Nerola

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Nerola
comune
Nerola – Stemma
Nerola – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
Città metropolitanaProvincia di Roma-Stemma.svg Roma
Amministrazione
SindacoSabina Granieri (lista civica) dal 29-5-2007
Territorio
Coordinate42°09′39″N 12°47′13″E / 42.160833°N 12.786944°E42.160833; 12.786944 (Nerola)Coordinate: 42°09′39″N 12°47′13″E / 42.160833°N 12.786944°E42.160833; 12.786944 (Nerola)
Altitudine453 m s,l,m, (min: 190 m s,l,m,; max: 711 m s,l,m,) m s.l.m.
Superficie17,1 km²
Abitanti1 947[1] (31-12-2018)
Densità113,86 ab./km²
FrazioniAcquaviva, Osteria di Nerola
Comuni confinantiFara in Sabina (RI), Montelibretti, Montorio Romano, Poggio Nativo (RI), Scandriglia (RI), Toffia (RI)
Altre informazioni
Cod. postale00017
Prefisso0774
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT058071
Cod. catastaleF871
TargaRM
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 2 018 GG[2]
Nome abitantinerolesi
Patronosan Giorgio Martire
Giorno festivo23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nerola
Nerola
Nerola – Mappa
Posizione del comune di Nerola nella città metropolitana di Roma Capitale
Sito istituzionale

Nèrola è un comune italiano di 1 947 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nerola sorge a 453 metri di altezza sul livello del mare, sulle propaggini settentrionali dei monti Lucretili.

Nel settore nord del comune è presente la catena del Monte degli Elci con la cima a 711 m s.l.m., a separare il paese da questo monte vi è una vallata dove scorre il fosso Corese nel punto più basso a 200–240 m s.l.m., a sud vi è il rilievo di monte Lago con la cima a 601 m s.l.m., ad est una vallata che termina nel paese confinante di Scandriglia, a sud-est vi sono i Monti Lucretili con la cima più alta (visibile dal paese) del Monte Pellecchia 1368 m s.l.m., mentre ad ovest una piana che si affaccia sulla valle del Tevere. La frazione di Acquaviva è posta tra i 250 ed i 290 m s.l.m.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La temperatura media massima nel periodo più caldo è di circa 28/29 °C, ma può raggiungere nelle ondate di calore più intense anche i 35 °C; d'inverno le temperature minime spesso scendono al disotto dei 0 °C soprattutto nelle vallate e nei settori esposti a nord, generalmente Nerola mostra temperature più basse di 3/5 °C in meno rispetto a Roma, le precipitazioni sono presenti tutto l'anno, maggiormente nel periodo autunnale e primaverile, ma anche nel periodo estivo, complici i temporali pomeridiane, le precipitazioni non mancano anche se si riscontrano periodi siccitosi prolungati come nel 2003 e nel 2011, mediamente l'accumulo pluviometrico è di circa 1000-1050 mm/anno; la neve compare periodicamente ogni anno sia pure in modeste quantità ed è più probabile nei mesi di dicembre e febbraio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo deriva probabilmente dal sabino nero o nerio, con il significato di "forte" e "valoroso". L'iscrizione sulla fontana della piazza del Municipio (A Nerone tuum Nerola nomen habet) fa risalire l'origine del nome all'imperatore romano Nerone, che apparteneva alla gens Claudia di lontane origini sabine.

Sul sito sembra siano state viste tracce di una villa di epoca romana, che la leggenda attribuiva appunto a Nerone.

Nella seconda metà del X secolo il castello del Castrum Nerulae venne fondato dal "rettore della Sabina Benedetto Crescenzi e fu in possesso dei Crescenzi fino al 1235, quando passò sotto il diretto dominio dei papi. All'inizio dell'XI secolo il feudo venne concesso agli Orsini, che vi costruirono l'attuale "Castello Orsini". Alla fine del XV secolo fu ulteriormente rinforzato con possenti torrioni e altre opere difensive e fu fortificato il borgo che lo circondava. Presso il castello venne costruita nel 1483 la "Chiesa vecchia".

Gli Orsini del ramo di Bracciano nel 1644 cedettero il castello e il territorio di Nerola ai Barberini, insieme a Montelibretti e dal 1728 entrarono in possesso dei Colonna di Sciarra, quindi ancora ai Lante Della Rovere.

Vi ebbe sede l'istituzione benefica dell'Ospedale dei Pellegrini che assisteva quanti transitavano sulla via Salaria.

Nel 1867 il castello fu testimone della Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma con l'occupazione da parte di un contingente di Volontari garibaldini guidati da Menotti Garibaldi in lotta con le truppe pontificie.

Nel 1939 il castello passò al marchese Ferrari-Frey. Attualmente è stato restaurato e ospita un albergo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • La chiesa parrocchiale dedicata a San Giorgio Martire 1482 fondata dagli Orsini e crollata nel 1915, ricostruita nel 1924;
  • La ex chiesa romanica di Sant'Antonio abate, parrocchiale fino al 1482 con accanto il primitivo cimitero;
  • Nella chiesa di san Sebastiano si può ammirare: 1) statua in legno di San Sebastiano Martire 2) statua in legno di sant'Antonio Abate 3) Busto reliquiario ligneo di San Giorgio Martire 4) Crocifisso ligneo del sec. XVI 4) antico fonte battesimale con stemmi famiglia Orsini.
  • La chiesa cimiteriale con tela raffigurante la dormizione di san Giuseppe.
  • Conservatorio delle zitelle pericolose in via della porta, con facciata seicentesca e stemma comunità. Accanto farmacia Palmucci con accessori ottocenteschi

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Del castello si ignorano le origini, ma verosimilmente la costruzione è da ricercarsi nel X-XI secolo. Il castello subì vari passaggi di proprietà durante le varie dipendenze feudali fino ad essere comprato dalla società CA.DI. che l'ha recentemente restaurato. Il castello è in stile romanico-medievale.

  • Fontana delle Cese XI secolo
  • Fontana in piazza Municipio 1885
  • Lavatoio pubblico 1885
  • Ospizio dei pellegrini, oggi Ospedale Sant'Antonio XVI secolo in piazza San Sebastiano
  • Mulino del 1700 piazza San Sebastiano

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'unica frazione, Acquaviva, trae il suo nome dalla omonima fonte, alimentata da una sorgente sempre attiva. Posta sulla vecchia via Salaria, si sviluppò negli anni cinquanta, con la costruzione della chiesa di Santa Teresa e l'istituzione della festa dedicata alla santa.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

È uno dei comuni della città metropolitana di Roma Capitale il cui territorio è compreso nell'area di produzione dell'Olio di Oliva Sabina (DOP).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La Strada statale 4 Via Salaria è l'arteria di maggiore importanza, che collega il comune a Roma e a Rieti.

Ai piedi di Nerola scorre il vecchio tracciato della Via Salaria, oggi strada provinciale n. 40 "Salaria Vecchia", che si collega al tracciato moderno in corrispondenza di Borgo Quinzio. Il paese si trova lungo la SP 28/a, che la collega da una parte alla Salaria vecchia, dall'altra a Montorio Romano.

Inoltre dalla Salaria Vecchia ha inizio la Strada statale 636 di Palombara, che collega Nerola a Moricone, Palombara e Tivoli.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Nerola non è servita da alcuna linea ferroviaria; la stazione più vicina è quella di Fara Sabina-Montelibretti, che dista circa 15 km, posta sulla ferrovia Firenze-Roma (linea lenta) e servita dal servizio regionale FL1, con un treno per Roma ogni 15 minuti. Nel territorio comunale sarebbe dovuta passare la Ferrovia Salaria (Roma-Rieti-Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto), che fu più volte progettata sin dalla fine dell'Ottocento ma mai realizzata. La costruzione della ferrovia Rieti-Passo Corese, che completerebbe il tratto Rieti-Roma, è prevista dalla legge obiettivo[4] ed è tuttora oggetto di discussione.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2007 la carica di Sindaco è ricoperta dalla dottoressa Granieri Sabina eletta con la Lista Civica "Nerola nel Cuore".

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte dell'Unione della Sabina Romana (con i comuni di Montorio Romano, Moricone e Monteflavio) e della Comunità montana dei Monti Sabini, Tiburtini, Cornicolani e Prenestini

Il mostro di Nerola[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Nerola è tristemente noto per essere stato teatro di una delle vicende criminali più aberranti fra quelle che scossero l’opinione pubblica italiana nell’immediato secondo dopoguerra: la serie di delitti compiuti dallo scellerato pluriomicida Ernesto Picchioni noto come ‘’il mostro di Nerola‘’[5]. Il caso ebbe una vastissima risonanza nel Paese [6], tanto da essere ricordato ancora nel 1963, a quasi vent'anni da quei turpi avvenimenti che sconvolsero la pacata località, in un film con Totò[7].

La piccola e tranquilla comunità nerolese finì al centro della ribalta nazionale dopo che fu reso noto l’agghiacciante modus operandi dell'assassino: con uno astuto quanto malvagio stratagemma [8] le sfortunate prede erano attirate nel casolare, brutalmente massacrate, derubate e i loro cadaveri occultati in un'orribile fossa scavata nel lugubre orto antistante l'abitazione. Spesso le disgraziate vittime erano fatte oggetto di un estremo, crudele scempio: i loro corpi venivano depezzati per rendere agevole il loro seppellimento e i resti gettati assieme agli avanzi del bottino: manubri di bicicletta, residui di abiti e tutto quanto ritenuto inutile.

Il numero degli omicidi rimane ancora sconosciuto; le vittime accertate all’epoca furono otto [9], ma si ha ragione di ritenere che possano essere almeno il doppio e non si può escludere che altri cadaveri giacciano ancora sepolti nella campagna circostante[10].

L’eco funesta di tali sanguinosi accadimenti ancora non si è spenta [11] e permane nel ricordo della popolazione locale, alimentata dall'inquietante permanenza al km 47 della via Salaria del tetro casolare in cui si consumarono delitti tanto raccapriccianti.

Emergenza Coronavirus[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 Marzo 2020, in conseguenza della pandemia di COVID-19, viene disposta la chiusura in entrata e in uscita della cittadina dopo l'individuazione di un cluster di coronavirus nella locale casa di riposo per anziani. Dopo Fondi, Nerola diventa la seconda "zona rossa" del Lazio con 2 morti e 76 positivi al virus[12].

Quattro giorni dopo, con il paese isolato, vengono eseguiti 378 tamponi e la sindaca Granieri chiede al presidente della regione Lazio Zingaretti di sensibilizzare le istituzioni sanitarie affinché si facciano i tamponi su tutti i 1980 abitanti per realizzare, su modello del comune veneto di Vo', un'indagine a tappeto per il monitoraggio dell'evoluzione del virus e aiutare la ricerca scientifica[13].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Nuova linea ferroviaria Passo Corese-Rieti (scheda n. 68), su Sistema Informativo Legge Opere Strategiche. URL consultato il 16 marzo 2016.
  5. ^ Ernesto Picchioni, il "mostro di Nerola", su www.ilmamilio.it, 15 ottobre 2012. URL consultato il 27 maggio 2020.
  6. ^ Istituto Luce - Settimana INCOM, Cronaca nera "il mostro di Nerola" terrore e morte al km 47 della Salaria, su youtube.com, 7 novembre 1947. URL consultato il 27 maggio 2020.
  7. ^ Picchioni, il mostro di Nerola che fu incarcerato a Civitavecchia, su www.orticaweb.it, 16 novembre 2018. URL consultato il 27 maggio 2020.
  8. ^ Roberto Loizzo, SERIAL KILLER: L’imprecisato numero di vittime del Mostro di Nerola, su criminologiaediritto.altervista.org, 19 novembre 2014. URL consultato il 27 maggio 2020.
  9. ^ Linda Corsaletti, Il Mostro di Nerola, terrore e morte al km 47 della Salaria, su www.scenacriminis.com, 13 dicembre 2017. URL consultato il 27 maggio 2020.
  10. ^ Roberto Volterri, Ernesto Picchioni il "mostro di Nerola", su www.lazonamorta.it. URL consultato il 27 maggio 2020.
  11. ^ Massimo Palozzi, Il mostro di Nerola – A 70 anni dalla condanna all’ergastolo, su www.formatrieti.it, marzo 2019. URL consultato il 27 maggio 2020.
  12. ^ Nerola, zona rossa a 40 Km da Roma: evacuata la casa di riposo focolaio dell'infezione, su www.rainews.it, 26 marzo 2020. URL consultato l'11 giugno 2020.
  13. ^ Coronavirus: sindaca Nerola a Zingaretti, tamponi a tutto il paese per aiutare ricerca, su www.agenzianova.com, 29 marzo 2020. URL consultato l'11 giugno 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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