Legazione di Ferrara (1598-1796)

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Legazione di Ferrara
Informazioni generali
Capoluogo Ferrara
Dipendente da Stato Pontificio
Evoluzione storica
Inizio 1598
Causa Devoluzione del ducato alla Santa Sede
Fine 1796
Causa Occupazione dell'Italia da parte dei francesi
Preceduto da Succeduto da
Ducato di Ferrara Dipartimento del Basso Po
Cartografia
Legazione Ferrara.jpg

La legazione di Ferrara fu una suddivisione amministrativa dello Stato Pontificio, istituita nel 1598 da Papa Clemente VIII, in seguito alla devoluzione del Ducato di Ferrara allo Stato della Chiesa.

Premessa storica[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 maggio 1567 da Papa Pio V pubblicò la Bolla pontificia Prohibitio alienandi et infeudandi civitates et loca Sanctae Romanae Ecclesiae. Tale Bolla richiamò ufficialmente il ducato sulle condizioni che sarebbero venute a mancare, in caso di assenza di eredi legittimi, al permanere degli estensi al potere[1].

Devoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Alfonso II d'Este tentò di avere eredi legittimi tuttavia, malgrado i suoi tre matrimoni, questo non gli fu possibile. Designò alla sua successione il cugino Cesare (figlio di Alfonso, fratello del padre Ercole II d'Este), ma l'atto fu riconosciuto solo dall'Impero, non dalla Chiesa, in quanto lo zio Alfonso era figlio naturale del predecessore duca Alfonso I d'Este e di Laura Dianti.

Alla morte del duca quindi Papa Clemente VIII, nel 1598, si riappropriò della città, antico feudo papale, riportandola sotto la diretta giurisdizione dello Stato Pontificio[2][3]. In seguito alla devoluzione del Ducato di Ferrara alla Santa Sede, gli Estensi trasferirono la loro corte a Modena, e questa sino al 1859 rimase la capitale del ducato estense.

Fine della Legazione di Ferrara[modifica | modifica wikitesto]

Parentesi napoleonica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1796 l'armata di Napoleone Bonaparte invase lo Stato Pontificio. Il 22 giugno cadde Bologna e nel dicembre dello stesso anno la Legazione di Ferrara entrò a far parte della costituenda Repubblica Cispadana. In seguito, il 29 giugno 1797 divenne parte integrante della Repubblica Cisalpina e questo sancì la fine della Legazione di Ferrara.

Ritorno dello Stato pontificio e inizio dell'occupazione austriaca[modifica | modifica wikitesto]

Italia politica nel 1815

Dopo la caduta del Regno d'Italia napoleonico, il territorio di Ferrara fu restituito alla Santa Sede e il 13 giugno 1815 venne ripristinata la Legazione. Questo ritorno tuttavia non avvenne nelle condizioni della riprese del potere papale su una regione che era feudo papale e sulla quale gli estensi avevano avuto il governo solo in nome del Papa, ma vide l'arrivo dell'esercito austriaco e l'occupazione di fatto da parte di una potenza straniera ancor prima che si concludesse il Congresso di Vienna.

Durante la Prima guerra d'indipendenza italiana gli austriaci invasero la città di Ferrara ed altre zone controllate dal papato.

Conseguenze della devoluzione e della partenza degli estensi[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni immediatamente successivi al 1598 e sino al 1860 si ebbero vari effetti politici, economici e culturali sulla città:

  • Ferrara, dopo la morte di Alfonso II d'Este ed il passaggio sotto la diretta giurisdizione del Papa perse il ruolo di capitale estense ed assunse quello di una città periferica dello Stato Pontificio, iniziando una lunga fase di decadenza.
  • Cesare d'Este spostò la corte degli Estensi a Modena e trasferì in quella città gli archivi, molte opere d'arte ed artiglierie leggere, oltre ad altro di proprietà del ducato.[4]
  • Lo stato pontificio, assunto il pieno potere sulla città, vi fece costruire nel 1612 una cittadella fortificata distruggendo parte delle antiche mura e facendo sparire la delizia estense di Belvedere che sorgeva su un'isola nell'alveo del vecchio Po.[5][6]
  • Dopo secoli di piena accoglienza da parte degli Estensi gli ebrei, a Ferrara, a partire dal 1627, furono costretti a trasferirsi in un ghetto.
  • La spogliazione sistematica di preziosissime opere artistiche. Tale scempio iniziò con i capolavori trafugati dal Papa e continuò poi coi francesi durante la loro dominazione. In tal modo opere di valore incalcolabile vennero disperse nei musei di molte parti del mondo.[7][8]

Estensione[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio romagnolo inserito nella Legazione di Ferrara.

Nella sua conformazione definitiva, la Legazione confinava a nord con la Repubblica di Venezia, a est con il Mare Adriatico, a sud con la Legazione di Romagna, a ovest con la Legazione apostolica di Bologna e il Ducato di Modena e Reggio.

Facevano parte della Legazione anche sette comuni romagnoli. Il territorio da essi formato prese il nome di Romagna estense:

I cardinali legati[modifica | modifica wikitesto]

L'instaurarsi del dominio papale a Ferrara decretò la fine della magnifica città che era stata nel rinascimento e la debole presenza dei Legati papali, rappresentanti dei diciannove Papi che in quel periodo si succedettero a Roma, non fece che decretare la fine di quello splendore. Ferrara si impoverì artisticamente e rimasero solo i palazzi a testimoniare la perduta potenza e grandezza. Anche sul piano economico la sopravvivenza era garantita solo dalla rendita terriera, ma nel complesso la città si ridusse a una squallida e piccola città circondata da paludi.[9][10]

Cronotassi dei cardinali legati[modifica | modifica wikitesto]

Cronotassi dei Legati di Ferrara
Nome Data inizio Data termine Note
Pietro Aldobrandini 29 gennaio 1598 30 settembre 1605 Legato perpetuo[11]
Giovanni Francesco Aldobrandini 1598 20 luglio 1605 Co-legato
Orazio Spinola 25 settembre 1606 17 dicembre 1615
Giacomo Serra 16 settembre 1615[12] 19 agosto 1623
Francesco Cennini de' Salamandri 12 novembre 1623 5 aprile 1627
Giulio Cesare Sacchetti 8 marzo 1627[12] maggio 1630
Antonio Barberini maggio 1630 1631 Legato a latere
Giulio Cesare Sacchetti maggio 1630 10 luglio 1631 Co-legato
Giovanni Battista M. Pallotta 1º luglio 1631 21 maggio 1634
Stefano Durazzo 2 maggio 1634[12] 22 ottobre 1637
Ciriaco Rocci 19 novembre 1637 10 novembre 1640
Marzio Ginetti 19 novembre 1640 30 novembre 1642
Antonio Barberini 24 novembre 1642[12] 1644 (seconda volta)
Luigi Capponi 1642
Giovanni Stefano Donghi 17 luglio 1644 6 novembre 1648
Benedetto Odescalchi 15 maggio 1648[12] 21 ottobre 1651 Eletto papa Innocenzo XI nel 1676
Alderano Cybo 1651 7 novembre 1654
Giovanni Battista Spada 22 giugno 1654[12] 6 giugno 1657
Lorenzo Imperiali 23 aprile 1657[12] 27 maggio 1660
Giacomo Franzoni 5 maggio 1660[12] 29 maggio 1664
Girolamo Buonvisi 4 aprile 1664[12] 7 maggio 1667
Neri Corsini 10 maggio 1667 7 maggio 1670
Nicolò Acciaioli 19 maggio 1670 27 maggio 1673
Sigismondo Chigi 17 aprile 1673[12] 10 maggio 1676
Galeazzo Marescotti 5 marzo 1676[12] 18 maggio 1680
Nicolò Acciaioli 29 aprile 1680[12] 1º settembre 1689 (seconda volta)
Giuseppe Renato Imperiali 10 aprile 1690 17 novembre 1696
Ferdinando d'Adda 24 settembre 1696[12] 15 dicembre 1698
Fulvio Astalli 24 novembre 1698[12] 18 dicembre 1707
Lorenzo Casoni 7 novembre 1797[12] 1º dicembre 1709
Lorenzo Corsini 9 settembre 1709[12] Eletto Papa Clemente XII nel 1730
Tommaso Ruffo 19 febbraio 1710 20 giugno 1714
Giulio Piazza 28 maggio 1714[12] 25 maggio 1718
Giambattista Patrizi 10 gennaio 1718[12] 31 luglio 1727
Tommaso Ruffo 6 agosto 1727 ottobre 1730 (seconda volta)
Alessandro Aldobrandini 31 ottobre 1730 14 agosto 1734
Agapito Mosca 30 agosto 1734 settembre 1740
Raniero d'Elci 16 settembre 1740 30 gennaio 1744
Marcello Crescenzi 23 settembre 1743[12] 28 agosto 1746
Camillo Paolucci 19 settembre 1746 17 dicembre 1750
Giovanni Battista Barni 22 luglio 1750[12] 21 gennaio 1754
Giovanni Francesco Banchieri 11 febbraio 1754 ottobre 1761
Marcello Crescenzi 13 luglio 1761[12]
Niccolò Serra 1º dicembre 1766 14 dicembre 1767
Girolamo Spinola 25 gennaio 1768
Scipione Borghese 16 dicembre 1771 5 aprile 1778
Francesco Carafa di Traetto 1º giugno 1778 7 novembre 1786
Fernando Spinelli 24 luglio 1786[12] 29 maggio 1795
Francesco Maria Pignatelli 1º giugno 1795 23 giugno 1796 Armistizio di Bologna

Vice legati[modifica | modifica wikitesto]

Tra queste personalità che svolsero un ruolo amministrativo, oltre a quello inerente la funzione religiosa, si ricordano ad esempio: Filippo Spinelli, Orazio Spinola, Pier Luigi Carafa, Ciriaco Rocci, Fabio Chigi (poi Papa Alessandro VII), Alfonso Litta, Vincenzo Costaguti, Lorenzo Imperiali, Domenico Maria Corsi, Sinibaldo Doria, Giorgio Spinola, Alessandro Aldobrandini, Benedetto Erba Odescalchi, Giovanni Battista Visconti, Fabrizio Serbelloni, Simone Bonaccorsi e Pietro Vidoni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Età del ghetto, su museoferrara.it, Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara. URL consultato il 4 novembre 2015.
  2. ^ C. Bassi 1, p.38
  3. ^ Il pontefice risiedette per alcuni mesi a Ferrara: giunse il 5 maggio 1598 e vi rimase fino al 25 novembre.
  4. ^ Il patrimonio documentario, su beniculturali.it, Archivio di Stato di Modena. URL consultato il 24 aprile 2018.
  5. ^ Dalle costruzioni di Biagio Rossetti alla fortezza papale, su gelocal.it, GEDI Gruppo Editoriale S.p.A., 25 gennaio 2010. URL consultato il 24 aprile 2018.
  6. ^ Ravenna.LeMura, p.54
  7. ^ L'arte sottile dei duchi, su fondazionecarife.it, FondazioneCarife, 1998. URL consultato il 24 aprile 2018.
    «...a ricevere il testimone dopo gli ultimi bagliori di una Ferrara non più felice».
  8. ^ Il Progetto ECA: Este Court Archives, su comune.fe.it, Comune di Ferrara. URL consultato il 2 maggio 2018.
  9. ^ Ravenna.LeMura, p.18
  10. ^ Ferrara, su tau.ac.il/omeka/italjuda, Goldstein-Goren Diaspora Research Center Università di Tel Aviv. URL consultato il 25 aprile 2018.
  11. ^ Dopo la morte di Giovanni Francesco Aldobrandini, rinuncia volontariamente alla carica.
  12. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Data di nomina.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • L'arrivo dei Francesi, su museoferrara.it, MuseoFerrara. URL consultato il 26 aprile 2018.
  • 1848-1849, su ottocentoferrarese.it, Istituto di Storia Contemporanea Ferrara. URL consultato il 26 aprile 2018.
  • Giorgio Franceschini, Ferraresi del Novantasette, su fondazionecarife.it, CaRiFe. URL consultato il 26 aprile 2018.
  • Luciano Chiappini, Dopo la Devoluzione, su fondazionecarife.it, CaRiFe. URL consultato il 26 aprile 2018.