Polvere di stelle

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Polvere di stelle
Polvere di stelle.png
Monica Vitti e Alberto Sordi nel loro spettacolo
Titolo originale Polvere di stelle
Paese di produzione Italia
Anno 1973
Durata 145' poi ridotti a 123'
Rapporto 2.35:1
Genere commedia
Regia Alberto Sordi
Soggetto Ruggero Maccari
Sceneggiatura Alberto Sordi, Ruggero Maccari, Bernardino Zapponi
Produttore Edmondo Amati per Capitolina Produzioni Cinematografiche
Distribuzione (Italia) Fida Cinematografica
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Raimondo Crociani
Musiche Piero Piccioni
Scenografia Mario Garbuglia
Costumi Bruna Parmesan
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Polvere di stelle è un film commedia del 1973 scritto (in collaborazione con Ruggero Maccari e Bernardino Zapponi), diretto e interpretato da Alberto Sordi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mimmo Adami e Dea Dani sono marito e moglie; Mimmo è capocomico e Dea soubrette. Insieme dirigono la Compagnia grandi spettacoli Dani Adami e tentano di sbarcare il lunario nella Roma occupata del 1943. La compagnia, dopo un lungo periodo di magra, accetta l'unica offerta lavorativa disponibile e da altri rifiutata: allestire una tournée in Abruzzo, regione funestata da bombardamenti che hanno luogo proprio il giorno in cui Mimmo accetta la scrittura.

Da questo momento in poi, la scalcinata compagnia deve affrontare una serie di imprevisti; costretti a nutrirsi di castagnaccio e a dormire sui treni, inscenano il loro spettacolo in modesti teatri di provincia per pochi spettatori, finendo inevitabilmente per venire derisi. Dopo una delle serate, ottengono un insperato invito a cena da don Ciccio Caracioni, proprietario del teatro, che ha messo gli occhi sulle ballerine. Invece, dopo la cena, mentre don Ciccio dorme ubriaco, la compagnia fa razzìa della sua dispensa, riuscendo poi a fuggire proprio nel corso di un bombardamento.

Durante la marcia verso la destinazione del prossimo spettacolo, si imbattono nel re d'Italia e nella sua consorte che, a seguito dei fatti dell'armistizio, stanno muovendo in auto verso Brindisi.

In una delle successive serate in Abruzzo vengono catturati, nel corso dello spettacolo, durante un blitz dei nazifascisti; rischiano il plotone d'esecuzione, ma si salvano grazie a Dea, che si concede al Federale responsabile della loro sorte. Vengono imbarcati per Venezia, dove dovrebbero esibirsi nella Repubblica Sociale Italiana, ma - poiché la nave su cui viaggiavano viene dirottata da partigiani - approdano infine a Bari, già liberata dagli Alleati. Qui Mimmo, Dea e la compagnia vivono di espedienti e si imbattono in vari personaggi ma, soprattutto, entrano nelle grazie delle truppe di occupazione, allestendo intrattenimenti musicali e piccoli spettacoli a bordo delle navi militari e nelle strutture occupate.

Complici i gusti semplici dei militari, la compagnia riesce ad allestire un ciclo di apprezzati spettacoli dal nome Stardust (polvere di stelle) con notevole dispiego di mezzi, per le truppe alleate nel famoso teatro Petruzzelli. Mimmo e Dea vivono il loro sogno di gloria e fantasticano un futuro ancora più brillante; Dea vive inoltre una storia travolgente con un soldato di nome John.

L'effimera notorietà tuttavia è destinata a cessare. Dea, convinta di potersi imbarcare con John verso gli Stati Uniti, si reca al porto per scoprire che se ne è già andato. L'iniziale entusiasmo passa presto, gran parte delle truppe muovono da Bari, giungendo a liberare Roma e grosse compagnie di varietà, ora in grado di viaggiare, giungono per allestire spettacoli più consoni ai gusti dei civili. La compagnia è messa alla porta senza preavviso.

Dopo l'incredulità iniziale, ma certi di poter replicare lo stesso successo, Mimmo, Dea e la compagnia tornano nella capitale a chiedere, invano, scritture degne della loro "bravura"; nei teatri tornano a recitare attori celebri; per una piccola compagnia d'avanspettacolo fuori dal giro che conta, la vita si fa sempre più dura e difficile, fino a che Mimmo e Dea vengono abbandonati al loro destino da tutta la troupe. Infine, dopo aver venduto un anello di Dea e tutti i costumi di scena, si riducono a vivere pateticamente di rimpianti.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora è curata con brani d'epoca e altri originali di Piero Piccioni e Alberto Sordi, tra i quali:

  • Polvere di stelle (Stardust)
  • Sentimentale
  • Addio sogni di gloria
  • L'amore è un treno
  • Anchors aweigh

Spicca su tutte la canzone goliardica Ma 'ndo Hawaii,[1] testo di Alberto Sordi,[2] leitmotiv degli spettacoli.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Nel film compaiono camei di due noti attori della rivista italiana del periodo: Carlo Dapporto e Wanda Osiris, che interpretano loro stessi in un'epoca di trent'anni prima rendendo emblematica la figura della Osiris, 68enne al tempo delle riprese.

In un piccolo ruolo, non accreditato (balla il tip-tap in Galleria, e prega Mimmo di prenderlo nella compagnia), si riconosce un giovane Alvaro Vitali.

La parte del direttore del Teatro Petruzzelli fu affidata al giornalista Piero Virgintino, critico cinematografico de La Gazzetta del Mezzogiorno.

Il marinaio americano che si innamora di Dea è interpretato da John Phillip Law, reduce dalla popolarità che aveva avuto in Barbarella e Diabolik.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sono note due versioni del film, una di 145 minuti, l'altra, abbreviata a 123 minuti nella quale vennero tagliate delle sequenze che potevano risultare un po' più volgari (venne eliminata la parte dove la compagnia di Sordi canta la canzone Attaccati all'Asse!). La versione integrale, oltre che al cinema, è stata trasmessa durante gli anni anche dalla Rai, ma non è mai giunta su videocassetta, né su DVD.

La seconda versione fu curata dallo stesso Sordi.

Luoghi del film[modifica | modifica wikitesto]

La storia si svolge a Roma, in Abruzzo e a Bari, sebbene in alcuni casi (ad esempio Pizzico di Sotto e Canneto d'Abruzzo) l'ambientazione sia in luoghi immaginari. Diversi esterni ambientati a Bari furono girati in altri luoghi. Nonostante parte della storia sia ambientata in Abruzzo, nessuna scena è stata girata in quella regione.

La panoramica di apertura (il soldato tedesco) fu filmata alla passeggiata del Gianicolo a Roma; altre scene furono ambientate nella Galleria Colonna[3] - ora intitolata ad Alberto Sordi - e vie adiacenti; presso il Foro Italico[3] (il quartier generale delle forze Alleate in cui Mimmo e la compagnia vanno a cercare una scrittura) e il vicino Stadio dei Marmi.[3] Anche la scena ambientata nella stazione di Pizzico di Sotto, fittizia località di debutto della tournée abruzzese, fu girata nella stazione di Roma San Pietro.[3]

La casa di Don Ciccio Caracioni è Palazzo Anguillara a Faleria (VT).[3]

La produzione alloggiò a lungo a Bari, girando varie scene nella città vecchia, sul lungomare e al Teatro Petruzzelli[3] (in interni ed esterni). Una ripresa fu fatta anche nelle campagne fra Martina Franca e Locorotondo[3] (John e Dea sulla Jeep). Il porto, tuttavia, non è quello di Bari ma di Napoli in quanto all'epoca vi attraccavano le navi della Marina Americana al molo San Vincenzo;[3] anche il Grande albergo delle Nazioni (il quartier generale delle truppe alleate) è in effetti l'ex casinò Paradiso del mare di Anzio.

Sempre nel porto di Napoli, presso il molo Beverello, venne girata la scena dello spettacolo sulla nave militare USS Cascade,[4] messa a disposizione dalla United States Navy. Molti marinai americani fecero da comparsa ed è evidente come le loro uniformi siano degli anni settanta e non dei primi anni quaranta, epoca di ambientazione del film.[3]

Il teatro Pomponi in cui la compagnia viene catturata dai nazifascisti è l'ex cinema Italia a Pomezia;[3] la scena successiva, in cui la compagnia viene caricata sulle camionette e portata via fu girata nell'adiacente piazza Indipendenza.[5] Nella scena seguente, gli uomini della compagnia vengono tradotti in una caserma, che è in realtà lo stadio Domenico Francioni di Latina.[3]

Il molo dal quale la compagnia salpa dall'Abruzzo con destinazione Venezia è nel porticciolo di Bagnoli,[3] presso Napoli.

La critica[modifica | modifica wikitesto]

Callisto Cosulich nel Paese Sera del 15 settembre 1973: "Il film di Sordi si divide in due parti nettamente distinte, anche sul piano della qualità. La prima, che dura fino all'otto settembre, è piuttosto mediocre e soffre del paragone schiacciante che ciascuno può fare con la scena dell'Ambra Jovinelli nel Roma di Federico Fellini. La seconda invece trova un giusto equilibrio tra realtà, storia e convenzione, offrendoci tra l'altro una descrizione della Bari alleata assolutamente inedita per il nostro cinema. E nel far rivivere gli spettacoli e l'atmosfera di quel caotico periodo, bisogna ammettere che Polvere di stelle scopre delle ambizioni (in parte realizzate) superiori alle modeste esigenze del film di costume. Quanto agli attori, non è da oggi che ci siamo accorti che Sordi sia molto più contenuto (e quindi accettabile) quando si dirige da se stesso. Di riflesso egli è costretto a contenere anche la Vitti, per non farsi sopraffare. A furia di contenersi insomma finiscono per formare una coppia ben assortita e assai efficace".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nei titoli di coda del film il brano viene intitolato "Ando'......Haway"
  2. ^ Vedi copertina del disco su https://www.youtube.com/watch?v=GuwigKsxa3E
  3. ^ a b c d e f g h i j k l Polvere di stelle (1973) - Forum - il Davinotti
  4. ^ Rif: titoli di coda del film
  5. ^ Alberto Sordi a Pomezia

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]