Fiano Romano

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Fiano Romano
comune
Fiano Romano – Stemma
Fiano Romano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
Città metropolitanaProvincia di Roma-Stemma.svg Roma
Amministrazione
SindacoDavide Santonastaso (lista civica Fiano 2030) dal 4-10-2021
Territorio
Coordinate42°10′N 12°36′E / 42.166667°N 12.6°E42.166667; 12.6 (Fiano Romano)
Altitudine97 m s.l.m.
Superficie41,19 km²
Abitanti15 748[1] (31-7-2021)
Densità382,33 ab./km²
Comuni confinantiCapena, Civitella San Paolo, Fara in Sabina (RI), Montelibretti, Montopoli di Sabina (RI), Nazzano
Altre informazioni
Cod. postale00065
Prefisso0765
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT058036
Cod. catastaleD561
TargaRM
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 1 637 GG[3]
Nome abitantifianesi
Patronosanto Stefano
Giorno festivo3 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fiano Romano
Fiano Romano
Fiano Romano – Mappa
Posizione del comune di Fiano Romano nella città metropolitana di Roma Capitale
Sito istituzionale

Fiano Romano è un comune italiano di 15 748 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Diverse le ipotesi formulate sull'origine del nome Fiano:

  • Il toponimo potrebbe essere derivato, secondo alcuni, sia dalla radice del vocabolo latino flavus, biondo, con evidente riferimento alla produzione di cereali coltivati o visibili nel luogo; sia dal riferimento ai possedimenti che la gens Flavia aveva nella zona (da Flaiano, composto del nome di persona latino Flavius e del suffisso «anus» che indica l'appartenenza)[4][5][6].
  • Nell'Eneide Virgilio, descrivendo le genti che abitavano il territorio falisco capenate in epoca remota, fa riferimento ai campi Flavini (Flavinia arva)[7], mentre nel poema Le guerre Puniche di Silio Italico viene utilizzata l'espressione Flavina o dei campi Flavini per descrivere l'area dove sorgeva il santuario di Feronia e scorreva il fiume Capenas (odierno Gramiccia)[8]. Il termine ritorna anche nel commento di Servio all'Eneide dove l'espressione virgiliana Flavinia arva viene spiegata come riferimento alla località di Flavinium[9].
  • Un'ulteriore ipotesi suppone che il nome Fiano derivi dalla parola latina Fanum[10][11] (santuario, tempio), in riferimento al tempio di Feronia (Fanum Feroniae).
  • Infine si ipotizza che Fiano, conosciuto nel medievo come Flavianum o Flaianum, sia il toponimo di un possedimento terriero risalente ai fondi imperiali di età costantiniana: il nomen Flavus era infatti stato assunto dall'imperatore Costantino[12].

La denominazione corrente fu assunta solo a partire dal 1872 quando, dopo un'apposita deliberazione del Consiglio Comunale del 23 luglio, fu ufficialmente cambiato il nome da Fiano a Fiano Romano tramite un Regio Decreto di Vittorio Emanuale II[13].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La preistoria[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Fiano Romano è abitato da tempi antichissimi come confermano i reperti rinvenuti in zona risalenti a oltre 10.000 anni a.C. Armi, utensili di pietra scheggiata e ossa lavorate testimoniano la presenza fin dalla preistoria di tribù di cacciatori-raccoglitori[14][15].

L'età arcaica[modifica | modifica wikitesto]

IX - VIII secolo a.C.[modifica | modifica wikitesto]

Terracotta di origine Capenate del VI secolo a.C.conservata al Metropolitan Museum of Art di New York
Terracotta di origine Capenate del VI secolo a.C.conservata al Metropolitan Museum of Art di New York

Tra il IX ed il VIII secolo a.C. l'area di Fiano, come più in generale l'intera bassa valle del Tevere, è stata probabilmente punto di incontro tra le culture dei Falisci, dei Sabini, degli Etruschi e dei Latini. Questo suggeriscono i ritrovamenti di urne funerarie e di numerose ceramiche di impasto, attribuibili all'VIII secolo a.C.[16], che indicherebbero anche l'antica presenza di un centro di controllo sullo scalo-traghetto del Tevere[17].

Resti del santuario di Lucus Feroniae
Resti del santuario di Lucus Feroniae

VII - V secolo a.C.[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo compreso tra il VII e il V secolo a.C. il territorio sembra essere stato quasi totalmente sotto il controllo politico della città di Capena. Le leggende romane attribuiscono ad un re veiente[18], tra la seconda metà del VIII secolo e gli inizi del VII secolo a.C., l'occupazione di Capena e la fondazione di Lucus Feroniae, il santuario dedicato alla dea Feronia. La presenza di questo santuario, condiviso tra il territorio di Capena e quello di Fiano, influirà in maniera rilevante sull'evoluzione dell'area e le sue vicende, almeno fino alla creazione, in età medievale, del centro fortificato di Fiano.

Oltre Lucus Feroniae, un altro aspetto che influenzerà la storia del territorio in epoca antica è la posizione strategica di Fiano: adagiata sulle colline accanto alle sponde del Tevere, questa zona fu un nodo importante per i traffici trans-tiberini tra Capena e Cures Sabini come testimonia la presenza, perdurata anche in età moderna, di un complesso sistema di vie di transumanza che oltre ad essere utilizzate per portare le greggi ad attraversare il Tevere ai punti di guado, costituivano un percorso lungo il quale avvenivano anche scambi commerciali tra l'Etruria costiera e l'area appenninica e adriatica[19][20].

V - IV secolo a.C.[modifica | modifica wikitesto]

Tra la fine del V e i primi decenni del IV secolo a.C. Roma intraprende le guerre contro i Veienti ed i loro alleati, i Falisci e i Capenati, ottenendo una vittoria definitva che garantirà ai Romani il controllo di tutta l'area. Veio viene distrutta nel 396 a.C., mentre nel 395 a.C. le campagne dell'area dei Capenati e dei Falisci furono sistematicamente devastate e depredate, costringendo Capena ad arrendersi e a sottomettersi a Roma[21].

L'età romana[modifica | modifica wikitesto]

IV - III secolo a.C.[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo periodo sotto il dominio di Roma la zona è incorporata nell'agro romano e in essa trasferiti sia plebei romani (come nuovi cittadini) sia alcuni Etruschi, Falisci e Capenati che nel corso della guerra contro Veio erano passati dalla parte romana senza combattere[22]. Al contempo una parte del territorio conquistato, forse anche di grande entità, è invece acquisito nella proprietà dello Stato romano (ager publicus) come terre da dare in affitto[23].

Malgrado le guerre combattute avessero fatto abbandonare molti siti etruschi, il territorio attorno al Lucus Feroniae sembra aver risentito meno di tale situazione. Infatti i ritrovamenti nella zona, attribuibili a questo periodo, hanno mostrato la ricchezza e prosperità del santuario nel corso del III secolo. E tale ricchezza era così nota che ha attratto anche l'interesse dei mercenari dell'esercito cartaginese di Annibale che nel 211 a.C. saccheggió l'area[24].

II - I secolo a.C.[modifica | modifica wikitesto]

Nel II secolo a.C. Il territorio, sempre più romanizzato, è interessato da interventi di miglioramento delle vie di collegamento che lo attraversano, probabilmente ricollegati all'opera più generale di sistemazione viaria intrapesa da Caio Gracco[25].

All'inizio del I secolo a.C. la zona del santuario di Lucus Feroniae, nonchè l'abitato contiguo, subisce una ricostruzione urbanistica che presumibilmente doveva portare il santuario, di stampo ellenistico, a diventare un foro di una colonia romana[26]. La ricostruzione però non ebbe mai termine, forse anche a causa delle guerre civile tra pompeiani e cesariani che caratterizzarono quegli anni. Dopo la vittoria di Cesare, intorno al 70 a.C., l'area circostante al santuario è stata espropriata e distribuita in lotti su iniziativa dello stesso generale[27][28] al fine di poter donare ai propri reduci i terreni che aveva loro promesso. L'opera rimase incompiuta alla morte di Cesare ma fu poi proseguita da Antonio e Ottaviano, dando origine ad un insediamento noto come Colonia Julia Felix Lucus Feroniae[29].

I - VII secolo d.C.[modifica | modifica wikitesto]

Mosaico della Villa dei Volusii
Mosaico della Villa dei Volusii

Nell'età augustea (fine I secolo a.C. fino agli inizi del I secolo d.C.) sono molte le testimonianze archeologiche nell'area: si fanno grandi interventi urbanistici di riorganizzazione del territorio, gestiti da Lucio Volusio Saturnino, filo augusteo, a cui sono assegnate le proprietà precedentemente della famiglia degli Egnatii, tra le quali la grande villa suburbana sorta nei pressi di Lucus Feroniae, la Villa dei Volusii[30].

Alla morte dell'ultimo discendente della famiglia dei Volusii, Quinto Volusio Saturnino che fu console nel 56 d.C., la villa probabilmente fu acquisita dal demanio imperiale[31].

Questa non è l'unica villa della zona, come testimoniano i numerosi rinvenimenti sia intorno l'area di Lucus Feroniae che in altre zone di Fiano[32].

Queste villae rusticae, veri e propri centri di produzione agricola, furono attive per secoli, a dimostrazione che durante l'età imperiale l'area di Fiano, per la sua fertilità, il suo territorio collinare e la favorevole posizione, fu dedicata in generale alle attività agricole e, in particolare, alla produzione dell'olio di oliva, nonché forse alla realizzazione di una malta di buona qualità che, tramite il Tevere, era poi trasportata con facilità a Roma[33].


Dall'epoca tardoantica a quella medievale[modifica | modifica wikitesto]

La documentazione storica relativa all'area tra la tarda antichità ed il medievo è assai carente e non permette di conoscere appieno lo sviluppo del territorio di Fiano durante questo periodo. Si può però considerare quello che fu un andamento generalizzato: con l'affermazione del Cristianesimo si andarono a formare piccole comunità intorno agli edifici religiosi, nuovi o vecchi riadattati al nuovo culto, che diventavano dei punti di riferimento per le popolazioni sparse nelle campagne circostanti[34].

L'abbazia di Farfa
L'abbazia di Farfa

A Fiano questo presumibilmente avvenne intorno alla Villa dei Volusii che andò ad ospitare probabilmente un piccolo monastero, quasi sicuramente dipendente da una delle tre grandi abbazie che controllavano la zona: il Monastero di San Paolo fuori le mura, il polo monastico di San Silvestro sul Monte Soratte e, al di là del Tevere, l'Abbazia di Farfa[34]. Solo in seguito la villa, terminato anche il suo ruolo di riferimento religioso, divenne una delle così dette torri semaforiche, ossia un punto di controllo lungo il corso del Tevere (secoli XI-XIV) per garantire la sicurezza.

In conclusione, l'evoluzione del territorio di Fiano tra la fine dell'Impero Romano e la creazione del centro fortificato fu comune a quello che in epoca medievale è identificato come territorio collinense[35] (coincidente con l'antico ager capenas), chiamato così per la morfologia e la fertilità della sua campagna: non si ebbero, nel passaggio dal potere imperiale romano a quello degli ordini religiosi, particolari fenomeni di spopolamento ma quanto di riorganizzazzione territoriale intorno a nuovi centri di aggregazione.

La nascita della Rocca di Fiano[modifica | modifica wikitesto]

La Rocca di Fiano, ossia un primo centro fortificato attorno al quale si raduna la popolazione, nasce all'interno del fenomeno più generale noto come incastellamento che caratterizzò l'età medievale a partire dal IX secolo[36]: i grandi enti ecclesiastici, come monasteri e abbazie, sono entrati in possesso nel corso del tempo di numerosi terreni e fondi, ottenuti con lasciti pro anima da parte di semplici contadini o tramite donazioni da parte di nobili. Tra l'870 e il 920 inizia quindi, soprattutto da parte dei signori ecclesiastici, la ricostruzione di "complessi fondiari coerenti" (congregatio fundorum) che necessitano di un centro di controllo ravvicinato e, visti i tempi, fortificato. Per questo dal X secolo in tutto il Lazio ci sarà un fiorire di castelli (castrum) collocati nei grandi fondi ricostruiti. Allo stesso tempo questi diventano punti di attrazione per contadini in cerca di sicurezza e di opportunità lavorative e quindi intorno al castrum sorgono nuovi centri abitati.

Nel territorio di Fiano incise molto anche la presenza di importanti vie di comunicazione[37], che favorirono lo sviluppo dell'economia del territorio e quindi il rafforzamento di questa nuova realtà: la via Salaria e soprattutto il Tevere. Lungo il fiume nacquero infatti porti castrensi, ossia porti con alle spalle insediamenti fortificati per garantirne sicurezza e controllo e Fiano fu uno di questi, avendo quindi la Rocca un ruolo di guardia dei traffici nella zona.

Il controllo del Feudo[modifica | modifica wikitesto]

Miniatura dell'Imperatore Enrico VI
Miniatura dell'Impertatore Enrico VI

Il territorio fondiario di Fiano ricade, come visto, in una zona in cui hanno influenza vari monasteri, abbazie e centri religiosi e, per questo, fu protagonista di varie controversie per deciderne il controllo, come emerge da vari documenti storici[38][39]:

  • in un documento del 840 di conferma di beni all'Abbazia di Farfa da parte di Lotario si fà riferimento ad un fondo chiamato Fiano;
  • con un atto del 1013 Papa Benedetto VIII concede all'Abbazia di Farfa parte del fondo Flaiano;
  • con un altro atto del 1048 il fondo di S. Flaviano risulta tra le pertinenze di Farfa;
  • nel 1058 Fiano è possedimento dei Conti Girardo e Teodora di Galeria, che donano all'Abbazia di Farfa la chiesa di Santa Maria ad pontem de Flaiano e quella di S. Biagio infra castellum de Flaiano, con le relative pertinenze;
  • una bolla di Papa Gregorio VII del 1081 afferma il possesso del fondo Flaiano (Castellum Flaianum) al Monastero di San Paolo fuori le mura;
  • nel 1139 l'Abate di S. Paolo fuori le mura ricorre a Papa Innocenzo III per recuperare vari territori, tra i quali quello di Fiano, usurpati dagli eredi di un tale Tebaldo di Cencio;
  • una successiva bolla di Papa Alessandro III del 18 gennaio 1176 riporta le terre in Flaiano tra quelle spettanti al monastero di S. Pancrazio;
  • infine è il Monastero di S. Paolo fuori le mure che si vede riconoscere il suo diritto su Fiano prima da parte dell'Imperatore Enrico VI nel 1186-1189 e, in seguito, dalle bolle di Papa Innocenzo III del 1203 e di Papa Onorio II del 1218[37].

Feudo chiave sul Tevere[modifica | modifica wikitesto]

Il fatto che Fiano rappresentasse in quel periodo un nodo importante come punto strategico di passaggio sul Tevere viene testimoniato da varie vicende ed avvenimenti riportati sempre nei documenti custoditi nell'Abbazia di Farfa[38]:

  • nel 1063 l'Antipapa Onorio II, contrapposto al legittimo Papa Alessandro II, assalito da Goffredo di Lorena fugge da Roma attraversando il Tevere a Fiano presso la Chiesa di S. Maria ad pontem;
  • nel 1074 viene concessa l'autorizzazione per l'edificazione di un cimitero presso la chiesa di S. Biagio infra castellum;
  • nel 1111 il Papa Pasquale II insieme ai suoi cardinali, fatti prigionieri da Enrico V di Franconia, vengono condotti verso nord e attraversano il Tevere passando per il pons Flaiani;
  • nel 1132 per Fiano passò l'Imperatore Lotario II;
  • nel 1464 Papa Pio II, durante la sua celebre partenza per la crociata, passò la seconda notte del viaggio sul Tevere presso il porto di Fiano e prese terra presso il Monte Soratte;
  • nel 1480 viene costituita l'unione della chiesa collegiata di Fiano con quella di S. Biagio, chiamata poi Chiesa di Santo Stefano Nuovo.

L'epoca rinascimentale: gli Orsini[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo del Rinascimento, tra il XV ed il XVI secolo, vede il dominio della famiglia Orsini su Fiano[35].

Nel 1354 gli Orsini ottengono inizialmente in enfiteusi metà del fondo appartenente al Monastero di San Paolo fuori le mura, per poi acquistarla in permuta nel 1362.

il cortile del Castello di Fiano Romano
Il cortile del Castello di Fiano Romano e l'ala quattrocentesca fatta edificare da Niccolò III Orsini

Tra il 1404 e il 1406 Paolo Orsini, probabilmente grazie al favore del cognato Giovanni Sanguigni, Abate di S. Paolo, acquista anche l'altra metà del feudo di Fiano, facendo sì che l'intero territorio sia della famiglia Orsini.

Nel 1427 Papa Martino V usurpa Fiano agli Orsini e l'assegna ai Colonna, ma tale situazione dura poco e alla morte di Martino V, nel 1431, il nuovo Papa Eugenio IV riassegna il feudo agli Orsini: tant'è che in una bolla papale del 1443 Orso Orsini è citato come Comes Flaiani.

Nel 1451 Orso Orsini pone un'ipoteca su Fiano in favore della moglie Elisabetta d'Anguillara, mentre nel 1478 Paola Orsini, sorella di Orso, governò come luogotenente Fiano ma già l'anno successivo Elisabetta d'Anguillara venne reintegrata nel suo possedimento.

Niccolò III Orsini signore di Fiano[modifica | modifica wikitesto]

Con una bolla del 27 settembre 1482 Papa Sisto IV nomina Niccolò III Orsini tutore dei figli di Elisabetta d'Anguillara e signore di Fiano, Morlupo, Filacciano e Monte della Guardia. Paola Orsini cercherà di rivendicare a sé le proprietà di Fiano e Morlupo nel 1488, ma Niccolò avrà la meglio.

Nel 1489 Niccolò III diventa conte di Fiano e commissiona la costruzione del Castello che sarà terminato nel 1493[40]. In quell'anno Papa Alessandro VI (Borgia) fece visita al Conte nel Castello e l'episodio è ricordato su una targa esposta in origine sulla porta della piccola Chiesa di Santa Maria delle Grazie e ora conservata nel Castello di Fiano[40]. La targa non solo ricorda che per l'occasione il Papa concesse delle indulgenze, ma anche gli altri personaggi che accompagnarono il Papa nella visita, tra i quali spicca il figlio Cesare Borgia, allora diacono Cardinale di Santa Maria Nuova.

Nell'aprile del 1504 il Castello ha ospitato anche Pietro Bembo[41], che Niccolò III ha conosciuto probabilmente in occasione del suo periodo di servizio per la Repubblica di Venezia.

Dal XVII al XIX secolo: il ducato di Fiano[modifica | modifica wikitesto]

Gli Sforza e la nascita del ducato[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi del XVII secolo, Alessandro Orsini vende il feudo di Fiano a Caterina de' Nobili che lo donerà poi nel 1606 al figlio Cardinale Francesco Sforza il quale lo farà erigere a ducato (bolla di Papa Paolo V del 18 luglio 1608) per suo figlio naturale e legittimo Sforzino Sforza[42].

Il passaggio ai Ludovisi[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 giugno 1621 Sforzino venderà il ducato per 220.000 scudi[43], con l'autorizzazione di Papa Gregorio XV, a Orazio Ludovisi, generale della Santa Chiesa e fratello del Papa[42].

Alla morte di Orazio (1624) il ducato passerà al figlio Niccolò Ludovisi e da questo al figlio Giovan Battista Ludovisi fino al 1690[44].

I Boncompagni Ludovisi Ottoboni[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dei Boncompagni Ludovisi Ottoboni
Stemma dei Boncompagni Ludovisi Ottoboni

Nel 1690, per volontà di Papa Alessandro VIII, Fiano passa dalla famiglia Ludovisi a Marco Ottoboni[45], generale delle Galee pontificie. Il feudo viene ereditato da Maria Francesca Ottoboni, figlia di Marco, che sposa Pier Gregorio Boncompagni Ludovisi, che diventa duca ex uxor e decide di assumere anche il cognome della moglie. Il ducato di Fiano resterà in mano alla famiglia Boncompagni Ludovisi Ottoboni per oltre duecento anni[46][47], fino al 1897.

La vendita del feudo[modifica | modifica wikitesto]

Marco Boncompagni Ludovisi Ottoboni, in carica dal 1837, è di fatto l'ultimo Duca di Fiano: nel 1897 vende l'intera proprietà al commendatore Carlo Menotti, costruttore e latifondista[48].

Venduto il feudo resterà il titolo di duca, che passerà ad Augusto Ruspoli Ottoboni (1909-1912) e poi a Cesare Rasponi Bonanzi Ottoboni (1923-1957), figlio del politico e senatore Carlo Rasponi Bonanzi che aveva sposato la figlia del VII Duca.

Sebbene dal 1948, con l'entrata in vigore della Costituzione, in Italia non siano più riconosciuti i titoli nobiliari, il titolo di Duca di Fiano è rivendicato dalla famiglia Serlupi[49] per parentela con quella degli Ottoboni.

Lista dei Duchi di Fiano[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia Nome Carica Titolo Note
Sforza Sforzino Sforza

(1593–1644)

dal 18 luglio 1608

al 7 giugno 1621

Duca di Fiano Nel 1608 Papa Paolo V erige Fiano a ducato
Ludovisi Orazio Ludovisi

(1561–1624)

dal 7 giugno 1621

a novembre 1624

I Duca di Fiano Nel 1621 acquista il ducato da Sforzino Sforza
Niccolò Ludovisi

(1610–1664)

dal novembre 1624

al 25 dicembre 1664

II Duca di Fiano Figlio del I Duca
Giovan Battista Ludovisi

(1647–1699)

dal 25 dicembre 1664

al 18 aprile 1690

III Duca di Fiano Figlio del II Duca
Ottoboni Marco Ottoboni

(1656–1725)

dal 18 aprile 1690

al 15 aprile 1725

I Duca di Fiano Nel 1690 acquista il ducato da Giovan Battista Ludovisi
Boncompagni Ludovisi Ottoboni Pietro Gregorio Ottoboni Boncompagni Ludovisi
(1709–1747)
dal 1731
al 7 settembre 1747
II Duca di Fiano Genero del I Duca, quindi duca ex uxor, adotterà il cognome della moglie
Alessandro Boncompagni Ludovisi Ottoboni
(1734–1780)
dal 7 settembre 1747
al 17 ottobre 1780
III Duca di Fiano Figlio del II Duca
Antonio Boncompagni Ludovisi
(1736-1803)
dal 17 ottobre 1780
al 7 gennaio 1803
IV Duca di Fiano Figlio del III Duca
Marco Boncompagni Ludovisi Ottoboni
(1741–1818)
dal 7 gennaio 1803
al 1° febbraio 1818
V Duca di Fiano Fratello del IV Duca
Alessandro Boncompagni Ludovisi Ottoboni
(1805–1837)
dal 1° febbraio 1818
al 29 agosto 1837
VI Duca di Fiano Figlio del V Duca
Marco Boncompagni Ludovisi Ottoboni
(1832–1909)
dal 29 agosto 1837
al 29 marzo 1909
VII Duca di Fiano Figlio del VI Duca
Nel 1897 vende tutte le proprietà del ducato al commendatore Carlo Menotti.Con la morte del VI Duca si estingue il ramo maschile della famiglia.
Ruspoli Ottoboni Augusto Ruspoli Ottoboni
(1880–1912)
dal 1909
al 1912
VIII Duca di Fiano Nipote del VII Duca.
Non avendo nè figli nè eredi il titolo passò al ramo dell'altra figlia del VII Duca
Rasponi Bonanzi Ottoboni Cesare Rasponi Bonanzi Ottoboni
(1885–1957)
dal 15 luglio 1923
al 1957
IX Duca di Fiano Nipote del VII Duca
Suo padre Carlo Rasponi Bonanzi aveva sposato Luisa Boncompagni Ludovisi Ottoboni, figlia del VII Duca

Il XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1904[48], alla morte di Carlo Menotti, la proprietà di Fiano, dal 1872 denominato Fiano Romano, passa al figlio, Cav. Mario Menotti.

Nel primo dopoguerra alcune terre, anche per le lotte dei contadini contro il sistema latifondista, sono distribuite ai reduci. La maggior parte di queste terre sono espropriate al Menotti che però rimane proprietario della stragrande maggioranza dei fondi di Fiano, che continuano ad essere coltivati da braccianti e mezzadri[14].

L'avvento del fascismo e i non buoni rapporti che aveva con il regime, costringono Mario Menotti ad espatriare. Seguono dei litigi per l'amministrazione di Fiano, che alla fine viene affidata dal Prefetto al Conte Valentino Orsolini Cencelli[14] uomo politico di spicco del Partito Nazionale Fascista. L'amministrazione Cencelli viene ricordata come uno dei periodi più bui della storia di Fiano.

Alla morte del Cav. Mario Menotti a Shangai, in assenza di eredi, l'intero patrimonio viene ereditato dalle sorelle, le quali in parte hanno donato e in parte venduto il Castello ducale alle Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena.

Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e fino a tutti gli anni sessanta riprendono le lotte per la terra che porteranno che la maggioranza dei terreni appartenuti ai Menotti è assegnata ai contadini e ai braccianti[14].

Nel 1993 il Castello viene acquistato dal Comune di Fiano Romano e, da bene ecclesiastico, entra a far parte del patrimonio dell'ente.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il Tevere a FIano Romano
Il Tevere a Fiano Romano

Fiano Romano sorge sulla riva destra del Tevere, che lo separa dalla Sabina, di fatto al centro della Bassa Valle del Tevere. Il territorio è prettamente collinare ma con ampie aree pianeggianti lungo il fiume. L'altezza media è di circa 86 metri sul livello del mare, con un altezza minima di 17 metri e una massima di 244[50].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è temperato con estati lunghe e secche ed inverni generalmente miti ma piovosi[51], rientrando Fiano Romano nel gruppo Csa secondo la classificazione dei climi di Köppen. Si fa sentire la vicinanza del Tevere che fa aumentare il tasso di umidità.

La temperatura media su base annua è di 14.9 °C con Agosto il mese più caldo dell'anno facendo registrare una temperatura media di 25.2 °C mentre il mese più freddo è gennaio con una temperatura media di 5.6 °C. Durante il periodo estivo, ossia da giugno a fine settembre, le temperature diurne possono raggiungere i 31 °C e quelle notturne si aggirano intorno i 15-18 °C, mentre in occasione di ondate di calore le temperature diurne possono raggiungere anche i 36 °C. La piovosità media annuale è di 1027 mm con Luglio il mese più secco, registrando una media di 28 mm di pioggia e 4.73 giorni di pioggia, mentre novembre è quello più piovoso con precipazioni di 154 mm e 12.57 giorni di pioggia. Dicembre è invece il mese con l'umidità relativa più alta (82.32%) mentre luglio è quello con la più bassa (53.94%).

Le ore di sole sono massime a Luglio, con una media di 12.6 ore al giorno, e minime a Gennaio con 5.71 ore di sole al giorno.

Monumenti, opere e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Siti, opere e reperti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Villa dei Volusii[modifica | modifica wikitesto]

Villa d'otium e rustica di una famiglia senatoria romana risalente al I secolo a.C. e utilizzata fino al V secolo d.C. , completamente riportata alla luce è ricca di mosaici e ambienti ben conservati[52].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Villa dei volusii.

Mausoleo Gladiatorio di Fiano Romano[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di dodici blocchi di marmo finemente decorati a rilievo con scene di combattimenti gladiatori risalenti al I secolo a.C. che originariamente decoravano una tomba di tipo ad edicola. [53]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Mausoleo di Fiano Romano.

Campana medievale di Fiano Romano[modifica | modifica wikitesto]

Campana forgiata nel 1278 per la Chiesa di San Biagio e ora conservata nella Chiesa di Santo Stefano Nuovo[54].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campana medievale di Fiano Romano.

PortaRoma[modifica | modifica wikitesto]

Imponente arco-scultura in marmo e travertino (7 metri di altezza per 15 metri di lunghezza e 210 tonnellate di peso) realizzata dall'artista Claudio Capotondi e installata nel 2000 nei pressi del casello autostradale di Fiano Romano[55].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: PortaRoma.

Statua di Enrico Berlinguer[modifica | modifica wikitesto]

La statua bronzea dedicata al politico comunista[56][57], improvvisamente scomparso nel 1984 e che aveva più volte visitato Fiano Romano, fu inaugurata il 15 giugno 1985.

Realizzata dallo scultore iraniano Reza Olia, la statua è collocata nei pressi di Piazzale Cairoli all'ingresso del borgo medievale.

La statua di Enrico Berlinguer nei pressi di Piazzale Cairoli

Mitra di Fiano Romano[modifica | modifica wikitesto]

Piccolo bassorilievo in marmo datato tra il II e il III secolo d.C. con entrambi i lati decorati con scene del culto di Mitra[58], oggi conservato al Museo del Louvre di Parigi[59].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Mitra di Fiano Romano.

Ciborio di Santo Stefano Vecchio di Fiano Romano[modifica | modifica wikitesto]

Baldacchino in marmo realizzato nel 1150 circa per la Chiesa di Santo Stefano Vecchio[60], oggi conservato al Metropolitan Museum of Art di New York[61].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ciborio di Santo Stefano Vecchio di Fiano Romano.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello ducale Orsini[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello ducale Orsini.

Monumento ai Caduti[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai caduti delle due Guerre Mondiali realizzato tra il 1919 e il 1924 e oggi collocato nel Parco delle Rimembranze[62].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Monumento ai Caduti delle due Guerre Mondiali Cittadini di Fiano Romano.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

A Fiano Romano si trovano le seguenti chiese[63]:

Chiesa di Santo Stefano Nuovo

È stata iniziata a costruire a partire dalla 2ª metà del XV secolo e rimaneggiata, secondo attestazioni storiche dell'Archivio di Stato, nel 1774.

La chiesa ha una pianta basilicale su 3 navate sormontate da archi a tutto sesto poggianti su pilastri di travertino.

L'altare è sito dietro un arco di trionfo racchiuso entro un timpano sorretto da 2 colonne con capitelli corinzi.
Al centro è posto un quadro di Antonio del Massaro, detto il Pastura, rappresentante la Madonna tra i santi:

Sulla navata destra vi è il mausoleo di Niccolò III Orsini, degli affreschi provenienti dalla Chiesa di Santa Maria ad Pontem e la cappella dell'Annunziata (già degli Orsini) nel cui interno vi sono una tavola del Cristo Salvatore e degli affreschi attribuiti alla scuola del Pinturicchio.

Sulla navata sinistra vi è il sarcofago di Pietro Gregorio Ottoboni Boncompagni Ludovisi duca di Fiano ed una campana del 1278 realizzata da Guidotto da Pisa dedicata a San Martino.

Altri affreschi portano la cappella ornata di abside, di un crocifisso in legno ed un altare con basamento di pietra (forse originariamente un pilastro).
Anticamente questa cappella constava di affreschi.

Chiesa di Santa Maria ad Pontem
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria ad Pontem.
Chiesa di Santo Stefano Vecchio

È sita poco fuori dalla città, sul lato ovest. Nonostante fosse la chiesa principale di Fiano Romano, ora è di proprietà privata, essendo caduta in disuso per via della sua posizione, considerata poco agevole.

L'interno ha pianta basilicale, fu cenobio benedettino, presenta stile romanico dei secoli XII e XIII ma con svariati rimaneggiamenti e restauri successivi. Le 3 navate sono separate da 10 colonne per parte in granito. I capitelli sono tutti quanti diversi e constanti di un pilastro centrale ognuno. Ai 2 lati del portale d'ingresso vi sono un candelabro per parte realizzati in bronzo a colonne tortili con spirali richiamanti le piante di alloro e alti circa 3 metri ciascuno.

L'altare odierno è sito nella parte absidale al posto del ciborio originale e realizzato in marmo greco. Il ciborio è stato portato dapprima nel collegio irlandese di Roma, poi al Metropolitan Museum di New York dov'è esposto tuttora.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ciborio di Santo Stefano Vecchio di Fiano Romano.

Il campanile consta di 3 ordini di finestre, a partire dal basso:

Altre chiese
  • La chiesa della Madonna del Carmine non ha un gran criterio estetico ed architettonico di cui non si hanno notizie precise.
Il Camassei, in un manoscritto del 1700, circa narra forse di questa chiesa, chiamandola chiesa della fraternita (usata anche come cimitero per i contadini)
  • La chiesa della Beata Vergine della nuova o della ruota (sullo stesso manoscritto non è ben riconoscibile il nome corretto).
  • La chiesa della Madonna delle Grazie sita di fronte all'ospedale per i poveri.
  • Della chiesa di Sancti Georgi in Suburbio Castri Flaiani il Ghibelli cita che era possedimento del monastero di Sant'Andrea e di San Gregorio al Clivo di Scauro a Roma.
  • La chiesa di Val Casale era gestita da un eremita e, nel suo interno, vi era una tela raffigurante San Giovanni di Dio di Francesco Trevisani.
  • La chiesa di San Sebastiano veniva utilizzata nel giorno dell'Ascensione per fare una processione e benedire la campagna ed ottenere così un buon raccolto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Fiano Romano ha registrato un'evoluzione demografica sempre in aumento fin dal primo censimento generale della popolazione del 1871. Tale trend si è notevolmente impennato nella parte finale del XX secolo e in particolare nel primo decennio del XXI secolo dove si è registrato di fatto un raddoppio della popolazione residente in dieci anni, passando dai 7924 residenti del censimento 2001 ai 13059 del censimento 2011[64].

Nel secondo decennio del XXI secolo si è confermato il trend in aumento della popolazione residente ma con una maggiore gradualità (dai 13063 residenti del 1° gennaio 2012 ai 15556[65] del 1° gennaio 2021[66]).

Abitanti censiti[67]


Popolazione residente 2012-2021[66]

Popolazione residente a Fiano Romano al 1° gennaio - Anni 2012 - 2021
Popolazione residente a Fiano Romano al 1° gennaio - Anni 2012 - 2021

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fiano Romano rappresenta una realtà economica vivace e fortemente attiva, principale polo produttivo della zona[68]. Il tasso di occupazione è molto alto (nel 2019 è stato circa del 50%, posizionando Fiano Romano al terzo posto tra i comuni del Lazio[69][70]) soddisfatto sia dalla domanda interna che da quella esterna: il pendolarismo, per studio e lavoro, verso l'area metropolitana romana seppur elevato (48%) è infatti bilanciato da quello in ingresso[68].

Prato della Corte - zona industriale-artigianale di Fiano Romano (2016)
Prato della Corte - zona industriale-artigianale di Fiano Romano (2016)

Il settore economico principale delle imprese attive a Fiano Romano è il terziario, che beneficia soprattutto della vicinanza con Roma e per la collocazione sul principale asse viario Nord-Sud rappresentato dall'Autostrada A1.

Infatti, la breve distanza da Roma e la buona rete viaria di connessione alla Capitale ha reso il territorio appetibile per tutta una serie di attività connesse con il turismo, soprattutto quelle operanti nel campo della ristorazione e nel settore alberghiero[71], mentre la presenza del casello autostradale, insieme a quella di un'ampia area industriale, ha attirato nel corso degli anni aziende operanti nella media e grande distribuzione[72], trasformando Fiano Romano in un nodo primario a livello nazionale per la logistica e la movimentazione delle merci su gomma.

Al 31 dicembre 2015 le attività operanti su Fiano Romano risultano[73]:

  • nella maggior parte (62%) impegnate nel settore dei servizi e nel relativo indotto;
  • seguono le attività industriali (circa il 23%) tra le quali spiccano quelle operanti nelle costruzioni edili (16% del totale);
  • infine, l'agricoltura rappresenta invece una quota minima delle attività economiche del territorio, con meno del 4% delle imprese totali.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

I Sindaci[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei Sindaci di Fiano Romano eletti dal 1993 in poi[74]:

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 26 aprile 1997 Mario Quattrucci Partito Democratico della Sinistra (PDS) Sindaco Eletto con il 52,47%
27 aprile 1997 12 maggio 2001 Aristide Palmucci Coalizione di centro-sinistra (liste civiche) Sindaco Eletto con il 56,09%
13 maggio 2001 29 maggio 2006 Tarquinio Splendori Coalizione di centro-sinistra Sindaco Eletto con il 48,26%
29 maggio 2006 14 maggio 2011 Tarquinio Splendori Coalizione di centro-sinistra (liste civiche) Sindaco Eletto con il 51,69%
16 maggio 2011 4 giugno 2016 Ottorino Ferilli Per Fiano (lista civica) Sindaco Eletto con il 61,87%
5 giugno 2016 4 ottobre 2021 Ottorino Ferilli Per Fiano (lista civica) Sindaco Eletto con il 70,15%
4 ottobre 2021 in carica Davide Santonastaso Fiano 2030 (lista civica) Sindaco Eletto con il 49,95%

Lo Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Comune di Fiano Romano sulla porta di ingresso al borgo medievale
Stemma del Comune di Fiano Romano sulla porta di ingresso al borgo medievale

Il Comune di Fiano Romano è rappresentato da uno stemma composto da uno scudo in cui è raffigurato un correggiato (due bastoni uniti da una striscia di cuoio) con sullo sfondo un campo di grano maturo e una porzione di cielo; lo scudo è contornato da due spighe di grano e sormontato da una corona[75].

Evidenti i riferimenti in questa rappresentazione al forte legame del territorio in generale con il mondo agricolo e contadino e in particolare con la coltivazione del grano, che per secoli (sicuramente fin dal periodo della Roma Repubblicana) ha rappresentato la principale attività economica della zona.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • A Fiano Romano c'è il casello di Roma Nord dell'Autostrada A1 Milano-Napoli dal quale parte la diramazione A1 dir Nord che collega l'Autostrada A1 al Grande Raccordo Anulare di Roma[76];
  • Il territorio comunale è attraversato dalla Strada provinciale 15/A Tiberina[77] che parte da Roma e percorre la valle del Tevere;
  • Subito al di là del Tevere passa la SS 4 Salaria facilmente raggiungibile da Fiano Romano tramite la superstrada SS 4 dir.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

  • La stazione ferroviaria più vicina a Fiano Romano è quella di Fara Sabina-Montelibretti della Linea FL1 Fiumicino Aeroporto - Orte, distante circa 9 chilometri e collegata con dei bus navette.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Festa di settembre in onore della Madonna Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

La Statua della Madonna Addolorata di Fiano Romano in processione salutata dai fuochi d'artificio
La Statua della Madonna Addolorata di Fiano Romano in processione salutata dai fuochi d'artificio

La Festa di settembre in onore della Madonna Addolorata è una manifestazione organizzata nella terza domenica di settembre a Fiano Romano in cui si rivivono tradizioni religiose e si svolgono importanti festeggiamenti ed attività folkloristiche.

Le radici della festa risalgono al 24 marzo 1842 quando fu collocata nella Chiesa di Santo Stefano Nuovo l'immagine in cera della Maria Santissima Addolorata[78]. La festa era affidata alle donne della Pia Unione della Madonna Addolorata[79], e solo a partire dal 1933 fu concesso anche agli uomini di prendere parte all'organizzazione della festa. Dopo alcune interruzioni, nel 1889 la festa fu ripresa nuovamente e da allora mai più interrotta. Il programma[80] della festa inizia il giovedì o il venerdì, con le vie del paese adornate da luminarie, si tengono messe e altri eventi, religiosi e non.

La festa ha il suo culmine con la Processione di domenica sera. Nel 2021 si è tenuta la 179° edizione della festa[81].

Lo Schermo è Donna[modifica | modifica wikitesto]

Festival cinematografico orientato a valorizzare il ruolo delle donne nel cinema, promosso e organizzato dall’Associazione culturale “Città per l’Uomo” con il patrocinio del Ministero della Cultura e del Comune. Il festival si svolge in estate[82]; Nel 2021 si è svolta la 24° edizione del festival[83].

Borgo Festival[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione di spettacoli teatrali itineranti che si svolgono all'interno del Castello ducale Orsini e nelle vie del centro storico; Nel 2019 si è tenuta la 20° edizione del festival[84] mentre per gli anni 2020 e 2021 il festival non si è tenuto a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia da Covid-19.

Cinema e Serie TV[modifica | modifica wikitesto]

Totò in una scena de Gli Onorevoli (1963)
Totò in una scena de Gli Onorevoli (1963)

Fiano Romano è stata sovente utilizzata per girare film e serie tv. Molto utilizzate anche, per scene lungo la strada, il tratto dell'Autostrada A1, il casello autostradale e i dintorni industriali.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Atleti[modifica | modifica wikitesto]

Atleti di Fiano Romano che hanno raggiunto importanti livelli sportivi:

Società sportive[modifica | modifica wikitesto]

Società sportive operanti a Fiano Romano:

Atletica leggera[modifica | modifica wikitesto]

  • Atletica Fiano Romano A.S.D.[101]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

  • A.S.D. Fiano Romano (colori sociali Rosso Nero) che, nel campionato 2021-22, milita nel Girone B del campionato maschile di Promozione[102];
  • Città di Fiano, (colori sociali Bianco Azzurro) che, nel campionato 2021-22, milita nel Girone D del campionato maschile di Seconda categoria[103];
  • A.S.D. 2004 Pro Fiano, (colori sociali Amaranto Giallo) che, nel campionato 2021-22, milita nel Girone D del campionato maschile di Seconda categoria[104];

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

  • ASD O.S.M.G. Fiano Romano Basket[105];

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

  • ASD Fiano Romano Pallavolo[106].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Virgilio, Le Georgiche, Libro I, 316.
    «Saepe ego, cum flavis messorem induceret arvis».
  5. ^ Tiberio Claudio Donato, Interpretationes Vergilianae, vol. 18, 112.
    «Flava rura».
  6. ^ cfr. Th. l. L. VI, 1, s.v. flavus, coll. 887-889, in particolare 889, E 2
  7. ^ Virgilio, Eneide, Libro VII, 695-697.
    «hi Fescenninas acies Aequosque Faliscos, hi Soractis habent arces Flaviniaque arva et Cimini cum monte lacum lucosque Capenos (Questi hanno le schiere fescennine e gli equi Falisci, questi le rocche del Soratte ed i campi flavini e il lago con il monte del Cimino ed i boschi Capeni)».
  8. ^ Silio Italico, Le guerre puniche, Libro XIII, 85.
  9. ^ Servio Mario Onorato, Commentarii in Vergilii Aeneidos libros, Libro 7, 697.
    «Servio spiega l’espressione virgiliana Flavinia arva come un riferimento a una località chiamata Flavinium».
  10. ^ Gerhard Rohlfs, Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti, vol. 1, Einaudi, 1966, pp. 157 e 378.
  11. ^ (FR) Paul Aebischer, Le culte de Feronia et le gentilice Feronius, in Revue belge de Philologie et d'Histoire, vol. 13, n. 1-2, 1934, pp. 5-23.
    «Cluverus, propose Fiano, se basant sur une étymologie fantaisiste et fantastique: Fiano serait un Feroniae fani».
  12. ^ G. Gazzetti, Il territorio fino all'età arcaica, in G. Boenzi, A. Ciccarese, P. Di Giammatteo, F. Fei, G. Gazzetti e E.A. Stanco, Terra di Fiano. Ricerche di Storia, arte e archeologia, Edizioni Quasar, 1999, p. 29.
  13. ^ Regio Decreto n. 974 del 18 agosto 1872 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 260 del 20 settembre 1872, su Gazzetta Ufficiale - Archivio Storico. URL consultato il 7 ottobre 2021.
  14. ^ a b c d Paola Callegari Cavaliere, Giuliano Ferilli e Edgardo Gianfelice, Fiano Romano, dalla preistoria ai giorni nostro, Roma, De Angelis Art, 2015.
  15. ^ Ilario di Nardo, Testimonianze eneolitiche nel territorio capenate: il sito di Monte Scorano e di Le Cese (Capena-Fiano Romano), in Atti del XIII congresso Preistoria e Protostoria in Etruria (PPE), I, Milano, Centro Studi di Preistoria ed Archeologia, 2018, pp. 723-726.
  16. ^ Clarissa Belardelli, Micaela Angle, Francesco di Gennaro e Flavia Trucco, Repertorio dei siti protostorici del Lazio. Province di Roma, Viterbo e Frosinone, All’Insegna del Giglio, 2007, p. 39, ISBN 9788878143074.
  17. ^ G. Boenzi, Il territorio fino all'età arcaica, in G. Boenzi, A. Ciccarese, P. Di Giammatteo, F. Fei, G. Gazzetti e E.A. Stanco, Terra di Fiano. Ricerche di Storia, arte e archeologia, Edizioni Quasar, 1999, p. 14.
  18. ^ Servio Mario Onorato, Commentarii in Vergilii Aeneidos libros, vol. 7, 697.
  19. ^ G. Boenzi, A. Ciccarese, P. Di Gianmatteo, F. Fei, G. Gazzetti e E.A. Stanco, Terra di Fiano. Ricerche di Storia, arte e archeologia, Edizioni Quasar, 1999, p. 17.
  20. ^ G. D. B. Jones, Capena and the Ager Capenas, in Papers of the British School at Rome, vol. 30, Novembre 1962, pp. 116-207.
  21. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita, V, 24.
    «a (Quinto) Servilio riservò la campagna contro i Capenati. Essi non tentarono l'assedio o l'attacco diretto ad alcuna città, preferendo invece devastare la campagna dei dintorni e razziare i prodotti agricoli: non rimasero in piedi nella zona alberi da frutta, non rimase intatto alcun terreno coltivato: l'operazione piegò la resistenza dei Capenati. La loro richiesta di pace venne subito accolta».
  22. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita, VI, 4.
    «Nel corso di quell'anno fu concessa la cittadinanza a quanti, tra i Veienti, i Capenati e i Falisci, erano passati dalla parte dei Romani durante quelle guerre e a questi nuovi cittadini furono assegnati degli appezzamenti di terra».
  23. ^ E.A. Stanco, Il territorio in età romana, in G. Boenzi, A. Ciccarese, P. Di Giammatteo, F. Fei, G. Gazzetti e E.A. Stanco, Terra di Fiano. Ricerche di Storia, arte e archeologia, Edizioni Quasar, 1999, pp. 19 e successive.
  24. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita, XXVI, 11.
    «(Annibale) di là mosse verso il bosco sacro di Feronia, tempio allora famoso per le sue ricchezze. Gli abitanti di Capena e gli altri circonvicini [..] lo avevano donato di molto oro e di molto argento. Di tutti quei doni fu allora spogliato il tempio».
  25. ^ G. Boenzi, A. Ciccarese, P. Di Giammatteo, F. Fei, G. Gazzetti e E.A. Stanco, Terra di Fiano. Ricerche di Storia, arte e archeologia, Edizioni Quasar, 1999, p. 21.
  26. ^ Enrico Angelo Stanco, L'area centrale di Lucus Feroniae, dal santuario ellenistico al foro della colonia romana (PDF), in Atti Convegno "Strutture, funzioni e sviluppo degli impianti forensi in Italia (IV secolo a.C. - I secolo d.C.), 9-10 dicembre 2013.
  27. ^ Marco Tullio Cicerone, De Lege Agraria, II, 66.
    «La legge comanda di comprare terre. In primo luogo chiedo in quali territori e in quali terre? ... Ascolto ... fuori dall'altra porta i territori Capenate, Falisco, Sabino, Reatino».
  28. ^ Alfonsina Russo Tagliente, Giuseppina Ghini, Laura Caretta (a cura di), Lucus Feroniae il santuario, la città, il territorio, 2016
  29. ^ R. Bartoccini, Colonia Julia Felix Lucus Feroniae: rinvenimento e scavi - monumenti, in Atti del VII Congresso Internazionale di Archeologia Classica, Roma, Giorgio Bretschneider, 1960.
  30. ^ Gianfranco Gazzetti, La villa dei Volusii a Fiano Romano, Edizioni Quasar, 1997, ISBN ‎ 978-8871401034.
    «Su un trapezoforo marmoreo della Villa dei Volusii appare l'iscrizione GN(eus) EGNA(tius), indizio che la villa dovesse originariamente appartenere a questa famiglia».
  31. ^ G. Boenzi, A. Ciccarese, P. Di Giammatteo, F. Fei, G. Gazzetti e E.A. Stanco, Terra di Fiano. Ricerche di Storia, arte e archeologia, Edizioni Quasar, Edizioni Quasar, 1999, p. 59.
  32. ^ CEFMECTP, ENEA, Italia Nostra, Croma, Regione Lazio: luoghi di cultura e tecnologie - Area metropolitana - Provincia di Roma - Suburbio Romano (PDF), Polo formativo per i beni e le attività culturali, 2009.
  33. ^ G. Gazzetti, Il territorio fino all'età arcaica, in G. Boenzi, A. Ciccarese, P. Di Giammatteo, F. Fei, G. Gazzetti e E.A. Stanco, Terra di Fiano. Ricerche di Storia, arte e archeologia, Edizioni Quasar, 1999, p. 25.
  34. ^ a b F. Fei, Il territorio di Fiano Romano dall'epoca tardoantica a quella medievale, in G. Boenzi, A. Ciccarese, P. Di Giammatteo, F. Fei, G. Gazzetti e E.A. Stanco, Terra di Fiano. Ricerche di Storia, arte e archeologia, Edizioni Quasar, 1999, pp. 51 e successive.
  35. ^ a b Giuseppe Tomassetti, Luisa Chiumenti e Fernando Bilancia, La campagna romana antica,medievale e moderna: Via Cassia e Clodia, Flaminia e Tiberina, Labicana e Prenestina, Banco di Roma, 1975.
  36. ^ Andrea Augenti, Archeologia dell'Italia medievale, Laterza, 2016.
  37. ^ a b G. Boenzi, A. Ciccarese, P. Di Giammatteo, F. Fei, G. Gazzetti e E.A. Stanco, L'incastellamento, in Terra di Fiano. Ricerche di Storia, arte e archeologia, 1999, pp. 69 e successive.
  38. ^ a b I. Giorgi e U. Balzani (a cura di), Regesto di Farfa compilato da Gregorio di Catino, 1879–1914, Roma, R. Società romana di storia patria.
  39. ^ Basilio Trifone, Le carte del monastero di San Paolo di Roma dal secolo XI al XV, Archivio della Società Romana di Storia Patria, 1908.
  40. ^ a b Leo Gavillucci, Arte, politica e potere intorno alla figura di Niccolò III Orsini di Pitigliano, in BTA - Bollettino Telematico dell'Arte, n. 890, 21 marzo 2020.
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  43. ^ Giampiero Brunelli, Ludovisi Orazio in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 66, Treccani, 2006.
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  45. ^ Mario Tosi, La società romana dalla feudalità al patriziato, 1816-1853, 1968, p. 153.
    «Con istromento del 18 aprile 1690, previo chirografo di Alessandro VIII e suo fedecommesso del 6 marzo 1690, Marco Ottoboni nipote ex fratre, acquista dai Ludovisi il ducato di Fiano».
  46. ^ U. Diligenti, Boncompagni di Bologna, in Storia delle famiglie illustri italiane, I, Firenze, 1890.
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  70. ^ Chiara Rai, Fiano Romano, terzo comune del Lazio per tasso di occupazione: dietro c'è una visione di sviluppo del lavoro, in Il Messaggero, 26 febbraio 2021.
  71. ^ A Fiano Romano arriva Hilton. Nel 2022 nuovo albergo a marchio "Hampton" all’ex Eurohotel, in Rieti Life, 20 settembre 2021.
  72. ^ Amazon a Fiano Romano, il colosso dell'e-commerce aprirà un nuovo centro di distribuzione, in Il Corriere di Rieti, 3 febbraio 2021.
  73. ^ Ufficio Studi della Camera di Commercio di Roma, Mappatura dei Comuni della Provincia di Roma, 2016.
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