Feronia

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Testa di Feronia. Reperto datato ultimo quarto del II sec. a.C. e originario di Punta di Leano, Terracina

Feronia, secondo la mitologia romana, era una dea della fertilità.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Feronia era una dea di origine italica, protettrice dei boschi e delle messi, celebrata dai malati e dagli schiavi riusciti a liberarsi. Tra i luoghi sacri a essa dedicati figurano Scorano[1], oggi frazione di Capena, ove sorge il Lucus Feroniae, il santuario principale; a seguire Trebula Mutuesca (oggi Monteleone Sabino), Terracina, Preneste (oggi Palestrina), Etruria e l'area sacra di largo di Torre Argentina (tempio C) a Roma.

Feronia diede presumibilmente anche il nome a una località della Sardegna (forse in prossimità dell'attuale Posada) citata in molte carte antiche, ma mai individuata con precisione.

Si narra che fosse la madre di Erilo, al quale era riuscita a procurare tre corpi e tre anime. Quando Evandro uccise Erilo, infatti, dovette ripetere l'operazione per tre volte.

La popolarità di Feronia nelle regioni dell'Italia centrale è testimoniata da numerose iscrizioni. A San Severino Marche un teatro porta il suo nome poiché nelle sue vicinanze si doveva trovare un tempio a ella dedicato; in frazione Monticchio dell'Aquila si erge tuttora una statua con delle scritte a lei dedicate; il capoluogo abruzzese è inoltre luogo delle più antiche testimonianze di celebrazione di Feronia.

Era considerata da alcuni la paredra del dio Soranus e identificata anche con la divinità etrusca Cavatha[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Strabone, Geografia, V, 2,9.
  2. ^ Strabone, Geografia, capitolo V

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]


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