Arma parlante

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In araldica si definiscono armi parlanti quei simboli, rappresentati su alcuni stemmi, che contengono delle figure che, per il loro nome o per la loro immagine, richiamano più o meno direttamente il nome (talora la funzione) del possessore di tali blasoni.[1]

Il richiamo al nome può avvenire in vari modi:

  • direttamente: un gallo («coq» in francese) per il cognome Lecoq; dei bicchieri per il cognome Bicchieri; dei vitelli per il cognome Vitelleschi; un barbo («bar» in francese) e un giglio (quindi un fiore, «fleur» in francese) per la città francese di Barfleur; una casa con due torri per Casellina e Torri (oggi Scandicci)
  • per omonimia: una melagrana (granada in spagnolo) per la città di Granada in Spagna;
  • per approssimazione: un calice per la Galizia; un colubro (coluber in latino) per Colbert;
  • per rappresentazione corrispondente all'etimologia: un artiglio che tiene una lancia per Shakespeare ("scuoti-lancia"); un bue con i piedi nell'acqua per Oxford ("Guado del bue"); una testa di moro soffiante per la famiglia Boffa[2];
  • mediante rebus: una torre ed un pino per La Tour-du-Pin;
  • per grado superiore: un cinghiale (più di valore…) per il cognome Cochon ("maiale").
Testa di una volpe (stemma Chrone-Fenrich).

Nella terminologia araldica inglese si è mantenuto il termine canting arms derivato dalla lingua latina cantare.[3]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robert Viel, Le origini simboliche del blasone, 1998, Edizioni Arkeios, Roma, ISBN 88-86495-43-9.
  2. ^ Nel dialetto lombardo boffa è un verbo che vuol dire "soffia".
  3. ^ Canting arms, su oxforddictionaries.com. URL consultato il 4 luglio 2013.

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