Castel del Rio

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Castel del Rio
comune
Castel del Rio – Stemma Castel del Rio – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Bologna-Stemma.png Bologna
Amministrazione
Sindaco Alberto Baldazzi (lista civica Per il tuo comune: Castel del Rio) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 44°12′50″N 11°30′15″E / 44.213889°N 11.504167°E44.213889; 11.504167 (Castel del Rio)Coordinate: 44°12′50″N 11°30′15″E / 44.213889°N 11.504167°E44.213889; 11.504167 (Castel del Rio)
Altitudine 215 m s.l.m.
Superficie 52,58 km²
Abitanti 1 216[1] (31-12-2014)
Densità 23,13 ab./km²
Frazioni Belvedere, Giugnola, Moraduccio, Valsalva
Comuni confinanti Casalfiumanese, Casola Valsenio (RA), Firenzuola (FI), Fontanelice, Monterenzio, Palazzuolo sul Senio (FI)
Altre informazioni
Cod. postale 40022
Prefisso 0542
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 037014
Cod. catastale C086
Targa BO
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti alidosiani
Patrono sant'Ambrogio
Giorno festivo 7 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castel del Rio
Castel del Rio
Posizione del comune di Castel del Rio nella città metropolitana di Bologna
Posizione del comune di Castel del Rio nella città metropolitana di Bologna
Sito istituzionale

Castel del Rio (Castel d'e' Rì in romagnolo) è un comune italiano di 1.216 abitanti della città metropolitana di Bologna, in Emilia-Romagna. Sorge lungo il corso del fiume Santerno, a circa 25 chilometri a monte della città di Imola.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Gli insediamenti più antichi sono di origine celtica databili fra il VI e V secolo a.C. (sono state rinvenute sepolture con corredi funebri). L'area dove oggi sorge il paese fu parzialmente urbanizzata e percorsa da vie di comunicazione in epoca romana.

Massa di S. Ambrogio[modifica | modifica wikitesto]

A metà strada tra l'odierna Castel del Rio e la frazione Montefune è stato localizzato un centro abitato di origine altomedievale. La memoria storica ne ha tramandato il nome: «Massa di Sant'Ambrogio», un aggregato di case con annessa una chiesa parrocchiale. La ricerca storica non ha ancora dimostrato l'origine dell'intitolazione ad Ambrogio, Santo che non appartiene alla tradizione locale[2]. Secondo un'interpretazione, l'abitato fu fondato da profughi provenienti oltre il Po (Sant'Ambrogio infatti era milanese) in fuga dalle invasioni barbariche.[3]

Il 27 agosto 1078[4] la massa entrò a far parte dei possedimenti di Matilde di Canossa. Nel secolo seguente pervenne al vescovo d'Imola. La comunità locale si emancipò da Imola nel 1181, quando il primo arciprete, Azzone, assunse i diritti sui proventi del territorio della massa.[5]

L'imperatore Federico Barbarossa la tolse alla Chiesa e assoggettò la massa all'impero. Infine, nel 1209 l'imperatore Ottone IV investì la famiglia Alidosi del feudo. Qui costruirono il loro primo palazzo (ne rimangono i ruderi; oggi è conosciuto popolarmente come il "Castellaccio"). La dominazione del casato alidosiano su Massa S. Ambrogio si protrasse per oltre quattro secoli.

Molti tra castelli e rocche ancora visibili sul territorio appartennero, oltre che agli Alidosi, ai Cantagallo e, in misura minore, agli Sforza e ai Medici, presenti in questi luoghi fra l'XI ed il XVI secolo.

Verso la metà del XVI secolo l'abitato, colpito da un fortissimo terremoto, fu abbandonato. Oggi non ne rimane più niente; resta solo il toponimo «Selva della Massa», a indicare un bosco di castagni che sovrasta il sito dell'antico paese.

Castrum Rivi[modifica | modifica wikitesto]

Il nome viene dal torrente "Rio", che scorre accanto all'abitato e si getta nel Santerno. Su uno sperone che dominava il fiume era stata edificata una delle residenze secondarie degli Alidosi. Quando i Ghibellini li cacciarono dal loro palazzo (sito nella massa di Sant'Ambrogio), essi trovarono sicuro rifugio in questo luogo.[6] Successivamente vi collocarono la loro residenza.

La prima menzione del castrum risale al 1308.

Castel del Rio[modifica | modifica wikitesto]

Il sito dove oggi sorge Castel del Rio fu originariamente la piazza commerciale di Castrum Rivi. La famiglia Alidosi vi aveva fissato il luogo d'incontro e di compravendita dei diversi prodotti della valle. Verso la fine del XIII secolo si creò attorno al mercato un primo nucleo di case. Nelle cronache medievali era chiamato "Mercatale"; successivamente ereditò il nome di Castrum Rivi (in italiano, Castel del Rio). Al servizio della comunità fu edificata una chiesa.

A cavallo del 1500 furono edificati, anche grazie alle fortune del cardinale Francesco Alidosi, i grandi monumenti che ancor oggi abbelliscono il paese.
Furono iniziati i lavori per la costruzione del Palazzo Alidosi (ora sede del Municipio), opera grandiosa progettata presumibilmente dal Bramante (o da Francesco da Sangallo) e rimasta incompiuta per la mancanza di risorse all'avanzare delle opere e degli eventi. Contemporaneamente fu avviata la costruzione del Ponte Alidosi, commissionata da Obizzo, fratello regnante di Francesco. Oggi è monumento nazionale[7].

Nel XVI secolo, quando l'abitato della Massa di S. Ambrogio si spopolò, la chiesa di Castel del Rio assunse la titolarità del santo patrono, divenendo la chiesa principale del territorio castellano[2].

Nel XVII secolo la Chiesa avviò un contenzioso per prendere possesso del comune di Castel del Rio. Fu portato a termine nel 1638 con l'annessione del comune ai territori dello Stato Pontificio. Terminavano così la dominazione degli Alidosi (la cui influenza si era estesa a tutta la Vallata del Santerno ed oltre) e, insieme, l'autonomia del comune che durava da più di 400 anni. Successivamente iniziò il periodo sotto lo Stato Pontificio, che si protrasse per oltre due secoli.

Castel del Rio rimase un paese di minore rilievo fino al 1794, quando l'invasione post-rivoluzionaria delle truppe francesi determinò un nuovo assetto elevando Castel del Rio a sede di Distretto.
Seguirono anni di fermento dovuti al tentativo di restaurazione da parte dello Stato Pontificio. Nel 1827 Castel del Rio, insieme con i centri limitrofi di Fontanelice e Tossignano, fu "declassato" da sede di residenza di governatori a podesteria. Venne aggregato al governo (cioè Comune) di Casola Valsenio. Alla metà del secolo una delegazione locale partecipò attivamente alla riorganizzazione amministrativa.

I resti della prima rocca appartenuta agli Alidosi.

Dall'unità d'Italia ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 1859 Castel del Rio entrò a far parte del nascente Regno d'Italia nella provincia di Ravenna, inserito nel circondario di Faenza e nel mandamento di Casola Valsenio.[8]

Nel 1884 passò, insieme agli altri Comuni della Vallata del Santerno, alla provincia di Bologna, e all'interno di questa al circondario d'Imola[9].

Nel primo conflitto mondiale il Comune pagò il suo tributo di sangue mandando al fronte molti giovani.
Durante il secondo conflitto mondiale la zona subì disagi e distruzioni da parte dei bombardamenti alleati, e l'occupazione tedesca provocò morti e deportati. Gli abitanti contribuirono alla Resistenza e alla guerra di liberazione dal settembre del 1944. Durante questo periodo furono anche commessi omicidi e vendette tra civili.
La "linea Gotica" avanzò lungo il territorio lasciando tracce indelebili. (Da visitare: Museo della Guerra - Linea Gotica, Ponte Alidosi, Palazzo Alidosi, Rocche)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Ponte Alidosi
Palazzo Alidosi

Architetture religiose e civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro storico (di origine medievale);
  • Chiesa arcipretale (sec. XV);
  • Ponte Alidosi (sec. XV). Commissionato a Mastro Guerrieri da Imola per 500 scudi d'oro nel 1499, è monumento nazionale dal 1897 (r.d. n. 535 del 20/11/1897).
  • Palazzo Alidosi (sec. XVI). Opera incompiuta del Bramante (o di Francesco da Sangallo), costituisce il miglior esempio architettonico di Rinascimento fiorentino in Romagna. Del disegno originale (corpo centrale e quattro torrioni angolari a punta di diamante) furono solo realizzati due torrioni e l'edificio di raccordo;
  • Ruderi rocca Cantagallo (sec. XI);
  • Ruderi rocca Castellaccio (prima residenza della famiglia Alidosi, sec. XII);
  • Frazioni di Belvedere e Giugnola (di fondazione medievale);
  • Chiesa di Valmaggiore (sec. XIII). Situata a 698 m di altitudine, sul crinale tra valle del Santerno e valle del Senio, è uno degli edifici di culto più suggestivi della zona (immagini). Qui vi transitò, durante il viaggio verso le diocesi romagnole, papa Giulio II nel 1506. Negli anni cinquanta del XX secolo la zona si è spopolata e la chiesa ha perso il titolo parrocchiale. Il tetto originale è crollato ma è stato sostituito da una copertura in vetro. Si celebra la Messa una volta all'anno, la terza domenica di luglio.

Monumenti scomparsi[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di S. Ambrogio (Ecclesia de Massa)

Prima della chiesa attuale, è esistito un altro edificio di culto intitolato a S. Ambrogio nel territorio di Castel del Rio. Eretta nell'Alto Medioevo, il primo documento che la ricorda risale al 1034. Attorno ad essa si sviluppò l'abitato della «Massa di S. Ambrogio». L'edificio era a pianta rettangolare. L'abside (anzi, le tre piccole absidi semicircolari) erano disposte ad Oriente.

La chiesa era dedicata a Sant'Ambrogio. Gli storici non hanno ancora chiarito l'origine dell'intitolazione ad Ambrogio, Santo non appartenente alla tradizione locale. Nel XVI secolo, dopo l'abbandono della Massa di S. Ambrogio a causa di un fortissimo terremoto, la chiesa perse la titolarità parrocchiale, che andò all'ecclesia di Castro Rivo, situata nell'attuale Castel del Rio.

Nel XX secolo non esistevano più resti dell'alzato dell'edificio. Verso il 2011 i ruderi sono scomparsi definitivamente in seguito a lavori.[2]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Variazione della popolazione residente a Castel del Rio dal 2006 al 2010.

Data Abitanti Variazione Italiani Variazione Stranieri Variazione
31/12/2006 1.254 1.115 139 (11,1%)
31/12/2010 1.260 + 0,5% 1.075 - 3,6% 185 (14,7%) + 33,1%

Fonte, Dati Istat al 31 dicembre 2010.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Castel del Rio sono presenti cinque parrocchie facenti parte della Diocesi di Imola: Castel del Rio (principale), S. Andrea, Belvedere, S. Miniato e Valsalva (nel cui territorio si trova la Chiesa di Valmaggiore).

Il 19 ottobre 1921 Madre Maria Agnese Tribbioli (Firenze, 1879 - ivi, 27 febbraio 1965)[11], fondò a Castel del Rio la Casa Madre delle «Pie Operaie di San Giuseppe»[12]. Nato come istituto, il vescovo di Imola lo eresse ad ente morale il 16 luglio 1932. Nel secondo dopoguerra l'istituto ebbe il riconoscimento pontificio e quello civile. Oggi è una congregazione religiosa presente in diverse città d'Italia e del mondo.[13]

Il Santuario della Beata Vergine del Sudore è uno dei principali luoghi di devozione mariana della vallata del Santerno. Fu edificato nel 1883 a fianco del Palazzo Alidosi. La facciata attuale risale al 1925. L'immagine, un bianchetto in terracotta, è una copia su tela della Vergine del Sudore che si venera nel Duomo di Ravenna. Fu donata a un fedele del posto nel 1675. Il culto della sacra immagine si diffuse rapidamente e portò all'edificazione del santuario. È invocata per guarigioni da malattie e in caso di incidenti. La sua ricorrenza cade il 5 agosto.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

All'interno di Palazzo Alidosi sono ospitati:

  • «Museo della Guerra - Linea Gotica» (fra i più ricchi musei della regione riguardanti il periodo bellico);
  • «Museo del Castagno»;
  • Animal Tower, museo faunistico e centro didattico ambientale dedicato alla fauna dell'alta valle del Santerno aperto nel 2011.

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa dei Fiori (25 aprile)
    Cottura dei marroni durante l'omonima Sagra
  • Feste Rinascimentali (secondo o terzo fine settimana di luglio). Rievocano l'epoca degli antichi splendori della Signoria Alidosi, ricreando le atmosfere e i fasti del XV secolo. La festa si caratterizza per il lungo corteo storico nella suggestiva cornice del Palazzo Alidosi, le animazioni e ricostruzioni d'epoca, il mercato storico e gli accampamenti militari, gli spettacoli serali, il processo alla Strega e il rogo con i fuochi d'artificio presso il Ponte Alidosi. Nate nel 1981, sono andate via via affermandosi nel panorama degli eventi storico-folcloristici, divenendo uno dei più affascinanti eventi di tutto il territorio imolese.
  • Festa della Musica (5 agosto in occasione della Fiera locale);
  • Sagra del Porcino (ultimi due fine settimana di agosto);
  • Sagra del Tartufo (primi due fine settimana della seconda metà di settembre)
  • Magnus Day (metà settembre), manifestazione in onore del disegnatore Roberto Raviola, in arte Magnus[14];
  • Sagra del Marrone (ottobre), manifestazione nata nel 1956. È la più antica sagra della vallata del Santerno. Protagonista è il marrone di Castel del Rio, prodotto I.G.P.
  • Giornata del Fumetto (seconda domenica di ottobre).

Persone legate a Castel del Rio[modifica | modifica wikitesto]

  • Famiglia Alidosi
  • Francesco Alidosi (1455-1511), condottiero e cardinale
  • Madre Maria Agnese Tribbioli (1879-1965), fondò a Castel del Rio la Casa Madre delle «Pie Operaie di San Giuseppe»
  • Antonio Bacci (1885-1971), nato a Giugnola, cardinale e latinista
  • Roberto Raviola, Magnus (1939-1996), autore di fumetti
  • Bonvi (1941-1995), autore di fumetti

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Castel del Rio fa parte del Nuovo Circondario Imolese.

Sindaci precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1985 30 maggio 1990 Luciano Conti Partito Comunista Italiano Sindaco
1990 1991 ... Sindaco
26 febbraio 1991 1999 Massimo Marchignoli PDS,
poi L'Ulivo (a guida DS)
Sindaco
1999 6 giugno 2009 Salvatore Cavini L'Ulivo (a guida DS), poi PD Sindaco Confermato nel 2004.
7 giugno 2009 15 maggio 2011 Giovanni Bernabei Partito Democratico Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il Gruppo Sportivo Castel del Rio, fondato nel 1976, dal 1991 disputa i campionati FIGC e dal 2010 milita in prima categoria. Oltre al calcio il Gruppo Sportivo ha disputato campionati di pallavolo maschile e femminile, tennistavolo, tennis e mountain bike ed ha partecipato all'organizzazione di eventi come la sagra del porcino e quella del marrone.

Dal 1979 al 1994 a Castel del Rio si è tenuto il Raduno Internazionale di canoe sul fiume Santerno, con oltre 600 partecipanti provenienti da 6 Paesi europei. Inoltre il Santerno venne scelto dalla nazionale italiana di canoa come stage di allenamento nel 1983.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ a b c Giovanni Giovannini, Castel del Rio e il mistero dell'origine della primitiva chiesa di Sant'Ambrogio in Il Nuovo Diario-Messaggero, 14 aprile 2012, p. 24-25.
  3. ^ Raspanti, p. 142
  4. ^ Secondo altre fonti, nel 1076.
  5. ^ Raspanti, p. 142
  6. ^ Raspanti, p. 143
  7. ^ Il ponte fa parte dell'elenco dei Monumenti Nazionali dal 1897.
  8. ^ Decreto 27 dicembre 1859, n. 79
  9. ^ Legge n° 2328 del 3 giugno 1884, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 138 del 9 giugno 1884
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Terziaria francescana, giunse in Romagna su consiglio del cugino, Paolino Tribbioli vescovo di Imola.
  12. ^ Storia della Casa Madre di Castel del Rio. URL consultato il 13/06/2015.
  13. ^ Domenico Bondì, Madre Tribbioli, aperta causa di beatificazione in Il nuovo Diario-Messaggero, 6 dicembre 2014.
  14. ^ Magnus visse gli ultimi anni della sua vita a Castel del Rio, dove morì nel 1996.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Lorenzo Raspanti, Il fiume racconta, Imola, Edizioni Il Nuovo Diario Messaggero, 1997.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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