Una botta di vita

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Una botta di vita
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1988
Durata92 min
Generecommedia
RegiaEnrico Oldoini
SoggettoAurelio Chiesa
SceneggiaturaAlberto Sordi,
Liliana Betti,
Enrico Oldoini,
Agenore Incrocci
ProduttorePio Angeletti,
Adriano De Micheli,
Fulvio Lucisano
FotografiaGiuseppe Ruzzolini,
Sergio Colombari
MontaggioRaimondo Crociani,
Luciana Nusca,
Lidia Pascolini
Effetti specialiMassimo Marinelli
MusicheManuel De Sica
ScenografiaLuciano Sagoni
CostumiLuciano Sagoni,
Alessandra Oldoini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Una botta di vita è un film del 1988 diretto da Enrico Oldoini.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Due pensionati, Elvio Battistini e Giuseppe Mondardini, stanchi di trascorrere l'ennesimo ferragosto in paese, abbandonati dalle rispettive famiglie, decidono di concedersi una "botta di vita". Servendosi dell'automobile messa a disposizione da Mondardini, i due decidono di andare a trovare un amico di Mondardini che vive a Bordighera. Le differenze sociali e culturali tra i due si palesano pressoché immediatamente: mentre Mondardini è dotato di una certa cultura, appartenente a un ceto medio-alto, ha gusto per le cose belle e per l'arte nonché è un tombeur de femmes, per contro Battistini è piuttosto incline al turpiloquio, di estrazione sociale medio-bassa e decisamente pratica nei modi di fare e nei ragionamenti.
Battistini, inoltre, soffre di un handicap fisico alquanto evidente, avendo perso la gamba destra durante la guerra, nell'eroico tentativo di salvare un bambino dall'imminente esplosione di una bomba (ma alla fine si scoprirà che si tratta di una bugia clamorosa). Il fatto di essere stato abbandonato dalla moglie, in seguito a questo (presunto) incidente, lo pone in una sorta di rifiuto totale per qualsiasi tipo di compagnia femminile e l'induce a ingurgitare cibi in continuazione, in una sorta di "attività compensatoria" determinata dalla perdita degli affetti familiari.
La prima disavventura di questa piccola "odissea" ferragostana consiste nello scoprire che l'amico d'infanzia di Mondardini è improvvisamente morto. Dopo le condoglianze di rito alla vedova e un raid di Battistini nella cucina della casa, i due proseguono il viaggio verso Portofino. Durante il viaggio s'imbattono in una ragazza che, temporaneamente abbandonata dal gruppo di amici con i quali viaggiava insieme, scrocca un passaggio ai due fino al confine con la Francia. Durante il tragitto Mondardini viene "sedotto" dagli sguardi e dai sorrisi della fanciulla, per cui i due amici si ritrovano oltreconfine, a Saint Tropez.
Battistini, nel frattempo, non s'è accorto di nulla in quanto, durante gli spostamenti, ha l'abitudine di dormire profondamente. Nel momento in cui scopre di trovarsi in Francia, monta su tutte le furie e intima all'amico di riportarlo immediatamente in Italia, in quanto per lui il suolo francese è tabù. (verso la fine si scoprirà il motivo). Obbligato dalle circostanze a trascorrere almeno una notte in Francia, (Mondardini non può guidare di notte a causa della sua vista bassa) Battistini fa buon viso a cattivo gioco e decide di passare una notte "di follie" a Saint Tropez. Dopo avere cenato a una festicciola "per vecchi" (come la definisce Elvio) e avere rivangato i vecchi tempi, i due compagni di viaggio ritrovano la ragazza conosciuta a Portofino, che nel frattempo si è riunita alla propria compagnia.
I ragazzi decidono di coinvolgere i due pensionati in una grigliata notturna, durante la quale Mondardini e Battistini fanno riflessioni sul senso della vita e concludono la serata fumando hashish, addormentandosi infine sulla spiaggia. La mattina seguente si risvegliano circondati da bagnanti completamente nudi: la spiaggia, infatti, durante il giorno è riservata ai nudisti e i due vengono invitati a spogliarsi anche loro oppure ad andarsene. Mentre il Mondardini sarebbe incline a provare anche quell'esperienza, viene trascinato via da Battistini che l'invita a non comportarsi come un bambino perché, a suo avviso, alla loro età certe cose non si fanno più.
Successivamente la passione di Mondardini per le donne (ben consapevole del fatto che alla sua età difficilmente potrà ancora combinare qualcosa) lo porta a incontrare la signora Germaine. La presenza (invero piuttosto invadente) di Germaine porta ancora più scompiglio nella già malassortita coppia di amici e l'effetto destabilizzante diviene irreversibile quando la giornata giunge al termine, ossia quando i due devono trovare una sistemazione per la notte. Mentre Germaine ha già una stanza in albergo, i due lotteranno per chi dovrà passare la notte con la signora, che s'è gentilmente offerta di ospitare solo uno dei due. La precedenza spetterebbe a Mondardini, in quanto più assiduo nel corteggiamento; questi però verrà respinto e Battistini (da uomo pratico e rapace qual è) approfitta immediatamente della situazione e convince Germaine a ospitarlo per la notte.
Il mattino seguente, tutti i nodi vengono inesorabilmente al pettine: dopo avere fatto raccontare a vuoto l'amico Mondardini (in un crescendo di vanteria maschile) sulla sua presunta notte passata con Germaine, Battistini rivelerà di essere stato lui a passare davvero la notte in stanza con Germaine. Tutto si metterebbe bene per Battistini se non fosse per il fatto che proprio in quel momento la signora lo sorprende a vantarsi e lo sbugiarda immediatamente, raccontando la verità sull'accaduto. Si scopre che Battistini ha semplicemente dormito "come un angioletto", in quanto ottenebrato dai fumi dell'alcool e Mondardini ha dormito nella propria automobile.
Questa è la goccia che fa traboccare il vaso: tutto quello che era stato taciuto tra i due fino ad allora emerge e si scopre che in realtà Battistini non ha perso la gamba in guerra, da eroe, ma è stato semplicemente vittima di un incidente con un tram, vent'anni prima. In realtà questo lo si era scoperto alcune sequenze prima, quando Battistini incontra al ristorante Riccardo, il cuoco. Questi infatti è colui che ha portato via la moglie a Battistini, durante il ricovero di questi a seguito dell'incidente in cui aveva perso la gamba. Battistini non può sopportare il fatto che Mondardini sia venuto a conoscenza della verità e i due si lasciano dopo un violento litigio. Fortunatamente per lui trova il modo di tornare in Italia grazie a un passaggio in autobus da parte di un gruppo di turisti tedeschi.
Durante il viaggio, l'autobus effettua una sosta d'emergenza, in quanto trova la strada bloccata da un incidente. Avvicinandosi al parabrezza dell'autobus per constatare di persona il motivo della fermata, Battistini s'avvede del coinvolgimento dell'auto di Mondardini nell'incidente. Senza pensarci due volte, scende dal pullman e si precipita in soccorso dell'amico. Una volta salito sull'ambulanza, scopre che in realtà i due non possono fare a meno l'uno dell'altro e, credendolo morto, ne tesse le lodi di buon amico e compagnone di mille avventure. Mondardini in realtà non è morto e, riavendosi, improvvisamente ne approfitta, con una sagace battuta, per avere l'ultima parola sulla discussione.

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