Lettere patenti


Le lettere patenti sono provvedimenti aventi forza di legge emanati da un sovrano senza l'approvazione di nessun Consiglio. Esse corrispondono a decreti emanati dal governo, ma non necessitano di una conversione in legge ed entrano immediatamente in vigore. Possono anche sancire provvedimenti amministrativi e in questo caso hanno valore di ordinanza. Per antonomasia in Italia, quelle con cui re Carlo Alberto concesse nel 1848, primo sovrano e stato nella penisola italiana, i diritti civili e politici (compreso l'accesso alla carriera accademica e a quella militare) a valdesi ed ebrei.[1][2]
Il termine patenti si riferisce alla validità erga omnes, ossia nei confronti di tutti, dei provvedimenti, in contrapposizione alle "lettere chiuse" (litterae clausae) che avevano natura privata.
Leggi dinastiche di casa Savoia
[modifica | modifica wikitesto]Con lettere patenti del 7 settembre 1780 e del 16 luglio 1782 Vittorio Amedeo III definisce le regole riguardanti matrimoni e successioni della dinastia Savoia.
Riconoscimento della nobiltà
[modifica | modifica wikitesto]Le lettere patenti furono utilizzate anche come documento, concesso dal sovrano, per attestare o conferire la nobiltà di una persona. Il sovrano era generalmente insindacabile nell'esercizio di questa sua prerogativa.
Esempi particolari sono le lettere patenti di "nobiltà generosa" diffuse nella Sardegna aragonese, come i titoli di rango e nobilitazione, particolari per il valore certificatorio della nobiltà generosa e per conferire, al contempo, la nobiltà ereditaria; presso la Santa Sede, ciò avvenne per mezzo dei conferimenti del Cavalierato della milizia aurata (Speron d'Oro), ad vitam-ad personam, ma perpetuo nella nobiltà (fino alle modifiche giuridiche di Gregorio XVI nel 1841) e poi con il Cavalierato di gran croce dell'Ordine Piano (dalla Fondazione di Pio IX alle modifiche di Pio XII).[3][4]
Diplomazia
[modifica | modifica wikitesto]Il nuovo Zingarelli[5] le definisce documenti conferiti dallo Stato invitante al console, mediante cui quest'ultimo è legittimato ad agire in qualità di organo diplomatico.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ chiesavaldese.org, https://www.chiesavaldese.org/aria_cms.php?page=32.
- ↑ Luciano Violante, Tullia Zevi, Gianni E. Rostan, Gustavo Zagrebelsky, Alberto Cavaglion, Mario Miegge, Jean Baubérot, 1848-1998. Il lungo cammino della libertà. Centocinquantesimo anniversario del riconoscimento dei diritti civili e politici alle minoranze valdese ed ebraica, Roma, Camera dei deputati, 1998.
- ↑ Brancaleone, "Legislazione Nobiliare Pontificia" (Rivista araldica del Collegio araldico romano, anno 1903)
- ↑ Bertucci, "I Titoli nobiliari e cavallereschi pontifici", 1925.
- ↑ Undicesima edizione, gennaio 1986, ISBN 88-08-02908-5
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) letters patent, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 51742 · LCCN (EN) sh85076247 · J9U (EN, HE) 987007563022905171 |
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