Albe (Massa d'Albe)

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Albe
frazione
Albe – Veduta
Veduta di Albe e del monte Velino
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
ComuneMassa d'Albe-Stemma.png Massa d'Albe
Territorio
Coordinate42°04′55.2″N 13°24′31.3″E / 42.082°N 13.408694°E42.082; 13.408694 (Albe)Coordinate: 42°04′55.2″N 13°24′31.3″E / 42.082°N 13.408694°E42.082; 13.408694 (Albe)
Altitudine1 010 m s.l.m.
Abitanti83[1] (2011)
Altre informazioni
Cod. postale67050
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
TargaAQ
Nome abitantialbensi, albesi
Patronosan Nicola
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Albe
Albe

Albe è una frazione di Massa d'Albe in provincia dell'Aquila.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

I ruderi del borgo medievale, distrutto dal terremoto della Marsica del 1915, si trovano alle pendici della collina di San Nicola a 1 010 m s.l.m.[1] Il paese nuovo è stato ricostruito più in basso vicino al sito archeologico di Alba Fucens. L'area è dominata dalle vette del monte Velino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

(italiano medievale)

«…Re Carlo,
quando sappelo,
Alve fece guastare»

(IT)

«…quando Carlo d'Angiò seppe [che gli albensi avevano parteggiato per Corradino di Svevia durante la battaglia di Tagliacozzo] fece distruggere Albe»

(Buccio di Ranallo[2])
Disegno di Edward Lear (Viaggio nell'Abruzzo romantico, 1843-1844)
Chiesa di San Nicola

Nel Medioevo la cittadella divenne sede di contea dei conti dei Marsi per poi passare agli Orsini. Nei dintorni, presso i piani Palentini il 23 agosto del 1268 si svolse la battaglia di Tagliacozzo. Albe, avendo parteggiato per i ghibellini e Corradino di Svevia che uscirono sconfitti, fu rasa al suolo da Carlo I d'Angiò[3].

Passata agli inizi del secolo XV per investitura di Giovanna II di Napoli e per volontà di Papa Martino V ai Colonna, signori di Genazzano, nella persona di Lorenzo e poi di Odoardo suo figlio che pur mantenendone il titolo, ne dovette cedere il controllo agli Orsini per alcuni decenni dello stesso secolo. Dal 1496 anno della morte di Ferdinando II d'Aragona con conseguente salita al trono di Federico I di Napoli, i titoli di conte di Albe e duca di Tagliacozzo vennero definitivamente confermati ai Colonna che possedettero gran parte dei territori della Marsica.

In seguito Albe perse man mano importanza essendo dapprima assoggettata all'università di Massa Corona (la contemporanea Massa d'Albe), poi ad Avezzano, diventata sede dei nuovi feudatari[4] fino all'eversione feudale del 1806[5].

Tra il XVI secolo ed il XVIII secolo furono redatte alcune pergamene a scopo ecclesiastico di grande valore storico sia per Albe che per il territorio marsicano[6].

Nel 1915 il borgo medievale fu distrutto e abbandonato in seguito al terremoto della Marsica. I geologi a causa della gravità della distruzione e della consistenza delle macerie ritennero di ricostruire la nuova Albe più a valle, a ridosso del sito archeologico di Alba Fucens[7].

Durante la Seconda guerra mondiale il feldmaresciallo Albert Kesselring stabilì il quartier generale delle SS nel castello medievale di Albe che tornò a svolgere dopo oltre un secolo dall'eversione feudale una funzione militare[8].

A cominciare dagli anni novanta una parte del borgo medievale è stata oggetto di alcuni lavori di restauro architettonico[9].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Ruderi del castello Orsini sullo sfondo di Albe Vecchia
Processione delle Grandi Reliquie

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello Orsini (Massa d'Albe).
Castello Orsini
I ruderi della fortezza si trovano nel sito originario del borgo vecchio di Albe, sulla collina di San Nicola. La rocca è stata edificata tra il XIV ed il XV secolo[10].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Alba Fucens.
Alba Fucens
Colonia romana divenuta una città commerciale, edificata nel IV secolo a.C. In località Arci si trovano i resti del ponte sifone dell'acquedotto romano che collegava la città antica alla sorgente di Sant'Eugenia oltre il valico di Fonte Capo la Maina, in località Santa Jona.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica nell'ambito della diocesi di Avezzano[11].

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Frazione di Albe, Il Portale d'Abruzzo. URL consultato il 25 febbraio 2017.
  2. ^ Buccio di Ranallo: "Cronaca", c. 1362 (aquil.), quart. 143, p. 28.
  3. ^ Carlo d'Angiò distrugge Albe, TerreMarsicane (Giovambattista Pitoni, Alvaro Salvi) (archiviato dall'url originale il 26 luglio 2015).
  4. ^ Orsini e Colonna, Comune di Avezzano.
  5. ^ I Colonna conti di Albe e duchi di Tagliacozzo, TerreMarsicane (Francesco Belmaggio) (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2016).
  6. ^ Le pergamene, TerreMarsicane (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2015).
  7. ^ Fabrizio Galadini e Giuliano Milana (a cura di), Le Radici Spezzate, Marsica 1915–2015, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, 16 gennaio 2015. URL consultato il 6 settembre 2016.
  8. ^ Massa d'Albe, Parco Sirente Velino. URL consultato il 4 aprile 2O19.
  9. ^ Ernesto Di Renzo, Il borgo medievale di Alba Fucens: i piccoli sassi d'Abruzzo, Il Centro, 12 luglio 2018. URL consultato il 28 marzo 2019.
  10. ^ Castello Orsini, Regione Abruzzo. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2017).
  11. ^ Presbiteri incardinati, Diocesi di Avezzano. URL consultato il 25 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 15 agosto 2017).
  12. ^ a b c Alba Fucens, IlPrimato.com. URL consultato il 25 febbraio 2017.
  13. ^ Storia di Alba Fucens, Albafucens.info. URL consultato il 25 febbraio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori vari, Enciclopedia UTET, Torino, 1968
  • L. Lopez, Lago del Fucino e dintorni, Japadre editore, L'Aquila, 1976
  • C. Tollis, Origini e vicende di Massa d'Albe, Edizioni Fabiani, Pescara, 1977
  • G. Pitoni, A. Salvi, Albe medioevale. Cenni storici. Foto d'epoca, LCL stampe litografiche, Avezzano, 2002

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Albe, su terremarsicane.it, Terre Marsicane. URL consultato l'11 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2016).
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