Santuario di Ercole Vincitore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Santuario di Ercole Vincitore
Tivoli s Ercole - il fantasma del tempio sul podio P1120632.jpg
Sagoma della fronte del tempio
CiviltàCiviltà romana
UtilizzoSantuario
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneTivoli
Amministrazione
EnteIstituto Autonomo di Villa Adriana e Villa d'Este
ResponsabileAndrea Bruciati
VisitabileSi
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°57′47.74″N 12°47′32.42″E / 41.963261°N 12.792339°E41.963261; 12.792339

Il santuario di Ercole Vincitore è uno dei maggiori complessi sacri dell'architettura romana in epoca repubblicana. Situato a Tivoli,[1] venne edificato nel corso del II secolo a.C. Svetonio racconta che qui Augusto amministrò la giustizia in numerose occasioni, sotto i portici del santuario.[2]

Dal 1 settembre 2016, il santuario è riunito, sotto un'unica gestione autonoma, ai siti monumentali di Villa Adriana, di Villa d'Este, della Mensa Ponderaria e del Mausoleo dei Plauzi, il nuovo organismo (denominato Le Villae)[3] è diretto da Andrea Bruciati.[4]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Si trattava di una struttura di dimensioni imponenti, rimasta a lungo molto deteriorata e la cui opera di restauro è stata completata solo nel giugno 2011[5]. Sorgeva su un tratto dell'antica via Tiburtina e porzioni importanti del complesso vennero inglobate nella ex-cartiera di Tivoli (sottostante il quartiere medioevale).

Il santuario, a pianta rettangolare (188 x 140 m), misurava originariamente 3000 m2 è composto di tre parti principali: il teatro, che sfrutta il naturale digradare del terreno, una grande piazza con portici ed il tempio vero e proprio.

Una serie di terrazzamenti, portici e colonnati creavano una grandiosa scenografia intorno al luogo di culto, secondo i gusti del II e I secolo a.C. Il santuario era posto fuori dalle mura della città, lungo la via che anticamente collegava il Sannio alla pianura romana e rappresentava uno snodo economico cruciale per tutte le popolazioni dell'Italia centro-meridionale.

Culto di Ercole[modifica | modifica wikitesto]

L'antica città di Tivoli si identificava col culto di Ercole (Herculaneum Tibur) proprio in virtù della sua posizione strategica e lo venerava sia come dio guerriero (che aveva permesso la storica vittoria sui Volsci[6]), sia come protettore dei commerci e della transumanza delle greggi, attività fondamentale per l'originaria economia cittadina.

Il culto di Ercole, uno dei più importanti del Lazio, è originario di Tivoli e la tradizione vuole che fosse esportato a Roma in età tardo-repubblicana da Marco Ottavio Erennio[7].

Il tempio ospitava un collegio di musici (tibicines) tra i più importanti e ben frequentati d'Italia. Le danze e i canti del culto si celebravano nel mese di agosto.

La struttura del tempio, con il teatro adagiato sulla collina dominato dal luogo sacro vero e proprio, ha molte affinità con la vicina e coeva area sacra del Santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina, ancora ben conservata e visitabile.

Negli anni 2008/2009 l'area del santuario è stata oggetto di una serie di interventi di restauro e valorizzazione, in particolar modo del teatro. I lavori hanno portato alla luce parte delle strutture originarie e condotto al recupero e all'apertura al pubblico del complesso[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Strabone, Geografia, V, 3,11.
  2. ^ SvetonioAugustus, 72
  3. ^ Le «Villae», ecco il logo per Villa d'Este e Villa Adriana a Tivoli. URL consultato il 5 novembre 2018.
  4. ^ News, su www.villaadriana.beniculturali.it, 1º marzo 2017. URL consultato il 5 novembre 2018.
  5. ^ Vedi: Terranews.it Archiviato il 28 novembre 2011 in Internet Archive.
  6. ^ Villa Adriana e Villa d'Este - Santuario di Ercole Vincitore - Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
  7. ^ Anna Maria Reggiani, Tivoli: il Santuario di Ercole Vincitore, Mondadori Electa, 1998, p. 12, ISBN 978-88-435-6839-0. URL consultato il 2 febbraio 2018.
  8. ^ archeologia.beniculturali.it, http://www.archeologia.beniculturali.it/index.php?it/142/scavi/scaviarcheologici_4e048966cfa3a/253.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]