Io e Caterina

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Io e Caterina
Io e Caterina.jpg
Caterina ed Enrico (Alberto Sordi)
Paese di produzioneFrancia, Italia
Anno1980
Durata105 min
Generecommedia, satirico
RegiaAlberto Sordi
SoggettoRodolfo Sonego
SceneggiaturaAlberto Sordi, Rodolfo Sonego
ProduttoreFulvio Lucisano
Produttore esecutivoRaimondo Castelli, Gianni Hecht Lucari
FotografiaSergio D'Offizi
MontaggioTatiana Casini Morigi
MusichePiero Piccioni
ScenografiaLorenzo Baraldi
CostumiBruna Parmesan
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Io e Caterina è un film del 1980 diretto da Alberto Sordi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Melotti, un uomo d'affari di mezza età, è dominato da una feroce quanto ingenua forma di maschilismo: considera le donne solo per ciò che possono dargli, sia dal punto di vista affettivo e sessuale che dal punto di vista dei servizi lavorativi e domestici. Di conseguenza, ha difficoltà nei rapporti con la moglie Marisa, con la segretaria-amante Claudia e con la domestica Teresa.

Durante un viaggio d'affari in America, il suo amico Arturo gli mostra come ha risolto gli stessi problemi. A casa di Arturo, Enrico rimane stupefatto vedendo Caterina, un robot tuttofare dalle fattezze femminili che sbriga le faccende domestiche meglio di una persona in quanto non dorme e non ha bisogno di nutrirsi. L'unica cosa che lascia perplesso Enrico è l'insistenza del robot nel cercare Arturo per telefono a intervalli regolari, come se mostrasse l'apprensione tipica di una compagna umana.

Rientrato dal viaggio, Enrico ha nuovamente delle discussioni con Claudia, Teresa e Marisa: ignora le proteste di Claudia che vorrebbe che l'uomo lasciasse definitivamente la moglie per dare chiarezza e dignità alla loro relazione, critica il fatto che Marisa abbia un suo lavoro e una sua vita sociale e pretende che Teresa svolga del lavoro supplementare nella sua serata libera.

Enrico decide di rompere i rapporti con le tre donne e di comprare un robot Caterina perché svolga le mansioni domestiche, intenzionato a vivere solo e a non dover rendere conto a nessuno. All'inizio, benché la spesa sia notevole, tutto sembra procedere bene, anche se Caterina mostra delle reazioni quasi umane e dà qualche strano segno di inquietudine durante una visita di Marisa all'ex marito.

Credendo di aver risolto tutti i suoi problemi, Enrico comincia a cercare una compagnia femminile che non comporti per lui troppe responsabilità e invita a casa la giovane e bellissima Elisabetta che aveva conosciuto nel negozio di Marisa. La ragazza, vedendo Caterina, appare sconcertata come lo fu la moglie di Enrico, tanto più che il robot mostra ostilità come aveva fatto con Marisa stessa.

Quando Enrico ed Elisabetta si accingono a passare la notte insieme, Caterina perde totalmente il controllo mettendo a soqquadro la casa e tentando perfino di uccidere il suo padrone; Elisabetta, presa dal panico, scappa e scompare dalla vita dell'uomo. L'intervento dell'ingegnere costruttore del robot serve a poco: Caterina, infatti, è una macchina così raffinata da avere acquisito un'autonomia quasi totale dalla sua configurazione originale.

Di fronte all'ingegnere finge di comportarsi bene per non essere smontata e sostituita, ma appena il tecnico si allontana torna a porre le sue condizioni a Enrico: lei lo servirà devotamente e senza protestare solo se lui le offrirà il rispetto e la dedizione che chiederebbe una donna vera. Enrico viene messo nuovamente alla prova dal robot, quando Susan, una ragazza americana conosciuta dall'uomo durante un viaggio, telefona chiedendo di essere ospitata nella sua casa, quest'ultimo è costretto a rispondere energicamente di no, preso dalla paura di un'altra possibile ritorsione del robot.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

«Alberto Sordi […] in veste anche di regista non sempre è riuscito ad amministrare con senso della misura il proprio talento. Lo dimostra […] questo film che sulla carta avrebbe le giuste premesse per riuscire una brillante commedia impostata tra ironia e riflessione fanta-sociologica, con uno spunto abbastanza inusuale nel panorama della nostra produzione cinematografica, che anticipa di molto le analoghe situazioni di Homewrecker. Indeciso, o troppo prudente, nell'indirizzare il racconto sulla satira del femminismo o del maschilismo più esasperati, Sordi sceglie la meno impegnativa strada della comicità bonaria, fatta di piccole e collaudate gag […].»

(Fantafilm[1])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Io e Caterina, in Fantafilm.

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