Il marito (film)

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Il marito
Titolo originale Il marito
Paese di produzione Italia, Spagna
Anno 1957
Durata 82 min
Colore B/N
Audio mono
Genere commedia
Regia Nanni Loy, Gianni Puccini
Soggetto Alberto Sordi e Rodolfo Sonego
Sceneggiatura Alberto Sordi, Rodolfo Sonego, Nanni Loy, Gianni Puccini, Ruggero Maccari, Ettore Scola
Produttore Felice Zappulla per Fortunia Film, Chamartin Madrid
Fotografia Roberto Gerardi
Montaggio Gabriele Varriale
Musiche Carlo Innocenzi
Scenografia Flavio Mogherini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il marito è una commedia del 1957, diretta dai registi Nanni Loy e Gianni Puccini.

Soggetto[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Sordi sottopose il copione del film al produttore Angelo Rizzoli, all'epoca proprietario della casa di produzione Cineriz, il quale, però, non fu per nulla entusiasta del soggetto. In seguito, l'attore incontrò un produttore spagnolo, sposato e con undici figli, che si riconobbe appieno nella storia. Così il film, che in origine era ambientato nei quartieri alti di Roma, fu girato a Madrid.[senza fonte]

Di particolare impatto è la scena della morte del violoncello, fatto esplodere per aver disturbato la radiocronaca di una partita di calcio (il [[Derby di Roma |Derby Roma-Lazio]]). Ricca di suggestione nostalgica è la vista, fine anni cinquanta, della spiaggia di Ostia .

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo imprenditore Alberto Mariani (Alberto Sordi) sposa Elena Bonfanti (Aurora Bautista), diplomata in violoncello, e la sua vita comincia a cambiare in peggio. Elena è, infatti, una donna dalle molte virtù ma con un grande difetto, volere, in casa propria, la presenza costante di una madre e una sorella invadenti.

Ben presto la vita coniugale si rivela per Alberto una prigione, tra le tante rinunce (niente più partita la domenica, né uscite con amici, ma strazianti concerti di [musica da camera]]) e le mire della suocera e della cognata di trasformare la terrazza panoramica nel loro appartamentino personale.

Come se ciò non bastasse, ci si mettono anche i guai del lavoro, i prestiti, le cambiali, i ritardi di pagamento, i mancati appalti.

Afflitto anche dalle difficoltà economiche di sua sorella e dei suoi parenti, Alberto è sull'orlo della crisi quando la fortuna fa la sua comparsa sotto le sembianze di una vedova benestante. Cerca così in ogni modo di conquistare la fiducia della provocante donna fino a quando la disperata ricerca di denaro conduce Alberto a un passo dall'adulterio.

Proprio quando sembra esserci riuscito e aver salvato l'attività dal fallimento, però, moglie e parenti mandano tutto all'aria. Ormai definitivamente rovinato, Alberto è così costretto a cambiare completamente lavoro e a iniziare una vita familiare completamente diversa, completamente sottomesso ai voleri di sua moglie

La critica[modifica | modifica wikitesto]

« Tiene in piedi la farsa Alberto Sordi, più colorito e divertente che mai nelle vesti del protagonista. Inutile chiedergli di essere più composto, quieto, riservato, il clima del film, tutto allegria esteriore e tutto facili risa, lo pretende così e forse anche il pubblico...» Gian Luigi Rondi nel Il Tempo del 6 marzo 1958.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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