Poggio Mirteto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Poggio Mirteto
comune
Poggio Mirteto – Stemma
Poggio Mirteto – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
SindacoGiancarlo Micarelli (Solidarietà e progresso – Patto per la Sabina) dal 26-5-2014 (2º mandato dal 27-5-2019)
Territorio
Coordinate42°16′02″N 12°41′19″E / 42.267222°N 12.688611°E42.267222; 12.688611 (Poggio Mirteto)
Altitudine246 m s.l.m.
Superficie26,4 km²
Abitanti6 142[1] (31-1-2022)
Densità232,65 ab./km²
FrazioniBriccaro, Castel San Pietro Sabino, Fuori Dazio, Misericordia, Poggio Mirteto Scalo, San Luigi, San Valentino
Comuni confinantiFilacciano (RM), Forano, Montopoli di Sabina, Poggio Catino, Salisano, Torrita Tiberina (RM)
Altre informazioni
Cod. postale02047
Prefisso0765
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT057053
Cod. catastaleG763
TargaRI
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 1 901 GG[3]
Nome abitantiMirtensi (detti anche Poggiani).
Patronosan Gaetano di Thiene
Giorno festivo7 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Poggio Mirteto
Poggio Mirteto
Poggio Mirteto – Mappa
Posizione del comune di Poggio Mirteto nella provincia di Rieti
Sito istituzionale

Poggio Mirteto è un comune italiano di 6 142 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Tramonto sul Soratte da Poggio Mirteto

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Poggio Mirteto, nella valle del Tevere, sorge a 250 m s.l.m. su un colle alle falde del monte S. Cosimo a pochi chilometri dal fiume Tevere. Il comune ha un'isola amministrativa circondata dai comuni di Salisano e Montopoli di Sabina[4].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Poggio Mirteto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Poggio Mirteto nel 1777 in un dipinto di Carl Ludwig Hackert

Poggio Mirteto (anticamente Podium Myrtetum) venne fondato nella prima metà del Duecento dagli abitanti di alcuni castelli vicini che si riunirono per ragioni difensive. Alcuni degli abitati fondatori sono: Volpignano,Marcigliana,Montorso (che controllava il fiume Tevere) e San Valentino.

Già possedimento dell'Abbazia di Farfa, nel Cinquecento cadde nelle mani prima dei Farnese e poi di altre famiglie, finché non fu incorporato nello Stato Pontificio.

Nell'Ottocento si andò affermando come principale centro economico e culturale della zona ed ebbe parte ai moti per l'unità d'Italia. Gregorio XVI conferì a Poggio Mirteto il titolo di città nel 1837.

Il 24 febbraio 1861, nel cuore dei tumulti italici per l'unificazione nazionale, mentre Poggio Mirteto era ancora sotto la sovranità dello Stato Pontificio, scoppiò una rivolta popolare originata dalla decapitazione di un suddito del papa - re. I rivoltosi inviarono una delegazione a Rieti, dove il 27 febbraio 1861 il marchese Gioacchino Napoleone Pepoli, Commissario Generale dell'Umbria, decretò l'annessione di Poggio Mirteto al nascituro Regno d'Italia. Poggio Mirteto fu capoluogo del suo distretto e mandamento (sia durante l'occupazione francese tra '700 e '800 sia durante l'occupazione pontificia ed anche durante il regno d'italia) tanto che ancora oggi il prefisso 0765 di Poggio Mirteto include tutta la Bassa Sabina , i comuni romani di Fiano Romano,Nazzano,Torrita Tiberina,Ponzano Romano ,Civitella San Paolo e Filacciano ,la valle dell'olio (zona di Fara in Sabina, Poggio Nativo, Osteria Nuova e Poggio Moiano),la zona del Turano e dell'alta Sabina (da Belmonte in sabina e Concerviano ,vicino Rieti, fino a Orvinio,Nespolo e Turania (vicino il confine abbruzzese, e fino a Varco e Marcetelli vicini al Lago del Salto). Poggio Mirteto fu anche centro del suo tribunale che comprendeva ,oltre alla Bassa Sabina, anche i comuni di Fiano Romano, Nazzano, Torrita Tiberina, Ponzano Romano, Civitella San Paolo e Filacciano; oggi è rimasto solo il giudice di pace poiché il tribunale è stato soppresso a favore di quello di Rieti.

La sua Banda partecipò al seguito di Giuseppe Garibaldi alla sfortunata Campagna dell'Agro romano per la liberazione di Roma del 1867. A memoria e merito di tale partecipazione dal 1967, in occasione delle celebrazioni per il centenario delle battaglie di Monterotondo e Mentana, il complesso fu ufficialmente riconosciuto dall'A.N.V.R.G. come Banda Comunale di Poggio Mirteto - Nazionale Garibaldina. Sulla facciata di un edificio del centro storico, una targa ricorda che la moglie di Giuseppe Garibaldi Anita Garibaldi, già gravemente malata, venne ospitata ed accudita presso la famiglia proprietaria dell'edificio stesso. A Poggio Mirteto lavorò Nazareno Strampelli e il paese fino agli anni '90 era fornito di molti più servizi tra cui ospedale,cinema,artigiani,fabbri,fabbrica di munizioni e consorzio agrario. Purtroppo oggi Poggio Mirteto vive problemi di degrado legati al centro storico,chiusura di molte attività e abbandono dell'agricoltura ma continua ad aumentare grazie alla vicinanza con Passo Corese e Roma ,il clima decisamente migliore rispetto a tutte le città più vicine (Roma,Terni,Rieti,Viterbo e l'Aquila) e lo sviluppo della zona intorno alla stazione ferroviaria.

Poggio Mirteto è sede della diocesi suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto, oltre che di scuole di diverso ordine e grado e di numerosi servizi.Gli abitanti venivano chiamati anche "pallonari".

Poggio Mirteto nel 1940

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica»
— 28 febbraio 2018[5]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale dell'Assunta
Cattedrale dell'Assunta
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di Poggio Mirteto.

Dopo aver percorso un viale di platani si accede all'ottocentesca Piazza Martiri della Libertà sulla quale si affacciano la cattedrale dell'Assunta, realizzata tra il 1641 ed il 1725, con facciata in cotto ed interno a tre navate, con tele raffiguranti una Madonna in trono con bambino, un Transito di San Giuseppe e il Battesimo di Cristo, e la Chiesa di San Rocco dalle linee baroccheggianti, ultimata nell'anno 1779.

Chiesa di San Paolo XIII secolo

A poca distanza dalla grande piazza sorge la bella Chiesa di San Paolo risalente al XIII secolo: a navata unica presenta quattro archi a sesto acuto e notevoli affreschi di cui i più importanti si trovano nel vano absidale, nella controfacciata e nella terza campata a sinistra. Dei numerosi affreschi, che vanno dal Duecento al Cinquecento, si citano: la Conversione di San Paolo, Incoronazione di Maria, sopra l'abside, opera del 1521 di Lorenzo Torresani, Incoronazione del cavaliere coronato con un'iscrizione in antico dialetto umbro, affreschi del ciclo dei Bianchi. La torre campanaria presenta due livelli di bifore.

  • Convento di San Valentino del XIV secolo in loc. omonima
  • Santuario Madonna della Misericordia XVIII secolo in loc. omonima
  • Chiesa di San Cosimo su colle omonimo in stato di abbandono

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Torre dell'Orologio
Porta Farnese

In asse con la Chiesa di San Rocco, sul lato opposto, si trova la Porta Farnese, rinascimentale con arricchimenti barocchi che introduce al nucleo medievale di Poggio Mirteto, il Borgo antico che il Marocco ebbe a definire graziosissimo,ritenendo anche di dover evidenziare la particolarità, già in quegli anni, della grande Piazza, misurandone la lunghezza, dal Borgo alla gradinata della Chiesa di San Rocco, in circa 840 palmi romani.

Torre dell'Orologio

Oltrepassata la Porta Farnese si apre un suggestivo scorcio sulla Torre dell'Orologio della metà del Cinquecento, custodisce le campane, originariamente appartenenti alla Chiesa di San Paolo del XIII secolo, sulle quali è incisa la data dell'anno 1290.Sulla destra si trova la Chiesa di San Giovanni Decollato, risalente al Seicento, costruita dall'Architetto Angelo Savi, e l'imponente mole del Palazzo Episcopale. Oltre la Torre dell'Orologio si trova la ex Chiesa della SS.Trinità del XV secolo, oggi Sala Farnese. Proseguendo, attraverso vicoli, archi e piazzette, si giunge ad un'altra imponente porta di accesso al nucleo medievale detta "Porta di Sotto" dalla quale si può ammirare un ampio panorama sulla Valle del Tevere ed il Monte Soratte.

Archeologia industriale[modifica | modifica wikitesto]

La vetreria dei primi dell'Ottocento
Ex vetreria dei primi dell'Ottocento

Risalendo verso la grande piazza si può notare, in Piazza della Vetreria, la Ciminiera che assieme a altri edifici limitrofi rappresenta tutto ciò che resta della grande Vetreria dei primi dell'Ottocento, la prima di carattere industriale che fu costruita in Italia. Di questa importante "fabbrica di cristalli" ne parla Giuseppe Marocco nel testo Monumenti dello Stato Pontificio e relazione topografica di ogni paese pag.85 secondo il quale "l'opificio di cristalli" suscitava "l'ammirazione dei colti stranieri e degli artisti" e, aggiungeva, in essa ogni sorta di cristalli si fanno con eccellenza.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

In passato, nel territorio di Poggio Mirteto sono stati documentati da parte del prof. Ercole Nardi (1885) molti ruderi d'epoca romana, tra cui i ruderi delle terme sul fosso di Volpignano, i ruderi delle Prata nelle Ferrare, i ruderi di Monte Vascello e resti più ragguardevoli come quelli situati nella frazione di San Valentino, consistenti in resti di due ville di epoca romana, una delle quali attribuita a Marco Terenzio Varrone (chiamata anche Casoni) e l'altra è la Villa romana dei Bagni di Lucilla da un'iscrizione rinvenuta nel sito archeologico, dalla quale proviene il pregevole mosaico di una Diana Efesina o Diana di Efeso. Tale mosaico rinvenuto nel 1801[6] e trasportato poi al museo Chiaromonti nei Musei Vaticani.[7] Altri siti archeologici sono castellacce di montorso (che anticamente era un ricco abitato situato in una zona fertile sulle rive del tevere dove era presente anche un porto), selva marcigliana (dove oltre a dei ruderi di un abitato è presente un monumento che commemora una battaglia datato tra tardo impero romano e alto medioevo) e valle del lago (tra Poggio Mirteto e Poggio Catino)

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il Tevere a Poggio Mirteto nei pressi della Riserva Naturale Nazzano,Tevere-Farfa

Il fiume Tevere scorre nel territorio di Poggio Mirteto a circa 4 km dal centro abitato, ai confini della Riserva naturale di Nazzano, Tevere-Farfa.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Chiesa di San Paolo del XIII secolo

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Carnevale di Poggio Mirteto, detto anche Carnevalone poggiano, che nel 2019 ha raggiunto la 157ª edizione. Una festa dal tipico colore anticlericale e chiaramente connotata politicamente è il Carnevalone Liberato, festa di liberazione dallo Stato Pontificio. La festa si svolge la prima domenica di quaresima.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Istituto comprensivo "Bassa Sabina" (3 plessi);
  • Polo Didattico comprendente liceo scientifico-linguistico pedagogico- tecnologico. scienze sociali e istituto commerciale- turistico- geometri- meccanico- moda oltre a formazione professionale regionale

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Comunale "Peppino Impastato", nell'ex palazzo della Pretura

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • "Rassegna Cinematografica del grande Cinema italiano" Parco San Paolo, Poggio Mirteto. Manifestazione consolidata, la Rassegna Cinematografica si svolge ogni estate nella suggestiva cornice del Parco San Paolo adiacente all'omonima Chiesa trecentesca. La Rassegna, accompagnata da eventi enogastronomici, dura circa 15 giorni e si conclude con l'assegnazione del premio il Mirto d'Oro. Visti gli insuccessi degli ultimi anni, quella del 2022 è stata l'ultima edizione della rassegna.
  • Carnevalone Liberato, è un carnevale che si svolge la prima domenica di quaresima, tradizionalmente legato a fatti storici realmente accaduti nella seconda metà dell'Ottocento. Tale festa deriva dalla rivolta popolare del 24 febbraio 1861 che portò alla liberazione di Poggio Mirteto dallo Stato Pontificio. Quando la delegazione degli operai di Poggio Mirteto si recò dal marchese Gioacchino Napoleone Pepoli per chiedere l'annessione al futuro Regno d'Italia, il Commissario Generale dell'Umbria propose di premiare la cittadina facendo passare per Poggio Mirteto la tratta ferroviaria Roma-Orte. Ma la popolazione chiese invece che fosse celebrata ogni anno la festività della liberazione dallo Stato Pontificio. Il carnevale anticlericale si tenne fino alla firma dei Patti Lateranensi nel 1929, quando il Fascismo decise di sopprimerlo, nell'ambito della più generale politica di alleanza col Vaticano. Il Carnevalone Liberato, fu ripristinato nel 1977 ed ha conservato il suo carattere prevalentemente anticlericale.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come la produzione di mobili in stile.[9]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Poggio Mirteto sorge lungo la strada provinciale n. 48 "di Finocchieto", che esce dal paese in direzione nord e in direzione ovest. A ovest la provinciale collega l'abitato a Poggio Mirteto Scalo, la località dove si trova la stazione ferroviaria e la strada statale 313, che rappresenta il collegamento più veloce per raggiungere Passo Corese e da lì la capitale Roma (per mezzo dell'autostrada A1 o della SS4 Salaria). A nord la SP48 lo collega invece con Poggio Catino, Roccantica, Casperia, Montasola, Cottanello e Configni, in direzione di Terni e dell'Umbria.

A sud, varie strade comunali collegano l'abitato a Montopoli di Sabina e alla strada provinciale n. 42 "Mirtense". Quest'ultima collega Poggio Mirteto ad Osteria Nuova e quindi alla Strada statale 4, l'antica Via Salaria, che costituisce il collegamento più agevole per il capoluogo provinciale Rieti.

A Poggio Mirteto ha inizio anche la strada provinciale n. 46 "Via Tancia", che collega il comune al capoluogo Rieti con un percorso più breve ma piuttosto tortuoso, passando per la valle del Canera.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

rete dei trasporti del settore nord-est dell'area metropolitana di Roma

In località Poggio Mirteto Scalo, a circa 8 km dall'abitato, si trova la stazione di Poggio Mirteto, posta lungo la ferrovia Roma-Firenze (linea lenta). Su di essa opera il servizio della linea regionale FL1 che unisce Poggio Mirteto con Roma, l'aeroporto di Fiumicino ed Orte; i treni effettuano numerose fermate nella città di Roma, alcune delle quali collegate con le linee della metropolitana.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Poggio Mirteto è servito da 7 linee di Servizio Urbano che uniscono i principali luoghi della città con le frazioni, la stazione ferroviaria di Poggio Mirteto Scalo e le località della Sabina.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nuovo logo di Poggio Mirteto dall'anno 2015
Gonfalone civico
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1989 Lanfranco Santini DC - PSI - PRI Sindaco
1989 1990 Edilio Proietti DC - PSI - PRI Sindaco
1990 1995 Pasqualino Carconi PDS - PSI Sindaco
1995 2004 Giuseppe Rinaldi lista civica "Solidarietà e progresso" Centro Sinistra Sindaco
2004 2009 Fabio Refrigeri lista civica "Solidarietà e progresso" Centro Sinistra Sindaco
2009 2013 Fabio Refrigeri lista civica "Solidarietà e progresso Poggio democratica" Centro Sinistra Sindaco

in seguito alle sue dimissioni è stato sostituito dal vice sindaco Romano Renato Renzi

2014 in carica Giancarlo Micarelli lista civica "Solidarietà e progresso, patto per la Sabina" Centro Sinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Atletica leggera[modifica | modifica wikitesto]

  • UISP Atletica Sabina.[11]
  • Sabina Marathon Club.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bilancio demografico anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Confini delle unità amministrative a fini statistici al 1º gennaio 2022, su www.istat.it, 15 febbraio 2022. URL consultato il 15 luglio 2022.
  5. ^ Decreto Città di Poggio Mirteto (PDF), su Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Rieti, 29 marzo 2018. URL consultato il 29 marzo 2018.
  6. ^ si veda Antonio Nibby Itinerario di Roma e delle sue vicinanze pag.249
  7. ^ Per una descrizione del mosaico si veda Antologia: giornale di scienze, lettere e arti pag.104. Si legga anche la descrizione di Ennio Quirino Visconti nel testo Il Museo Capitolino,Vol 2 pag 207
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 20.
  10. ^ Gemellaggi, su Comune.poggiomirteto.it. URL consultato il 7 novembre 2019.
  11. ^ a b La società sul sito della Fidal (funzione cerca sulla mappa)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Nibby,Itinerario di Roma e delle sue vicinanze, 1844
  • Giuseppe Marocco, Monumenti dello Stato Pontificio e relazione topografica di ogni paese,1833

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN241192357 · SBN MUSL002760
  Portale Lazio: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Lazio