Rosita Pisano

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Rosita Pisano in una foto del 1962

Rosita Pisano, nome d'arte di Rosa Pisano (Napoli, 15 ottobre 1919Roma, 24 dicembre 1975[1]), è stata un'attrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Apparteneva a una famiglia di attori: suo nonno, Gerardo Cosenza, fu autore e attore teatrale dal 1866 al 1930, i genitori Margherita e Gennaro Pisano per 12 anni recitarono nella compagnia di Raffaele Viviani e poi, dal 1933 al 1952, in quella dei fratelli De Filippo. Infine lo zio Gigi Pisano fu autore teatrale e attore comico: insieme a Giuseppe Cioffi formò una nota coppia della canzone napoletana dal 1927 alla fine degli anni '50.

Ancora adolescente debutta nella compagnia dei De Filippo, rimanendo successivamente con il solo Eduardo dopo la separazione tra il medesimo e il fratello Peppino.

La troviamo tra le interpreti di Questi fantasmi, Filumena Marturano, Le voci di dentro, Napoli Milionaria e decine di altre commedie che porteranno la compagnia in giro per i maggiori teatri italiani, e anche davanti ai microfoni della Rai. Nella stagione 1952-53 è tra i protagonisti della rivista musicale Tarantella napoletana di Ettore Giannini. Nel 1953-54 è al fianco di Ugo Tognazzi nella commedia brillante Barbanera bel tempo si spera di Scarnicci e Tarabusi.

Rosita Pisano passa successivamente dal 1955 al 1959 con Nino Taranto, impegnata in una serie di commedie quali Bello di papa, L'ultimo scugnizzo, Caviale e lenticchie e altre ancora, debuttando nello stesso periodo in televisione. Dal 1963 al 1966 recita a Napoli al teatro Bracco in una serie di fortunate commedie brillanti come La monaca fauza, nella quale è protagonista. Nella stagione teatrale 1967-68 viene chiamata dal regista Giuseppe Patroni Griffi ad interpretare la figura di Nannina nell'atto unico La musica dei ciechi di Raffaele Viviani, recitando quindi la parte che nel 1917 fu di sua madre Margherita accanto allo stesso Viviani. Questo allestimento teatrale, oltre che in giro nei massimi teatri italiani, fu portato in tournée anche in Germania, a Weisbaden, e in Inghilterra, a Londra, all'Oldvic Theatre.

Nella stagione 1968-69 è accanto a Renato Rascel in Venti zecchini d'oro, commedia musicale scritta da Luigi Magni e Pasquale Festa Campanile con la regia di Franco Zeffirelli.

È molto attiva anche nel doppiaggio, specializzandosi in voci di popolane napoletane come in Operazione San Gennaro o nel Il giudizio universale.

Nel 1971 affianca Anna Magnani e Massimo Ranieri nel film per la televisione La sciantosa di Alfredo Giannetti.

Moglie dell'attore Mario Frera, è la madre del cantautore Paolo Frescura. Muore all'età di 56 anni.

Il cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il suo esordio nel cinema risale al 1942 con il film Non ti pago!. Girerà quindi una lunga serie di pellicole sino alla prima metà degli anni settanta accanto a Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, Tina Pica, Totò, Alberto Sordi e moltissimi altri.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Prosa televisiva[modifica | modifica wikitesto]

  • O presidente, (1956)
  • L'amico di sua eccellenza, (1956)
  • Il coraggio, (1962)
  • Avvocato Carraturo, (1962)
  • Fine mese, (1963)
  • Agenzia matrimoniale, (1963)
  • Caviale e lenticchie, (1963)
  • Bello di papà, (1963)
  • I papà nascono negli armadi, (1963)
  • Vita di Marotta, (1965)
  • Nora seconda, (1965)
  • La sera del sabato, (1966)
  • Spine d'arancio, (1966)
  • I graditi ospiti, (1966)
  • Il valore commerciale, (1967)
  • Angelina mia, (1967)
  • Napoli notte e giorno ("La musica dei ciechi"), (1969)
  • Le donne balorde (episodio "xx Ferragosto"), (1970)
  • Piccole storie - L'assistito, (1970)

Prosa radiofonica RAI[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico Lancia, Roberto Poppi. Dizionario del cinema italiano - Le Attrici. Gremese Editore, 2003. ISBN 888440214X

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Le attrici, Gremese editore Roma 1999
  • Dizionari Bolaffi del cinema, 1945/1955 - 1956/1966
  • Dizionario dei registi, di Pino Farinotti SugarCo Milano 1993
  • Il Radiocorriere.

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