Carlo Romano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo musicista, vedi Carlo Romano (oboista).
Carlo Romano nel 1961

Carlo Romano (Livorno, 8 maggio 1908Roma, 16 ottobre 1975) è stato un attore, doppiatore e sceneggiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Giuseppe Romano e dell'attrice Geltrude Ricci, nota con il nome d'arte di Dina Romano e fratello minore dell'attore Felice Romano, debuttò ancora bambino, a cinque anni, al Teatro Minimo di Trieste. Nel 1927, a diciannove anni, entrò come professionista nel mondo dello spettacolo nella compagnia di prosa formata da Virgilio Talli e Wanda Capodaglio. Viene notato per il suo stile personale che si rifletteva anche sulla recitazione, improntato alla simpatia e alla cordialità, quindi gli viene dato il nomignolo di Carletto, al quale rimarrà legato fino alla fine. Poco più tardi, nel 1933, sposò l'attrice Jone Bolghero, che prese il suo cognome chiamandosi Jone Romano, e l'attore adottò Aleardo Ward[1], figlio di prime nozze della consorte, che diventò un doppiatore famoso, e quindi era diventato il nonno acquisito dei doppiatori Monica Ward, Andrea Ward e Luca Ward[2]. In seconde nozze Carlo Romano sposò Liliana de Stefano dalla quale ebbe cinque figli: Giancarlo, Dina, Luciana, Serena e Rossella. Durante la Seconda guerra mondiale si dedicò per breve tempo al teatro di rivista. Le sue attività principali rimangono quelle cinematografiche, televisive, radiofoniche, e soprattutto come doppiatore.

Sul grande schermo recitò in una sessantina di pellicole tra il 1932 e il 1974; tra le sue interpretazioni più riuscite quelle in Cavalleria rusticana di Amleto Palermi del 1939, 4 passi fra le nuvole di Alessandro Blasetti del 1942, I pagliacci di Giuseppe Fatigati del 1943 dove impersona il compositore Ruggero Leoncavallo, e quindi con alcuni film di Alberto Lattuada e Federico Fellini come Luci del varietà del 1950, firmato da entrambi, poi con I vitelloni di Fellini del 1953 e La spiaggia di Lattuada del 1954. Tra il 1954 e il 1975 collaborò inoltre alla stesura di una dozzina tra soggetti e sceneggiature.[senza fonte]

Al mezzo radiofonico iniziò nel 1939 con il dramma giallo Ombrello n. 13 scritto da Marcello Fantera e Antonio Conte per la regia di Guglielmo Morandi), cui seguono nell'immediato secondo dopoguerra programmi come Hooop... là! (1947), Radio naja condotto da Corrado Mantoni, e successivamente Ciribiribin (1953); fa parte per diversi anni della Compagnia del teatro comico musicale di Roma, spesso diretta dal fratello di Corrado, Riccardo Mantoni, dove partecipò a numerose trasmissioni di varietà, qualche volta nelle vesti del conduttore. Nel 1952 è tra gli interpreti del dramma La domenica della buona gente scritto da Vasco Pratolini e Giandomenico Giagni, per la direzione di Anton Giulio Majano, nel ruolo di Malesci, che impersonerà anche nel film realizzato l'anno seguente dallo stesso Majano. Verso la metà degli anni sessanta partecipò al quiz Caccia grossa condotto da Pippo Baudo nel 1965, nella quale impersona l'ispettore di polizia cinese Chung-Haj, ed è quindi il protagonista di trasmissioni come Giallo-quiz nel 1966 e Nero nerissimo di Mario Brancacci del 1967. Tra le sue ultime presenze ai microfoni della radio, si ricorda la rivista comico-musicale La cicala, del 1970, in cui fa coppia con Lauretta Masiero.

L'attività per la quale è rimasto più noto è quella da doppiatore; con il suo timbro di voce inconfondibile presta la voce a innumerevoli attori stranieri e italiani, arricchendo di sfumature caricaturali e, all'occorrenza, di inflessioni dialettali, numerosi personaggi cinematografici per almeno quattro decenni. Tra i suoi doppiaggi più importanti quelli di comici americani come Jerry Lewis, del quale fu la voce ufficiale, Bob Hope, Lou Costello, conosciuto in Italia come il Pinotto della coppia Gianni e Pinotto, quindi Chico Marx, Jack Oakie, Red Skelton e il francese Louis de Funès. Tra gli attori più noti che ha doppiato: Fred Astaire, James Cagney, Peter Lorre, Ernest Borgnine, Peter Ustinov, Eli Wallach, Rod Steiger e il Jason Robards di C'era una volta il West. La sua voce è inoltre legata al personaggio di Don Camillo, interpretato sullo schermo per cinque pellicole dall'attore francese Fernandel.

Anche nei film d'animazione la sua voce fu una presenza costante: per la Walt Disney Pictures doppiò il Grillo Parlante in Pinocchio (1940), il Re in Cenerentola (1950, nel ridoppiaggio del 1967), il Cappellaio Matto in Alice nel Paese delle Meraviglie (1951), l'Avvoltoio ne Il libro della giungla (1967), l'uccello segretario in Pomi d'ottone e manici di scopa (1971) e lo sceriffo di Nottingham in Robin Hood (1973). Per la Toei Animation giapponese, ne Il gatto con gli stivali (1969) era la voce del gatto Pero. La sua voce è presente anche in alcuni film d'animazione italiani: La rosa di Bagdad di Anton Giulio Domenghini e Il signor Rossi cerca la felicità diretto da Bruno Bozzetto.

Romano fu attivo anche sul piccolo schermo: iniziò a collaborare dal 1956, quando fu il coautore, insieme a Bruno Corbucci, dello sceneggiato televisivo per la Tv dei ragazzi Il marziano Filippo. Nel 1959 è nel cast del programma Il Mattatore accanto a Vittorio Gassman, mentre negli anni sessanta compare in alcuni sceneggiati conferendo tratti di istintiva simpatia e umanità ai personaggi da lui interpretati, come Kalubbe in Tutto da rifare pover'uomo (1960), il Luigi Paternò di Peppino Girella, diretto da Eduardo De Filippo e Isabella Quarantotti, quindi il Wilkins Micawber in David Copperfield diretto da Majano nel 1965. È inoltre sua la voce italiana di Alfred Hitchcock nella serie Alfred Hitchcock presenta, di Henry Calvin, il Sergente Garcia ne Zorro, oltre all'ultimo suo lavoro, il doppiaggio di Nick Carter, nelle trasmissioni dedicate ai fumetti trasposti per la Tv Gulp! (1972) e in alcuni episodi della seconda serie intitolata Supergulp! realizzato da Bonvi e diretta da Giancarlo Governi e Guido De Maria. Dopo la sua morte, il doppiaggio di Nick Carter venne effettuato da Stefano Sibaldi[3].

L'ultima apparizione come attore avvenne nell'originale televisivo Le cinque stagioni, diretto da Gianni Amico nel 1975 e presentato in televisione un anno dopo la sua scomparsa. Romano morì a 67 anni la sera del 16 ottobre 1975 alla casa di cura Villa Flaminia di Roma, in cui era ricoverato da pochi giorni per un'improvvisa malattia.[4]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Romano nel film 4 passi fra le nuvole (1942)
Carlo Romano (a sinistra) con Yvonne Sanson, Gina Lollobrigida e Agostino Salvietti in una pausa di lavorazione del film Campane a martello di Luigi Zampa (1949)
Carlo Romano con Clara Calamai nel film Il socio invisibile (1939)

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Animazione[modifica | modifica wikitesto]

Teatrografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Hai fatto un affare, commedia di Aldo Fabrizi, Marcello Marchesi e Mario Mattoli, regia di Mattoli, Compagnia di Prosa Teatro Nostro, prima al Teatro Salone Margherita, di Roma il 14 settembre 1944.[5]

Prosa radiofonica Rai[modifica | modifica wikitesto]

  • Il matrimonio di Sganarello di Molière, regia di Guglielmo Morandi, trasmessa il 20 novembre 1945.
  • I due sordi di Jules Moinaux, regia di Guglielmo Morandi, trasmessa il 27 novembre 1945.
  • Nina non far la stupida di Rossato e Giachetti, regia di Franco Rossi, trasmessa il 29 giugno 1946.
  • Favola di Natale di Ugo Betti, regia di Anton Giulio Majano, trasmessa il 19 gennaio 1948.
  • Displaced persons di Vito Blasi, regia di Franco Rossi, 1951.
  • Il bugiardo, di Carlo Goldoni, regia di Guglielmo Morandi, 1951.
  • L'abito verde di De Fleres e De Caillavet, regia di Guglielmo Morandi, trasmessa il 7 giugno 1954.
  • I racconti del principale di Cechov, regia di Marco Visconti, 12 puntate trasmesse nel 1957.

Varietà radiofonici Rai[modifica | modifica wikitesto]

  • Ooop...là!, varietà, orchestra di Leone Gentili, presenta Carlo Romano, regia di Riccardo Mantoni, 1948.
  • Abbicciddì di Ricci e Romano, Compagnia del teatro comico di Roma, orchestra di Gino Filippini, regia di Silvio Gigli, 1952.
  • Facciamo la rivista, varietà di Guasta, Ricci e Romano, regia di Silvio Gigli, 1953.
  • Aria d'estate, varietà di Ricci e Carlo Romano, trasmessa da giugno a settembre 1955.
  • Quando i mariti sono in vacanza, di Faele e Romano, regia di Maurizio Jurgens, trasmessa nell'agosto 1957.
  • Tartarino e la canzone, testi di Enrico Vaime, 1963.
  • Hollywoodiana di D'Ottavi e Lionello, regia di Riccardo Mantoni, 1967.

Prosa televisiva Rai[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aleardo Ward Archiviato il 29 ottobre 2013 in Internet Archive. ilmondodeidoppiatori.it
  2. ^ LUCA WARD e il doppiaggio (2012) | ilmondodeidoppiatori.it
  3. ^ Si veda il sito Le voci di Nick Carter con un raro filmato del 1973 dove Carlo Romano è negli studi di doppiaggio a dare la voce al personaggio di Bonvi.
  4. ^ Ugo Casiraghi, Un volto cordiale, una voce familiare (PDF), in l'Unità, 18 ottobre 1975, p. 9. URL consultato il 9 giugno 2019.
  5. ^ Il Tempo, quotidiano di Roma

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gerardo Di Cola, Carlo Romano, in Le voci del tempo perduto. La storia del doppiaggio e dei suoi interpreti dal 1927 al 1970, eDiCola, Chieti, 2004 ISBN 88-8267-023-6
  • Riccardo F. Esposito, Voci e carisma, in Don Camillo e Peppone. Cronache cinematografiche dalla Bassa Padana 1951-1965, Le Mani - Microart's, Recco, 2008 (ISBN 978-88-8012-455-9), pp. 33–35.
  • RadiocorriereTV

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN19892461 · ISNI (EN0000 0000 6158 1110 · SBN IT\ICCU\SCMV\032666 · LCCN (ENno2009095432 · BNF (FRcb14221914w (data)