Riolo Terme

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Riolo Terme
comune
Riolo Terme – Stemma Riolo Terme – Bandiera
Riolo Terme – Veduta
Vista di Riolo Terme
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Ravenna-Stemma.svg Ravenna
Amministrazione
SindacoAlfonso Nicolardi (Partito Democratico) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate44°17′N 11°44′E / 44.283333°N 11.733333°E44.283333; 11.733333 (Riolo Terme)Coordinate: 44°17′N 11°44′E / 44.283333°N 11.733333°E44.283333; 11.733333 (Riolo Terme)
Altitudine98 m s.l.m.
Superficie44,26 km²
Abitanti5 693[2] (31-5-2019)
Densità128,63 ab./km²
FrazioniBorgo Rivola, Cuffiano, Isola, Mazzolano, Torranello
Comuni confinantiBorgo Tossignano (BO), Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Imola (BO)
Altre informazioni
Cod. postale48025
Prefisso0546
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT039015
Cod. catastaleH302
TargaRA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiriolesi
PatronoSan Giovanni Battista, Beata Vergine del Rosario, Madonna del Presidio
Giorno festivoIl primo lunedì di maggio[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Riolo Terme
Riolo Terme
Riolo Terme – Mappa
Posizione del comune di Riolo Terme nella provincia di Ravenna
Sito istituzionale

Riolo Terme (Riô o Riôl in romagnolo, fino al 1957 Riolo dei Bagni) è un comune italiano di 5 693 abitanti situato sulle colline della provincia di Ravenna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIV secolo il centro principale della media valle del Senio fu il castrum di Laderchio. Da esso dipendevano le torri circostanti: Ossano, Voltrignano, Arbustedo, Chiesanuova e Limisano. Nel 1376 gli abitanti di Laderchio e degli altri centri summenzionati chiesero protezione alla città di Bologna, potenza rivale sia di Imola che di Faenza, promettendole obbedienza[3]. Il senato bolognese dispose che gli abitanti dei centri vicini si trasferissero in un nuovo sito: il maggior numero di famiglie che abbandonarono le loro case provennero da Laderchio e da Ossano. Fu avviata la costruzione della rocca su progetto di Masino della Colla. Nello stesso periodo Bologna fondò Castel Bolognese sulla via Emilia.

Il nuovo centro abitato fu costruito in un luogo strategico, difeso naturalmente da scarpate su due lati. Le case furono edificate a ridosso della scarpata affacciata sul fiume Senio e verso il rio Vecchio, mentre la rocca fu edificata sul lato opposto, a rinforzo del lato privo di difese naturali. Il primo impianto urbano di Riolo fu quello tipico dei centri di fondazione medioevale, con alcune strade parallele ed una trasversale di collegamento, come nella struttura urbana originaria di Castel Bolognese[3]. Nel 1424 Filippo Maria Visconti conquistò Imola e divenne il nuovo padrone la valle del Senio. Quindici anni dopo i Visconti cedettero in concessione Imola e Riolo ai Manfredi. I Manfredi effettuarono lavori di miglioramento alla struttura della rocca, comprendenti la costruzione del fossato ed il rinforzo della mura cittadine. Nel 1478 Girolamo Riario, signore di Imola, conquistò Riolo. Durante la sua signora, e quella della moglie Caterina Sforza la rocca di Riolo assunse la sua forma attuale.

Dal XVI al XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1506, pochi anni dopo l'effimera signoria di Cesare Borgia sulla Romagna, Riolo entrò a far parte dello Stato Pontificio. Ben presto la rocca perse la sua funzione militare, tanto che verso la fine del secolo i muri portanti manifestarono il pericolo di crollo. I due angoli della cinta verso sud-ovest e nord-ovest franarono tra Sei e Settecento. Le spese di restauro erano valutabili in migliaia di scudi. Il comune, non disponendo di risorse ingenti, chiedette aiuto a Imola, che però non rispose. I riolesi fecero il lavoro a spese proprie[3]. Lentamente il paese si risollevò, grazie anche alla scoperta dei bagni termali. La località iniziò ad essere conosciuta per le acque ricche di idrogeno solforato, adatte alla cura di diversi malanni. Nel 1811 i visitatori risultarono essere più di cinquecento e vennero ospitati dai cittadini riolesi che si improvvisarono affittacamere. Nel 1820 si costruì, in legno, la prima struttura per lo sfruttamento termale[4]. Durante il XIX secolo cambiò il volto di Riolo: fu costruita una nuova strada di accesso, più larga e che puntava direttamente verso il centro (la vecchia strada di accesso corrisponde all'odierna via Aldo Moro); il fossato della rocca fu interrato; fu ricavato nuovo spazio per il mercato dall'abbattimento di altre strutture; nel 1857 fu ricostruito il ponte sul Senio; il paese cominciò ad espandersi al di fuori della cinta muraria. Nello stesso periodo lo stabilimento termale ampliò la propria offerta: nel 1865 erano attive cinque fonti al Rio Vecchio: due saline, due solforose ed una ferruginosa. A metà dell’Ottocento gli utenti delle acque termali erano quattromila all'anno[3].

Dall'unità d'Italia al 1945[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1867 il Comune acquistò le sorgenti del rio Vecchio, e due anni dopo decise di riunire le acque minerali delle diverse fonti e di convogliarle in un luogo ove fosse possibile costruire uno stabilimento moderno. Nacquero così le Terme di Riolo. Nel nuovo stabilimento vennero condotte tutte le acque termali della zona: solfuree, salsoiodiche, clorurato-sodiche e ferruginose, atte a curare le affezioni dell’apparato respiratorio, ginecologiche ed intestinali. L'apertura delle Terme fu celebrata il 24 luglio 1877. L'acqua di Riolo fu subito considerata fra le migliori e più efficaci, tanto che, oltre all'uso locale, venne imbottigliata e venduta in varie città italiane. Per migliorare il traffico fu modificato il tracciato della provinciale. L'attraversamento del paese avveniva a nord: la strada percorreva un'ampia curva e scendeva fino al ponte sul Senio (attuale via don G. Costa)[3].

Nel 1892 il comune si era trasferito all'interno della rocca, che subì diversi rimaneggiamenti per essere adattata alla nuova funzione. Nel 1898 entrò in funzione l’acquedotto per usi civili. Nel 1900 il cimitero comunale fu trasferito nel sito attuale nei pressi di Cuffiano. All'alba del nuovo secolo le terme erano attrezzate con eleganti edifici per le cure, un vasto parco con la «Villa Margherita» (in onore di Margherita di Savoia), che ospitava il cinema, il teatro e il casinò[4]. Grazie anche allo sviluppo favorito dalle Terme, la popolazione del Comune di Riolo ebbe un notevole incremento: nel 1871 i residenti erano 3.542, nel 1881 erano 3.814, nel 1901 fecero un balzo a 4.449 e nel 1911 salirono a 4.850[3]. Nel 1914 il paese assunse il nome di Riolo dei Bagni. Il 23 agosto dello stesso anno fu aperta la ferrovia Castel Bolognese - Riolo dei Bagni, la cui stazione d’arrivo si trovava in piazzale Marconi[5].

Lo sviluppo urbanistico di Riolo si concentrò essenzialmente nell’area a nord del corso, fra il nucleo antico e la strada per Mazzolano (oggi via Gramsci). Nel 1918 fu aperto viale delle Rimembranze. Nel 1921 si raggiunse il picco di popolazione della prima metà del secolo: 5.661 residenti. Nel 1934 il percorso della strada provinciale fu nuovamente modificato, realizzando il tracciato attuale, affiancato da alberi, che scende da piazza Marconi fino al ponte sul Senio[3].

Fino al 1944 la seconda guerra mondiale non fu avvertita a Riolo. Invece, nei quattro mesi durante i quali il fronte si arrestò lungo il Senio, Riolo fu soggetta a bombardamenti alleati e a ritorsioni tedesche, che provocarono gravi danni a tutto il centro abitato e la morte di 613 persone fra militari, partigiani e civili (16). Il 27 % degli edifici fu distrutto e il 45 % venne gravemente danneggiato. I tedeschi fecero saltare villa Margherita e il ponte sul Senio. Anche lo stabilimento termale subì gravi danni[3]. L'offensiva finale fu lanciata dagli Alleati nell'aprile 1945. Riolo fu liberata l'11 aprile, dopo 127 lunghi giorni d'assedio, dal Gruppo di Combattimento "Friuli" e dalla Brigata Ebraica, inquadrati nel X Corpo d'Armata britannico. I riolesi deposero i corpi dei sedici concittadini caduti in combattimento nell'oratorio dedicato alla Beata Vergine del Presidio.

Dal dopoguerra ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la guerra tutti i riolesi diedero un contributo alla ricostruzione del paese, e la vita poté ricominciare. Nei primi anni l'attività edilizia si concentrò nell’area settentrionale del paese: furono tracciate le vie Risorgimento, Friuli (parte orientale) ed Oberdan. Nel 1957 il paese assunse l’attuale denominazione di Riolo Terme. La chiesa parrocchiale fu ricostruita al di fuori del centro storico ed aperta al culto il 27 novembre 1960. L’andamento demografico negli anni Cinquanta e Sessanta registrò una lieve flessione, in quanto si passò dai 5.261 residenti del 1951 ai 4.985 del 1961 ed infine ai 4.768 del 1971. Negli anni 1970 l’espansione residenziale interessò maggiormente il settore ad ovest del centro storico. Nello stesso periodo sorse la prima zona produttiva artigianale lungo la strada provinciale (la seconda è stata appaltata nel 2006)[3].

Negli anni 1980 il comune si trasferì in corso Matteotti e ristrutturò la rocca per farne la sede del museo cittadino. Fu ripristinato l'antico fossato e furono effettuati anche consistenti restauri della cinta muraria[3].

Nel 1998 le Terme di Riolo ottennero la certificazione di Qualità ISO 9002. Il 15 dicembre 2001, a seguito di decreto del Presidente della Repubblica, Riolo Terme ha ottenuto il Titolo di Città.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Riolo Terme è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[6]:

Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare


Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica[7]»
— 30 luglio 1984

Il Consiglio d'Europa ha decorato Riolo Terme con:

  • «Bandiera d'Onore d'Europa» (2018)[8];

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Vista frontale della Rocca sforzesca.

I principali monumenti di Riolo Terme sono la Rocca sforzesca, tuttora ben conservata, la Chiesina dei caduti, opera di Francesco Bagnaresi, la chiesa parrocchiale intitolata a San Giovanni Battista e lo Stabilimento Termale.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa arcipretale di San Giovanni Battista: edificata negli anni 1950, è stata aperta nel 1960. La chiesa precedente fu edificata nel centro storico nel 1429 ed elevata ad arcipretale nel 1485; fu distrutta durante la Seconda guerra mondiale[3];
  • Chiesina dei caduti (oratorio dedicato alla "Madonna del Presidio") – La piccola chiesa fu costruita su un incrocio di quattro strade (quadrivio) dove sorgeva un pilastrino con l'immagine di una Madonna col Bambino, in maiolica faentina. Fu dedicata alla Madonna del Presidio, di cui si invocò la protezione a seguito di una grandinata molto estesa che il 2 luglio 1667 distrusse tutto il raccolto del territorio riolese, dando inizio alla tradizione della Festa di maggio. Iniziata la costruzione nel 1679, grazie alla neo costituita Confraternita del Presidio, il 15 ottobre 1689 venne solennemente benedetta, ed al suo interno venne posta la precedente immagine della Madonna, ora chiamata "Madonna del Presidio"[9]. Nel 1703 fu costruita la campana (visibile ancora oggi); nel 1835 l'edificio subì un intervento radicale di ristrutturazione ad opera dell'architetto Francesco Bagnaresi. Quasi completamente distrutta, ora si può vedere una ristrutturazione del dopo guerra volta a recuperare l'antica architettura.
  • All'interno del parco della Vena del Gesso si trova l'antica chiesa di Sasso Letroso, la cui prima memoria risale al 26 ottobre 1407. L'edificio, oggi in disuso, necessita d'interventi di restauro.

La Rocca[modifica | modifica wikitesto]

La città può vantare una rocca costruita dagli Sforza. Oggi nella rocca ha sede il museo cittadino.

Le terme[modifica | modifica wikitesto]

Le terme di Riolo.

Le terme sono la ricchezza principale del paese. Le sorgenti (oggi di proprietà di una società privata) comprendono acque sulfuree, salso-bromo-jodiche e cloruro-sodiche, note per le proprietà terapeutiche nella cura del sistema digerente, dell'asma, delle affezioni alle vie respiratorie. Le acque termali riolesi hanno origine gessosa-solfifera, infatti vengono dalla Vena del Gesso che si estende tra la valle del Senio e la valle del Santerno. Durante la seconda guerra mondiale vennero distrutte in seguito ai combattimenti lungo il fiume Senio; nel dopoguerra vennero poi ricostruite grazie all'impegno del lughese Cavalier Ufficiale Andrea Tabanelli (1876-1956).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati registrati dall'ISTAT il 31 dicembre 2010, la popolazione straniera residente nel territorio comunale era di 612 persone[11]. Le nazionalità più rappresentate erano:

  1. Romania 140
  2. Albania 142
  3. Marocco 104
  4. Tunisia 53
  5. Moldavia 29
  6. Bosnia ed Erzegovina 21
  7. Serbia 21

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Riolo Terme sono presenti sei parrocchie facenti parte della Diocesi di Imola: la parrocchia principale è quella di San Giovanni Battista in Riolo Terme, che ha il titolo di prepositura[12].

La devozione mariana è molto sentita presso la comunità. Le Feste di Maggio (il mese mariano) si celebrano ininterrottamente dal XVII secolo: nel 1667 infatti gli abitanti fecero voto alla Madonna affinché li proteggesse da tutti i pericoli, dell'anima e del corpo, che minacciavano il paese. In un giorno di luglio si unirono in processione dietro l'immagine della Vergine dalla chiesa parrocchiale fino a un incrocio fuori paese, dove era affissa, su un palo, un'altra immagine della Madonna. Da allora la processione si ripete puntualmente ogni anno, seguendo lo stesso percorso. A distanza di secoli sono cambiate alcune cose: il rito si tiene il primo lunedì di maggio e nel punto di arrivo della processione è stata edificata una chiesetta, che i fedeli chiamano "del Presidio" o "delle Rimembranze"[13].

A Riolo Terme vi è un istituto di vita consacrata: le Ancelle del Sacro Cuore di Gesù sotto la protezione di San Giuseppe. Fondato a Imola dalla Serva di Dio Lucia Noiret, è presente a Riolo sin dal 1889, quando fu aperto lungo il corso principale nei pressi di piazzale Marconi il Collegio Educativo S. Giuseppe. Oggi gestisce una Scuola dell'infanzia[14]. Una religiosa riolese, Enrica Ghinassi, fu Madre generale della congregazione. Madre Enrica (1926-1986), nata Angelina, fu sorella del pittore Sante[15].

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

La devozione mariana è molto sentita presso la comunità. Le Feste di Maggio (il mese mariano) si celebrano ininterrottamente dal XVII secolo: nel 1667 infatti gli abitanti fecero voto alla Madonna affinché li proteggesse da tutti i pericoli, dell'anima e del corpo, che minacciavano il paese. In un giorno di luglio si unirono in processione dietro l'immagine della Vergine dalla chiesa parrocchiale fino a un incrocio fuori paese, dove era affissa, su un palo, un'altra immagine della Madonna. Da allora la processione si ripete puntualmente ogni anno, seguendo lo stesso percorso. A distanza di secoli sono cambiate alcune cose: il rito si tiene il primo lunedì di maggio e nel punto di arrivo della processione è stata edificata una chiesetta, che i fedeli chiamano "del Presidio" o "delle Rimembranze"[16].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

  • Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Pellegrino Artusi”.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo del paesaggio dell'Appennino faentino. Allestito all'interno della Rocca sforzesca, è stato inaugurato il 7 ottobre 2006.

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

  • Teatro comunale. Capienza: 387 posti. Vi si proiettano film di prima visione, offre una stagione di commedie in lingua romagnola ed è sede di convegni e iniziative culturali.

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • «Romagna»: dal 1990 promuove il premio letterario "Valle Senio".

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è attraversato dalla Strada provinciale 306R "Casolana Riolese", principale via di comunicazione da una parte, verso la pianura (e la Via Emilia) e, dall'altra, verso la Toscana.

Riolo Terme non è attraversato dalla linea ferroviaria. I trasporti su rotaia verso la Toscana viaggiano lungo la linea transappenninica Faentina.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Riolo Terme ha fatto parte fino al 2009 della Comunità montana Appennino Faentino. Dal 2009 al 2011 ha fatto parte dell'Unione dei comuni di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme e dal 1º gennaio 2012 della Unione dei comuni della Romagna Faentina.

Sindaci precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
28 aprile 1984 24 giugno 1993 Diego Garavini Partito Comunista Italiano sindaco Confermato il 10 luglio 1989.
25 giugno 1993 27 maggio 2002 Valeriano Solaroli Partito Democratico della Sinistra
lista civica (1998-2002)[17]
sindaco Confermato il 14 giugno 1994.
Confermato il 25 maggio 1998.
28 maggio 2002 7 maggio 2012 Emma Ponzi DS, poi PD sindaco Confermata il 29 maggio 2007.
8 maggio 2012 in carica Alfonso Nicolardi PD sindaco Confermato l'11 giugno 2017.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.R.S. Riolo Terme che milita nel girone C di Promozione dell'Emilia-Romagna.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Negli anni in cui coincide con la ricorrenza del I maggio, la festività cade il secondo lunedì di maggio.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2019.
  3. ^ a b c d e f g h i j k Stefano Saviotti, Relazione storica illustrativa allegata al Piano strutturale comunale associato, Faenza 2009. Scaricabile dal sito web del comune (comune.faenza.ra.it).
  4. ^ a b Terme di Riolo Bagni, su bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 16 giugno 2020.
  5. ^ La ferrovia ebbe purtroppo vita breve, venendo chiusa il 31 dicembre 1933.
  6. ^ http://www.istitutonastroazzurro.it/istituzionidecoratemedagliabronzovalormilitare.html
  7. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, su dati.acs.beniculturali.it.
  8. ^ A Riolo Terme consegnata la Bandiera d'onore del Consiglio d'Europa, su faenzanotizie.it. URL consultato il 26 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2018).
  9. ^ Oratorio della Beata Maria Vergine del Presidio, su terredifaenza.it. URL consultato il 2104/2015.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Cittadini Stranieri - Riolo Terme
  12. ^ Monumenti, su comune.rioloterme.ra.it. URL consultato il 24 novembre 2017.
  13. ^ Matteo Pirazzoli, Feste di Maggio, occasione di unità nel segno di Maria, ne «Il nuovo Diario-Messaggero», 5 maggio 2018, pag. 23.
  14. ^ Riolo Terme, su ancellesacrocuore.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  15. ^ Biografia di Sante Ghinassi, su santeghinassi.it. URL consultato il 5 maggio 2020.
  16. ^ Matteo Pirazzoli, Feste di Maggio, occasione di unità nel segno di Maria, ne «Il nuovo Diario-Messaggero», 5 maggio 2018, pag. 23.
  17. ^ Appoggiata dall'Ulivo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN136379057 · GND (DE4641550-6 · WorldCat Identities (ENlccn-no2002086060
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