angiolina. Oggi la pieve, intitolata a Sancta Agatha, non esiste più. Però il suo nome è stato ereditato dal villaggio altomedievale. Agata è una santa di origine orientale: il suo culto si diffuse in Italia (a partire da Catania) proprio nel periodo bizantino[5].

Fin dai secoli XII-XIII la pieve di S. Agata fece parte della Diocesi di Faenza, cui appartiene tuttora. In quel periodo il territorio circostante era occupato prevalentemente da boschi: la Magnum forestum delle cronache medievali[6].

Tra il XIII e il XIV secolo Sant'Agata fu disputata dai signori locali, trovandosi, suo malgrado, al centro di scontri tra truppe avversarie. Tale periodo turbolento ebbe termine nel 1440, una delle date più significative della storia del paese. Il 23 settembre di quell'anno Papa Eugenio IV cedette in feudo alcune terre della Bassa Romagna, tra cui Sant'Agata, agli Estensi di Ferrara per 11.000 ducati d'oro. Il paese assunse quindi il nome di S. Agata Ferrarese, che conservò fino all'Unità d'Italia. Nel 1487 gli abitanti ottennero dagli Este lo Statuto, ovvero leggi scritte di autogoverno della città. L'abitato aveva una pianta ridotta; l'accesso al castello avveniva attraverso un'unica Porta; la fortificazione era circondata da un grande fossato, chiamato dagli abitanti "la Fossa" (dell'antico castello non rimane che uno dei due torrioni, l'attuale torre dell'orologio)[7]. Nel recinto del castello fu edificata la chiesa arcipretale. In epoca successiva il fossato venne prosciugato (ciò accadde anche nei centri abitati circostanti, come Lugo e Bagnara). La porzione dell'ex fossato antistante la porta cittadina divenne la piazza centrale del paese[8].

Dopo l'estinzione della dinastia estense, nel 1598, Sant'Agata, insieme ad altri territori nella Bassa Romagna, fu devoluta allo Stato Pontificio, che la inserì nella neonata Legazione di Ferrara.
Seguirono: la sottomissione all'esercito napoleonico nel 1796 e il ritorno sotto lo Stato Pontificio nel 1815.
Con l'annessione delle Legazioni pontificie al Regno di Sardegna (1859), il comune di Sant'Agata fu incluso nella Provincia di Ravenna (annessione sancita con i plebisciti del 1860).

Dal 1861 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1863, per Regio Decreto, il paese assunse l'attuale denominazione di Sant'Agata sul Santerno. Nel gonfalone del Comune compaiono: Sant'Agata, la torre civica e l'aquila degli Estensi.

Nel 1866 fu costruito il nuovo ponte di legno sul Santerno. Ai tempi dell'Unità d'Italia il fiume Santerno a sud del paese era caratterizzato da lunghe ed ampie anse, che rallentavano il corso dell'acqua. Nel giro di poco più di tre km, il fiume ne formava sei. In caso di piogge il livello del fiume poteva elevarsi fino ad esondare, con grave pericolo per la popolazione. Le anse a sud del paese furono eliminate tra il 1885 e il 1888, con la realizzazione del cosiddetto "drizzagno" (un raddrizzamento di circa 2,5 chilometri), insieme all'innalzamento degli argini su tutto il fiume[9]. I lavori furono eseguiti dal Genio Civile della Provincia di Ravenna.

Alla fine dell'Ottocento la superficie agraria era coltivata solo in minima parte. Lo studioso Emilio Rosetti, nella sua opera La Romagna. Geografia e storia (1894), aveva diviso il territorio agrario romagnolo in sei aree[10]. Sant'Agata fu classificata, come Conselice, nella "Zona risicola", poiché la coltura prevalente era quella del riso.

All'inizio del XX secolo la popolazione viveva in condizioni modeste. Delle circa 400 famiglie che abitavano nel territorio del comune, pochissime erano definibili ricche.

Quanto al tipo di lavoro, la fetta più grossa della popolazione era dedita all'agricoltura. I piccoli proprietari, in tutto qualche decina di famiglie, possedevano in media dai 3 ai 4 ettari di terra. Nonostante la loro vita faticosa, erano considerati benestanti: infatti non dovevano dividere con nessun altro il frutto del loro lavoro, come invece accadeva ai coloni mezzadri e agli affittuari (che alla fine dell'anno dovevano corrispondere al proprietario del terreno una quota fissa). A Sant'Agata, come del resto in tutta la Bassa Romagna, mezzadri e affittuari rappresentavano la stragrande maggioranza dei lavoratori.

La categoria più disagiata era senza dubbio quella degli operai e dei braccianti: lavoravano solo d'estate, nella mietitura, nella trebbiatura e nella vendemmia, e rimanevano disoccupati in inverno; molti di essi, inoltre, non erano nemmeno proprietari della casa in cui vivevano.

Alcune tappe dello sviluppo civico di Sant'Agata sono scandite dagli avvenimenti che seguono: - 1901 viene fondata la Cassa Rurale da 14 soci, tra cui don Antonio Randi; - 1905 viene inaugurato il nuovo ponte sul Santerno; - 1924 viene aperta la prima agenzia della Cassa di Risparmio di Ravenna; - 1925 giunge in paese la luce elettrica. La linea ferroviaria esisteva invece fin dal 1888; - 1926 (il 16 giugno) viene inaugurato l'asilo infantile fondato da Giovanna Azzaroli; - 1929 vengono costruite le attuali Scuole elementari, inaugurate due anni dopo.

Le due guerre mondiali portarono lutti e privazioni anche ai Santagatesi: nella guerra 1915-1918 si contarono 16 caduti in battaglia, 19 deceduti per malattie contratte al fronte e 5 dispersi. I danni causati dal secondo conflitto mondiale furono ancora più gravi: il paese venne quasi completamente distrutto dai bombardamenti (terribile l'ultimo del 9 aprile 1945) e si ebbero 77 civili deceduti per fatti di guerra e 6 militari morti o dispersi sui vari fronti. Sant'Agata fu liberata il 10 aprile 1945; i primi ad entrare furono i soldati inglesi e neozelandesi.

Al referendum istituzionale del 1946 la Repubblica ottenne 1.169 voti, la monarchia 108.[senza fonte]

Alle elezioni politiche del 1948, ottennero voti per il Senato: Fronte Popolare 604, Democrazia Cristiana 277, PRI 239. Per la Camera: Fronte Popolare 674, Democrazia Cristiana 425, P.R.I. 259.[senza fonte]

Il 5 dicembre 1959 il fiume Santerno ruppe l'argine in due punti e l'acqua invase il paese. Questa è stata, comunque, l'ultima alluvione registrata.

Nel 1960 Primo Mazzari fondò l'omonima distilleria, che rimane ancora oggi la fabbrica più conosciuta di Sant'Agata. Il secondo marchio più conosciuto, il Mobilificio Pirazzoli, sorse nel 1966. L'edificio, a tre piani, spicca in un paese di tutte case basse. Per la sua altezza e la grande insegna luminosa posta sul tetto, lo si nota anche a qualche chilometro di distanza percorrendo la San Vitale, soprattutto perché svetta più in alto del ponte sul Santerno.

Tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta si assistette in Italia ad una straordinaria trasformazione degli stili di vita, che coinvolse anche i piccoli centri abitati, tra cui Sant'Agata. Tra i mezzi di trasporto, la bicicletta finì in secondo piano. Si passò ai ciclomotori (Vespa su tutti) e poi alle automobili (Fiat 600 e 500 Fiat).

Nel 1967 venne costruito il primo acquedotto cittadino. Al censimento del 1971 i santagatesi risultarono occupati come segue: il 27,2% nell'agricoltura; il 32,5% nell'industria ed il 40,3% nel terziario. Si poté notare un progressivo inurbamento della popolazione: tra il 1951 e il 1971 la quota degli abitanti residenti nel centro urbano passò dalla metà ai due terzi. Al referendum sul divorzio del 1974, il fronte del no vinse con 1.024 voti contro 462 sì.

Il 10 giugno 2003 è stato inaugurato il nuovo ponte sul Santerno, dotato di piste ciclabili e posto più in alto rispetto al precedente.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • La chiesa arcipretale. L'edificio attuale è stato costruito su una chiesa precedente. La chiesa fu edificata nel 1881 per volere di monsignor Ercole Rambelli, arciprete dal 1874 al 1916. Il progetto fu affidato all'architetto Vincenzo Pritelli di Faenza che si ispirò, per la realizzazione dell'opera, allo stile neoclassico, in voga nel XIX secolo. La pianta è a croce latina, con abside semicircolare. La facciata, in pietra a vista, si sviluppa in verticale, terminando con un frontone triangolare. L'interno è a navata unica con nicchie laterali. Nella chiesa vi sono sette altari; il maggiore è dedicato a Sant'Agata Vergine e Martire, raffigurata nella pala d'altare opera del pittore massese Orfeo Orfei (fine XIX secolo). Nel 1892 fu ultimato il campanile, ancora su progetto del Pritelli. Nel 1944 il pittore Umberto Folli, anch'egli di Massa Lombarda, dipinse la volta del presbiterio.
La torre civica
  • La torre civica, detta anche Torre dell'orologio, fu costruita sull'antica porta di accesso al castello medievale. Il castello sorse nei primi secoli dopo il Mille. La costruzione era cinta da solide mura che formavano un quadrilatero circondato da un grande fossato. La chiesa arcipretale venne costruita nel recinto del castello. Lo spazio circondato dall'antica Fossa costituisce oggi la piazza principale del paese, Piazza Umberto I. Sovrasta la torre, fin da tempi remoti, la campana dell'orologio. Certamente era già stata costruita prima del 1487, data a cui risale il primo Statuto cittadino. La campana, detta della ragione, serviva per chiamare a raccolta i cittadini che governavano il paese e si è conservata fino ai giorni nostri.
  • Il municipio si trova in piazza Garibaldi, un tempo piazza Maggiore, entro la cerchia delle mura. In origine faceva parte del fabbricato del castello: i muri perimetrali recano ancora tracce dei suoi contrafforti obliqui. L'edificio ha sempre avuto un prevalente utilizzo pubblico. Presso il municipio sono conservati gli Statuti: due antichi e preziosi codici, uno dei quali in pergamena con pregevoli miniature; contengono in 4 libri le leggi che il duca di Ferrara Ercole II emanò per S. Agata nel 1487.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]


Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Variazione della popolazione residente a Sant'Agata sul Santerno dal 2007 al 2011.

Data Abitanti Variazione Italiani Variazione Stranieri Variazione
31/12/2007 2.570 2.342 228 (8,9%)
31/12/2011 2.861 + 11,3% 2.533 + 8,15% 328 (11,46%) + 43,85%

Fonte: Servizi Demografici Unione Comuni della Bassa Romagna.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 313 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di S. Agata sul Santerno è presente una parrocchia facente parte della Diocesi di Faenza.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Sant'Agata[modifica | modifica wikitesto]

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del territorio tra Sillaro e Santerno con l'indicazione della «Bastia» come toponimo (1830).

La «Bastia» e la «San Vitale» sono le due strade storiche che si incrociano a Sant'Agata.
La Via Bastia è una delle strade più antiche della Bassa Romagna. Le sue origini affondano nel Medioevo. La strada parte dal centro abitato e procede verso nord costeggiando il fiume Santerno fino alla sua immissione nel Reno. Nel 1395, quando il Santerno spagliava ancora nelle valli, i soldati di Nicolò III d'Este avevano costruito una bastiglia, cioè un baluardo difensivo, nel punto di confluenza tra Reno (all'epoca Po di Primaro) ed il canale artificiale Zaniolo, ad ovest del Santerno[12]. Sede di un rastellum dai consistenti pedaggi, finì sotto il controllo degli Estensi verso il 1433[13]. Nel 1460 i ferraresi deviarono il Santerno fino a condurlo nel Po di Primaro e la Via Bastia assunse l'attuale importanza, data dal fatto che si trovò a fiancheggiare il fiume per tutto il suo corso.
La Via San Vitale[14] è l'asse principale di collegamento terrestre tra Ravenna e Bologna. Fino a tutto il XVIII secolo, la direttrice preferita per i collegamenti Ravenna-Bologna era stata la via fluviale, in quanto Ravenna era ben inserita nel sistema fluviale Reno-Po di Primaro.
Ancora nel 1801 sul fiume Santerno non esisteva il ponte: infatti, localmente, la strada era denominata "Via Pubblica che va al passo della Barca". La san Vitale emerse come importante via di collegamento nel corso del XIX secolo, quando le opere di bonifica resero più stabili i collegamenti via terra.

Una moderna pista ciclabile collega il paese con la vicina Lugo, distante 4 km. Nel 2016 è stata aperta un'altra pista ciclabile in direzione Massa Lombarda[15].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

I Comuni di Sant'Agata sul Santerno, Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo e Massa Lombarda formano insieme l'Unione dei comuni della Bassa Romagna.

Sindaci precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1864[16] 1873 Carlo Gieri Sindaco dimissionario (1873)
1873 1875 Aderito Farina Sindaco facente funzioni
1875 1879 Ugo Gieri Sindaco dimissionario (1879)
1879 Costante Scardovi Sindaco Facente funzioni
1879 1882 Francesco Farina Sindaco
1882 1884 Ugo Gieri Sindaco (secondo mandato)
1884 1885 Carlo Ricci Sindaco dimissionario (1885)
1885 1890 Francesco Farina Sindaco Facente funzioni
1890[17] 1894 Francesco Farina Sindaco
1894 1895 Casimiro Dalle Vacche Sindaco
1895 Angelo Tampieri Sindaco
1895 1902 Domenico Scardovi moderati Sindaco confermato (nel 1900?)
1902 1905 Demetrio Gieri Sindaco
1905 1914 Remigio Ricci Bitti repubblicani e socialisti Sindaco
1914 1920 Luigi Azzaroli moderati Sindaco
1920 1922 Luigi Bordini Sindaco
1923 1924 Luigi Scardovi Sindaco dimissionario (1924)
1924 Antonio Vernocchi Sindaco Facente funzioni
1925[18] 1932 Luigi Scardovi Podestà
1932 1936 Angelo Giuseppe Avveduti Podestà
1936 1943 Tomaso Marzetti Podestà
1944 Antonio Vernocchi Comm. pref.
aprile 1945 ottobre 1945 Adriano Venturini Sindaco[19]
ottobre 1945 marzo 1946 Achille Brunetti Sindaco[20]
1946[21] 1950 Tomaso Penazzi Partito Comunista Italiano Sindaco
1951 1954 Giacomo Drei PCI e PSI[22] Sindaco dimissionario (1954)
23/04/1954 1956 Egidio Mazzini PCI Sindaco
1956 1964 Dino Landi Sindaco confermato nel 1960
1964 1970 Egidio Mazzini PCI-PSIUP Sindaco
1970 1977 Raffaele Biondi PCI Sindaco Confermato nel 1975.
Dimissionario nel 1977.
15/04/1977 1980 Amalio Ricci Garotti PCI Vicesindaco
1980 1985 Amalio Ricci Garotti PCI-PSI Sindaco
1985 1989 Romano Ricci Mingani PCI Sindaco dimissionario (1989)
13 marzo 1989 6 maggio 1990 Maria Landa Biondi Partito Comunista Vicesindaco
7 maggio 1990 25 aprile 1995 Maria Landa Biondi Partito Comunista Sindaco Confermata il 7 maggio 1990.
26 aprile 1995[23] 14 giugno 2004 Luigi Antonio Amadei Insieme per Sant'Agata
(lista civica)
Sindaco Confermato il 22 giugno 1999.
15 giugno 2004 7 giugno 2009 Franca Proni Insieme per Sant'Agata
(lista civica)
Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Luigi Antonio Amadei Insieme per Sant'Agata
(lista civica)
Sindaco

Dal 1995 Sant'Agata sul Santerno non è più amministrata dal centro-sinistra: è l'unico comune della Provincia di Ravenna insieme a Bagnara.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

(I quattro comuni fanno parte della comunità di comuni di Noblat, nell'Alta Vienne)

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio

Fino all'annata 2012/13 la società calcistica locale, la S. C. Santagatese[24] (affiliata alla società imolese ASD Chicco Ravaglia), ha disputato il campionato di Eccellenza Emilia-Romagna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ Norino Cani, Santi, guerrieri e contadini, Il Ponte Vecchio, Cesena 2017, pag. 48.
  3. ^ Norino Cani, op.cit., pag. 53.
  4. ^ La sua costruzione viene fatta risalire al 740.
  5. ^ Armanda Capucci, Dalle pievi alla rivolta. La serata storica "Sant'Agata alla ricerca del suo passato", in Giornale di massa, febbraio 2015.
  6. ^ Tale area boschiva si estendeva dal Sillaro al Lamone.
  7. ^ Torre Civica, su romagnadeste.it. URL consultato il 19/04/2015.
  8. ^ Armanda Capucci, Dalla "fossa" a piazza Umberto I, Giornale di massa, aprile 2015.
  9. ^ L'alveo del Santerno Morto, all'interno delle anse, costituisce oggi un serbatoio per le acque in eccesso del Canale dei molini di Imola.
  10. ^ Le sei aree sono: Zona litoranea; Zona boschiva o del Pineto; Zona valliva; Zona risicola; Zona arativa nuda o delle Larghe; Zona arativa alberata.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Secondo Lucio Donati, invece, il nome deriverebbe da una struttura difensiva o di presidio edificata a Ca' di Lugo, cioè nel tratto iniziale della strada. Cfr. Lucio Donati, Origine di Massa Lombarda e del suo territorio, opuscolo, Faenza 2010.
  13. ^ L'irôla de' «Filés», su filese.blogspot.it. URL consultato il 20 agosto 2017.
  14. ^ Gli storici hanno ormai abbandonato l'ipotesi di un'origine antica della San Vitale e respingono anche l'idea che esistesse nel Medioevo una "Via Salaria" che da Ravenna giungesse a Bologna.
  15. ^ Sant'Agata sul Santerno. Lavori pubblici. Terminata la pista ciclabile sulla San Vitale lato nord, su romagnagazzette.com. URL consultato il 20/01/2016.
  16. ^ Sindaco nominato dal re.
  17. ^ Elezione del sindaco da parte del consiglio comunale (legge 30/12/1888, n. 5865).
  18. ^ Podestà nominato dal re.
  19. ^ Nominato dal prefetto su indicazione del Comitato di Liberazione Nazionale.
  20. ^ Nominato dal prefetto su indicazione del Comitato di Liberazione Nazionale.
  21. ^ Elezione del sindaco da parte del consiglio comunale. Normativa ufficializzata con il d.p.r. 16/5/1960, n. 570.
  22. ^ Riuniti nell'Alleanza Democratica Popolare.
  23. ^ Elezione del sindaco a suffragio diretto (legge 25/3/1993, n. 81)
  24. ^ Fu fondata il 25 luglio 1964.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Statuto della terra di Sant'Agata, Libri IV, 1487, traduzione a cura di Armanda Capucci;
  • Giovanni Baldini, Armanda Capucci, Ti racconto il Novecento, Walberti, Lugo, 2005;
  • Armanda Capucci, Antonio Taglioni, Nello specchio dei ricordi, Comune di S. Agata s/S, 1995
  • Armanda Capucci, Antonio Taglioni, Un ponte fra passato e futuro, Walberti, Lugo, 2004;
  • (a cura della Comunità parrocchiale), Un prete e la sua gente. Mons. Giovanni Ceroni, Walberti, Lugo, 1991;
  • "Arte e fede nelle icone della Pieve di S. Agata sul Santerno" (opuscolo), 2006

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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