Auspicia

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Gli Auspicia (plurale dal latino auspicium), secondo la religione romana, sono divinazioni tratte dall'osservazione di fenomeni considerati divini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nati come divinazioni tratte dall'augure dall'osservazione del volo degli uccelli, acquisite dagli Etruschi, [1] nel tempo sono state tratte da altri tipi di osservazioni.

Tenuti in gran conto durante l'epoca Monarchica e per lungo tempo anche durante quella Repubblicana, gli Auspicia con il tempo andarono perdendo il loro carattere religioso, acquisendo quello di atto tradizionale, tanto che verso la fine della Repubblica, accadeva che gli auguri fossero pagati per trarre presagi positivi.[2]

Tipi di auspicia[modifica | modifica wikitesto]

Presso i romani esistevano cinque diversi tipi di auspici.

Ex avibus (dagli uccelli)[modifica | modifica wikitesto]

Anche se gli auspici spesso erano di questo tipo, non tutti gli uccelli del cielo erano considerati come portatori della volontà degli Dei. C'erano due classi di uccelli: gli Oscines, che esprimevano la volontà degli dei attraverso il loro canto, e gli Alites, che esprimevano gli auspici attraverso il volo. A seconda del movimento degli uccelli, del loro numero e da altri fattori, un augure tracciava dei segni immaginari nel cielo e poi li riportava, proiettandoli, sul pavimento, creando una specie di mappa.

Ex caelo[modifica | modifica wikitesto]

Questo auspicio, una particolare forma di aeromanzia, comportato l'osservazione di tuoni e fulmini e spesso è stato visto come l'auspicio più importante. Ogni volta che un augure riferiva che Giove aveva mandato giù tuoni e fulmini, non si potevano tenere i comitia.

I Romani consideravano come segno favorevole il lampo che balenava nel cielo da sinistra a destra, e sfavorevole il lampo che scorreva da destra a sinistra.[3]

Ex tripudiis[modifica | modifica wikitesto]

Questi auspici erano legati alle abitudini alimentari dei polli e generalmente sono stati utilizzati durante le spedizioni militari. I polli erano tenuti in una gabbia sotto la cura del pullarius; questo, quando si dove trarre gli auspici, liberava i volatili ai quali veniva lanciato qualche forma di pane. Se i polli si rifiutavano di uscire dalle gabbie o di mangiare, se battevano le ali o volavano via, l'auspicio era considerato sfavorevole.

Ex quadrupedibus (da quadrupedi)[modifica | modifica wikitesto]

Questi auspici, che non venivano utilizzati nelle funzioni pubbliche, venivano tratti dal cammino di un quadrupede, una volpe, lupo, cavallo, o un cane, che attraversava il percorso di una persona.

Ex Diris (da presagi)[modifica | modifica wikitesto]

A questa categoria di auspici apparteneva ogni altro evento o avvenimento che non rientra nelle altre categorie. Potevano essere accadimenti accidentali, come uno starnuto o un inciampo, che poteva essere preso come un segno degli dei da interpretate.


Auspicia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ascanio, figlio di Enea, trasse auspici favorevoli, nella forma di un lampo che scorreva da sinistra a destra, prima di scendere in battaglia contro Mezenzio.[4]
  • Romolo accettò la nomina solo dopo aver preso gli auspici favorevoli del volere degli dei, che si manifestò con un lampo che balenò da sinistra verso destra.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dionisio di Alicarnasso, Antichità romane, II, 5, 5.
  2. ^ Dionisio di Alicarnasso, Antichità romane, II, 6, 2.
  3. ^ Dionisio di Alicarnasso, Antichità romane, II, 5, 2.
  4. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, II, 5, 5.
  5. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, II, 5, 1-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]