Ladro lui, ladra lei

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Ladro lui, ladra lei
Ladro lui, ladra lei.JPG
Sordi in una scena del film
Titolo originale Ladro lui, ladra lei
Paese di produzione Italia
Anno 1958
Durata 100'
Dati tecnici B/N
Genere commedia
Regia Luigi Zampa
Soggetto Luigi Zampa
Sceneggiatura Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Luigi Zampa, Alberto Sordi
Produttore Mario Cecchi Gori
Produttore esecutivo Maxima Film
Fotografia Leonida Barboni
Montaggio Eraldo Da Roma
Musiche Angelo Francesco Lavagnino
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Ladro lui, ladra lei è un film del 1958 diretto da Luigi Zampa.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Cencio è un ladruncolo romano di borgata, la cui vita è un continuo alternarsi di abili truffe e soggiorni al carcere di Regina Coeli. È da sempre innamorato di Cesira, sua amica di infanzia: una bella ragazza che suscita l'ammirazione di tutti. Cesira è d'animo gentile e vorrebbe sfuggire alla triste condizione di borgatara. A cambiare la vita di Cesira interviene Raimondi, un commerciante di stoffe, titolare del negozio dove lei lavora come commessa e che si innamora di lei: gli amici lo spingono in tutti i modi a provarci con la ragazza, chiedendogli poi dettagliati resoconti.

Lui si fa prendere la mano e la corteggia fino a che non si becca un ceffone. Dispiaciuto, l'uomo va a casa di Cesira: le chiede scusa, le rivela le sue umili origini e le regala della stoffa. Non pago, la spinge a diventare negoziante di stoffe e le presta il denaro per avviare l'attività. Cencio, appena uscito dal carcere, viene a sapere della cosa e ci resta male perché ama Cesira ed è molto geloso. Per recuperare punti agli occhi della ragazza si offre di aiutarla a vendicarsi di tutti i bellimbusti che l'hanno insidiata, cioè i titolari dei negozi che hanno provato ad approfittare di lei e l'hanno costretta a licenziarsi.

Così si reca dal primo di questi, il commendator Cestelli, e si imbuca alla festa del suo venticinquesimo anniversario di nozze per ricattarlo, riuscendoci. Poi va dal secondo e gli ruba un prezioso orologio; infine è il turno del commendator Maghetti, il cui negozio è però ispezionato dalla polizia tributaria. Approfittando della situazione, Cencio cambia strategia e anziché ricattare il Maghetti decide di truffarlo: si finge funzionario del Ministero delle Finanze e millanta di poter accomodare tutto con un concordato, a patto che il commerciante gli paghi dei soldi e dichiari tutto il suo reddito.

Cencio, saputo che Cesira ha venduto a poco prezzo il prezioso orologio rubato al secondo commerciante, decide di andarlo a recuperare e fingendosi un carabiniere se lo fa dare dal gioielliere/ricettatore; dopodiché gli frega tutto il contenuto della cassaforte, con la scusa di voler verificare se si tratti di merce rubata e ricettata. Perdipiù Cencio e i suoi complici portano la vittima in carcere: col ricavato della truffa, Cencio regala a Cesira un viaggio in vagone letto, da sempre un sogno della ragazza. Al ritorno di Cesira, Cencio si mette all'opera per un nuovo colpo: si veste da monsignore e si introduce negli uffici del Vaticano ma, quando si rende conto che la vittima designata è il Raimondi che cercava appoggi per evitare la bancarotta, il colpo salta.

Cesira si sente molto in imbarazzo: va da Raimondi, si scusa per il tentativo di truffa e si offre di aiutarlo, ora che è lui in difficoltà. Tra i due si rinsalda la relazione e, alla fine, Raimondi dichiara a Cesira il suo amore sincero e le chiede di sposarlo. Nel frattempo Cencio viene pizzicato per il colpo alla gioielleria: mentre va al commissariato, benedice il matrimonio di Cesira e nell'interrogatorio solleva la ragazza da ogni responsabilità. Tornato in carcere, viene accolto dagli amici galeotti con grande calore.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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